Cosa vuol dire “adorare”?


Adorare, adorazione è un termine che sentiamo usare spesso, si parla di adorazione solo nei confronti di Dio, mentre per i santi e le altre figure del cielo si usa il termine venerazione. Qualcuno sostiene che non c’è molta differenza, ma si tratta di una posizione che, nel migliore dei casi, nasce da ignoranza quando non da malafede. Adorare vuol dire una cosa ben specifica e molto profonda, ma per capirla bene occorre andare a vedere l’etimologia del termine che infatti deriva dalle parole latine AD e OS. OS, ORIS in latino significa bocca e quindi adorare vuol dire portare alla bocca, ingerire, mangiare. Ma ciò che noi mangiamo che cosa diventa? Parte di noi, si fonde con noi. Ecco il senso profondo dell’adorazione a Dio ed ecco perché essa è dovuta e riservata solo a Lui. Perché mettendoci in adorazione di fronte a Lui noi lo contempliamo fino a unirci con Lui, fino a portarlo dentro di noi, a fonderci con Lui. Gli mostriamo ciò che noi siamo realmente e Lui si mostra a noi nella sua realtà, ci abbraccia e non ci lascia. Ecco che allora durante l’adorazione del Santissimo Sacramento possiamo meditare sulla Parola o seguire un’altra via che ci aiuti, ma la cosa più importante è permettere a Lui di guardarci e permettere a noi di guardarlo, mostrarci e lasciarci abbracciare, così come siamo. So che possono sembrare solo belle parole, ma hanno un senso ben concreto, chi ha sperimentato l’adorazione lo sa. Naturalmente il momento massimo di adorazione è quando ci accostiamo, durante la comunione, al Santissimo e lo mangiamo, Egli entra concretamente dentro di noi, diventa noi se noi glielo permettiamo, perché ogni azione di Dio è sempre rispettosa della libertà dell’uomo in quanto è un’azione d’amore.

adorazioneGli disse Filippo: “Signore, mostraci il padre e ci basta”. Gli rispose Gesù: “da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre.”(Giovanni 14,8-9)

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La donna si era seduta sotto un albero poco lontano dal vecchio saggio e sembrava persa nel guardare il panorama di colline e alberi che le si apriva davanti. Il vecchio la osservò a lungo e si accorse di come i suoi occhi sembravano persi ad osservare qualcosa che sembrava vedere solo lei. Il suo volto brillava e il vecchio era incuriosito, ma non osava disturbarla. Così attese e dopo un tempo che nessuno si curò di misurare, la donna si alzò e si guardò intorno, il vecchio non perse l’occasione e la salutò cordialmente, poi le chiese: – Non ho potuto non osservarla, sembrava così contenta, ma quasi estraniata dalla realtà… –

– Ha ragione, – sorrise lei – di solito lo faccio in una chiesa, di fronte all’Eucarestia, ma oggi avevo voglia di venire in mezzo alla natura. Ero in adorazione, adorazione del Signore, creatore di tutte le cose.

– Quindi lei è una persona religiosa.

– Sì, molto, lei no.

– Credo di sì, ma non tutti lo sono, qualcuno potrebbe scambiare il suo modo di fare per poca sanità mentale invece che per fervore religioso.

– Non so, non è un problema mio. Io so solo che amo il Signore e da quando ho capito come adorarlo non riesco più a farne a meno. – il vecchio sembrò dubbioso e la donna proseguì – Notò la stessa espressione sulla faccia di molti quando parlo di adorazione, quasi si trattasse di una vecchia pratica medievale, invece è una cosa bellissima. Significa permettere a Dio di entrare dentro di noi, lasciarsene assorbire e pervadere… è qualcosa che non si può spiegare, ma solo vivere.

– Le credo, anche se ammetto di non capire appieno, ma le credo perché ho visto il suo viso ed era felice,di una felicità che non è facile da ottenere.

La donna sorrise e non aggiunse altro, salutò il vecchio e si incamminò verso casa mentre il sole tramontava. Il vecchio ricambiò il saluto e la guardò allontanarsi finché poté poi tornò a fissare il crocevia.

Tag: , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: