Matrimonio ideale e reale

agosto 3, 2016

Un po’ a singhiozzo, causa anche le ferie, continuo a parlare dell’Amoris Laetitia e questa volta mi soffermo sul paragrafo 36 che riporto

36. Al tempo stesso dobbiamo essere umili e realisti, per riconoscere che a volte il nostro modo di presentare le convinzioni cristiane e il modo di trattare le persone hanno aiutato a provocare ciò di cui oggi ci lamentiamo, per cui ci spetta una salutare reazione di autocritica. D’altra parte, spesso abbiamo presentato il matrimonio in modo tale che il suo fine unitivo, l’invito a crescere nell’amore e l’ideale di aiuto reciproco sono rimasti in ombra per un accento quasi esclusivo posto sul dovere della procreazione. Né abbiamo fatto un buon accompagnamento dei nuovi sposi nei loro primi anni, con proposte adatte ai loro orari, ai loro linguaggi, alle loro preoccupazioni più concrete. Altre volte abbiamo presentato un ideale teologico del matrimonio troppo astratto, quasi artificiosamente costruito, lontano dalla situazione concreta e dalle effettive possibilità delle famiglie così come sono. Questa idealizzazione eccessiva, soprattutto quando non abbiamo risvegliato la fiducia nella grazia, non ha fatto sì che il matrimonio sia più desiderabile e attraente, ma tutto il contrario.

Credo che siano parole molto importanti, su cui riflettere, soprattutto per chi oggi vuole vivere la bellezza del proprio matrimonio e mostrarla agli altri e magari è impegnato a farlo attivamente in parrocchia. Queste parole non cancellano la dimensione ideale del matrimonio o teologica o anche i doveri che questo comporta, bensì ci dicono che dobbiamo cambiare prospettiva, modo di porci, di relazionarci. Dobbiamo vedere la bellezza che c’è nel nostro matrimonio e proporre quella, in modo realistico, sapendo che puntiamo a un’ideale, che ci sono dei doveri, ma senza partire da lì perché non solo non saremmo belli e attraenti, ma soprattutto non saremmo veri.

 

Amoris Laetitia -Modelli del passato

giugno 9, 2016

Nel paragrafo 32 dell’Amoris Laetitia, Papa Francesco dice: “Nel contesto di vari decenni fa, i Vescovi di Spagna riconoscevano già una realtà domestica con maggiori spazi di libertà, «con un’equa ripartizione di incarichi, responsabilità e compiti […] Valorizzando di più la comunicazione personale tra gli sposi, si contribuisce a umanizzare l’intera convivenza familiare […] Né la società in cui viviamo né quella verso la quale camminiamo permettono la sopravvivenza indiscriminata di forme e modelli del passato».[10] Ma «siamo consapevoli dell’orientamento principale dei cambiamenti antropologico-culturali, in ragione dei quali gli individui sono meno sostenuti che in passato dalle strutture sociali nella loro vita affettiva e familiare».”
Lo sottolineo perché credo rimarchi come siano ormai superati i vecchi schemi che vedevano la donna/mamma occuparsi della casa e dei figli e l’uomo/padre del lavoro. La responsabilità dei figli, del mantenere la casa in condizioni dignitose riguardano anche l’uomo, marito e padre e l’aspetto lavorativo coinvolge anche la donna, moglie e madre.

Amoris Laetita – La tenerezza dell’abbraccio

maggio 30, 2016

Sono passati due mesi dal mio ultimo articolo su questo blog, nel frattempo c’è stato anche il Festival Biblico a Verona e la sua organizzazione mi ha portato via più tempo di quello che pensavo, così solo oggi riesco a iniziare un percorso che avevo in mente già da un po’, da quando Papa Francesco ha pubblicato l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”.

Quello che vorrei fare, nei tempi e nei modi in cui riesco, è sottolineare alcuni passaggi che mi hanno colpito, cercando di spiegrane brevemente il perchè e poi lasciare a voi ogni riflessione…

Al punto 27 dell’esortazione inizia un paragrafo dal titolo “La tenerezza dell’abbraccio” che si conclude con queste parole: “[…] è molto emblematica la scena che mostra un’adultera sulla spianata del tempio di Gerusalemme, circondata dai suoi accusatori, e poi sola con Gesù che non la condanna e la invita ad una vita più dignitosa (Gv 8, 1-11)”.

Credo siano parole su cui riflettere, perchè l’episodio, bene o male, lo conosciamo tutti. Coloro che si credono giusti (noi) vorrebbere lapidare colei che ha, oggettivamente sbagliato (la colpa c’è, da nessuna parte nel testo viene negata, anzi si parla di flagrante adulterio e neanche la donna lo nega). Questo è il loro, consueto, modo di pensare, hanno colto in flagrante la donna e ora vogliono cogliere in errore anche Gesù (per questo lo interrogano, lo dice proprio il testo).

Gesù però non risponde nello stesso modo, non entra in colloquio con loro (loro parlano, lui si mette a scrivere). Dice solo una frase che rimanda ogni decisione alla loro coscienza, ma allo stesso tempo fa verità. E la verità li libera… dalla voglia di giustizia, dalla voglia di vendetta… perchè si rendono conto per primi di aver bisogno del perdono e, proprio per questo, concedono perdono…

Poi è bellissimo come Gesù conclude, rivolto alla donna, la invita (non lo ordina) a non peccare più e in questo invito c’è tutto l’amore di chi vuole bene e perdona sempre.

Il testo non dice cosa fece la donna, ma se la donna ha seguito l’invito di Gesù non lo ha fatto perchè ha riconosciuto in lui l’autorità divina, bensì l’Amore divino. Infatti l’invito di Gesù è l’invito di chi le ha salvato la vita e l’ha perdonata.

 

 

Festival Biblico 2016 a Verona… si inizia!

aprile 8, 2016

Un post brevissimo per segnalarvi la pagina Facebook del Festival Biblico a Verona dove tra l’altro trovate anche un breve video che segnala uno dei percorsi presenti al Festival e che seguo io. Se vi piace commentate, segnalate, condividete… insomma ditelo in giro!

Buona Pasqua

marzo 25, 2016

cristo-Risorto

“Cari amici,
come vorrei che il mio augurio, invece che giungervi con le formule consumate del vocabolario di circostanza, vi arrivasse con una stretta di mano, con uno sguardo profondo, con un sorriso senza parole!
Come vorrei togliervi dall’anima, quasi dall’imboccatura di un sepolcro, il macigno che ostruisce la vostra libertà, che non dà spiragli alla vostra letizia, che blocca la vostra pace!

Posso dirvi però una parola. Sillabandola con lentezza per farvi capire di quanto amore intendo caricarla: “coraggio”!
La Risurrezione di Gesù Cristo, nostro indistruttibile amore, è il paradigma dei nostri destini. La Risurrezione. Non la distruzione. Non la catastrofe. Non l’olocausto planetario. Non la fine. Non il precipitare nel nulla.

Coraggio, fratelli che siete avviliti, stanchi, sottomessi ai potenti che abusano di voi.
Coraggio, disoccupati.
Coraggio, giovani senza prospettive, amici che la vita ha costretto ad accorciare sogni a lungo cullati.
Coraggio, gente solitaria, turba dolente e senza volto.
Coraggio, fratelli che il peccato ha intristito, che la debolezza ha infangato, che la povertà morale ha avvilito.

Il Signore è Risorto proprio per dirvi che, di fronte a chi decide di “amare”, non c’è morte che tenga, non c’è tomba che chiuda, non c’è macigno sepolcrale che non rotoli via.
Auguri. La luce e la speranza allarghino le feritoie della vostra prigione.

Vostro,
don Tonino, vescovo”

Kung Fu Panda 3 con due papà?

marzo 22, 2016

Stamattina le notizie che arrivano da Bruxelles sono drammatiche, la mia preghiera va a tutte le vittime di quella tragedia, anche vittime indirette. Però non voglio scrivere di questo e non so se lo farò in futuro. Volevo scrivere di altro e lo pensavo ieri sera dopo essere andato al cinema, con la mia famiglia, a vedere Kung Fu Panda 3. Il film è molto gradevole, divertente, ben fatto. Avevo letto, ma solo di sfuggita, qualche articolo che segnalava come nel film, Po, il panda protagonista, avesse due papà, ma non avevo capito se la cosa fosse usata a sostegno di famiglie omogenitoriali o semplicemente come osservazione di passaggio. Comunque, dopo aver visto il film, vi posso assicurare che chiunque sostenga che il fatto che Po ha due papà sia un modo per legittimare una famiglia con due genitori dello stesso sesso vuol dire che: non ha mai visto Kung Fu Panda 3 o se lo ha visto non ci ha capito nulla. Perchè?

Perchè è vero che Po ha due papà, uno è il papà che lo ha adottato da piccolo ed è un’oca che ha convinto addirittura il Panda Po di essere nato da un uovo. Il secondo è il suo padre biologico che riappare nella vita del figlio solo adesso. Quindi nel film effettivamente nel film ci sono due papà, Po li chiama padri entrambi e tra di loro c’è una certa competizione per il suo affetto. Ma, e sì c’è un MA grosso come una casa, c’è anche la mamma di Po che si vede in un vecchio disegno su un altarino e Po la ricorda con tristezza e nostalgia. Perchè la storia di Po è molto semplice, lui, da piccolo, viveva in un villaggio in serenità con la sua mamma e il suo papà. Poi un bel giorno arriva un cattivone (non ricordo il nome, ma è il pavone che fa il cattivo in Kung Fu Panda 2) che fa strage di Panda e sua madre per salvare PO, lo nasconde e verrà uccisa, mentre il padre riuscirà a scappare.

Quindi il messaggio che passa da Kung Fu Panda non è che Po ha due papà, bensì che Po aveva una mamma e un papà e con loro viveva felice, ma poi è arrivato qualcuno di molto cattivo che ha distrutto quella felicità portandogli via, per sempre, la madre che per suo figlio fa il massimo sacrificio possibile, quello della vita. Allora il primo pensiero che mi è venuto in mente è che chi ti porta via tua madre è un cattivone e secondo me è quello che pensano anche i bambini.

Poi per fortuna Po trova qualcuno che si prende cura di lui, anche se non è come lui (l’oca) e anche questo credo che sia un bel messaggio per i bambini (qualunque cosa brutta ti succeda, fidati che qualcuno che ti vuole bene c’è).

Poi torna il suo padre biologico, ma tra lui e il suo padre adottivo non c’è nessun rapporto di affetto o di comunione se non il bene che entrambi vogliono a Po. Cioè il bene del bambino è sempre al primo posto. Il padre biologico l’ha abbandonato per salvarlo, il padre adottivo se ne è fatto carico per salvarlo e sua madre è morta per salvarlo.

E’ giusto essere sempre vigili, ma dobbiamo anche saper riconoscere le cose belle e Kung Fu Panda è bello, anche nel messaggio che trasmette, ve lo assicuro.

Il crocifisso

marzo 3, 2016

In questi giorni io e i miei colleghi abbiamo cambiato uffici, ognuno per destinazioni diverse. Abbiamo trasportato con noi la maggior parte delle nostre cose, nel vecchio ufficio sono rimasti solo i mobili e il crocifisso che era lì da prima che arrivassimo noi. Oggi i nuovi colleghi che hanno preso posto nel nostro vecchio ufficio hanno deciso che non volevano quel crocifisso, così una di loro mi ha cercato col crocifisso in mano, convinta che fosse mio e che me lo fossi dimenticato. Io, in maniera molto ingenua, le ho detto che non era mio, ma dell’ufficio. E’ rimasta: “Come dell’ufficio? Noi dove eravamo non lo avevamo.” poi me lo ha dato aggiungendo: “Tanto non preoccuparti, lui ci guarda lo stesso!”. Io l’ho preso senza dire nulla, stupidamente, ma poi ripensandoci mi sono detto: “Certo che Lui ci guarda lo stesso e sempre, ma il senso di averlo in ufficio non era quello… non era di ricordarci che Lui ci guarda sempre quindi attenzione a quello che fai! Bensì era per ricordare a noi di guardare a Lui!”

Ora l’ho messo nel mio nuovo ufficio, ma mi dispiace per la mia collega…

Bambini, adozioni e omosessualità

febbraio 17, 2016

Alcuni giorni fa il presidente della Società italiana di Pediatria Giovanni Corsello ha affermato: “Non si può infatti escludere che convivere con due genitori dello stesso sesso abbia ricadute negative sui processi di sviluppo psichico e relazionale nell’età evolutiva” ha poi fatto un discorso più complesso e articolato, se cercate lo trovate in giro, ma è molto interessante come gli è stato risposto, in maniera anche brusca, ad esempio dal presidente della società italiana di Psichiatria Claudio Mencacci: “Su questo tema si stanno ancora raccogliendo dati ed è quantomeno prematuro esprimere opinioni scientifiche su situazioni sociali molto recenti. Ciò che conta è valutare la capacità affettiva dei genitori, la capacità di accogliere e seguire la crescita dei bambini, creando un ambiente sicuro, sereno e protettivo. E questo non dipende certo dal ‘genere’ dei genitori. Mentre è dimostrato – questo invece è sicuro – che nelle famiglie ‘etero’ possono prodursi danni nella psiche dei bambini quando il rapporto tra i genitori è in crisi”.

Intanto l’ultima affermazione non fa altro che sottolineare l’importanza che ha una famiglia sana capace di affrontare anche le dinamiche di problematicità senza dividersi, per la crescita del bambino. Ma la cosa interessante è che Mencacci sostanzialmente conferma Corsello. Infatti Corsello dice che non si può escludere che… e Mencacci dice che si stanno ancora raccogliendo dati ed è prematuro esprimere opinioni scientifiche al riguardo. Quindi dice Mencacci non sappiamo e se non sappiamo è meglio che non diciamo che è così, giusto. Solo che Corsello non ha detto che è così, ma che non si può escludere. E in effetti, se non lo sappiamo non lo possiamo escludere e se non lo possiamo escludere forse dovremmo tenerne conto. E se al centro mettiamo il bambino, il suo benessere e non il desiderio di un adulto, allora forse di fronte a un dubbio di questo tipo bisognerebbe avere il coraggio quantomeno di fermarsi e aspettare di saperne di più, o no? O forse il rischio vale la pena? Io non credo e mi chiedo anche perchè Corsello che non ha detto nulla di non-scientifico, anzi, è stato attaccato in maniera così dura e nessun organo di informazione si è accorto che chi lo attaccava diceva esattamente la stessa cosa solo da una posizione ideologica diversa?

Questo è il link di repubblica da dove potete leggere la notizia http://www.repubblica.it/politica/2016/02/03/news/unioni_civili_figli_pediatri-132643266/

Sull’argomento segnalo anche questo http://www.adnkronos.com/salute/2016/02/04/presidente-pediatri-fimp-adozioni-gay-nessuno-puo-parlare-per-tutti-noi_4911kD4hKKxHftFZirqFAJ.html?refresh_ce dove però è interessante notare come Giampietro Chiamenti sottolinei che non ci sono studi scientifici al riguardo (e quindi conferma Corsello) mentre Torricelli smentisce Chiamenti e pure Mencacci sostenendo che questi studi ci sono… bene peccato che non dica quali sono e comunque, in ogni caso uno dei due ha le idee confuse, molto confuse…

A Sanremo tutto è permesso

febbraio 10, 2016

Non seguo Sanremo, neanche mi ricordavo ci fosse, ma ogni tanto sfoglio i giornali e oggi leggo nei titoli: “Sanremo pro Unioni Civili – Noemi, Arisa, Ruggeri e Fornaciari mostrano i nastri Arcobaleno” e rifletto… personalmente ho una vaga idea di chi siano i nomi citati (penso siano cantanti), ma credo abbiano un discreto seguito e su un palco come quello di Sanremo si permettono e gli viene permesso di esprimere la loro opinione su un tema etico e civile molto importante. Credo siano personaggi che abbiano carisma e presa sopratutto sui giovani e quindi ciò che dicono o fanno sia, per questo, importante, perchè c’è la possibilità, seria, che siano presi a modello da più di qualcuno. E va bene, hanno espresso la loro idea, non la condivido, non del tutto almeno, ma hanno il diritto di farlo. Ora però qualcuno riesce a spiegarmi perchè quando qualche esponente della Chiesa cattolica fa lo stesso, cioè esprime l’idea della Chiesa su temi etici e civili molto importanti, da parte di chi non è d’accordo si comincia subito a strepitare sulle ingerenze del Vaticano e sul fatto che la Chiesa non dovrebbe parlare e interferire su certe cose?

Non capisco… o forse no, capisco e non mi piace…

Family Day. Sì o no?

gennaio 30, 2016

Sì.

Per problemi miei di tempo è un po’ che non riesco a scrivere su questo blog, ma non volevo passasse questo giorno senza scrivere nulla sull’argomento Family Day. E’ vero che ci sarebbero dei distinguo da fare, è vero che il problema è complesso, è vero che la sfida del cristiano è alla fine quella relazionale di cui ho già parlato, ma è anche vero che il Vangelo a un certo punto dice: “Il vostro parlare sia sì sì, no no tutto quello che è in più viene dal maligno” (cito a memoria, ma il senso è questo).

Quindi credo, come cristiano, che a un Family day non si possa dire che “Sì”, perché la famiglia non solo è importante, ma fondamentale. Perché non è contro nessuno, ce lo vogliono solo far credere, ma è a favore della famiglia. Perché la famiglia ha bisogno di essere aiutata e salvaguardata istituzionalmente. Perché oggi è più conveniente convivere che sposarsi. Perché è vero, i bambini, non si comprano, si amano e chi ama davvero è capace anche di lasciar andare un suo desiderio proprio per amore…

Cocktail Biblico

gennaio 13, 2016

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Santo Natale

dicembre 24, 2015

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Auguro a tutti un Santo Natale e un 2016 ricco di Pace e Misericordia.

“Mentre erano in campagna…

novembre 17, 2015

…Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.” (Genesi 4, 8)

Caino invita suo fratello in campagna, Abele non si aspetta nulla di male da Caino e va con lui. Abele è fiducioso, sereno, tranquillo… Caino colpisce a tradimento, nel momento in cui l’altro meno se lo aspetta e uccide, uccide suo fratello. L’omicidio, la paura, il terrore entrano nella storia dell’uomo per mano di un fratello, non di un nemico, ma di colui di cui ci fidavamo.

Perchè? Perchè Caino crede di avere subito un torto, crede di essere giusto, crede di aver ragione e che questo lo autorizza a vendicarsi del suo presunto torto, in qualunque modo, non importa.

Eppure Dio, nel testo di Genesi, parla con Caino, non parla mai con Abele.

E Caino prima non capisce o non vuole capire, risponde altezzoso: “Sono forse io il guardiano di mio fratello?” perchè ancora si crede nel giusto, ma Dio insiste e la sua voce fa Verità in Caino che finalmente esclama: “Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?” si rende conto dell’enormità di ciò che ha fatto e non pensa di meritare alcun perdono, anzi ora teme per la propria vita. Ha perso l’arroganza, ora non crede più di essere nel giusto, ora si rende conto di aver sbagliato e della gravità del suo errore e si aspetta un punizione, la più terribile, la stessa che lui ha dato a suo fratello: la morte.

Ma Dio non agisce come Caino si aspetta, non agisce da vendicatore… certo una punizione per Caino c’è, ma c’è anche qualcosa d’altro, qualcosa di molto diverso… Dio mette su Caino un segno, un segno che dice: “Quest’uomo è mio e guai a chi lo tocca!”… Dio si prende cura di Caino, ma non del Caino che pensava di essere giusto, bensì del Caino che si è reso conto di ciò che ha fatto…

Cocktail Biblico

novembre 11, 2015

LogoLa parola cocktail appare per la prima volta nel 1806, non si è sicuri della sua origine, ma sicuramente richiama alla mente l’immagine di un momento di relax in un luogo raffinato, con un pizzico di esclusività.
Ed è questa l’idea che sta alla base del «Cocktail biblico», quattro incontri nati da un’idea di don Martino Signoretto, concretizzatasi grazie all’incontro con Casa Mazzanti Caffè, il luogo dove sarà possibile, a iniziare dal 15 novembre alle 16.30, assaggiare un Cocktail biblico ascoltando proprio don Martino Signoretto parlarci della Sapienza nella Bibbia. Infatti in Proverbi 9,1-6 si legge: “La sapienza ha costruito la sua casa …, ha mescolato il suo vino e ha imbandito la sua tavola … e invita: “Venite, mangiate del mio pane e bevete del vino che ho mescolato””.
La Sapienza crea il suo cocktail (mescola il vino) e invita nella sua casa, alla sua tavola…
Questo è il senso del Cocktail Biblico, un’occasione di incontro, in uno degli ambienti più affascinanti e raffinati della città, con la Sapienza della Bibbia affinché conoscere, scoprire, ascoltare sia davvero un piacere, sorseggiando un cocktail creato apposta per l’occasione dal barman di Casa Mazzanti Caffè.
Gli incontri successivi saranno, a gennaio sull’enciclica dedicata all’ecologia “Laudato Sì” di Papa Francesco, ad aprile sulla bellezza e a maggio, durante il Festival Biblico, sulla misericordia.
Per ulteriori informazioni: 0458003217 ; info@casamazzanticaffe.it

Informazioni e ipocrisie

ottobre 29, 2015

Stamattina ho letto questo sul Corriere , dateci un’occhiata e poi non so a voi, ma a me è venuto da chiedermi: ma come alla satira non era tutto permesso? Oppure lo è solo quando attacca la religione? Non so a me sembra tanto che si usino due pesi e due misure… Io ne ho uno solo, trovo stupida e volgare la satira di Charlie e trovo stupida e volgare anche questa… ma chissà perchè sembra che alcune categorie di persone, anche se dicono di no, siano più tutelate di altre