E gli atei?
Luglio 20, 2008 by Davide Galati
Il più grande dono che ci ha fatto Dio è quello della libertà, libertà anche di rifiutarlo, di non credergli, quindi se qualcuno decide di non credere nella sua esistenza è liberissimo di farlo. Questo lo rende una persona, in qualche modo, inferiore a chi crede? No, assolutamente. Egli ha la stessa dignità di qualunque altra persona e per un credente cattolico questo vuol dire che egli ha la dignità che gli deriva dall’essere figlio di Dio e fratello di Cristo. Non solo, al credente viene anche chiesto di vivere coerentemente con ciò in cui crede e questo non è sempre facile, anzi, ma la consapevolezza del credente e le sue scelte di fede lo costringono a doverci provare. Non è raro incontrare persone atee che si comportano meglio di coloro che si dichiarano credenti, anche se non è mai possibile entrare nel cuore delle persone e quindi giudicare davvero i comportamenti. Di recente, anche giustamente, gli atei e gli agnostici si sono riuniti in associazioni, quello che rilevo però è che spesso e volentieri si pongono “contro”, contro chi ha fede, contro la religione, contro chi crede. Questo è triste perchè credo che non si crei nessun tipo di cultura nell’andare “contro”, ma solo nel confronto. Un’altra cosa che ho rilevato è spesso la presenza di notizie che mettono le religioni in cattiva luce, notizie poco o per nulla approfondite, ma a cui fanno sempre seguito una serie di commenti che variano dall’insulto gratuito alla rabbia. Questo mi lascia decisamente perplesso dal momento che non ho mai trovato una rabbia espressa con tale violenza sui siti religiosi che frequento, mi viene naturale chiedermi perché questa rabbia e da dove essa si generi. Per me la risposta più evidente, anche se mi procura tristezza, è che la mancanza di Cristo genera rabbia e violenza. A onor del vero, qualcuno a cui rivolsi questo interrogativo, ammise che le cose stavano così, ma si giustificò dicendo che si tratta di uno sfogo per le angherie e la mancanza di rispetto che le religioni (a vario titolo e in diverso modo) fanno subire loro. Io risposi che, anche ammesso e non concesso che fosse così (infatti è discutibile e tutto da dimostrare), sono sempre stato convinto che la base dell’essere civile sia il rispetto verso l’altro, sempre e comunque, anche se l’altro non mostra rispetto verso di te. La legge del taglione è passata di moda o dovrebbe esserlo da parecchio tempo e non in virtù di altro che della civiltà. L’insulto è sempre l’espressione di una rabbia repressa e dell’incapacità di un dialogo sereno. La rabbia spesso si genera dalla paura, anzi quasi sempre direi. Ognuno di noi sperimenta le paure della vita ogni giorno, forse, effettivamente, affrontarle da soli può spaventare molto di più.
Matteo 5:43 Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto?
Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.
L’uomo arrivò con passo leggero, camminava guardandosi continuamente intorno, sembrava ammirasse ogni cosa e un sorriso sereno stava sul suo volto. Il vecchio lo fissò con attenzione, non era molto più giovane di lui, anzi potevano quasi essere coetanei, ma aveva una forma invidiabile.
- Scusate se vi disturbo - disse il vecchio timidamente quando l’uomo gli fu vicino - ma mi chiedevo se per caso questo fosse vostro… - e così dicendo gli mostrò il piccolo crocifisso che i bambini avevano trovato in quel crocevia.
- Non mi disturbate, anzi mi fa piacere avere la possibilità di scambiare due parole - poi osservò il crocifisso - ma mi dispiace, non è mio di sicuro
- In che senso?
- Vedete io non credo esista un dio e sicuramente non credo nelle religioni e nei loro simboli
- Non l’avrei mai detto
- E perché mai?
- Perché vi vedo così tranquillo, sereno…
- Perché? Credete si possa essere sereni solo se si crede in Dio?
- No, forse no, ma non vi ponete mai degli interrogativi su chi siete? Su dove andate? Sul senso della vostra esistenza?
L’uomo sorrise: - Forse sì, forse no, ma di sicuro preferisco vivere ogni momento per quello che è
- Capisco, però avete guardato il crocifisso senza riderne
- E perché mai avrei dovuto riderne? Esso è un simbolo importante per molte persone e se anche per me non significa nulla non c’è motivo per cui debba deriderlo, davvero
- Avete ragione e vi dimostrate sensibile e saggio, ma non tutti sono come voi Un po’ di tempo fa è passata di qui un’anziana signora, il suo mestiere aveva a che fare con le stelle, era una scienziata, ma non ricordo di preciso cosa facesse, però alla vista del crocifisso si era quasi agitata e ne rideva
- Che posso dirle… persone tristi ce ne sono ovunque…
- Già… - confermò il vecchio abbassando lo sguardo e riponendo il crocifisso dorato.
L’uomo riprese a guardarsi intorno e poi proseguì per la sua strada, mentre il vecchio lo osservò allontanarsi e poi tornò a fissare il crocevia.









