Festival Biblico 2013

maggio 14, 2013

Avete notato che di recente ho pubblicato alcuni interessanti articoli di Gennaro Stammati che riprendevano temi trattati durante il Festival Biblico del 2012, l’ho fatto sia perché, lo ripeto, sono molto interessanti, ma anche perché si sta avvicinando l’edizione del Festival Biblico 2013 che vedrà Verona protagonista per tre giorni e il sottoscritto particolarmente impegnato il primo giugno, sia con la Verona Minor Hierusalem sia con il mio libro Fantasy “E un elfo li radunò…”, ma al riguardo conto di darvi maggiori dettagli la settimana prossima… naturalmente questo mio impegno ha fatto sì che non abbia scritto molto sul blog nell’ultimo periodo, ma conto di recuperare a Giugno.

Ciao a tutti

Davide

Festival Biblico – 2012 – Luoghi di Rivelazione: dove sulla terra si apre il cielo

maggio 7, 2013

Intervento di Francesco Rossi De Gasperis[1]

Vicenza – 25 maggio 2012

Francesco Rossi De Gasperis, autore assieme ad Antonella Carfagna[2] del volume Luoghi di Rivelazione, apre la sua presentazione facendo un excursus sui suoi 37 anni a Gerusalemme, sui pellegrinaggi  e sul modo di relazionarsi con la Terra del Santo.

Oltre che rimandare gli ascoltatori al suo libro, padre Francesco menziona il lavoro di altri che hanno sviluppato lo stesso tema:

  • Terra Santa e Libro Santo – di Francesco Rossi De Gasperis e Antonella Carfagna
  • I canti della terra del mio pellegrinaggio – di Antonella Carfagna
  • La Bible sur le Terrain (tradotto recentemente in italiano con il titolo: La Bibbia nella sua Terra) – di padre Jacques Fontaine

Tutti questi scritti non sono altro che un modo di onorare la Divinità camminando sulla terra, ed in particolare camminando in Terra Santa, accompagnati dalla lettura della Bibbia. In un viaggio spirituale lungo le strade della Palestina si vogliono mettere a nudo radici della nostra fede, scoprire e ritrovare, lontani dalla quotidianità del nostro mondo, il contatto con la Parola che meglio risuona là dove fu ascoltata la prima volta.

La Terra e la Bibbia sono un tutt’uno così come l’Antico e il Nuovo Testamento: elementi inscindibili per scoprire e riscoprire la fede in Terra Santa per poi viverla nella terra di tutti i giorni. Per questo il tema che lega tutte le esperienze del pellegrino è contenuto in un versetto del Salmo 119: “Sono canti per me i tuoi precetti, nella terra del mio pellegrinaggio”.

Inquadrato così il rapporto relazionale fra la Bibbia e la Terra, padre Francesco sviluppa il tema dell’Alleanza. Nella storia della salvezza, dopo che la Parola creatrice si è rivelata al Popolo Eletto, possiamo contare le molte volte in cui l’Alleanza è stata rinnovata fino a giungere al messaggio del Nuovo Testamento che fa germogliare lo spirito dell’amore nelle relazioni uomo-Dio e uomo-prossimo.

Rileggendo il Salmo 40 noi tutti possiamo ritrovare i temi del pellegrinaggio che esalta il legame con la Divinità: dall’invocazione a Dio che ha le sue radici nella speranza (“Ho sperato: ho sperato nel Signore ed egli su di me si è chinato, ha dato ascolto al mio grido”.) l’uomo canta un canto nuovo (“Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo: lode al nostro Dio”.) e non ha paura di proclamare a voce alta la sua fede in Dio (“Ho annunziato la tua giustizia nella grande assemblea; vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore: tu lo sai. Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato. Non ho nascosto la tua grazia e la tua fedeltà alla grande assemblea”.). Il salmista, ora che ha gustato la bontà del Signore dichiara di accettare senza riserve la Sua legge:

Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

Sul rotolo del libro di me è scritto

che io faccia il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero,

la tua legge è nel profondo del mio cuore».

E gli stessi temi si rintracciano nella Lettera agli Ebrei (10,7) dove l’autore che ha fatta sua l’obbedienza alla Legge del Signore, la mette sulle labbra del Cristo.

Con questo vibrante messaggio, padre Francesco riprende il tema del legame Terra-Bibbia-Pellegrinaggio e lo lega all’esperienza di Israele all’indomani della distruzione del Tempio. Proprio qui si rintraccia un tema nuovo: non c’è più il Tempio ma nasce il nuovo tempio che è l’uomo perché Dio più che templi vuole viventi. Ed è in questa luce che va vista la Chiesa dove l’uomo, come dice Isaia, è sempre “servo” (anche nella crudele e cruenta esperienza della Shoah), e in nome della rinnovata Alleanza onora la Divinità con un cuore nuovo. Per questo dobbiamo interpretare la Nuova Alleanza partendo dalla Bibbia e riflettere sui due contraenti: il Signore ed Israele. L’Alleanza è ancora con Israele, con la proiezione universale che ha creato il “popolo di Dio”, e particolarmente in Terra Santa il contraente è l’Israele dell’accoglienza, non della separazione. Ad Israele spetta il merito di aver conservata la storia della Salvezza ma è proprio a Gerusalemme che questa storia deve realizzarsi perché, come dice il Salmo 87, tutti siamo nati a Gerusalemme.

Padre Francesco Rossi De Gasperis conclude la sua presentazione ponendo l’accento sulla speranza che deve essere il legame fra Terra Santa e uomo, fra uomo e uomo in tutti i dialoghi interreligiosi.

 

© Ricerca e redazione a cura di Gennaro Stammati

 

 Personale GS.Libri

Festival Biblico 2012

Rossi De Gasperis

Rev. 06.12

 

 

 


[1] Francesco Rossi De Gasperis, gesuita, dal 1966 al 1995 ha tenuto corsi di teologia biblica, dogmatica e spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Si è occupato di lectio divina e si interessa alle radici ebraiche della fede cristiana e alla teologia cristiana di Israele. Dal 1977 fa parte della comunità del Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme.

[2] Antonella Carfagna ha compiuto gli studi filosofici, teologici e biblici presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico di Roma, perfezionandosi a Gerusalemme. Insegna Sacra Scrittura in alcuni Istituti di scienze religiose e da anni coadiuva con diversi gruppi e comunità nella lectio divina in Italia e a Gerusalemme, accompagnando pellegrinaggi nella Terra Santa che siano veri e propri esercizi spirituali.

Festival Biblico – 2012 L’assedio di Gerusalemme ad opera di Sennacherib, sovrano assiro: storia e archeologia

aprile 24, 2013

Intervento di Simonetta Ponchia[1]

 

Vicenza – 25 maggio 2012

Simonetta Ponchia apre un’interessante pagina di storia.

Il quadro storico:

  • La storia ricorda il potente regno Assiro nelle sue tre dimensioni:
    • dal 1950 al 1365 a.C. detto anche Antico Impero o Paleoassiro
    • dal 1365 al 932 a.C. detto anche Medio Impero o Medioassiro
    • dal 911 al 612 a.C. detto anche Nuovo Impero o Neoassiro
  • Nel secondo periodo l’Assiria butta le basi della sua espansione quando, nel 1115 a.C. Tiglat-Pileser I (1115-1076 a.C.) attraversa l’Eufrate e conquista Mushki (l’antica Meshech menzionata nel Salmo 120,5), avanza verso est e verso ovest conquistando e distruggendo tutto quello che incontrava sul suo cammino;
  • Nel terzo periodo, un suo discendente, Tiglat-Pileser III (re dal 745 al 727 a.C.), impossessatosi del potere e rafforzati i confini del suo impero, occupa la Filistea, invade Israele e impone pesanti tributi ai popoli che aveva assoggettato;
  • Un nuovo monarca, Sargon II (re dal 721 al 705 a. C.) regna in Assiria: invade la Samaria, dando inizio alla diaspora, distrugge di fatto il regno del nord d’Israele e invade la Giudea, impossessandosi di Gerusalemme. Nel 705 a.C. Sargon fu ucciso in battaglia;
  • Un nuovo personaggio prende il potere: Sennacherib, figlio di Sargon II, re di Assiria dal 705 al 681 a.C.

Inquadrato così il periodo di cui vuole trattare, Simonetta Ponchia si sofferma sulla figura di Sennacherib e sull’assedio di Grusalemme.

Quello che la storia ha ricostruito può essere così riassunto:

Sennacherib, appena salito al trono, non riceve il tributo che il Regno di Giuda gli versava a seguito del vassallaggio concordato fra Sargon II re d’Assiria e Ahaz re di Giuda. Non solo, ma Ezechia di Giuda, succeduto al padre Ahaz, forma un’alleanza con Sethos faraone d’Egitto, contro l’Assiria. Nel 701 a.C. Sennacherib organizza una campagna contro i suoi nemici, conquista la Giudea, distrugge 46 città sul suo cammino,  muove verso Gerusalemme che pone sotto assedio imponendo pesanti tributi a tutto il territorio.

La guerra di Sennacherib contro Ezechia e Sethos ci viene confermata da:

  • diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia che testimoniano che re Sennacherib di Assiria aveva condotto due campagne contro Ezechia di Giuda;
  • alcuni passi delle Storie di Erodoto (2:141) in cui si accenna ad un’epidemia causata dai topi che avrebbe colpito l’esercito assiro;
  • alcuni passi ricavati da reperti archeologici assiri (il “Prisma di Taylor” ora presso il British Museum) secondo cui Sennacherib dopo aver vinto le sue battaglie avrebbe cinto d’Assedio Gerusalemme che avrebbe negoziano la pace pagando forti tributi per non essere distrutta;
  • dalla Bibbia, e particolarmente:
  • 2Re capitoli 18 e 19;
  • 2Cr capitol 32;
  • 2Macc 8:19; 15:22;
  • Sir 48:18-21;
  • Is 30:1-4 e capitoli 36 e 37.

Secondo i brani della Bibbia, dopo la ribellione di re Ezechia, il re assiro Sennacherib invase tutta la Giudea e cinse d’assedio Gerusalemme. Nonostante un ripensamento da parte di re Ezechia che pagò un forte tributo di vassallaggio, Sennacherib mantenne l’assedio attorno a Gerusalemme: re Ezechia, strappatosi le vesti, consigliato dal profeta Isaia, chiese aiuto al Signore pregandolo nel Tempio. Il Signore prestò ascolto alla preghiera: l’ “angelo del Signore” intervenne e colpì 185.000 soldati assiri. Così fallì l’assedio e Sennacherib tornò nella sua città di Ninive, dove fu ucciso dai suoi stessi figli.

Simonetta Ponchia si sofferma in particolare sui passi della Bibbia confrontandoli sui ritrovamenti archeologici e le fonti extrabibliche:

  • i nomi delle città e dei partecipanti generalmente concordano in tutte le fonti;
  • da quanto è stato trovato si può ragionevolmente affermare che non fu veramente cinta da uno stretto assedio anche se ci sono le prove che le strade di accesso furono bloccate;
  • un bassorilievo trovato a Ninive dall’archeologo britannico Austen Henry Layard, mostra re Sennacherib che cinge d’assedio la città di Lachish (Tell el Duweir);
  • in un secondo bassorielievo, sempre proveniente da Ninive, notiamo re Sennacherib che riceve il pagamento dei tributi da parte di alcuni inviati semiti

La presentazione si conclude con la proiezione di alcune diapositive che mostrano i vari scavi e i reperti archeologici da cui gli esperti hanno rintracciato notevoli concordanze con il testo biblico.

© Ricerca e redazione a cura di Gennaro Stammati

 


[1] Simonetta Ponchia ha conseguito la laurea in Lettere nel 1982 presso l’Università degli Studi di Padova e il dottorato di ricerca nel 1992 presso l’Istituto Orientale di Napoli. Nel 1990 ha  ottenuto una Fellowship by courtesy presso la Johns Hopkins University di Baltimora. Dal 2001 è professore associato di Storia del Vicino Oriente antico presso l’Università degli Studi di Verona. Ha svolto attività didattica nell’ambito di progetti Erasmus nel 2008 presso l’Institut für Assyriologie und Hethitologie dell’Università di Monaco, nel 2012 presso la Bilkent University di Ankara. Dal 2001 al 2005 ha cooperato, sulla base di una convenzione tra l’Università di Verona e l’Università di Udine, alla ricerca archeologica sul sito dell’antica Qatna, in Siria. Dal 2004 al 2009 a un’attività di ricerca storico-archeologica in Turchia centrale, nell’ambito di un progetto internazionale coordinato dal Prof. K. Strobel (Università di Klagenfurt). Fa parte dei comitati scientifici che curano l’edizione delle riviste internazionali Kaskal: Rivista di storia, ambienti e culture del Vicino Oriente antico  e State Archive of Assyria Bulletin, e della serie Acta Sileni.

Abelis

aprile 11, 2013

Volevo ringraziare tutti quelli che ieri hanno partecipato all’incontro su Fantasy e Fede e ricordarvi il secondo incontro che si terrà mercoledì 17 nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi a Verona sul Tema Fede e Libertà in Tolkien.

E colgo l’occasione anche per parlarvi brevemente di Abelis, di don Mauro Leonardi, edito per Lindau.

AbelisAbelis è definito un Fantasy metafisico, ma in realtà è una grande storia d’Amore, d’Amore con la A maiuscola. Una storia che è in realtà una metafora per parlare della nostra realtà, delle fatiche e delle paure che ognuno di noi incontra nella vita e che rischiano di schiacciarlo. Una storia che anche se non parla di fede e di Dio esplicitamente è una storia ricca di fede e di Dio. Innamorarsi è decidere di esistere, è una delle frasi che fanno da filo conduttore di Abelis, a sottolineare come si esiste solo se si Ama. Solo l’Amore ci permette di venire all’esistenza, di essere.

Un consiglio, se cercate una bel libro che abbia una storia che possa essere letta a più livelli e abbia anche un messaggio di grande speranza e di fede allora leggete Abelis, non ve ne pentirete.

 

Fantasy e Fede

aprile 2, 2013

Spero che le feste pasquali siano andate bene per tutti, spero che davvero siamo riusciti tutti a far risuonare, anche se timidamente quell’annuncio: “Cristo è risorto! E’ veramente risorto”. Poi ricordiamoci che il Tempo Pasquale non si esaurisce in questi due giorni di festa, ma prosegue e si estende ad ogni momento della nostra vita.

Cambiando argomento, oggi volevo segnalarvi due appuntamenti importanti dei prossimi giorni, sopratutto se siete di Verona:

Volevo segnalarvi due incontri che si terranno nella parrocchia dei Santi Angeli Custodi, via Brunelleschi 6, Verona, nel salone don Luigi Fiorini, con l’organizzazione del gruppo Custodi di Cultura:

-         Mercoledì 10 aprile alle 20.45, per il ciclo Fantasy e Fede – don Mauro Leonardi parlerà con Davide Galati del suo ultimo libro: Abelis, un fantasy metafisico uscito per le Edizioni Lindau. L’incontro sarà anche l’occasione per parlare di che cosa vuol dire scrivere Fantasy avendo Fede.

- Mercoledì 17 aprile, alle 20.45, per il cicolo Fantasy e Fede – don Manuel Magalini insieme a Davide Galati parleranno di fede e libertà in Tolkien. Durante l’incontro Davide Galati racconterà anche della sua esperienza di scrittore Fantasy alla luce della fede.

Se potete venire sarà anche l’occasione di salutarci di persona.

Buona Pasqua di Resurrezione

marzo 28, 2013

Oggi inizia, per chi crede, il triduo delle celebrazioni pasquali e domenica festeggeremo la Pasqua di Resurrezione del Signore. Voglio augurare a tutti che questo periodo porti davvero a una Pasqua di Resurrezione. Poi penso ai miei amici e conoscenti non credenti, e magari ce ne sarà qualcuno anche tra voi che leggete queste righe, o magari non proprio del tutto non credenti, ma neanche del tutto credenti e mi chiedo se è giusto fare loro un augurio del genere? Io penso di sì, perché è il mio augurio ed è un bell’augurio e se anche chi lo riceve non ci crede, beh pazienza non gli sto certo augurando qualcosa di brutto, anzi. Oggi troppo spesso ci troviamo impantanati nel “politically correct” (politicamente corretto) e intendiamo il rispetto dell’altro in maniera completamente sbagliata. Rispettare l’altro e le sue idee non significa annullare le mie idee e credenze, bensì trattarlo come tratteresti te stesso. Ecco perché io auguro a tutti voi una buona Pasqua di Resurrezione, anche se non credete in Gesù, anche se siete atei, buddhisti, islamici, ebrei o quant’altro, perché io ci credo e, dal mio punto di vista, rispettando sempre ciò in cui credete o non credete, questo è il massimo che vi posso augurare e anche per voi, come per me, io vorrei il massimo.

La battaglia si infiamma – E’ davvero la Sua Tomba?

marzo 26, 2013

The Battle Rages - Is The Tomb Really His?

As with all controversial subjects, there are strong opinions on both sides of the equation. It is no different when it comes to the Jesus Family Tomb issue as to whether the http://www.jesusfamilytomb.com/essential_facts/1980_discovery.html” target=”_blank”>archeological dig in Talpiot, a suburb of Jerusalem, was really the burial place of Jesus of Nazareth and his family. As of this time, the dig is not active; however, dialogue is very much alive.

One of the chief proponents of the Jesus Family Tomb ishttp://www.jesusfamilytomb.com/experts/professors/james_tabor.html” target=”_blank”> Dr. James Tabor, Professor and Chair of the Department of Religious Studies at the University of North Carolina at Charlotte. In spite of the fact that interest in the Jesus Family Tomb has taken a decided downturn in the wake of some very unfavorable responses to the film, Dr. Tabor continues to defend the thesis of the film and the idea that Jesus, the man, was married andhttp://www.jesusfamilytomb.com/the_tomb/yehuda_bar_yeshua.html” target=”_blank”> had a son and that he did not resurrect, as most of Christianity believes.

Dr. Tabor’s Take

Dr. Tabor has written his theory in a recent book entitled, The Jesus Dynasty: The Hidden History of Jesus, His Royal Family, and the Birth of Christianity. Essentially, his thoughts rejecthttp://www.jesusfamilytomb.com/holy_family/mary.html” target=”_blank”> the virgin birth of Jesus, establish that Jesus was a royal messiah and John the Baptist (Jesus’ cousin) a priestly messiah. The focus, rather than being on Jesus and his purpose on earth, was that both Jesus and John taught a return to Torah and the kingdom of God. He further says that Jesus, after facing off with the Pharisees in Jerusalem, expected that God would save his mission, but he ended up crucified instead. He claims Jesus did not rise from the dead, but thehttp://www.jesusfamilytomb.com/theological_considerations/resurrection.html” target=”_blank”> idea of a resurrection was something that was added later on to the story. Since Jesus and all of his brothers were of the Davidic line, they would form the new Davidic Dynasty and after Jesus’ death, his brother Joseph took the helm to be followed later by James. According to Dr. Tabor’s thought, orthodox Christianity as it is known was really developed by Paul in opposition to why Jesus and his brothers taught.

Many Scholars Have Changed Their Minds

Interestingly, many of the scholars who responded to the initial find and http://www.jesusfamilytomb.com/movie_overview.html” target=”_blank”>the subsequent film in terms of it being of monumental significance have since backed away from the issue. Much of the information and theory surrounding what was touted as fact, has turned out to be assumption. There are a number of archeologists who are interested in furthering the dig and finding more information but the interest has definitely waned over time.

At this point in time, there seems to be more weight on the side of those who do not believe the tomb is that of Jesus. The debate continues.

 La battaglia si infiamma - La tomba è veramente la Sua?

 

Come con tutti i soggetti controversi, ci sono forti opinioni su entrambi i lati dell’equazione. E lo stesso capita quando si finisce col parlare della Tomba di Famiglia di Gesù cosí come se lo scavo archeologico a Talpiot, un quartiere di Gerusalemme, sia davvero il luogo di sepoltura di Gesú di Nazareth e della sua famiglia. Ad oggi lo scavo non é attivo, ma il dialogo é molto vivo.

Uno dei principali sostenitori della Tomba di famiglia di Gesú é il dottor James Tabor, professore e capo del Dipartimento di Studi Religiosi all’Universitá della North Carolina a Charlotte. Nonostante il fatto che l’interesse nella Tomba di Famiglia di Gesú é andato scemando dopo alcuni commenti molto sfavorevoli al film, il Dottor Tabor continua a sostenere la tesi del film e l’idea che Gesú, l’uomo, fosse sposato avesse un figlio e non risorse, come credono molti Cristiani.
 

La posizione del Dottor Tabor

 
Il dottor Tabor ha scritto la sua teoria in un recente libro intitolato “The Jesus Dynasty: the hidden history of Jesus, his royal family, and the Birth of Christianity” (La dinastia di Gesù: la storia segreta di Gesù, la sua famiglia reale e la nascita della cristianitá). Essenzialmente egli rifiuta la nascita virginale di Gesù, stabilisce che Gesù era il messia regale e Giovanni il Battista (cugino di Gesù) ilmmessia sacerdote. L’obiettivo, invece di essere su Gesù e il suo scopo sulla terra, era che entrambi, Gesù e Giovanni insegnavano un ritorno alla Torah e al Regno di Dio. Egli dice inoltre che Gesù, dopo essersi confrontato coi Farisei a Gerusalemme, si aspettava che Dio salvasse la sua missione, ma finí con l’essere crocifisso. Egli sostiene che Gesù non risorse, ma l’idea della resurrezione é qualcosa che fu aggiunto dopo alla storia. Dal momento che Gesù e tutti i suoi fratelli erano della linea Davidica, avrebbero formato la nuova dinastia di Davide e dopo la morte di Gesú, suo fratello Giuseppe prese il timone per essere seguito, successivamente da Giacomo. Secondo il pensiero del Dr. Tabor, la Cristianitá ortodossa come é conosciuta oggi fu sviluppata da Paolo in opposizione a ció che che Gesú e i suoi fratelli insegnavano.
 

Molti studiosi hanno cambiato idea

È interessante che molti degli studiosi che avevano risposto alla scoperta iniziale e al susseguente film in termini che essa fosse di un significato monumentale si sono tirati indietro sull’argomento. Molte delle informazioni e delle teorie che circondavano quello che era propagandato come un fatto, finirono col diventare ipotesi. C’erano un certo numero di archeologi che erano interessati nello scavare piú a fondo e trovare piú informazioni, ma l’interesse é definitivamente scemato col tempo.

A questo punto, sembra ci sia molto piú peso dalla parte di quelli che non credono che la tomba sia quella di Gesú. Il dibattito continua.

Credo ci sia poco da aggiungere. Il dottor Tabor ha la sua idea, ma non trova conforto nei suoi colleghi accademici che anzi, dopo un primo entusiasmo (molto probabilmente dopo aver esaminato i fatti e non le ipotesi e la loro spettacolarizzazione, ma questa è una mia opinione), ritengono l’intera vicenda, cioé che quella sia la tomba di famiglia di Gesú, priva di qualunque fondamento.

Il Messaggio di Gesù e la Tomba di Gesù

marzo 19, 2013

The Message of Jesus and the Jesus Tomb

By LC Duplatt, Publisher of Angels and Ghosts.com

The recent announcement of the Jesus Tomb discovery has awakened some Christians into attacking the spectacular find, without even considering the evidence presented. This is due to Christianity’s teaching that Jesus physical body literally ascended up into the earth’s atmosphere and disappeared. When one considers the magnitude of the possible evidence of his body’s burial in a stone ossuary, to some it immediately implies that Christian teachings are erroneous and that Jesus message is being attacked. Is Jesus message to the world of love, hope and peace being degraded through a potential find of his remains, or is it actually being strengthened through archaeological evidence that supports that Jesus did in fact exist? To me, the greatest implication of the Jesus Tomb documentary is that archaeology has most likely proven Jesus walked the earth some 2000 years ago.

What is interesting to note is how the message of Christianity evolved over two millennia. Even more interesting is when one considers how Jesus true message seems to have been changed over time by certain religious and political leaders attempting to create a state religion from his teachings. To look at all this, we must first look at Jesus ministry as told in the four gospels and identify what and to whom he spoke.

We are told that Jesus walked through villages and countryside with people flocking to hear him speak. His words were delivered with power and amazed the common people, as he spent time with them and demonstrated compassion who were spiritually broken by religious leaders. Jesus did not attack these common people, otherwise they would most likely have never followed him. He did, however, speak against religious leaders of his day who were burdening these same people. Jesus taught in parables, so that religious leaders who could only interpret, teach and lead others through literal laws found in others writings, would not grasp the true, hidden, spiritual message within his stories.

Thus, we are told in Matthew 13:13 that Jesus stated, “This is why I speak to them in parables, because seeing they do not see, and hearing they do not hear, nor do they understand.” Jesus message of truth was a spiritual message that needs to be heard within one’s very being. He taught (in Luke 17, for example) that the kingdom of God is within each of us and that it neither would be found outside of one’s self, nor could it be seen with the physical eyes. God would and could speak within the heart of each individual. Who needs a religion to interpret what God is saying to you, if God will speak to you directly? This very concept was an attack against religion that relies on outward buildings, programs, laws and purveyors of doctrines to control people, typically through fear. A message against dogma such as this is what eventually led Jesus to his death by crucifixion.

After Jesus death, we are told in accounts that many people saw him. But this begs the question, what did they see? There are numerous descriptions in the gospels of different people not recognizing Jesus physical appearance. This means his body looked different. If his physical body was the same as before, we could be quite certain that his followers who had spent more than three years with him would have recognized him easily. Something was very different about his appearance, as we are told he walked through walls and appeared and disappeared in the midst of his disciples.

This evidence, found in the Bible’s New Testament, readily supports the idea that Jesus did not appear to followers in his old physical body after his death and resurrection. His was a body that we are simply not familiar with, and what we may assume was a newer, better, spiritual representation. Jesus simply demonstrated that death of his physical body could not destroy who he was or his message. His old body was of no importance, as it was cast aside for something better.

History shows that followers remained vigil in following Jesus teachings. They met in small groups, while men and women visited them trying to establish some core beliefs and teachings based upon the words of Jesus. Still, many varying beliefs existed and evolved over a few hundred years until theRoman Emperor Constantine (in 325 AD) formed the first Nicene Council in a successful attempt to organize a state religion. A government-led group of men decided over subsequent years what canons (laws) would be taught, what texts would be destroyed (such as the gnostic gospels), while buildings were erected and offerings collected. All of this was established in order to organize the people under one a single, state-based religion. Thus, organized Christianity was born and today the many denominations and doctrines around the world can trace their roots back to this first Nicene Council.

Over time, the true, spiritual message that Jesus taught appears to have been forgotten. It is interesting to think that even Jesus tomb had also been lost until recently. Most likely, Jesus story from a couple thousand years ago had been re-written by the very thing he attacked: religion. Now, experts such as Simcha Jacobovici, James Cameron, Dr. James Tabor and others just might be revealing the greatest truth that has been buried by more than just dirt and rocks.

Il messaggio di Gesù e la tomba di Gesù 

di LC Duplatt, editore del sito Angels and Ghost.com (Angeli e Fantasmi)

Il recente annuncio della scoperta della Tomba di Gesù ha risvegliato alcuni Cristiani nell’attaccare lo spettacolare ritrovamento, senza nemmeno considerare le prove presentate. Questo a causa dell’insegnamento della Cristianitá che il corpo fisico di Gesù é letteralmente asceso nell’atmosfera terrestre ed é scomparso. Quando uno considera la grandezza della possibilità della prova del suo corpo sepolto in un ossario di pietra, per qualcuno, immediatamente, implica che gli insegnamenti Cristiani sono erronei e che il messaggio di Gesù é sotto attacco. É il messaggio di Gesù al mondo di amore, speranza e pace degradato a causa del potenziale ritrovamento dei suoi resti o é forse rinforzato dalle prove archeologiche che Gesù é di fatto realmente esistito? Per me, la piú grande implicazione del documentario sulla Tomba di Gesù é che l’archeologia ha provato che Gesù ha camminato sulla terra circa 2000 anni fa.

Cos’é interessante notare é come il messaggio della Cristianitá si é evoluto in 2000 anni. Ancora piú interessante é quando uno consideri come il vero messaggio di Gesú sembri essere stato cambiato nel tempo da alcuni leader politici e religiosi che hanno tentato di creare una religione di stato dai suoi insegnamenti. Per guardare a tutto questo dobbiamo prima guardare al ministero di Gesù come é presentato nei quattro Vangeli e identificare cosa e a chi lui parli.

Ci é stato detto che é Gesù ha camminato per villaggi e paesi con persone che lo seguivano per ascoltarlo. Le sue parole erano dette con autoritá e stupivano la gente comune, perché trascorreva del tempo con loro e dimostrava compassione a coloro che erano spiritualmente allontanati dai leader religiosi. Gesù non attaccava questa gente comune, altrimenti non lo avrebbero mai seguito. Egli, comunque, parlava contro i leader religiosi dei suoi giorni che opprimevano quelle stesse persone. Gesù insegnava in parabole, cosí che i leader religiosi che potevano solo interpretare, insegnare e condurre gli altri attraverso la lettera della legge trova negli scritti altrui, non avrebbero colto il vero, nascosto, messaggio spirituale nelle sue storie.

Così, ci é stato detto in Matteo 13, 13 che Gesù ha dichiarato:”Questo é perché parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano e ascoltando non odano, né capiscano.” Il messaggio di verità di Gesù é un messaggio spirituale che deve essere ascoltato all’interno del proprio essere. Egli ha insegnato (in Luca 17 per esempio) che il Regno di Dio é in ciascuno di noi è che non sará  mai trovato fuori di noi stessi, né puó essere visto con gli occhi fisici. Dio potrebbe e vorrebbe parlare al cuore di ciascun individuo. A che serve una religione per interpretare cosa Dio ti sta dicendo, se Dio parla a te direttamente? Questo intero concetto fu un attacco alla religione che si basa su costruzioni esterne, programmi, leggi e fornitori di dottrine per controllare le persone, tipicamente con la paura. Un messaggio contro il dogma tale da portarlo, probabilmente, alla sua morte per crocifissione.

Dopo la morte di Gesù, ci é detto negli scritti che molte persone lo videro. Ma questo ci porta alla domanda, cosa videro? Ci sono numerose descrizioni nei Vangeli di persone differenti che non riconoscono l’apparenza fisica di Gesú. Questo significa che il suo corpo sembrava differente. Se il suo corpo fisico ero lo stesso di prima, noi possiamo essere abbastanza certi che i suoi seguaci, che avevano trascorso piú di tre anni con lui lo avrebbero riconosciuto facilmente. Qualcosa da molto diverso riguardo la sua apparenza, come ci é stato detto camminava attraverso i muri e appariva e scompariva in mezzo ai suoi discepoli.

Questa prova, trovata nel Nuovo Testamento della Bibbia, supporta prontamente l’idea che Gesú non apparve ai suoi seguaci nel suo vecchio corpo fisico dopo la sua morte e resurrezione. Il suo era un corpo col quale non eravamo familiari e che possiamo credere fosse uno nuovo, migliore, una rappresentazione spirituale. Gesù ha semplicemente dimostrato che la morte del suo corpo fisico non ha potuto distruggere che egli era o il suo messaggio. Il suo vecchio corpo non era importante, poiché é stato messo da parte per qualcosa di meglio.

La storia ci mostra che i seguaci  rimasero vigili nel seguire gli insegnamenti di Gesú. Si incontravano in piccoli gruppi, mentre uomini e donne li visitavano tentando di stabilire alcune credenze e insegnamenti fondamentali basati sulle parole di Gesù. Inoltre, molte varie credenze esistevano e si evolsero per alcune centinaia di anni fino a quando l’imperatore romano Costantino (325 d. C.) indisse il primo concilio di Nicea nel tentativo riuscito di organizzare una religione di stato. Un gruppo di uomini guidati dal governo decise negli anni seguenti che canone (leggi) dovevano essere insegnati, che testi dovevano essere distrutti (ad esempio i Vangeli gnostici), mentre edifici erano eretti e offerte raccolte. Tutto questo fu deciso per organizzare le persone sotto un’unica religione di stato. Cosí la Cristianitá organizzata nacque e oggi molte delle denominazioni e delle dottrine in tutto il mondo possono far risalire le loro origini al Primo Concilio di Nicea.

Col tempo, il vero, messaggio spirituale che Gesù aveva insegnato sembra essere scomparso. È interessante pensare che anche la tomba di Gesù é andata persa fino ad oggi. Sopratutto la vera storia di Gesù é stata riscritta da duemila anni a questa parte dalla stessa istituzione che lui ha attaccato: la religione. Ora esperti quali Simcha Jacobovici, James Cameron, Dr. James Tabor e altri potrebbero star rivelando la piú grande veritá che é stata sepolta da molto piú che solo sporco e detriti.

 

Credo sia importante andare a visitare il sito sugli Angeli e i Fantasmi di cui Duplatt é editore almeno per sapere chi é che scrive queste cose. Ma veniamo al contenuto di quanto da lui affermato qui sopra. Se notate, il primo paragrafo non fa altro che ridurre Cristo a un messaggio di amore, pace e speranza, cose vere e belle, ma parziali che automaticamente pongono Gesù sullo stesso piano di altri personaggi storici. É una visione di Gesù che potremmo chiamare riduzione di Gesù, perché a un Gesù così chi é che non crede? Invece si eliminano tutte quelle parti su Gesù che creano problemi. Infine si chiude, il paragrafo, con un’affermazione che sembra condivisibile, ma che inrealtá sottintende che, ad oggi, la prova storica dell’esistenza di Cristo non l’abbiamo, ma non é cosí.

Subito dopo si fanno delle affermazioni che dovrebbero far storcere il naso a molti. Si dice che il messaggio della Cristianitá si è evoluto in 2000 anni, ma non é vero. La Chiesa Cattolica ha mantenuto intatto questo messaggio portando lo sempre uguale attraverso 2000 anni e oltre, quello che é cambiato sono stati i modi di proporrò che hanno cercato di adattarsi ai tempi, senza riuscirci sempre. Inoltre si dice che questo messaggio é stato modificato per l’interesse di pochi, ma anche questo non é vero ed è verificabile. Abbiamo migliaia e migliaia di codici del Nuovo Testamento, codici antichi, e quindi qualunque alterazione sarebbe facilmente verificabile e quello che si può verificare invece é che non c’é stata alcuna alterazione. Il Vangelo che la Chiesa custodisce e che tra l’altro é quello che lei ha definito come canone é sempre lo stesso da 2000 anni. E tutti fanno riferimento a questo Vangelo per conoscere Gesù.

Gesù non attaccava i leader religiosi dell’epoca, ma il loro atteggiamento. La religione ebraica non é mai stata attaccata da Gesù, tanto é vero che in Matteo al capitolo 5 dice chiaramente che non é venuto ad abolire la Legge, che nulla, neanche uno iota (la più piccola delle lettere) passerá e invita a seguire la Legge con piú giustizia degli scribi e dei farisei, cioé ad essere ancora più ortodossi di loro. E tra i suoi seguaci c’erano anche membri del Sinedrio. Quindi Gesù non attaccava nessuno, tantomeno le autoritá religiose, ma attaccava certi modi di comportarsi in cui, magari, le autoritá religiose rischiavano di cadere piú spesso degli altri. 

Se é vero che Dio parla a ognuno di noi personalmente é anche vero che ognuno di noi é inserito in una comunitá. È questo si puó verificare in tutta la Bibbia, compreso il nuovo testamento. Gesù parla ai dodici singolarmente e in gruppo ecco perché l’aspetto comunitario é fondamentale e Gesù non ha mai parlato di abrogare la religione, ma di un rapporto e di una visione diversa di Dio, ma all’interno della tradizione che giá c’era.

É vero, si dice che molti lo videro resuscitato, ma non si dice che non lo riconobbero, ma che ci misero un po’ questo tranne per i discepoli che lo riconobbero subito, Tommaso addirittura verifica che il corpo di Gesù sia proprio quello è non un altro. La Maddalena invece lo scambia per il giardiniere, perché? Non abbiamo una risposta certa, ma puó essere che il dolore e la realtá non le permettessero di riconoscerò immediatamente, peró non passa molto che lo riconosca. Anche i discepoli di Emmaus non lo riconoscono subito, eppure lo avevano visto altre volte di sicuro, ma che in che condizioni lo avevano visto? Da lontano, all’interno di una folla e non si aspettavano di rivederlo, é chiaro da come parlano. Quindi nessuno parla di un corpo diverso, perché allora poteva essere benissimo un’altra persona che si spacciava per lui, ma si parla proprio di Gesú risorto col suo corpo, col corpo col quale é morto, tanto é vero che Tommaso tocca le prove della crocifissione.

Quello che invece ci dice Gesù, col suo messaggio, ma sopratutto con la sua morte e resurrezione, ci ha proprio detto che il nostro corpo é importante, qualunque esso sia, é pieno di dignitá ed é lo strumento col quale possiamo amare.

Naturalmente l’argomento del concilio di Nicea é molto piú complesso da come é presentato qui. Il concilio di Nicea fu convocato per fare chiarezza sulle teorie di Ario che proclamavano Gesù essere il piú grande dei creati, scelto da Dio e da Lui elevato quasi a divinitá, ma non Dio stesso. Tanto é vero che la risposta del concilio fu il Credo che i cattolici dicono ancora oggi e in particolare “Dio da Dio, Dio vero da Dio vero, generato non creato”. Ma questo lo decise Costantino o pochi uomini di potere? Secondo voi a Costantino non avrebbe fatto piú comodo la tesi di Ario? Perché se Gesù era una creatura scelta da Dio nulla vietava che Dio ne avesse scelte altre successivamente e quale scelta migliore dell’imperatore? La scelta che il concilio fece, invece, a Costantino non conveniva per nulla. La scelta dei testi sacri canonici fu fatta basandosi su dei criteri semplicissimi e se cercate sul mio blog li trovate anche analizzati a fondo, ma in sostanza si scelsero le opere piú lette nelle comunitá cristiane e la cui tradizione ne attestava l’origine e l’antichitá.

Come possiamo affermare che il vero messaggio di Gesú col tempo era scomparso? E che la storia di Gesú é stata riscritta dalla Chiesa? Se é un’opinione, va bene, ognuno ha le sue, ma se si pretende di farla passare come un dato di fatto bisognerebbe provarlo. Quello che sicuramente é provato é il valore storico dei Vangeli (tanto che lo stesso autore dell’articolo e gli stessi autori di questo filmato/sito/libro sulle tombe di Talpiot li citano in continuazione) che la Chiesa ha custodito e tramandato con cura per quasi 2000 anni e tutto questo puó essere provato, il resto no.

Benvenuto Francesco

marzo 14, 2013

E’ difficile dire qualcosa sul nuovo papa che non sia già stato detto. E’ difficile evitare di lasciarsi trasportare dai propri stati d’animo e forse non è neanche giusto. Ieri sera seguivo gli avvenimenti, come penso molti di voi, in diretta mentre i miei due bambini giocavano e guardavano i cartoni animati e vi confesso che mi sono emozionato. Papa Francesco mi sembra perfettamente in linea, in continuità col pontificato di Papa Benedetto XVI, ho avuto l’impressione che Benedetto XVI gli abbia preparato la strada. Prima del conclave tutti hanno espresso le loro opinioni e il cardinale Bergoglio non era certo tra i favoriti, invece è stato scelto proprio lui e in brevissimo tempo. Questo cosa significa? L’unità sostanziale della Chiesa e che la Chiesa ragiona in maniera diversa dal mondo, molto diversa e ringraziamo il Signore di questo.

Francesco è il nome di mio papà, Francesco è il nome di mio figlio (Francesco Mauro per l’esattezza), ma Francesco è il nome anche di un grande santo, amato e rispettato da tutti. E’ il nome di un santo che fu chiamato da Dio a restaurare la sua chiesa, che ha fatto della povertà il suo stile di vita, che è stato capace di dialogare davvero con l’Islam, che è stato capace di evangelizzare sempre rispettando ed essendo rispettato.

Inoltre egli è un gesuita, un intellettuale. Mai ieri ha parlato di papa, ma sempre di “vescovo di Roma” e ha ricordato come la chiesa di Roma presieda sulle altre nella carità, citando così Ignazio di Antiochia, ma anche richiamando quell’ideale di fraternità che dovrebbe stare alla base di tutto.

Grazie Benedetto XVI, benvenuto Francesco, preghiamo per te.

Grazie Benedetto XVI

marzo 12, 2013

Non avevo ancora scritto nulla sul gesto di Benedetto XVI che ha scosso un po’ tutti, credenti e non credenti, ma oggi, in occasione dell’apertura del conclave mi sembra doveroso dire alcune parole, non molte e semplici.

Benedetto XVI è stato un grande Papa, ammetto che quando è stato eletto non facevo certo salti di gioia, ma in realtà conoscevo Joseph Ratzinger solo per sentito dire. Da quando è diventato Papa l’ho seguito più da vicino, ho letto ciò che ha scritto e visto ciò che ha fatto e ho imparato ad amarlo, ad apprezzarlo e sopratutto a stimarlo.

E’ stato un Papa di grande cultura e forza, di grande semplicità e chiarezza, è stato il Papa di cui c’era bisogno, perché la Chiesa ha bisogno di uomini così, di una guida così.

Col gesto di rinunciare al suo incarico ha dimostrato ancora di più la sua caratura morale e spirituale, come ha detto un mio amico, è stato un gesto magistrale, cioè da maestro, da colui che vuole guidare, mostrare, insegnare la strada. E’ stato un gesto che ha sottolineato il valore di servizio della carica di pontefice e che ha messo in crisi davvero le coscienze di tutti (quanto non si sono chiesti perché altri uomini di potere non facciano lo stesso? Forse la risposta sta proprio nel tipo di potere che il papato rappresenta, un potere che è a servizio, mai dominio sugli altri). E’ stato anche un gesto che ha mostrato, concretamente come lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio, aleggi sulla sua Chiesa e non la abbandoni mai.

Sono sicuro che anche in questo conclave sarà presente lo Spirito di Dio, quindi al di là di tanti discorsi e scommesse e ragionamenti, affidiamoci a Lui e preghiamo per i nostri vescovi, ma oggi sopratutto per i cardinali perché sappiano aprirsi a questo Spirito che mai li abbandona e mai ci abbandona.

The Second Coming – La seconda venuta

marzo 5, 2013

One of the central beliefs of Christianity is that of the Second Coming of Jesus Christ. Referenced in the Bible and attributed to prophecies made in the Old Testament, as well as those attributed to statements made by Jesus himself, the second coming in Christianity represents the establishment of God’s righteousness on earth and the triumph of God over sin and death.

The term the Second Coming refers to the Christian belief that Jesus will return to earth so as to fulfill the Messianic prophecy. The Messianic prophecy is comprised of three components: the raising of the dead, the Last Judgment and the establishment of God’s kingdom on earth. The term Second Coming is derived from the fact that Jesus of Nazareth’s life on earth is deemed the First Coming. The First Coming represents Jesus sacrifice in which he died for sin while the Second Coming will be characterized by Jesus eternal triumph over sin.

In addition to the Second Coming, the return of Jesus to the earth has also been described as the Second Advent, from the Latin adventus, which means “coming.” The original Greek of the New Testament refers to this event as Parousia, meaning the “appearance and subsequent presence with”, which was derived from descriptions of royal visits in the ancient world. The specific phrase Second Coming is not itself found in the Bible.

Jesus return to the earth will mark his reign as a king and it is believed that he will reign for a thousand years (Revelation 20: 1-6). In the New Testament, Jesus promises his followers that he will return: “At that time the sign of the Son of Man will appear in the sky, and all the nations of the earth will mourn. They will see the Son of Man coming on the clouds of the sky, with power and great glory” (Matthew 24:30). The Second Coming is the time when Christians believe that the Last Judgment will occur, when individuals will be judged and when salvation will be granted only to those who submit to Jesus.

The Second Coming is linked to the Ascension of Jesus; in Acts 1:11, individuals who witnessed the Ascension after the Crucifixion and Resurrection of Jesus hear the angels proclaim: “Men of Galilee why do you stand here looking into the sky? This same Jesus, who has been taken from you into heaven, will come back in the same way you have seen him go into heaven.”

References to the return of Jesus to the earth are featured in the Apostle’s Creed (“He will come again to judge the living and the dead”) and more prominently in the Nicene Creed (“He shall come again with glory to judge the living and the dead; of His kingdom there shall be no end”), the latter of which is the most widespread reference to the Second Coming.

In addition, the Second Coming of Jesus Christ is linked to a time in history when the world is in a period of great strife, marked by devastation, death and malicious rulers. The establishment of the Kingdom of God will honor the righteous, as recorded in the Book of Revelations: “[O]n such the second death hath no power, but they shall be priests of God and of Christ, and shall reign with him a thousand years” (Revelations 20:6).

According to Christians, the founding of the Kingdom of God will mark the beginning of the Messianic Age, which will be characterized by peace, fraternity and plenty as opposed to crime, war and poverty.

LA SECONDA VENUTA

Una delle credenze centrali della Cristianitá é quella della seconda venuta di Gesù Cristo. Citata nella Bibbia e attribuita alle profezie fatte nel Vecchio Testamento cosí come a quelle attribuite ad affermazioni fatte dallo stesso Gesù, la Seconda Venuta nella Cristianitá rappresenta lo stabilirsi della giustizia di Dio sulla terra e il trionfo di Dio sul peccato e la morte.

Il termine “Seconda venuta” si riferisce alla credenza cristiana che Gesù ritornerá sulla terra per dare compimento alla profezia messianica. La profezia messianica si compone di tre elementi: la risurrezione dei morti, il giudizio finale e lo stabilirai del regno di Dio sulla terra. Il termine “Seconda venuta” é derivato dal fatto che la vita sulla terra di Gesú di Nazareth é ritenuta la prima venuta. La Prima venuta rappresenta il sacrificio di Cristo nel quale egli morí per i peccati mentre la Seconda venuta sará caratterizzata dal trionfo eterno di Gesú sul peccato.

In aggiunta alla Seconda venuta, il ritorno di Gesú sulla terra é stato anche chiamato Secondo Avvento, dal Latino adventus, che significa “venuta”. L’originale Greco del Nuovo Testamento si riferisce a questo evento come alla Parousia, intendendo la “apparizione e susseguente presenza con”, quale derivava dalle descrizioni delle visite reali nel mondo antico. La specifica frase “Seconda venuta” non si trova nella Bibbia.

Il ritorno di Gesù sulla terra segnerá il suo regno come re e si crede che egli regnerá per mille anni (Apocalisse 20, 1-6). Nel Nuovo Testamento, Gesù promette ai suoi seguaci che egli ritornerá:” A quel tempo il segno del Figlio dell’Uomo apparirá in cielo, e tutte le nazioni della terra piangeranno. Vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nuvole del cielo, con potenza e grande gloria” (Matteo 24, 30). La Seconda Venuta é il momento in cui la Cristianitá crede che ci sará il giudizio finale, quando gli individui saranno giudicati e quando la salvezza sará garantita solo a chi si sará sottomesso a Gesù.

La Seconda Venuta é collegata all’Ascensione di Gesù, in Atti 1, 11, gli individui che testimoni dell’Ascensione dopo la Crocifissione e la Resurrezione di Gesú odono gli angeli proclamare: ” Uomini di Galilea, perché state qui guardando il cielo? Quello stesso Gesú che é stato portato da voi in cielo, tornerá nello stesso modo con cui lo avete visto salire in cielo.”

Riferimenti al ritorno di Gesù sulla terra sono contenuti nel credo apostolico (“Egli verrá di nuovo per giudicare i vivi e i morti”) e sopratutto nel credo Niceno (“Egli tornerá nella gloria per giudicare i vivi e i morti; e il Suo regno non avrá piú fine”), quest’ultimo é il piú diffuso riferimento alla Seconda Venuta.

In aggiunta, la Seconda Venuta di Gesù Cristo é collegata a un momento della storia in cui il mondo é in un periodo di grande conflitto, segnato da devastazione, morte e governanti malvagi. L’instaurarsi del Regno di Dio onorerá i giusti, come registrato nel Libro delle Rivelazioni: “Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni” (Apocalisse 20, 6)

In accordo coi Cristiani, la fondazione del Regno di Dio segnerá l’inizio dell’Era Messianica, che sará caratterizzata da pace, fraternitá e pienezza opposta al crimine, guerra e povertá.

Qui c’é poco da aggiungere o commentare, sostanzialmente é riportato quanto credono effettivamente i cristiani e anche noi cattolici, ma c’é da sottolineare che si crede a un ritorno in carne ed ossa di Gesù esattamente nello stesso modo in cui é stato visto salire in cielo, come anche in questo pezzo si riporta citando un passo evangelico.

Rinuncia all’Ufficio di Romano Pontefice

febbraio 28, 2013

Pubblico di seguito un bel pezzo di Gennaro Stammati che ci aiuta a percorrere, nella storia del cattolicesimo, la figura dei Papi che hanno rinunciato al loro incarico. Contestualmente vorrei ringraziare Benedetto XVI per tutto ciò che ha fatto per la cristianità e il cattolicesimo in particolare assicurandogli la mia preghiera e dicendogli, di cuore, che è stato un grande Papa. 

 

L’11 febbraio u.s. Papa Benedetto XVI ha inaspettatamente stupito il mondo intero annunciando la rinuncia all’ Ufficio di Romano Pontefice, a partire dalle ore 20.00 del giorno 28 febbraio 2013, lasciando vacante il Seggio Pontificio.

 Siamo troppo vicini agli eventi per formulare commenti di natura storica, legale, teologica e umana su questa decisione del Papa e lasciamo quindi a tempi futuri una valutazione meno emotiva e più completa. Possiamo tuttavia esaminare i precedenti che la storia ci ha consegnato e cercare di inquadrarli nella realtà dei tempi in cui si verificarono.

I primi casi di rinuncia si riferiscono a tempi assai lontani quando la Chiesa aveva solo pochi anni di vita e le situazioni storiche erano ben diverse da quelle dei giorni nostri.

Il primo papa che rinunciò al suo ministero fu San Clemente (4° Papa della Chiesa Cattolica) negli ultimi giorni dell’anno 100. Le informazioni in nostro possesso sono troppo scarne e confuse per poter valutare appieno questo gesto. Sappiamo che, dopo la conversione di elementi vicini all’Imperatore Traiano, fu esiliato e poi annegato in mare con un’ancora al collo. La storia ci riporta che, al momento del suo arresto, abdicò designando Evaristo come suo successore per evitare che i cristiani restassero senza una guida.

Nel 235, durate una delle tante persecuzioni contro i cristiani, Papa Ponziano (18° della Chiesa Cattolica), fu condannato alla deportazione in Sardegna. Come San Clemente, anche Papa Ponziano rinunciò al suo ministero e, al suo posto, venne eletto Anterio.

Circa 300 anni dopo un altro papa si trovò costretto a rinunciare al seggio pontificio. Si tratta di Papa Silverio (58° Papa della Chiesa Cattolica) che, nel 537 fu catturato ed esiliato dal generale bizantino Belisario. Alla rinuncia di Silverio venne consacrato vescovo di Roma, e quindi papa, Vigilio.

Diverso e poco chiaro è invece il caso di Papa Martino I (74° della Chiesa Cattolica). Siamo nel 653 in un periodo di aspri contrasti fra Papato ed Impero Bizantino. Per ordine dell’Imperatore di Bisanzio, Costante II, Papa Martino venne arrestato e poi esiliato in Crimea dove morì nel 655. La storia riporta di una tacita rinuncia al seggio pontificio e dell’elezione di Papa Eugenio I che sembra essersi concretizzata nel 654 quando il suo predecessore era ancora vivente.

Un altro caso, complicato e difficile da inquadrare, è quello che si riferisce alla figura di Papa Benedetto IX che fu papa ben tre volte (145° papa dal 1032 al 1045; 147° papa sempre nel 1045; 150° papa dal 1047 al 1948). A seguito di lotte cruente fra diverse fazioni romane, Papa Benedetto fu esiliato da Roma e al suo posto fu eletto Papa Silvestro III (da alcuni considerato un “antipapa”). Tornato a Roma Papa Benedetto cacciò Papa Silvestro e riprese il pontificato che però abbandonò da lì a poco abdicando e consentendo (forse macchiandosi di simonia) l’elezione del suo successore, Papa Gregorio VI. Quest’ultimo rimase in carica per pochissimo tempo e, sempre per le lotte fra le varie fazioni romane, fu costretto a dimettersi accusato di aver comprato il seggio papale. Al suo posto fu eletto Papa Clemente II. Anche quest’ultimo però non rimase papa a lungo e, infatti, morì nel giro di un anno, forse avvelenato. Alla sua morte tornò, e fu rieletto papa, per la terza volta, Benedetto IX.

Dalla storia apprendiamo anche il caso più famoso, quello di Papa Celestino V (192° della Chiesa Cattolica), noto anche per i versi danteschi che lo consegnano ai posteri come “colui che fece il gran rifiuto” (Dante Alighieri, Inferno III, 58-60).

Siamo nel 1294. Papa Nicolò IV era morto nel 1292 e per ben due anni i porporati riuniti in Conclave non avevano trovato alcun accordo per la nuova elezione papale. In quel periodo, caratterizzato da guerre e battaglie fra diversi reami d’Europa, si levò la voce di un frate eremita, Pietro del Morone che, come un profeta biblico, ammonì i porporati a concludere sollecitamente il Conclave, pena un castigo del Signore. L’ammonimento fece concentrare i voti sulla figura di questo povero religioso che fu quindi eletto Papa. Dopo una certa resistenza Pietro del Morone, per obbedienza, accettò il seggio pontificio col nome di Celestino V. Persona semplice, impreparato a ricoprire un ruolo di quell’ importanza e probabilmente manovrata da sovrani e cardinali, papa Celestino, schiacciato dalle responsabilità, rinunciò al seggio pontificio il 13 dicembre 1294, dopo meno di quattro mesi di pontificato.

L’ultimo caso di rinuncia all’ ufficio di Romano Pontefice, prima di quello attuale di Papa Benedetto XVI, avvenne nel 1415 in un altro periodo travagliato della storia della Chiesa, all’ epoca dello Scisma d’Occidente. La Chiesa si trovava divisa fra “obbedienza romana” ed “obbedienza avignonese”, nell’ insolita posizione di avere contemporaneamente tre personaggi che, appoggiati da una o da un’altra fazione di re, nobili e potenti, si fregiavano del titolo di Papa: Gregorio XII, papa regnante (205° della Chiesa Cattolica) eletto nel 1406 dal “conclave romano”; l’antipapa Giovanni XXIII, eletto nel 1410 dal concilio di Pisa; l’antipapa Benedetto XIII eletto nel 1394 dall’ “obbedienza avignonese”. Durante un nuovo Concilio, tenutosi a Costanza, l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Sigismondo, richiese a tutti e tre l’abdicazione così da consentire la fine dello scisma e l’elezione di un papa in rappresentanza della chiesa così riunita. Tralasciando le vicende umane dei due antipapi, la storia registra la rinuncia di Gregorio XII al seggio pontificio nel 1415 e, dopo due anni di sede vacante, l’elezione di un nuovo papa nella figura di Martino V.

 Ringraziamo Papa Benedetto XVI per la sua attività pastorale e rivolgiamo allo Spirito Santo una preghiera perché illumini i porporati che dovranno eleggere il prossimo successore di Pietro.

Gennaro Stammati

       

 

Febbraio 2013

Considerazioni teologiche – l’Ascensione

febbraio 19, 2013

The Ascension

It is also a matter of Christian faith that Jesus, on the fortieth day after the Resurrection, ascended to Heaven. There is much debate among Christians as to whether this was a spiritual or a physical ascent. Did he leave his body behind or did he take it with him?

If Jesus mortal remains have indeed been found, this would contradict the idea of a physical ascension. However, it says nothing against the possibility of a spiritual ascension.

L’ASCENSIONE

È anche una questione di fede il fatto che Gesù, il quarantesimo giorno dopo la sua Resurrezione, é salito al cielo. C’é una grande discussione tra i Cristiani se questa sia stata una ascensione fisica o spirituale. Ha Gesú lasciato il suo corpo sulla terra o lo ha portato con sé?

Se i resti mortali di Gesú fossero davvero trovati, questo contraddirebbe l’idea di un’ascensione fisica. Comunque, non direbbe nulla contro la possibilitá di un’ascensione spirituale.

Se fossero trovati i resti mortali di Gesù questo contraddirebbe l’idea stessa della Resurrezione, prima ancora che quella dell’Ascensione. I Vangeli, inoltre, sono molto chiari nel parlare di Ascensione fisica senza tener conto che un’ascensione spirituale avrebbe tutto un altro significato. In ogni caso il pensiero della Chiesa Cattolica in merito é molto chiaro e parla di un’ascensione fisica, non riportare con altrettanta chiarezza questo punto mi sembra poco corretta, quasi si volesse indirizzare verso una ben precisa opinione.

La Maddalena era una prostituta?

febbraio 12, 2013

 

245_003516012_Mary-MagdalenLa prima volta che incontriamo Maria Maddalena nei Vangeli è nel capitolo 8 di Luca nei primissimi versetti: “1 In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. 2 C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni, 3 Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.”. Maddalena in realtà non era un nome proprio, ma dal momento che Maria era un nome estremamente comune all’epoca, per distinguere le varie persone era sempre necessario aggiungere al nome un altro identificativo che identificava la persona o come figlia di, o sorella di, oppure come in questa caso, proveniente da Magdala un piccolo paese situato sul lago di Galilea, 5 Km a nord di Tiberiade. Poi la ritroviamo nel Vangelo di Marco al capitolo 15: “39 Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!».
40 C’erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome, 41 che lo seguivano e servivano quando era ancora in Galilea, e molte altre che erano salite con lui a Gerusalemme.
42 Sopraggiunta ormai la sera, poiché era la Parascève, cioè la vigilia del sabato, 43 Giuseppe d’Arimatèa, membro autorevole del sinedrio, che aspettava anche lui il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato per chiedere il corpo di Gesù. 44 Pilato si meravigliò che fosse già morto e, chiamato il centurione, lo interrogò se fosse morto da tempo. 45 Informato dal centurione, concesse la salma a Giuseppe. 46 Egli allora, comprato un lenzuolo, lo calò giù dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia. Poi fece rotolare un masso contro l’entrata del sepolcro. 47 Intanto Maria di Màgdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto.
”. Qui notiamo che è menzionato per prima tra le donne che osservano la fine di Gesù e non lo lascia fino a che non è completamente sepolto. Marco ci ripresenta la figura di Maria Maddalena al capitolo 16: “1 Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. 2 Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. 3 Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall’ingresso del sepolcro?». 4 Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande. 5 Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. 6 Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano deposto. 7 Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto». 8 Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.
9 Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni10 Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. 11 Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.”
e infine in Matteo 28: “1 Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l’altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma l’angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l’ho detto». 8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l’annunzio ai suoi discepoli.
9 Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno»
.”.

Notiamo subito due cose che Maria Maddalena è sempre menzionata in una posizione di onore e di riguardo e che mai si dice che fosse una prostituta o una meretrice, eppure tutti noi, comunemente tendiamo a pensarla come ex-prostituta, perché?

Perché quando Luca menziona per la prima volta la Maddalena ha appena finito di raccontare l’episodio in cui una donna, il cui nome non ci viene mai detto, prostituta bagna con le sue lacrime e asciuga con i suoi capelli i piedi di Gesù, chiedendo e ottenendo il perdono per i suoi molti peccati. Inoltre gli evangelisti, lo abbiamo visto, dicono che da Maria Maddalena furono scacciati sette demoni (e sette ha il valore simbolico della pienezza) questo portò a identificare Maria Maddalena con la prostituta anonima citata poco prima da Luca. Inoltre poiché Marco racconta un episodio simile a quello di Luca, che però avvenne nella casa degli amici di Gesù a Betania e riguardava il capo di Gesù e non i piedi le tre figure di donna finirono con l’essere ulteriormente confuse. Questo avvenne molto presto nella storia della chiesa nonostante molti Padri della Chiesa (Sant’Agostino, Sant’Ambrogio, Sant’Efrem) si opposero a questa interpretazione e cercarono di fare chiarezza. Invece Papa Gregorio Magno in una celebre omelia pronunciata a San Clemente, a Roma, il 14 settembre del 591 disse: “Quella donna che san Luca chiama la peccatrice, da San Giovanni è chiamata Maria. Io credo che sia quella Maria dalla quale, secondo quanto ci racconta san Marco, furono cacciati sette demoni. E che cosa significano questi sette demoni se non la totalità dei vizi?”. Così la figura di Maria Maddalena fu per sempre identificata con quella della prostituta, ma non è così. Oggi gli esegeti rifiutano questa identificazione e ritengono che la menzione dei “sette demoni” non indichi per forza una vita da peccatrice bensì una grande malattia da cui Maria Maddalena fu guarita. Infatti nei Vangeli la possessione da parte dei demoni, nei Vangeli, non indica mai un peccatore, ma sempre un malato, inoltre Luca quando ne parla la prima volta dice del gruppo di cui fa parte la Maddalena: “alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità”.

Ogni tanto qualcuno prova a dimostrare che Gesù e Maria Maddalena fossero sposati, al di là che non c’è alcuna prova di una cosa del genere, bisogna ricordare che all’epoca di Gesù (ma anche oggi), per un rabbì, un maestro, non essere sposato era un’anomalia, la normalità era sposarsi. Quindi se Gesù fosse stato sposato i Vangeli non avrebbero avuto nessun problema a dircelo perché era molto più imbarazzante dire che non lo era.

Una curiosità che riguarda Maria Maddalena è che, secondo la Leggenda, un giorno, dopo la resurrezione di Cristo, si trovo a partecipare a un banchetto dove c’era anche l’imperatore Tiberio. Quando incontro l’imperatore gli parlo della risurrezione di Cristo e in quel momento aveva un uovo in mano. Tiberio rispose che la resurrezione di Cristo era tanto probabile quanto che l’uovo che Maria Maddalena aveva in mano in quel momento diventasse rosso all’improvviso. L’uovo divenne rosso proprio in quel momento e Maddalena annunciò il Vangelo a tutta la casa imperiale. Per questo motivo in Oriente è ricordata anche come colei che ha “inventato” l’uovo di Pasqua e alle volte è rappresentata con un uovo rosso in mano invece del vasetto di unguento.

 

Considerazioni Teologiche – La Resurrezione

febbraio 5, 2013

Theological Considerations - The Resurrection

It is the central tenet of Christian faith that, some time around 30 BCE, Jesus of Nazareth rose from the dead three days after his crucifixion. The Resurrection is described in each of the four Gospels.

“The Lost Tomb Of Jesus” does not challenge the Resurrection. It asks viewers to consider the possibility that the Resurrection occurred from a second tomb.

The writer of the Gospel of Matthew (28:12-15) addresses a rumor that was circulating in Jerusalem at the time of the Crucifixion, a rumor that we suggest can be taken for the truth. The rumor was that the disciples came by night to remove Jesus� body from the tomb of Joseph of Arimathea. They would have done this to safeguard his remains from desecrators.

His followers then would have taken the body of Jesus to a permanent tomb.

Even if Jesus were moved from one tomb to another, this does not negate the possibility that he was resurrected from the second tomb. Our documentary does not address this issue. Belief in the resurrection is based not on which tomb he was buried in, but on alleged sightings of Jesus that occurred after his burial and that are documented in the Gospels.

 

É il principio centrale della fede cristiana che, intorno al 30 d. C. Gesù di Nazareth risorse dai morti tre giorni dopo la sua crocifissione. La resurrezione é descritta in tutti e quattro i Vangeli.
 
“The lost tomb of Jesus” non mette in dubbio la Resurrezione. Chiede a chi lo guarda di considerare la possibilitá che essa sia avvenuta da un’altra tomba.
Lo scrittore del vangelo di Matteo (28, 12-15) cita una voce che circolava a Gerusalemme al tempo della Crocifissione, una voce che noi suggeriamo possa essere presa per vera. La voce che i discepoli vennero di notte per rimuovere il corpo di Gesù dalla tomba di Giuseppe d’Arimatea. Avrebbero fatto questo per salvaguardare i suoi resti dai profanatori.
I suoi seguaci allora avrebbero portato il corpo di Gesù in una tomba permanente.
E se Gesù fosse stato spostato da una tomba a un’altra, questo non nega la possibilitá che egli sia risorto dalla seconda tomba. Il nostro documentario non discute questo punto. Credere nella resurrezione non si basa su quale tomba Cristo fosse sepolto, ma sui presunti avvistamenti di Gesù dopo la sua sepoltura documentati nei Vangeli.
 
Tutto questo sembra ragionevole, in fin dei conti cosa importa se Cristo è risorto da una tomba o da un’altra? In realtá il ragionamento é fallace per due motivi. Il primo è che da nessuna parte, nulla fa intendere che i discepoli pensassero a una seconda tomba per Gesú, anzi tutti i racconti della risurrezione fanno chiaramente intendere che la tomba é la stessa (le donne sono preoccupate di chi possa rotolare la pietra dal sepolcro e si parla dei soldati che la custodivano). Il secondo é che non ci può essere resurrezione se si trovano le ossa del corpo, come si può affermare che non si intacca la fede nella resurrezione se si sostiene che a Talpiot siano le ossa di Cristo?
 

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