Il dossier Viganò

agosto 28, 2018

Lo chiamano così ormai, lo sto ancora leggendo, non è tanto lungo, ma un po’ difficile da seguire soprattutto perché ha tanti nomi e io ho poco tempo. Mi riprometto quindi di riparlarne, ma dategli un’occhiata se vi capita perché il testo è pubblico. Faccio solo qualche prima osservazione, che può essere anche sbagliata, sia perché l’ho letto un po’ di fretta sia perché non l’ho finito.

Intanto nel dossier tra i Papi che “sapevano” è citato anche Giovanni Paolo II, ma sembra essere passato in secondo piano. Poi non è chiaro questi Papi che “sapevano” cosa sapevano? Cioè non è chiaro se si parla di rapporti omosessuali o di pedofilia. In ogni caso si parla di atti del tutto contrari alla dottrina della Chiesa e abominevoli per un uomo di Dio.

Al momento però la domanda che mi torna sempre di più è, ma se “tutti” sapevano e Viganò per primo perché Viganò per primo non ha parlato? Lui che non è certo un prete di una parrocchia di periferia e che ora getta una bomba enorme che ha un grandissimo eco, non poteva e non doveva parlare prima? Anzi nel momento immediato in cui aveva almeno una prova? O le prove non le aveva (e allora parliamo di fuffa) e parla adesso perché è già tutto venuto fuori (ma non per merito suo)?

Dubbi che però nulla tolgono alla drammaticità e allo squallore dell’intera vicenda su cui, è inutile negarlo, la Chiesa ha grandi colpe.

Di Cristiani e Migranti

agosto 25, 2018

Leggo e seguo quello che sta succedendo in questi giorni e faccio fatica a stare zitto così vi dico, se vi interessa, la mia opinione pronto però a correggermi di fronte al Magistero della Chiesa. Il Cristiano non è colui che ha dei valori particolari o ha delle regole particolari da seguire, ma è colui che ha fatto un incontro con una persona speciale: Gesù Cristo e vuole seguire lui. Chiaro che poi da questo derivino delle regole e dei valori, ma prima viene Cristo, non prima le regole e i valori. Ora Cristo nella sua vita fino alla sua morte ha dato testimonianza alla Verità, ovvero che siamo TUTTI figli e che c’è un Padre che ci ama TUTTI fino a dare la vita di suo Figlio (DIO) per noi. In parole povere ha testimoniato che OGNUNO di noi, ieri, oggi e domani vale il SANGUE DI DIO. Qui non c’è carta dei diritti umani che tenga qui c’è una visione antropologica indiscutibile: ogni uomo è sacro, fin dal suo concepimento. Da qui discende tutto il resto.

Ora da qui è evidente che il cristiano dovrebbe sempre accogliere, anche quando non ce la fa, anche quando rischia la vita (nella storia del cristianesimo molti martiri e santi sono morti per accogliere gli altri).

Naturalmente però poi c’è un problema concreto, politico, europeo, serio e da non sottovalutare che, piaccia o non piaccia, questo governo, in particolare con Salvini, ha portato di fronte all’Europa e così facendo ha dimostrato quanto questa Europa (che di proposito ha voluto rinnegare le origini cristiane sottolineo io) abbia i piedi di argilla. E credo, pur essendo lontano anni luce, dalle posizioni leghiste, che abbia fatto bene. Quello che non credo giusto è il modo in cui è stato fatto, sulla pelle delle persone.

Perché non usare quella leva universale che funziona sempre e che si chiama denaro? perché non accogliere subito le persone (ogni cristiano a mio avviso dovrebbe chiedere questo immediatamente) e poi bloccare ogni tipo di finanziamento, ritirare ogni investimento finché anche gli altri paesi non collaborano attivamente all’accoglienza?

C’è un problema non nascondiamocelo, ma il modo in cui lo stiamo affrontando è un abominio e rischia di portarci verso un baratro da cui sarà difficile risalire.

Spero di sbagliarmi.

Crocifisso sì, Crocifisso no, Crocifisso forse…

luglio 27, 2018

E’ di questi giorni, penso non si possa non averlo sentito, la proposta della Lega, sostenuta da Salvini di rendere il crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici, non in quanto la religione cristiana è religione di Stato, ma in quanto le radici culturali dell’Italia sono cristiane e quindi si tratta di un richiamo e un ricordo a quelle radici. Su Social Network si è scatenato di tutto, ma, per quei pochi che mi leggono, vorrei dire come la penso io.

Quando mi capita di entrare in un luogo, qualunque esso sia, e mi accorgo che c’è un crocifisso appeso, istintivamente mi sento meglio è come se, anche se non lo conosco, il proprietario di quel luogo o chi vive quel luogo condivida con me una cosa importante, mi fa sentire a casa, accolto, amato.

Se entro in un luogo e non vedo un crocifisso appeso, non cambia nulla, non mi capita quello che ho descritto prima, ma neanche penso male di quel luogo o di chi lo vive.

Quindi se qualcuno vuole appendere un crocifisso ben venga, ma obbligare che si appeso, ecco questo mi disturba e non poco…

Per me il senso di quella croce non è l’obbligo, ma l’Amore e l’Amore non è obbligo, mai.

Il senso di quella croce non è culturale (anche se le radici cristiane e greche della nostra cultura sono innegabili), ma esistenziale e l’esistenza non è solo cultura, ma è prima di tutto Amore. E l’Amore non è obbligo, mai.

Quel crocifisso non è lì per guardare noi quasi a dire: “Attento a quello che fai!”, ma è lì perché noi lo guardiamo a ricordarci che Quello si è fatto inchiodare le mani aperte per poter essere sicuro di accogliere sempre, anche quando umanamente sembra insostenibile… obbligare ad appenderlo e poi ignorare ciò che significa forse, per me, è peggio di una bestemmia…

Immigrazione e Vangelo

giugno 26, 2018

Faccio sempre fatica a parlare di attualità politica perché si tratta quasi sempre di temi che suscitano reazioni scomposte e che sono spesso manipolati, ma credo che questa volta qualcosa bisogna dirla. Quando è stata fermata la nave Aquarius credo che a molti sia venuto il dubbio: è giusto fare così? Al di là del diritto internazionale, è etico? E’ morale fare così? E non credo che la risposta, per chi ci riflette un attimo seriamente, sia davvero così semplice perché credo stia tutta in chi, secondo noi, c’è su quella nave. Chi c’è a bordo di quella nave? Persone disperate in fuga da una situazione difficile? Delinquenti che rischiamo di far entrare a casa nostra? Fanatici che vogliono attentare alla nostra civiltà? Donne e bambini che fuggono dalla guerra? Ecco, a seconda della risposta che diamo a questa domanda, possiamo rispondere alla prima. Il problema però è che noi abbiamo il lusso di poterci fare queste domande perché non siamo su quella nave. Il Vangelo invece cosa dice al riguardo? Parla di navi? Di migranti? Di colore della pelle? Allora di navi non mi sembra (se escludiamo l’Arca di Noè), di migranti di sicuro visto che tutta la storia del popolo ebraico è una storia di “migrazione” verso la Terra Promessa e anche Gesù non ha dove poggiare il capo, a indicare come è sempre in viaggio. C’è però una parabola che ci ha lasciato Gesù che credo sia emblematica, noi la conosciamo come quella del “buon samaritano”, un titolo un po’ così perché lascia quasi pensare che gli altri samaritani tanto buoni non siano… come se noi oggi la chiamassimo la parabola del “buon africano”… comunque il samaritano quando incontra l’uomo ferito non ci pensa su per niente, lo aiuta. Non si chiede chi è, che cosa fa, perché è ridotto così, se è stata colpa sua, se se l’è cercata, se è un delinquente, se è un romano, se è un terrorista… non si chiede nulla, neanche se può farcela ad aiutarlo, lo aiuta e basta. Ecco io credo che questo è quello che dovrebbe fare un cristiano, quello che io per primo non credo di riuscire a fare, ma vorrei fare.

Però a livello politico, a livello più alto, credo sia anche giusto alzare la voce e far capire che la sorte di chi sta peggio di noi non è un problema di uno stato, ma di tutti e che tutti insieme si può fare molto per fermare le guerre, lo sfruttamento e le miserie presenti nei paesi di origine di chi parte. Non credo però che sia giusto, né evangelico, alzare la voce sulla pelle dei disgraziati, ci sono altri tavoli e altre leve di carattere economico che possono sortire effetti molto più efficaci. Certo se però si cerca consenso facile fare come si è fatto funziona, e molto direi. Gesù il consenso facile non lo ha mai cercato e infatti lo hanno crocifisso.

Diagnosi prenatale

aprile 20, 2018

Una breve considerazione… oggi stiamo diventando sempre più bravi nel diagnosticare precocemente malattie o malformazioni e questa credo che sia una buona cosa di per sé, perché permette o di intervenire per tempo per fermare o rallentare la malattia o di prepararsi ad accogliere il momento della malattia nel miglior modo possibile. Invece quando si tratta di diagnosi prenatale ne facciamo un uso improprio perché nel caso si scopra una malattia o una malformazione l’invito all’aborto è normalmente dietro l’angolo. Lo abbiamo visto col caso dei bambini Down, ma anche in altri casi la valutazione che viene fatta è: ma questa sarà una vita degna di essere vissuta? E se la risposta è no, la sopprimiamo sul nascere. Ma qual è una vita degna di essere vissuta? Una vita piena di soldi, di successo, prova di malattie? Chi di noi ce l’ha? Quanti di noi potrebbero averla? E veramente la vorremmo? Forse sì, ma poi realmente saremmo felici? Probabilmente no. O forse la vita degna di essere vissuta è la vita capace di dare amore? Ma se è così amore lo può dare chiunque in qualunque situazione, o no? E può pure riceverlo in qualunque situazione, o no?

Ma facciamo un esempio pratico.

Aspetti un bambino, ma sai che nascerà con una grave malformazione cardiaca e probabilmente morirà dopo pochi mesi. Decidi di proseguire con la gravidanza o di abortire?

Per alcuni mesi puoi dare e ricevere amore e sofferenza sicuramente, ma quale amore non è anche sofferenza?

Aspetti un bambino e ti dicono che ha una grave patologia per cui non vivrà per più di cinque anni. Cosa fai?

Per cinque anni puoi dare e ricevere amore e sofferenza sicuramente, ma cosa è più importante?

Aspetti un bambino e ti dicono che a circa 20 anni sarà colpito da una grave malattia degenerativa che, lentamente, lo porterà a essere sempre più dipendente dagli altri e incapace di muoversi. Cosa fai? Prosegui con la gravidanza o decidi di abortire?

Dopo vent’anni la sua vita sarà ancora una vita degna? Decidilo tu, ma sappi che se decidessi per l’aborto il mondo non avrebbe avuto Stephen Hawkings.

 

Perplessità…

aprile 13, 2018

Ogni tanto leggo i giornali e rimango davvero perplesso…

Leggo che è stato tolto, dopo essere stato regolarmente permesso, a Roma un manifesto contro l’aborto che non faceva altro che dire la verità scientifica sulla situazione di un bambino che si trova all’interno della pancia della madre e sta crescendo. Certo che la possibilità di abortire è garantita dalla legge, ma il manifesto non negava questo semplicemente faceva riflettere sulla possibilità di questa scelta, dov’è il problema?

Leggo che Alfie Evans, un bambino di 23 mesi, colpito da una patologia che nessuno sa cosa sia deve morire perché così ha deciso un giudice e dei medici quando i suoi genitori sono contrari e ci sono altri medici e altri ospedali disposti a farsi carico di Alfie. Cioè dov’è ora quella gente che si batte per la libera autodeterminazione a morire? Cosa c’è di libero nella vicenda di Alfie? Neanche sanno cos’ha e hanno deciso, contrariamente a quanto pensano i suoi genitori, che deve morire? Perché? Perché non provare a trasferirlo in uno degli ospedali disponibili ad accoglierlo? Di cosa hanno paura? Che muoia? Morirebbe lo stesso… Che guarisca?

Leggo di una partita di Champions League (non seguo quasi per nulla il calcio, ma era un po’ difficile ignorarlo ieri) persa per un soffio da una squadra italiana e di uno sportivo che se la prende con l’arbitro per un suo presunto errore. E’ normale penso, hai perso, sei arrabbiato, è normale… il problema è che non se la prende con l’errore dell’arbitro o con la sua correttezza… no, se la prende con la sua coscienza, col suo cuore… mamma mia… e questo dovrebbe essere d’esempio ai giovani? Ancora non si è scusato, ma mi auguro lo faccia e molto presto… perché d’esempio lo è di sicuro, bisogna vedere di cosa…

Perplesso…. ma continuo a pregare

Maria Maddalena

aprile 4, 2018

Ieri pomeriggio sono riuscito ad andare a vedere questo film e sono rimasto molto perplesso. Di per sé il film è gradevole e ha una bella fotografia, in alcuni tratti risulta un po’ noioso, ma pochi per fortuna.

L’impostazione generale però è completamente sbilanciata. Dimenticate tutto quello che sapete dei Vangeli perché nel film non ce n’è traccia, i Vangeli vengono solo citati nella penultima scritta del film prima dei titoli di coda per il resto vengono totalmente ignorati.

Non è un film che, in apparenza, vuole creare clamore, non ci sono cioè tensioni più o meno erotiche tra i protagonisti. Maria Maddalena è una donna, l’unica, che segue i dodici e Gesù, anzi è loro pari, dorme con loro, è incredibilmente bella, ma se anche fosse stata un uomo sarebbe stato uguale. Quindi nessuno scandalo evidente, ma il messaggio è molto più eversivo e molto più sottile, così che viene quasi accettato, con non curanza. Ad esempio quando Gesù va a Cana e parla solo alle donne queste dicono: “Noi non siamo padrone neanche del nostro corpo!” e lui, dopo un attimo di titubanza: “Ma siete padrone del vostro spirito e il vostro spirito è prezioso per Dio!” è chiaramente un punto di vista gnostico, la superiorità dello spirito intrappolato nella carne. Maria Maddalena sente Dio proprio come lo sente Gesù. Maria Maddalena aiuta una donna a partorire e viene detto che ha un dono e nello stesso modo Gesù fa tornare alla vita un morto. Durante l’ultima cena Maria Maddalena è accanto a Gesù, gli siede accanto, fa gli stessi gesti, spezza il pane… è la prima… se lui è il Figlio di Dio (ma il film non lo dice mai) lei è la figlia di Dio… o almeno sembra così…  E’ l’unica che lo capisce. E’ l’unica che lo vede risorto (gli altri neanche provano ad andare a vedere) e alla fine si ritiene l’unica custode del messaggio autentico di Cristo, mentre quello veicolato da Pietro non sarebbe il messaggio di Gesù, ma quello di Pietro stesso.

Infine qualche appunto strutturale. Interessante l’idea di avere alcuni apostoli di colore e in particolare Pietro, forse anche verosimile, ma allora stride molto la scelta di una Maddalena dalla pelle così bianca da sembrare di porcellana. Alla fine non si capisce perché Maria Maddalena non corra dai discepoli a dire di andare a vedere anche loro quello che ha visto lei o almeno il sepolcro vuoto, sembra che non interessi né a lei né agli altri. Infine Pietro un momento le dice, e sembra molto sincero, “ti credo Maria, è risorto” e l’attimo dopo le si rivolta contro… un cambiamento meno credibile di quello di Anakin Skywalker al lato oscuro della forza (perdonatemi il paragone, ma non potevo non farlo).  In alcuni momenti poi sembra sia stato girato con poche risorse (Gesù parla sempre in luoghi visivamente molto generici e, tutto sommato, a poche persone). La cosa migliore è forse la figura di Gesù che sembra uscita da un’icona, molto evocativa. Oltretutto dal momento che il film si intitola “Maria Maddalena” mi sarei aspettato che si raccontasse anche del resto della sua vita (abbiamo molte tradizioni e leggende al riguardo anche affascinanti), invece no, tutto finisce con la Risurrezione… a riprova che forse questo film vuol essere qualcosa di molto diverso da quello che il titolo suggerisce.

Un film che parla di una donna di cui sappiamo poco, ma che decide di ignorare totalmente quel poco che sappiamo per proporci l’idea del regista, non la Storia.

E’ risorto, è veramente risorto!

aprile 1, 2018

“Nessuno pianga la sua miseria: il Regno di Dio è aperto a tutti!

Nessuno si rattristi per il suo peccato: il perdono si è levato dal sepolcro!

Nessuno abbia paura della morte: il Salvatore ci ha liberati dalla morte”.

(S. Giovanni Crisostomo)

PIERO-SI

La verità vi farà liberi

marzo 21, 2018

“Gesù allora disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discendenti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato. Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho visto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. ” Gv 8, 31-42

Cos’è la verità? chiederà Pilato… qui invece i Giudei non se lo chiedono, pensano già di saperlo, quello che si chiedono è da cosa devono liberarsi, non sono schiavi.

La Verità è che Dio non ti molla mai, tiene fede all’alleanza con l’uomo fino alla fine, fino a prendere una carne umana e morire per l’uomo. La Verità è Gesù.

La schiavitù è tutto ciò che non ti permette di vivere libero, cioè di vivere come sei destinato a vivere e la più grande schiavitù è il peccato, cioè lo “sbagliare mira” perché tu sei destinato a centrare il centro del bersaglio, a essere felice, ad avere una vita piena, eterna. Il peccato invece ti fa sbagliare mira, ti fa colpire lontano dal centro, lontano dalla felicità, dalla vita piena, dalla vita eterna.

Solo con Gesù fai centro!

 

Sono un po’ perplesso…

febbraio 6, 2018

… mi guardo intorno e vedo alcuni personaggi, giornalisti, opinionisti e cose così criticare, anche pesantemente l’operato di preti, vescovi e del Papa… in nome del Magistero stesso, della Chiesa, del Vangelo… ecco sono perplesso… perché credo che ci si dovrebbe anche fidare o affidare ai nostri pastori… si dovrebbe seguirli quando si è d’accordo, ma anche e soprattutto quando non lo si è o comunque eviterei tutta questa gran cassa mediatica… o forse è proprio quella che si cerca? Non lo so… probabilmente sono sbagliato io.

Si avvicinano le elezioni e un amico ha cominciato a mandarmi i motivi per i quali dovrei votare da una parte politica perché non sarà perfetta, ma almeno così non vincono gli altri… sarò io, ma come ragionamento mi sembra abbastanza infantile, anzi peggio del tipo infantile capriccioso… ma probabilmente sono io sbagliato.

Poi aggiunge non votare quello lì che sì ha buone idee, ma tanto non serve a niente non vincerà mai… probabilmente è vero se ragioniamo così… ma probabilmente sono sbagliato io.

Poi leggo che uno che fino a ieri si diceva apartitico e che diceva che bisogna contaminare tutti i partiti ha candidato uno (o più non ho capito) dei suoi con un partito ben preciso. E gli altri che andavano contaminati? E il fatto che quel partito usa e professa toni decisamente poco “evangelici”? Non capisco, ma probabilmente sono sbagliato io.

Non ho fatto nomi di proposito, chi ha capito bene, chi non ha capito non si preoccupi, il mio non voleva e non vuole essere un atto d’accusa contro nessuna persona (ecco perché non ci sono i nomi), ma contro un modo di essere e di fare che non mi piace, ma a me non piace e come dicevo probabilmente sono sbagliato io quindi nessun problema è tutto giusto!

San Valentino 2018

gennaio 31, 2018

Dopo aver festeggiato il 14, se volete, vi segnalo questa iniziativa a Verona. E’ adatta a tutti, sia single che coppie.

18febbraio2018

L’amore non finirà mai

gennaio 17, 2018

E’ questo il titolo di un libro che ho appena finito di leggere e di cui vorrei parlarvi oggi.

Scritto da Frate Giuseppe Celli, questo libro edito da Gribaudi, presenta l’Inno alla carità di San Paolo e una proposta di Lectio Divina (come recita lo stesso sottotitolo del libro). Ve lo segnalo perché l’ho trovato davvero bello, ricco di riferimenti testuali e storici, ma anche capace di tanti spunti per la crescita e la riflessione spirituale. Un testo che non è, e non vuole essere, un manuale, ma un compagno di preghiera, di meditazione, di riflessione interiore. Quindi un testo più adatto a essere sorseggiato e assaporato che a essere divorato, a essere meditato che a essere studiato.

L’Inno alla Carità di San Paolo è forse una delle pagine più belle della Bibbia Cristiana e rende perfettamente non solo l’idea, ma anche la sensazione, di che cosa è l’Amore quello vero, non quello che oggi ci viene sempre più propinato. E su questa tematica, per molti aspetti anche delicata, ci conduce Fra’ Giuseppe piano piano, con calma e pazienza, qualche volta spiegando, molte volte mostrando con delicatezza e lasciando a noi le riflessioni.

Se siete in cerca di un buon testo da leggere, ma soprattutto da meditare questo può essere un buon compagno di viaggio.untitled

Forma o sostanza?

gennaio 3, 2018

Buon 2018 a tutti… pensavo in questi giorni a quanto mi ha detto una coppia di amici poco prima della fine dell’anno. Hanno assistito a un incontro per coppie e si lamentavano del fatto che il relatore non avesse particolare mordente, mentre loro preferiscono relatori più frizzanti. Ora è vero che se possibile è meglio un relatore capace di farti appassionare a quello di cui parla, ma è anche vero che quando hai quasi 50 anni e hai scoperto Gesù da almeno 10, forse sei anche in grado di andare oltre la forma e vedere se la sostanza di cui si parla è interessante oppure no. Non tutti abbiamo gli stessi carismi, ma in tutti, sono convinto opera lo Spirito Santo, ma siamo capaci di starlo ad ascoltare anche se, magari, dobbiamo vincere un po’ di noia? O forse siamo sempre in cerca dello straordinario? Del prete o del frate o della suora che ci faccia ridere e ci tenga sempre su di giri? Alle volte credo che serva anche questo, ma non sempre perché si corre un gran rischio, e per spiegarvi quale mi rifaccio al più bel augurio che ho sentito per il 2018 e l’ha fatto il mio parroco durante l’omelia della messa di fine anno. Don Marco ha detto che dobbiamo imparare a ringraziare per l’ordinario della nostra vita, certo ci sono anche casi straordinari nella nostra vita, ma la maggior parte di essa è fatta di “ordinario”. Ecco il rischio allora: di non saper più gioire, godere, ringraziare per l’ordinario, per la quotidianità, in cerca sempre di una straordinarietà che non c’è… Nella vita di una famiglia l’ordinario è mettere in ordine la casa, fare le pulizie, prendersi cura dei figli, preparare da mangiare, incontrarsi coi suoceri, coi cognati… se non sappiamo fare questo, se non sappiamo ringraziare per questo, allora la maggior parte della nostra vita sarà un inferno… e soprattutto rischiamo di non vedere neanche Dio perché come dice il Primo Libro dei Re al capitolo 19, 11-13: “Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davati al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna.”

Dio è nell’ordinario, non nello straordinario, se ci concentriamo su uno snobbando l’altro non ci accorgiamo più della Sua presenza.

 

Auguri

dicembre 19, 2017

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A tutti un caro augurio per un Santo Natale e un 2018 ricco di felicità!

 

Καὶ ὁ λόγος σὰρξ ἐγένετο καὶ ἐσκήνωσεν ἐν ἡμῖν,
καὶ ἐθεασάμεθα τὴν δόξαν αὐτοῦ,
δόξαν ὡς μονογενοῦς παρὰ πατρός,
πλήρης χάριτος καὶ ἀληθείας·

E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.

 

Vaccini, la Chiesa cosa dice?

settembre 8, 2017

La settimana scorsa scrivevo di terrorismo e ora di vaccini, ma che ci azzeccano i vaccini con la fede e la religione?

Forse pochi lo sanno o forse molti lo hanno saputo in una maniera un po’ urlata, ma alcuni dei vaccini che usiamo sono stati prodotti, in origine, negli anni settanta da cellule di feti abortiti volontariamente. Ora questo per chi crede, si dichiara cattolico e vuole seguire la dottrina della Chiesa Cattolica (ho fatto la distinzione perché questi passaggi che sembrano ovvi, non lo sono tanto… ma questo è un altro discorso…) questo è un fatto importante, non da poco e così al riguardo si è pronunciata nel 2005 la Pontificia Accademia della Vita (potete leggere il testo qui vaccines_prepared_from_aborted_human_foetuses ) è molto interessante, ma in sostanza che cosa dice? Riassumo e semplifico:

  • da nessuna parte dice che non bisogna vaccinarsi
  • spiega quali sono i vaccini che derivano da questi aborti e la responsabilità morale di chi li usa.
  • questa responsabilità è diversa se ci sono o se non ci sono vaccini alternativi
  • dice che lì dove non ci sono vaccini alternativi è necessario lottare in tutti i modi possibili per ottenerli.

Personalmente ho scoperto cose che non sapevo, ma sono anche rimasto basito perché mentre molti fanno campagne (a mio avviso del tutto infondate) contro i vaccini a prescindere, non ho mai sentito di nessun gruppo di pressione cattolico per cercare di avere vaccini alternativi a questi. E il documento è del 2005, in realtà portato alla ribalta ora per ovvie ragioni, perché credo che prima lo ignorassero in molti.

Proprio per questo, a fine luglio del 2017, la stessa Pontificia Accademia della Vita è uscita con un comunicato che ha chiarito ulteriormente la questione (era necessario perché è stata strumentalizzata parecchio) e lo trovate qui: http://academiavita.org/_articles/324195660-vaccini_nota_amci_pav_cei.php

Che cosa dice? Leggetelo è corto, ma anche qui riassumo e semplifico:

– che quel documento del 2005 a breve verrà rivisto

– che ormai è tale la distanza tra le cellule di partenza e i vaccini attuali da non costituire più un problema morale

– che i vaccini sono sicuri, a parte rarissimi effetti collaterali e che non c’è nessuna relazione tra vaccini e autismo

– che è un obbligo morale garantire la copertura vaccinale per la sicurezza altrui.

In sostanza a me sembra che dica che è un obbligo morale vaccinarsi e che i vaccini sono, sostanzialmente sicuri.

Ora naturalmente è possibile che anche la Pontificia Accademia sia stata comprata dalle case farmaceutiche, d’altra parte ci sono cattolici che pensano che l’elezione di Papa Francesco sia stata truccata… insomma sapete com’è quando la Chiesa dice qualcosa che è più o meno allineata a come la pensiamo noi va tutto bene, quando dice qualcosa di diverso allora sta sbagliando la Chiesa, mica noi… perché noi sappiamo più della Chiesa cosa è giusto fare e non fare…

Benedetto XVI diceva che il cristiano adulto è colui che segue la Chiesa!