Auguri

aprile 18, 2014

A tutti, un caro augurio di una Pasqua che sia davvero di Resurrezione.

 

ChristusSurrexit

Credenti o praticanti?

aprile 11, 2014

Di recente mi è capitato di imbattermi in più di una persona che, candidamente, si è dichiarata credente, ma non praticante. Io ho lasciato cadere l’argomento essendo uno di quei discorsi delicati dove comunque, a meno che non si sia interpellati direttamente, non è il caso di approfondire perché c’è sempre il massimo rispetto della coscienza personale. Riflettendo però in generale devo dire che trovo la distinzione abbastanza assurda. Infatti la pratica non è altro che il rendere concreto ciò che si crede. Il rito, la liturgia, non sono degli atti che hanno valore ed efficacia di per se stessi (altrimenti sarebbero magia), ma li hanno in quanto concretizzano ciò che uno crede. Sto cercando di fare un discorso che parte indubbiamente da basi di fede, ma che poi ha una valenza, credo, universale. Cerco di spiegarmi con un esempio: se io affermo di essere un uomo di destra o di sinistra, ma poi al momento di votare o non voto o voto in maniera diversa da ciò che affermo c’è qualcosa che non quadra. Molto probabilmente io non sono della parte politica che dichiaro.

Se io dico di amare una persona, ma poi non faccio nulla, in concreto per dimostrarlo, molto probabilmente io quella persona non la amo o, al massimo, credo di amarla.

Lo stesso con la fede, se credo questo mio credo deve poi concretizzarsi, altrimenti rimane astratto e finisce con l’essere semplicemente il credere in un’idea al massimo. Se io non pratico, forse è perché non credo.

Naturalmente c’è anche il rischio opposto, che io pratichi e basta, senza credere e Papa Francesco ci ha proprio messi in guardia da questo di recente.

Quindi il vero problema, a mio avviso nasce quando non c’è unità, al nostro interno, tra ciò che pensiamo realmente e ciò che diciamo di pensare o ciò che facciamo.

Religione, fatto privato?

aprile 1, 2014

In questi giorni ho fatto una riflessione, mi è capitato di leggere, in più di un’occasione di fumetti a volte scherzosi, a volte duri, dove di fatto si prende in giro la religione cattolica e in particolare i credenti nella religione cattolica. Leggendo poi le motivazioni che spingono gli autori a scrivere tali opere, loro affermano di non avercela di per sé con la religione e con chi ci crede purché essa rimanga in un ambito privato e non sconfini oltre. Detto in parole terra terra, se ho capito bene (ma penso di sì), significa: se tu credente pensi che la vita sia sempre un valore e ritieni l’aborto qualcosa da non fare va bene, quando ti troverai tu a dover decidere se abortire o no, potrai scegliere, ma non ti sognare di dire a me che non posso farlo. Chiaramente al posto di aborto ci possiamo altra cosa del tipo divorzio, eutanasia e via discorrendo… A qualcuno un discorso di questo tipo sembrerà non fare una piega, ma invece di pieghe ne fa e molte e anche serie. Infatti credere in qualcosa, se ci si crede veramente, non si limita alla sfera privata, ma parte da questa per espandersi poi alla sfera pubblica. Faccio un esempio, se io credo all’amore verso il prossimo, sicuramente prima inizierò ad amare me stesso (che è un presupposto necessario), ma poi inizierò a cercare di amare chi mi sta accanto (magari semplicemente mostrandomi gentile) e quindi uscirò dalla mia sfera privata ed entrerò necessariamente in quella pubblica, proprio perché nessuno di noi è realmente un’isola. Questo tipo di ragionamento che vorrebbe la religione relegata semplicemente a una dimensione privata è tipicamente adolescenziale di chi non vuole confrontarsi con nessuna idea nel merito, ma semplicemente pensare di avere la libertà di poter fare tutto ciò che vuole.

Ora supponiamo che io sia animalista, convinto, ad esempio che la caccia sia da abolire perché dovrei tacere? O mantenere questo mio concetto solo per me? Perché non posso fare battaglie, anche politiche per proporre all’opinione pubblica questo mio pensiero e se lo condivide di trasformarlo in legge? O se non lo condivide di bocciarlo? Questa è la democrazia.

Ora supponiamo che io sia di sinistra e abbia idee di sinistra su come debba essere gestito lo stato, perché dovrei tacerle o mantenerle solo per me? Perché non posso fare battaglie, anche politiche per proporre all’opinione pubblica questo mio pensiero e se lo condivide di trasformarlo in legge? O se non lo condivide di bocciarlo? Questa è la democrazia.

Ora supponiamo che io sia di destra e abbia idee di destra su come debba essere gestito lo stato, perché dovrei tacerle o mantenerle solo per me? Perché non posso fare battaglie, anche politiche per proporre all’opinione pubblica questo mio pensiero e se lo condivide di trasformarlo in legge? O se non lo condivide di bocciarlo? Questa è la democrazia.

Invece, secondo chi sostiene le tesi che dicevo all’inizio, se sono religioso, in particolare cattolico, io dovrei tacere le mie idee, non devo fare battaglie anche politiche per proporre all’opinione pubblica il mio pensiero affinché se lo condivide divenga legge o se non lo condivide venga bocciato.

… ecco questo non mi sembra tanto democratico, mi sembra molto adolescenziale…

La Tomba di Talpiot, capitolo finale, almeno al momento.

marzo 24, 2014

Stavo procedendo a tradurre e discutere le altre parti del sito che parla della tomba di Talpiot, ma ho ritenuto opportuno fermarmi qui, perché? Perché sostanzialmente il sito continua con sezioni tecniche che spiegano i principi scientifici della statistica, del DNA, dell’archeologia, della chimica,  ma poi in concreto non dice nulla di nuovo o che io non abbia già affrontato nelle sezioni precedenti. Quindi onde evitare a me e a voi di perdere altro tempo, io mi fermo qui, però se su quel sito (o da qualche altra parte), trovate qualcosa che volete io provi ad affrontare segnalatemelo che vedrò di accontentarvi. Sempre compatibilmente con i miei impegni. Intanto ne approfitto anche per mettervi al corrente del fatto che sto lavorando con don Manuel Magalini per un incontro su Tolkien e le Sacre Scritture anche quest’anno all’interno del Festival Biblico e a un incontro sul Gesù Storico con alcuni, importanti, professori del seminario.

Vi saluto chiedendovi una preghiera per la salute della mia famiglia e assicurandovi la mia per tutti voi.

Le probabilità – Il Campo da Football

marzo 10, 2014

Cambiamo sezione del sito e cerchiamo di procedere un po’ più speditamente, anche perché spero di non avervi annoiato troppo con questo argomento, ma purtroppo penso sia necessario affrontare ogni argomento che il sito sulla tomba di Talpiot propone per evitare di lasciare aperto il campo ad errori interpretativi.

Probability

When a tomb holding ossuaries with the names Jesus, Mary, Mary Magdalene, Judah, Yose and Matthew was discovered in 1980, its implications were quickly disregarded and the findings stowed away. It simply couldn’t be the same Jesus mentioned in the Bible, may said – or at least they didn’t want it to be.

So just what is the likelihood that this tomb actually contains the remains of that same Jesus, in addition to his wife, Mary Magdalene, and his son, Judah? It may seem far-fetched, but after listening to filmmaker Simcha Jacobovici explain the so-called “Jesus equation“, you’ll realize just how unlikely it is that this isn’t, in fact, his tomb.

And if you’re still not convinced, be sure to learn more about how the experts came to this conclusion, by reading up on the principles they used in their analysis.

The Football Field

When trying to determine the probability that the tomb uncovered by archeologists did in fact belong to Jesus and his family, Simcha Jacobovici knew he would need to make sure his methodology was sound if his findings were ever going to be taken seriously. To do this, he employed statistician Andrew Feuerverger, who began by examining the cluster of names appearing in the tomb. Jacobovici’s analogy of the “football field” is his rendering of Professor Feuerverger’s ultimately staggering results.

Professor Feuerverger began by studying the names’ frequency during the first century A.D. and then multiplied the incidence rate of each with that of every other name. In keeping with his conservative analysis, Professor Feuerverger then divided his total by four to account for any unintentional biases in the historical sources he had referenced. Then that number was divided by 1,000, as this is total number of tombs that may have existed during the first century in Jerusalem.

The Results

Frequency of Names:

  • Jesus, Son of Joseph: 1 in 190
  • Mariamne: 1 in 160
  • Matia: 1 in 40
  • Maria: 1 in 4

Based on these results, it would appear that the names in and of themselves were not uncommon at the time. However, once those numbers were multiplied by one another, Feueverger noted that the chances of them being found together were an extremely remote 1 in 97,280,000.

Nevertheless, to allow for any possible criticism regarding the inclusion of Matia (or Matthew) “ since this name is not explicitly referenced in the canonical Gospels “ Feueverger decided to eliminate him from the equation. The new probability that this was not the family of tomb of Jesus was 1 in2,400,000. Once the unintentional bias had been accounted for, that number dropped to 1 in 600 (still a low probability from a statistical standpoint).

However, when one takes into the account the ossuary containing the name “Yose”, the new probability that this is not the tomb of Jesus suddenly becomes exceptionally rare. That is because this name “ a rare nickname for the Hebrew name, “Yosef”. Indeed, as Simcha explains, of the more than 30,000 ossuaries discovered in Jerusalem, only one bearing this name has been found.

 Probabilità

Quando una tomba contenente degli ossari con i nomi Gesù, Maria, Maria Maddalena, Giuda, Yose e Matteo fu scoperta nel 1980, le sue implicazioni furono subito accantonate e i ritrovamenti messi via. Semplicemente non può trattarsi dello stesso Gesù menzionato nella Bibbia, si disse – o almeno non si voleva che lo fosse.

Così quante sono le probabilità che questa tomba attualmente contenga i resti di quello stesso Gesù, in aggiunta con quelli di sua moglie, Maria Maddalena, e di suo figlio, Giuda? Potrebbe sembrare troppo ricercato, ma dopo aver sentito il produttore Simcha Jacobovich spiegare la cosiddetta “Equazione di Gesù”, realizzerete come sia strano che questa non sia, infatti, la sua tomba.

E se ancora non siete convinti, assicuratevi di imparare di più su come gli esperti arrivano a questa conclusione leggendo sui principi che hanno usato nelle loro analisi.

 Il Campo da Football

Quando si prova a determinare la probabilità che la tomba scoperta dagli archeologi appartenga davvero a Gesù e alla sua famiglia, Simcha Jacobovici sapeva che era necessario si assicurasse che la sua metodologia fosse seria se voleva che le sue scoperte fossero prese seriamente. Per far questo assunse lo statistico Andrew Feuerverger, che iniziò esaminando il gruppo di nomi che appaiono nella tomba. L’analogia di Jacobovici col “campo da football” per rendere l’idea degli ultimi sorprendenti risultati del Professor Feuerverger.

Il Professor Feuerverger ha iniziato studiando la frequenza dei nomi nel primo secolo d. C. e ha poi moltiplicato il tasso di incidenza di ognuno con quello di ogni altro nome. Proseguendo nella sua analisi, il Professor Feuerverger ha allora diviso il suo totale per quattro per tenere conto di ogni deviazione non intenzionale nelle fonti storiche a cui ha fatto riferimento. A questo punto ha diviso questo numero per 1000 come se questo fosse il numero totale di tombe che potrebbero essere esistite nel primo secolo a Gerusalemme.

 I Risultati

Frequenza dei nomi:

  •  Gesù, figlio di Giuseppe: 1 su 190
  • Mariamne: 1 su 160
  • Matia: 1 su 40
  • Maria: 1 su 4

Sulla base di questi risultati appare che questi nomi non erano poco comuni all’epoca. Comunque, una volta che questi numeri siano moltiplicati per un altro. Feuerverger nota che le possibilità che siano trovati insieme sia una estremamente remota di 1 su 97.280.000.

In ogni caso per prevenire qualunque possibile critica riguardo l’inclusione del nome Matia (o Matteo) dal momento che questo nome non è citato esplicitamente nei Vangeli canonici. Feuerverger ha deciso di eliminarlo dall’equazione. La nuova probabilità che questa non fosse la tomba di famiglia di Gesù era 1 su 2.400.000. Una volta che le deviazioni non intenzionali sono state calcolate questa percentuale è scesa a 1 su 600 (ancora una probabilità molto bassa da un punto di vista statistico).

Comunque, quando si mette nel conto l’ossario che contiene il nome “Yose” le nuove probabilità che questa non sia la tomba di Gesù improvvisamente diviene eccezionalmente rara. Questo a causa di questo nome “un raro soprannome per il nome ebraico: “Yosef”. Davvero, come spiega Simcha, dei 30.000 ossuari scoperti a Gerusalemme, solo uno porta questo nome.

Abbiamo cambiato sezione, ora si comincia a parlare di quelle che si vorrebbe fossero prove scientifiche che questa è la tomba di famiglia di Gesù e la prima scienza che si utilizza è la statistica.

Ora premetto che io né conosco nel dettaglio i procedimenti statistici utilizzati né sono uno statistico, ma faccio alcune semplici osservazioni che penso evidenti per tutti. Notiamo subito che si ammette come questi nomi sono nomi molto comuni, il problema è invece capire quanto è comune trovarli tutti insieme.

Il punto è proprio questo, di quali nomi stiamo parlando?

In realtà, parlando delle iscrizioni abbiamo visto come non ci sia neanche la certezza che la lettura l’iscrizione “Gesù figlio di Giuseppe” sia corretta per non parlare della lettura che vuole vedere Mariamne in una delle iscrizioni e che poi vuole che questo sia il nome di Maria Maddalena. Quindi la prima osservazione è che per forza che i conti tornano se noi prendiamo i nomi come vogliamo che siano e non come sono.

La seconda osservazione è che la ricerca statistica conto solo le tombe di Gerusalemme perché da  per assodato che la famiglia di Gesù avesse una tomba lì, cosa che nessuna fonte storica ci permette di asserire.

Ecco questo mi sembra proprio il paradigma di un modo di procedere nella ricerca storica (ma anche in altri tipi di ricerca) del tutto sballato. Perché se scegliamo i dati di partenza nella maniera che vogliamo noi e non per quello che sono poi possiamo fare tutti i calcoli statistici che desideriamo che otterremo i dati che ci eravamo proposti di trovare. Parto cioè dalle mie convinzioni per piegare i dati a quelle e non parto dai dati per capire i fatti.

Comunque concludo segnalandovi un link su wikipedia, molto più lungo e dettagliato del mio che però vi permette di comprendere come si è arrivati ai dati che l’articolo propone come “scientifici”: http://it.wikipedia.org/wiki/La_tomba_perduta_di_Ges%C3%B9

La Tomba – Gli Ossari senza Iscrizioni

marzo 4, 2014

The Ossuaries Without Inscriptions

The inscriptions on the ossuaries found in the Talpiot Tomb in 1980 by a bulldozer read as follows:

Ossuary 80/500: “Mariamene e Mara” – “Mariamne, also called Master”

Ossuary 80/501: “Yehuda bar Yeshua” – “Judah, son of Jesus”

Ossuary 80/502: “Matia” – “Matthew”

Ossuary 80/503 “Yeshua bar Yosef” – “Jesus, Son of Joseph”

Ossuary 80/504 “Yose” or “Yosa” – a nickname for “Joseph”

Ossuary 80/505: “Maria” – a Latinized version of the Hebrew “Miriam.”

Of the ten ossuaries pulled from the niches of the burial chamber, inscriptions were recorded as occurring on six, a very high ratio considering that only 20% of the thousands of ossuaries ever found bear such inscriptions.

Ossuaries 80/506-508 were plain, with no inscriptions.

And no one knows anything really about Ossuary 80/509. It disappeared before it could be checked for inscriptions or ornamentation

 Gli Ossari senza Iscrizioni

 

Le iscrizioni sugli ossari trovati nella Tomba di Talpiot nel 1980 da un bulldozer sono le seguenti:

Ossario 80/500: “Mariamene e Mara” – “Mariamne, anche detta Signora (Maestra)”

Ossario 80/501: “Yehuda bar Yeshua” – “Giuda, figlio di Gesù”

Ossario 80/502: “Matia” – “Matteo”

Ossario 80/503 “Yeshua bar Yosef” – “Gesù, figlio di Giuseppe”

Ossario 80/504 “Yose” o “Yosa” “ un soprannome per “Giuseppe”

Ossario 80/505: “Maria” – una latinizazzione del nome ebraico “Miriam”

Dei dieci ossari estratti dalle nicchie della camera sepolcrale, le iscrizioni furono registrate come presenti solo su sei, una percentuale molto alta, considerando che solo il 20% delle migliaia di ossari mai trovati porta tali iscrizioni.

Ossari 80/506-508 erano lisci, privi di iscrizioni.

E nessuno sa davvero nulla sull’Ossario 80/509. Scomparve prima che potesse essere controllato per eventuali iscrizioni od ornamenti.

 

 

Qui c’è poco da aggiungere, sottolineo solo l’ultima frase dove si dice, chiaramente e con sincerità, che nulla possiamo dire sull’ossario sparito, peccato che poi in tutto il resto del sito, ogni volta che lo si nomini lo si identifica col cosidetto Ossario di Giacomo. Inoltre usando la logica adottata fino ad ora potremmo dire che gli ossari su cui non c’è scritto nulla potevano contenere le ossa di altri figli di Gesù o di altre sorelle o fratelli o secondo mogli… tanto da nessuna parte nei Vangeli o in altri testi c’è scritto qualcosa al riguardo, ma neanche qualcosa che dica non era così.

La Tomba – Yose

febbraio 24, 2014

“Yose”: Joseph

Ossuary 80/504 Yose or “Yosa” a nickname for ”Joseph”

The fourth inscription, written in Hebrew, reads: “Yose.” Where have we seen this name before?

It turns out that Yose is to Yosef as Joey is to Joseph. Yose is a very rare rendering, an endearment, in fact of the Hebrew “Yosef.”

Of course, this could be easily explained as belonging to Joseph, father of Jesus. But we have no evidence to suggest where Joseph died. He does not seem to accompany his family to Jerusalem to follow Jesus ministry so many scholars believe he died in Nazareth.

The Gospels tell us that Jesus had four brothers: James, Judah, Simon and Joseph. People have been arguing whether these brothers were full brothers, half brothers, stepbrothers or cousins. This is because various Christian sects disagree on Mary, mother of Jesus.

Was she a Perpetual Virgin, in which case, the brothers were Jesus stepbrother? Was she a Virgin only for the Immaculate Conception? If so, Jesus siblings would have been half-brothers. Or is it necessary to believe in the Virgin birth at all, in which case, Joseph would be the true father of Jesus and any siblings full-blooded? Modern scholarship generally accepts that they were not cousins, but brothers.

But why all this talk of brothers? Because in the Gospel of Mark “the earliest Gospel” Joseph, brother of Jesus, is not called “Joseph” but “Yose”.

The “Yose” inscription from this tomb is the only such example of this name on an ossuary.

“Yose”: Giuseppe

Ossario 80/504 Yose o “Yosa” un soprannome per Giuseppe

La quarta iscrizione, scritta in ebraico, si legge: “Yose.” Dove abbiamo già visto questo nome prima?

 Si scopre così che Yose sta a Yosef come Joey sta a Joseph (in italiano sarebbe come Beppe sta a Giuseppe, si tratta cioè di un diminutivo). Yose è un modo molto raro di rendere, in maniera affettuosa infatti, il nome ebraico “Yosef”.

Naturalmente questo si potrebbe facilmente spiegare come appartenente a Giuseppe, il padre di Gesù. Ma non abbiamo prove che dicano dove Giuseppe è morto. Non sembra aver accompagnato la sua famiglia a Gerusalemme per seguire il ministero di Gesù così molti studiosi credono sia morto a Nazareth.

I Vangeli ci dicono che Gesù aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuda, Simone e Giuseppe. Le persone discutono se questi fratelli fossero veramente fratelli, mezzi fratelli, fratellastri o cugini. Questo perché varie sette Cristiane non sono in accordo su Maria, la madre di Gesù.

La sua verginità fu perpetua, nel qual caso, i fratelli di Gesù erano fratellastri? Rimase vergine solo fino all’immacolata concezione? Se così, Gesù avrebbe avuto degli altri fratelli, almeno da parte di madre. O è necessario credere del tutto alla nascita dalla Vergine, nel qual caso, Giuseppe sarebbe stato il vero padre di Gesù e ogni fratello fratello di sangue? Gli studiosi moderni generalmente accettano che essi non fossero cugini, ma fratelli.

Ma perchè tutto questo parlare di fratelli? Perché nel Vangelo di Marco “il più antico dei Vangeli” Giuseppe, fratello di Gesù, non è chiamato “Giuseppe”, ma “Yose”.

L’iscrizione “Yose” di questa tomba è l’unico esempio di questo nome su un ossario.

Gli autori fanno molte supposizioni basate su pochissimi dati, tutta la questione dei fratelli di Gesù l’abbiamo già affrontata anche se non nel dettaglio, ma sufficientemente per chiarire che le varie posizioni sono tutte sostenibili, proprio sulla base del testo dei Vangeli (se volete approfondire vi segnalo questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_di_Ges%C3%B9 che mi sembra abbastanza organico per permettere a chiunque di farsi un’idea del problema). Aggiungo solo una mia considerazione che nasce da ciò che ci dicono i Vangeli e che non ha nulla di storico, ma si basa solo su quella che mi piace definire logica interna alla situazione. Se accettiamo i Vangeli come fonti questi ci dicono che il concepimento di Gesù fu di origine divina e non umana e che Giuseppe lo sposo di Maria lo sapeva. Accettando questo, come si può pensare che Giuseppe, successivamente alla nascita di Gesù avesse anche solo pensato di unirsi a colei che era stata scelta da Dio come madre del proprio figlio? Cioè, in un certo senso, di violare il santuario che Dio si era scelto? L’ho già detto questa è una mia considerazione che ha come presupposto un assunto di fede, ma dalla quale, essendo io credente, non riesco a prescindere. Concludo sottolineando solo che tra le varie spiegazioni gli autori scelgono, come hanno già loro stessi affermato, la teoria che più si adatta ai loro scopi, cosa che  fanno spesso.

La Tomba – Matteo

febbraio 17, 2014

“Matia”: Matthew

Ossuary 80/502: “Matia” – “Matthew”

The third inscription, written in Hebrew, reads: “Matia.” This is the original form of the English “Matthew”, and it leads us to more questions than answers.

We know that Jesus was the son of Joseph, and also that Jesus had four brothers, James, Judah, Simon and Joseph: no Matthew. Furthermore, Matthew, one of Jesus’s Twelve Apostles, is no relation to Jesus (his father is “Alphaeus”, and his brother is also one of the Twelve).

It is not known whether the writer of the Gospel of Matthew was one of Jesus’s Disciples or a member of his family.

What is known, however, from the genealogy provided in Luke (3:23), is that unlike Joseph, Mary the mother of Jesus had many “Matthews” in her family. Unlike, say, a “Daniel” or a “Jonah”, the appearance of a “Matthew” in this family’s tomb is consistent with the information provided in the Gospels.

As in all cases in the research for The Jesus Family Tomb, regarding New Testament historical and textual issues, where scholars disagree we’ve made choices to go with one accepted theory or another.

Many scholars believe that the genealogy of Joseph, who is considered to be the earthly father of Jesus, appears in Luke (3:23-28). Others believe that since this genealogy contradicts Joseph’s genealogy in Matthew (1:2-16), the genealogy in Luke must be the family tree of Mary, mother of Jesus. We concur with the latter, more widely accepted view.

 

“Matia: Matteo”

 

Ossario 80/502: “Matia” – “Matteo”

La terza iscrizione, scritta in Ebraico, si legge: “Matia”. Questa è la forma originale dell’Inglese “Matteo”, e ci porta a più domande che risposte.

Sappiamo che Gesù era figlio di Giuseppe, e anche che Gesù aveva quattro fratelli, Giacomo, Giuda, Simone e Giuseppe: nessun Matteo. Inoltre, Matteo, uno dei dodici apostoli di Gesù, non è parente di Gesù (suo padre è Alfeo, e suo fratello è anch’egli uno dei Dodici).

Non si conosce, comunque, se lo scrittore del Vangelo di Matteo era uno dei discepoli di Gesù o un membro della sua famiglia.

Quello che si sa, comunque, dalla genealogia di Luca (3, 23) è che a differenza di Giuseppe, Maria la madre di Gesù aveva molti “Mattei” nella sua famiglia. A differenza, ad esempio, di un “Daniele” o un “Giona” la comparsa di un “Matteo” in questa tomba di famiglia è coerente con le informazioni contenute nei Vangeli.

Come in tutti i casi nelle ricerche sulla tomba di famiglia di Gesù, riguardo i fatti storici e testuali del Nuovo Testamento, dove gli studiosi sono in disaccordo abbiamo scelto di seguire una o l’altra delle teorie accettate.

Molti studiosi credono che la genealogia di Giuseppe, che è considerato il padre terrestre di Gesù, appare in Luca (3, 23-28). Altri credono che dal momento che questa genealogia contraddice quella di Giuseppe in Matteo (1, 2-16), la genealogia di Luca deve essere quella di Maria, madre di Gesù. Noi concordiamo con questo punto di vista che è quello più largamente accettato.

La prima cosa che balza subito all’occhio è che nonostante nessun documento dica che Matteo era parente di Gesù qui si ipotizza che potrebbe anche esserlo semplicemente perché non è neanche scritto che non lo fosse. E’ chiaro che ragionando così si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Inoltre emblematica la frase finale, lì dove gli studiosi non concordano e propongono più teorie giustamente se ne sceglie una, ma non è chiaro in base a quale criterio, se è perché la si ritiene intrinsecamente valida o se è perché è la più adatta alla tesi che si vuole sostenere.

Comunque visto che qui si dice che Matteo potrebbe essere un parente di Gesù perché in una delle due genealogie presentate dai Vangeli, in particolare in quella che forse è di Maria ci sarebbero molti Matteo vediamole queste genealogie.

Luca: [23]Gesù quando incominciò il suo ministero aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, figlio di Eli, [24]figlio di Mattàt, figlio di Levi, figlio di Melchi, figlio di Innài, figlio di Giuseppe, [25]figlio di Mattatìa, figlio di Amos, figlio di Naum, figlio di Esli, figlio di Naggài,[26]figlio di Maat, figlio di Mattatìa, figlio di Semèin, figlio di Iosek, figlio di Ioda, [27]figlio di Ioanan, figlio di Resa, figlio di Zorobabèle, figlio di Salatiel, figlio di Neri, [28]figlio di Melchi, figlio di Addi, figlio di Cosam, figlio di Elmadàm, figlio di Er, [29]figlio di Gesù, figlio di Elièzer, figlio di Iorim, figlio di Mattàt, figlio di Levi, [30]figlio di Simeone, figlio di Giuda, figlio di Giuseppe, figlio di Ionam, figlio di Eliacim, [31]figlio di Melèa, figlio di Menna, figlio di Mattatà, figlio di Natàm, figlio di Davide,[32]figlio di Iesse, figlio di Obed, figlio di Booz, figlio di Sala, figlio di Naàsson, [33]figlio di Aminadàb, figlio di Admin, figlio di Arni, figlio di Esrom, figlio di Fares, figlio di Giuda, [34]figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo, figlio di Tare, figlio di Nacor, [35]figlio di Seruk, figlio di Ragau, figlio di Falek, figlio di Eber, figlio di Sala, [36]figlio di Cainam, figlio di Arfàcsad, figlio di Sem, figlio di Noè, figlio di Lamech,[37]figlio di Matusalemme, figlio di Enoch, figlio di Iaret, figlio di Malleèl, figlio di Cainam, [38]figlio di Enos, figlio di Set, figlio di Adamo, figlio di Dio.

 

Matteo: [1]Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. [2]Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli,[3]Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, [4]Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, [5]Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, [6]Iesse generò il re Davide.

Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, [7]Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asàf, [8]Asàf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozia, [9]Ozia generò Ioatam, Ioatam generò Acaz, Acaz generò Ezechia, [10]Ezechia generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosia, [11]Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.

[12]Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel, Salatiel generò Zorobabèle, [13]Zorobabèle generò Abiùd, Abiùd generò Elìacim, Elìacim generò Azor, [14]Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd,[15]Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe,[16]Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù chiamato Cristo.

[17]La somma di tutte le generazioni, da Abramo a Davide, è così di quattordici; da Davide fino alla deportazione in Babilonia è ancora di quattordici; dalla deportazione in Babilonia a Cristo è, infine, di quattordici.

le genealogie divergono in più punti sostanzialmente, e in quella di Luca ci sono alcuni nomi che ricordano quello di Matteo. Per spiegare questa divergenza sono state date molte spiegazioni, una di queste è che quella di Luca sia la genealogia di Maria quella di Matteo quella di Giuseppe. Non abbiamo certezze assolute in questo senso, ma questa ipotesi, sebbene sostenuta da alcuni studiosi sembra poco probabile, più probabile il significato simbolico della differenza tra queste due genealogie, infatti una risale a Dio, l’altra ad Abramo. Una è più libera, l’altra suddivisa in blocchi di quattordici nomi. Una cita delle donne, cosa non prevista, e donne dal comportamento discutibile, l’altra no. Insomma le differenze ci sono, le possibilità per spiegare queste differenze sono varie, ma da qui a sostenere che allora un parente di Gesù di cui nessuno ha mai sentito parlare altrove poteva chiamarsi Mattia mi sembra una conclusione che non si basa su nessun indizio concreto se non la voglia di  sostenere la tesi di partenza.

Per approfondire il discorso sulle genealogie di Gesù vi segnalo due link:  http://it.wikipedia.org/wiki/Genealogia_di_Ges%C3%B9 e http://it.cathopedia.org/wiki/Genealogia_di_Ges%C3%B9

The Tomb – James Ossuary (La Tomba – L’Ossario di Giacomo)

febbraio 10, 2014

James Ossuary

It came to light in 2002. A first-century ossuary or bone box, decorated and inscribed. The ancient writing, once deciphered, was stunning in its simplicity and amazing in its implications: “James, son of Joseph, brother of Jesus.” Was this the first archaeological evidence of the historical Jesus?

The world thought so. And then, just as suddenly, it didn’t. The Israel Antiquities Authority had confiscated the ossuary and subjected it to a battery of tests that contradicted all earlier validations.

In the public’s mind the so-called “James Ossuary” is a forgery. But the reality is that the jury is still out on that artifact’s literally. The trial of collector Oded Golan is still ongoing in Jerusalem. At issue: did the antiquities dealer fake the inscription? Scholars have been at war, with telling evidence that the inscription is false, and equally compelling evidence that it is the real thing.

In 2006, Professor Wolfgang E. Krumbein, of Oldenburg University, Germany, the world’s foremost expert on stone accumulated patina, declared the inscription to be authentic. He explained that the “isotope reading” that led the IAA to declare the inscription a forgery, was most probably due to the fact that the letters had been cleaned’s rather than forged by an overzealous antiquities dealer (and possibly Oded Golan’s mother). In any event, there is no issue concerning the authenticity of the ossuary, or the first part of the inscription i.e., “James, son of Joseph”. The controversial words are “brother of Jesus.”

The documentary “The Lost Tomb of Jesus” presents startling new evidence in the ongoing debate concerning the “James Ossuary.” The James ossuary was found around 1980. “The Jesus Family Tomb” was discovered in 1980.

One of the ten ossuaries went missing from “The Jesus Family Tomb.” Its hastily scribbled, rounded-out dimensions generally match the James ossuary.

And the film documents recent tests conducted at the CSI Suffolk Crime lab in New York which demonstrate that the patina (a chemical film encrustation on the box) from the James ossuary matches the patina from the other ossuaries in the Talpiot tomb.

 L’Ossario di Giacomo

 

E’ venuto alla luce nel 2002. Un ossario o scatola per ossa del primo secolo, decorato e con iscrizioni. L’antica iscrizione, una volta decifrata, era sconvolgente per la sua semplicità e sorprendente per le sue implicazioni: “Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù”. Era questa la prima prova archeologica del Gesù storico?

Il mondo pensò così. E allora, improvvisamente, non lo era. L’Autorità Israeliana per le Antichità ha confiscato l’ossario e lo ha sottoposto a tutta una serie di test che hanno contraddetto tutte le precedenti valutazioni.

Nell’opinione pubblica il così detto “Ossario di Giacomo “ è un falso. Ma la realtà è che la giuria deve ancora decidere letteralmente sull’artefatto. Il processo del collezionista Oded Golan è ancora in corso a Gerusalemme. Il punto cruciale è: il commerciante di antichità ha falsificato l’iscrizione? Gli studiosi sono alla guerra, dicendo di avere le prove che l’iscrizione è falsa e ugualmente affermando di avere le prove che è vera.

Nel 2006, il Professor Wolfgang E. Krumbein della Università di Oldenburg, in Germania, il più conosciuto esperto di polvere accumulatasi sulle pietre, dichiarò l’iscrizione autentica.  Spiegò che la “lettura degli isotopi” che ha portato la IAA a dichiarare l’iscrizione un falso, era molto probabilmente dovuta al fatto che le lettere erano state pulite piuttosto che contraffatte da un commerciante di antichità particolarmente zelante (e probabilmente la madre di Oded Golan). In ogni caso, non c’è alcun dubbio riguardo l’autenticità dell’ossario o della prima parte dell’iscrizione, cioè: “Giacomo, figlio di Giuseppe”. Le parole controverse sono “fratello di Gesù”.

Il documentario “La tomba perduta di Gesù” presenta entusiasmanti nuove prove sul dibattito in corso riguardo “L’Ossario di Giacomo”. L’Ossario di Giacomo fu rinvenuto intorno al 1980. “La Tomba di Famiglia di Gesù” fu scoperta nel 1980.

Uno dei dieci ossari andato perduto dalla “Tomba di famiglia di Gesù” era frettolosamente inciso e di dimensioni tali che, arrotondate, in generale coincidono con quelle dell’Ossario di Giacomo.

E il film documenta i recenti test condotti al laboratorio CSI di Suffolk a new York che hanno dimostrato che la patina (una pellicola chimica incrostata sull’ossario) dell’ossario di Giacomo corrisponde alla patina degli altri ossari nella tomba di Talpiot.

Tutta la questione del cosidetto “Ossario di Giacomo” è estremamente controversa. Quanto riportato qui è sostanzialmente esatto. I veri problemi riguardano l’autenticità dell’iscrizione che dice “fratello di Gesù”. A onor del vero Oded Golan è stato assolto alla fine del 2012 dall’accusa di aver falsificato l’iscrizione e nel dicembre del 2013 gli è stato restituito l’ossario, ma i dubbi sull’iscrizione sono ancora tutti validi. Vi segnalo questa pagina di Wikipedia italiana  http://it.wikipedia.org/wiki/Ossario_di_Giacomo dove ci si può fare una prima idea o seguendo i link approfondire l’argomento. Quello che risulta incomprensibile è il collegamento che si fa tra questo ossario e la tomba di Talpiot, infatti non vi è nulla che li collega dal momento che sono stati trovati in anni e luoghi molto diversi tra di loro e questo il sito non ce lo spiega, non ci spiega come le due cose si dovrebbero collegare. Inoltre i testi storici a noi noti Eusebio ed Egesippo parlano di una tomba di Giacomo visibile nella valle vicino al tempio di Gerusalemme, senza contare che per un condannato a morte secondo la legge ebraica (Giacomo è stato lapidato) era vietata la sepoltura nella tomba di famiglia. 

La Tomba – Giuda figlio di Gesù

febbraio 4, 2014

Judah, son of Jesus

Ossuary 80/501: “Yehuda bar Yeshua” – “Judah, son of Jesus”

The most controversial ossuary pulled from the Tomb of the Ten Ossuaries was undoubtedly the one inscribed “Judah, son of Jesus,” the ossuary of a child. If indeed the tomb uncovered in East Talpiot in 1980 is that of Jesus and his family, and if indeed Jesus of Nazareth had a son, this ossuary contradicts dramatically nearly 2000 years of Christian tradition.

It’s true that the New Testament says nothing about Jesus having a wife or fathering a child, but it doesn’t say he didn’t. It’s true that Jesus commended John the Baptist’s ascetic choices, but he didn’t say they were for him. The fact is, the celibate life was not a big part of Hebrew tradition. The command “Be fruitful and multiply” (Genesis 1:28) was taken very seriously. A large family was a blessing from God (Genesis 22:17); sterility was a curse (1 Samuel 1:6-8); and virginity grievous (Judges 11:37). Rabbis, especially, were expected to be observantly fruitful.

In the end, the most Jesus ever said about the issue of celibacy was: “Let anyone accept this who can” (Mt. 19:12). It was the early Church fathers who connected sex with sin (outside of such Hebrew Bible prohibitions as incest, adultery, and masturbation) and began to build the story of Jesus celibacy.

Absolutely nothing in the New Testament indicates that Jesus was celibate. He could very well have been married and had children.

Could Judah, son of Jesus have been the “Beloved Disciple” mentioned in the Gospels? If the “Judah” of ossuary 80/501 was still alive after the crucifixion, he would have been protected by Jesus’s followers. If spoken of at all, he would have been referred to in code.

The child of a pretender to the throne would have been a target, especially in those turbulent times, with Jewish revolt in the air and the Romans not on their home turf.

A glance through history reveals that the Romans killed heirs to those who were contenders for kingship, even as they let siblings live. And a son of Jesus would have been a claimant to the Davidic throne.

Giuda, figlio di Gesù

Ossario 80/501: “Yehuda bar Yeshua”, “Giuda, figlio di Gesù”

L’ossario più controverso emerso dalla Tomba dei Dieci Ossari fu indubbiamente quello su cui era inscritto “Giuda, figlio di Gesù”, l’ossario di un bambino. Se realmente la tomba scoperta a Talpiot East nel 1980 è quella di Gesù e la sua famiglia, e se davvero Gesù di Nazareth ebbe un figlio, questo ossario contraddice drammaticamente quasi 2000 anni di tradizione Cristiana.

E’ vero che il Nuovo Testamento non dice nulla riguardo il fatto che Gesù avesse una moglie o fosse padre di un figlio, ma non dice che non lo fosse. E’ vero che Gesù apprezzò le scelte ascetiche di Giovanni il Battista, ma non disse che erano per lui. Il fatto è che la vita celibe non era molto seguita nella tradizione ebraica. Il comando “siate fecondi e moltiplicatevi” (Genesi 1, 28) era preso molto seriamente. Una grande famiglia era una benedizione da Dio (Genesi 22, 17), la sterilità una maledizione (1 Samuele 1, 6-8) e la verginità dolorosa (Giudici 11, 37). I Rabbi, specialmente, ci si aspettava osservassero la fecondità.

Alla fine, l’unica cosa che Gesù disse sul celibato fu: “Lasciate che lo accetti chi può” (Matteo 19, 12). Furono i primi Padri della chiesa che collegarono il sesso con il peccato (al di là delle proibizioni presenti nella Bibbia ebraica: incesto, adulterio e masturbazione) e iniziarono a costruire la storia del celibato di Gesù.

Assolutamente nulla nel Nuovo Testamento indica che Gesù fosse celibe. Poteva benissimo essere sposato e avere un bambino.

Potrebbe Giuda, figlio di Gesù, essere stato il “Discepolo Amato” menzionato nei Vangeli? Se il “Giuda” dell’ossario 80/501 era ancora vivo dopo la crocifissione, sarebbe stato protetto dai seguaci di Gesù. Se se ne parlava, sarebbe stato nominato in codice.

Il figlio di un pretendente al trono sarebbe stato un bersaglio, specialmente in quei tempi turbolenti, con la rivolta ebraica nell’aria e i Romani non sul loro terreno.

Uno sguardo attraverso la storia rivela che i Romani uccisero gli eredi di coloro che si contendevano i regni, perfino se ne lasciavano vivere i figli. E un figlio di Gesù sarebbe stato un pretendente al trono di Davide.

Qui si arriva veramente al paradosso e all’assurdo, da un lato si ammette che nei Vangeli non si dice che Gesù avesse una moglie tantomeno un figlio, dall’altro lato si aggiunge che però neanche si dice che non li avesse. Se questo è il modo di approcciarsi ai testi, storici o meno che li si consideri, è chiaro che si può far dire agli stessi tutto quello che si vuole. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza nella maniera più semplice e banale possibile. E’ vero che all’epoca di Gesù la normalità, per un Rabbì, era sposarsi e avere figli e che i rari casi in cui ciò non avveniva erano visti con sospetto, ma questo che cosa dimostra? Semplicemente che se Gesù fosse stato sposato o avesse avuto dei figli non c’era alcun motivo di non dirlo da parte degli evangelisti (i quali parlano dei legami famigliari dei vari apostoli quando è necessario), così come parlano dei suoi famigliari (sua madre e le sue sorelle e i suoi fratelli), quindi come potevano tacere gli evangelisti di un’eventuale sposa e di un eventuale figlio di Gesù? E perché avrebbero dovuto farlo? Per proteggerlo? Ma da cosa se Gesù ha sempre affermato che il suo regno non è di questo mondo? E comunque se le ossa trovate sono quelle di un bambino vuol dire che questo “Giuda figlio di Gesù” è morto giovane, quindi era già morto quando i Vangeli hanno trovato la loro redazione scritta (sicuramente dopo la distruzione del Tempio nel 70 d. C.) e non parlarne per proteggerlo non avrebbe avuto alcun senso.

Inoltre poteva essere “Il Discepolo Amato” un figlio di Gesù? In realtà oggi i traduttori tendono a usare la perifrasi “il discepolo che Gesù amava” perché evita di dare un senso di preferenza che il testo Greco non ha. In ogni caso il termine appare solo nel Vangelo di Giovanni e esattamente nell’Ultima Cena, sotto la Croce e quando la Maddalena porta l’annuncio della Resurrezione agli apostoli. Difficile pensare possa trattarsi del figlio di Gesù (si pensi ad esempio alla scena sotto la croce, dove Gesù affida la madre al discepolo amato, se costui fosse il figlio gli avrebbe affidato la nonna con frasi prive di senso logico) e che Giovanni non lo menzioni mai, quando anzi dici che all’Ultima Cena presero parte solo gli apostoli. 

La Tomba – Mariamene e Mara

gennaio 28, 2014

Mariamene e Mara

Ossuary 80/500: “Mariamene e Mara” – “Mariamne, also called Master”

The ossuary of a Jewish woman who moved in Greek circles.

The ossuary of an elite, a “Mara,” a “Master.”

The “Mara” added at the end of her name, in Aramaic, means “Master” or “teacher.” It is usually a masculine term, but then, Mariamne was performing duties usually restricted to men on the authority of Jesus.

Mary Magdalene was likely a woman of means, helping to fund Jesus and his ministry. The Gospels tell us that the Magdalene, as she is known, went with Jesus on his fateful journey to Jerusalem, where she witnessed the Crucifixion. She was the first of the disciples to discover the empty tomb of Jesus as well as the first to see the Risen Jesus. She has been called “the apostle of the apostles” because she was the one to bring the news to the rest of the disciples.

To the Greek Orthodoxy, Mary is a Saint, the Holy Myrrh-Bearer and “Equal-to-the-Apostles.”

From such non-canonical Gnostic texts such as The Pistis Sophia and The Gospel of Philip, we glean that Mariamne/Magdalene was sister to Philip (one of the twelve original apostles) and Martha; that Jesus called her “chosen among women”; that she performed miracles and baptized converts

And that she died at the Jordan River, “near Jerusalem,” not in France or Ephesus as later tradition suggests.

Mariamne, Mary Magdalene, was indeed a Mara.

  Mariamene e Mara

 Ossario 80/500: “Mariamene e Mara” “Marianna, anche detta Maestra (Signora)”

L’ossario di una donna ebrea che si era mossa in circoli Greci.

L’ossario di un elite, una “Mara”, una “Maestra” (Signora).

Il “Mara” aggiunto alla fine del suo nome, in Aramaico, significa “Signora” (Maestra) o “insegnante”. E’ di solito un terme maschile, ma allora, Mariamne stava assolvendo a compiti normalmente riservati agli uomini per l’autorità di Gesù.

Maria Maddalena era una donna con disponibilità economica, avendo investito su (finanziato) Gesù e il suo ministero. I Vangeli ci dicono che la Maddalena, come è conosciuta, andò con Gesù nel suo viaggio a Gerusalemme, dove fu testimone della Crocifissione. Fu la prima dei discepoli a scoprire la tomba vuota di Gesù così come fu la prima a vederlo risorto. E’ stata chiamata l’”apostolo degli apostoli” perchè fu la prima a portare la notizia al resto dei discepoli.

Nella chiesa ortodossa, Maria è una Santa, la Santa Portatrice di Mirra (mirofora) e “Uguale agli apostoli”.

Da alcuni testi Gnostici non canonici quali la Pistis Sophia e il Vangelo di Filippo, si chiarisce che Mariamne/Maddalena era la sorella di Filippo (uno dei dodici apostoli originali) e Marta; che Gesù la chiamava “scelta fra le donne”, che faceva miracoli e battezza i convertiti.

E che morì al fiume Giordano, “vicino Gerusalemme”, non in Francia o ad Efeso come tradizioni successive suggeriscono.

Mariamne, Maria Maddalena, era davvero una Maestra.

 

 

Sull’iscrizione che viene letta come “Mariamen e Mara” ho già detto, ma riporto qui di seguito per comodità. Aggiungo solo che il Vangelo di Filippo giunto a noi è del 1000 e che il primo a parlare di “apostola degli apostoli” per Maria Maddalena è Sant’Ippolito nel suo commento al Cantico dei Cantici nel III secolo d. C. Quindi testi molto lontani dall’epoca in cui visse Maria Maddalena. Inoltre, indubbiamente Maria Maddalena è trattata all’interno sia della Chiesa Cattolica che quella Ortodossa con molto rispetto, ma questo dimostra solo la rivoluzione che il cristianesimo portò nei riguardi della figura della donna, non che ci sia dietro un particolare segreto non confermato da null’altro che non siano pure illazioni.

Riguardo l’iscrizione si tratta sicuramente della più ambigua, al cui riguardo consiglio di leggere il lavoro del professor Stephen Pfann, “Mary Magdalene is non missing” (http://www.uhl.ac/MariameAndMartha/) purtroppo è in inglese, ma é un testo estremamente chiaro che dimostra come la lettura corretta dell’iscrizione numero cinque é “Mariame kai Mara” cioé, tradotta, “Maria e Marta”. Quindi Maria Maddalena non c’entra proprio nulla. Questo è però uno dei punti cruciali su cui si basa l’intera teoria e quindi, pur non essendoci alcuna prova che le ossa contenute all’interno dell’ossario appartenessero a Maria Maddalena si continua a sostenere il contrario. Per questo forse è bene soffermarsi un po’ di più su questa iscrizione osservando, innanzitutto come il nome “Maddalena” non sia scritto da nessuna parte.

Come possiamo osservare dall’immagine seguente

 Tomba_14_0001

La prima cosa che si nota dall’immagine è che tra la M e la N c’è una ETA, lettera greca che si legge come la nostra “E” quindi la lettura della prima parte dell’iscrizione è “MARIAMENOU” non “MARIAMNE” cioè il nome Marianna. Poi prima di Mara e dopo Mariamenou c’è un segno che molti interpretano come un abbreviazione di un’altra ETA, mentre altri ritengono sia solo un graffio senza importanza. Difficile dire chi abbia ragione in questi casi, ma si può vedere chiaramente come fare affermazioni sicure in casi come questi sia molto difficile.

Torniamo a “Mariamenou”, la desinenza “ou” ci dice che si tratta di un genitivo e, vista la situazione, di un genitivo possessivo, ovvero potremmo tradurlo come ” Di Maria” questo perchè “Mariamenou” non è il genitivo di Marianna (che è un nome molto conosciuto nel periodo di Gesù e che al genitivo sappiamo bene farebbe Mariamemnes) bensì il genitivo di una forma diminutiva di Maria, come dire “Mariuccia”, “Marietta”. Questo può voler dire che in quell’ossario c’era sepolta una bambina oppure una persona particolarmente cara per la quale si usava un diminutivo.

Però il sito afferma anche che negli Atti di Filippo, Maria Maddalena è chiamata Marianna, è vero?

Innanzitutto precisiamo che gli Atti di Filippo sono un testo apocrifo del Nuovo Testamento, scritto in Greco e datato al IV secolo dopo Cristo, il testo completo è stato ritrovato solo nel 1974 in un monastero sul monte Athos in Grecia da Francois Bovon e Bertrando Bouvier. Se riuscite a trovare il testo in rete (io ho trovato solo una versione inglese) è poi più semplice fare una semplice ricerca sul testo e vedere i passi in cui si parla di Marianna. La cosa che balza subito all’occhio è che l’unico dato concreto che emerge è che questa Marianna era la sorella di Filippo, ma da nessuna parte si dice che fosse Maria Maddalena o la si mette anche solo in relazione con essa.

 (Si ringrazia il professor Michael S. Heiserwww.michaelsheiser.com per le immagini e per i suoi lavori che sono serviti come base a questo studio)

 

The Tomb – Maria (La Tomba – Maria)

gennaio 21, 2014

Ossuary 80/505 — “Maria”

It was the most popular name among first-century Jerusalem women. As many as 25% of the women of the Second Temple period carried it. Indeed, both women whose ossuaries were pulled from the Talpiot tomb were named Mary. But there was a glaring difference between the two inscriptions. A difference that made all the difference in the world.

Ossuary 80/505 was inscribed “Maria” – a Latinized version of the name “Miriam,” rendered in Hebrew letters. Of all the ossuaries ever found, only eight have this particular spelling of “Maria.” The other Mary’s name was rendered in Greek: Mariamne.

A Latin and Greek Mary in the same tomb? Fascinating. And puzzling.

Unless one considers that being found in a tomb along with a “Jesus, son of Joseph” could mean something. Could this Mary be the mother of Jesus of Nazareth? The woman who gave birth to him only to witness his crucifixion? The sainted, haloed figure that has inspired artists for two millennia?

Isn’t it at least suggestive that the mother of Jesus has always been called “Maria?” In many surviving apocryphal books, like the Acts of Philip and others, the Virgin Mary was distinguished from Mary Magdalene by this very name.

L.Y. Rahmani, who wrote the definitive book on the subject of Jewish ossuaries, believes this Mary is of the same generation as, and likely the wife of, the Joseph who is also buried in the Talpiot tomb.

Further, the very earliest of Biblical traditions say that Mary died not in Galilee or Ephesus but in Jerusalem, at an advanced age. Some have argued that any “family” tomb of the family of Jesus would have been in Galilee, where that family was from. However, the Gospels themselves tell us that Mary had come, with some of her children to Jerusalem to follow Jesus in his ministry.

Maria/Miriam

Ossario 80/505 – “Maria”

 E’ il nome più popolare fra le donne del primo secolo a Gerusalemme. Almeno il 25% delle donne del periodo del Secondo Tempio lo portavano. Infatti, entrambe le donne i cui ossari sono stati trovati nella tomba di Talpiot erano chiamate Maria. Ma c’è una chiara differenza tra le due iscrizioni. Una differenza che fa tutta la differenza del mondo.

 Sull’ossario 80/505 era iscritto “Maria” una versione latinizzata del nome “Miriam” tradotto in lettere ebraiche. Di tutti gli ossari mai trovati, solo otto hanno questo particolare modo di scrivere “Maria”. Negli altri il nome di Maria è reso in greco: Mariamne.

 Una Maria Latina e Greca nella stessa tomba? Affascinante. E misterioso.

 A meno che non si consideri che essere trovato in una tomba insieme a “Gesù, figlio di Giuseppe”, non significhi qualcosa. Potrebbe questa Maria essere la madre di gesù di Nazareth? La donna che lo fece nascere solo per essere testimone della sua crocifissione? La santa figura che ha ispirato artisti per due millenni?

 Non è quantomeno suggestivo che la madre di Gesù sia sempre stata chiamata “Maria”? In molti libri apocrifi, come gli Atti di Filippo ed altri, la Vergine Maria era distinta da Maria Maddalena per il suo nome.

 L. Y. Rahmani, che ha scritto il libro definitivo sugli ossari ebraici, crede che questa Maria sia della stessa generazione di, e come la moglie di, Giuseppe che è sepolto nella tomba di Talpiot.

 Inoltre, le più antiche tradizioni Bibliche dicono che Maria non morì in Galilea o a Efeso ma a Gerusalemme, in età avanzata. Qualcuno ha argomentato che una qualunque tomba “di famiglia” di Gesù sarebbe stata in Galilea, dato che la famiglia proveniva di là. Comunque, i Vangeli stessi dicono che Maria è venuta, con alcuni dei suoi bambini, a Gerusalemme per seguire Gesù nel suo ministero.

Allora, riguardo l’iscrizione di questo ossario ho già scritto sul post intitolato: “Talpiot Fatti essenziali – La prima scoperta”, ma per comodità riporto qui sotto quanto detto lì. Aggiungo solo che si fa un riferimento che forse la mia traduzione non traduce molto bene per cui la Maria citata nell’ossario sia contemporanea e forse la moglie del Giuseppe sepolto lì. Ora se andiamo a leggere “Talpiot Fatti essenziali – La prima scoperta” troviamo che l’unica iscrizione che forse si può far risalire a un Giuseppe è, dallo stesso sito, detto che fosse un fratello di Gesù. Quindi, rimanendo all’interno della logica del sito, se questa Maria era la moglie di Giuseppe, un fratello di Gesù non poteva essere nè la madre di Gesù nè Maria Maddalena. Se invece era la moglie di Giuseppe, il papà di Gesù, non si capisce come poteva l’ossario del padre di Gesù (che dai Vangeli sparisce molto presto facendo presupporre una sua scomparsa prematura) essere in una tomba di famiglia a Gerusalemme. Insomma anche volendo assumere le tesi del sito la logica interna presenta non poche falle. Naturalmente è anche possibile che abbia compreso male io.

Inoltre la madre di Gesù è detta Maria (27 volte nei Vangeli e 1 volta in At e 1 volta in Rm, tutti scritti in greco) oppure come Mariam (27 volte tutte nei Vangeli e 1 volta in At), la differenza sta nel fatto che si tratta, come è giustamente detto di una traduzione fonetica dell’ebraico Miriam, ma i nomi greci non finiscono mai con una consonante così molti scrittori potrebbero aver fatto cadere la m per risolvere questo problema, in alcuni casi, in altri testi, non quelli evangelici si è trovato che si è aggiunto un –me per lo stesso motivo.

Sulla quinta iscrizione, che é quella sicuramente più ambigua, consiglio di leggere il lavoro del professor Stephen Pfann, “Mary Magdalene is non missing” (http://www.uhl.ac/MariameAndMartha/) purtroppo è in inglese, ma é un testo estremamente chiaro che dimostra come la lettura corretta dell’iscrizione numero cinque é “Mariame kai Mara” cioé, tradotta, “Maria e Marta”. Quindi Maria Maddalena non c’entra proprio nulla. Questo è però uno dei punti cruciali su cui si basa l’intera teoria e quindi, pur non essendoci alcuna prova che le ossa contenute all’interno dell’ossario appartenessero a Maria Maddalena si continua a sostenere il contrario. Per questo forse è bene soffermarsi un po’ di più su questa iscrizione osservando, innanzitutto come il nome “Maddalena” non sia scritto da nessuna parte.

Come possiamo osservare dall’immagine seguente

Tomba_14_0001 

 

La prima cosa che si nota dall’immagine è che tra la M e la N c’è una ETA, lettera greca che si legge come la nostra “E” quindi la lettura della prima parte dell’iscrizione è “MARIAMENOU” non “MARIAMNE” cioè il nome Marianna. Poi prima di Mara e dopo Mariamenou c’è un segno che molti interpretano come un abbreviazione di un’altra ETA, mentre altri ritengono sia solo un graffio senza importanza. Difficile dire chi abbia ragione in questi casi, ma si può vedere chiaramente come fare affermazioni sicure in casi come questi sia molto difficile.

Torniamo a “Mariamenou”, la desinenza “ou” ci dice che si tratta di un genitivo e, vista la situazione, di un genitivo possessivo, ovvero potremmo tradurlo come ” Di Maria” questo perchè “Mariamenou” non è il genitivo di Marianna (che è un nome molto conosciuto nel periodo di Gesù e che al genitivo sappiamo bene farebbe Mariamemnes) bensì il genitivo di una forma diminutiva di Maria, come dire “Mariuccia”, “Marietta”. Questo può voler dire che in quell’ossario c’era sepolta una bambina oppure una persona particolarmente cara per la quale si usava un diminutivo.

Però il sito afferma anche che negli Atti di Filippo, Maria Maddalena è chiamata Marianna, è vero?

Innanzitutto precisiamo che gli Atti di Filippo sono un testo apocrifo del Nuovo Testamento, scritto in Greco e datato al IV secolo dopo Cristo, il testo completo è stato ritrovato solo nel 1974 in un monastero sul monte Athos in Grecia da Francois Bovon e Bertrando Bouvier. Se riuscite a trovare il testo in rete (io ho trovato solo una versione inglese) è poi più semplice fare una semplice ricerca sul testo e vedere i passi in cui si parla di Marianna. La cosa che balza subito all’occhio è che l’unico dato concreto che emerge è che questa Marianna era la sorella di Filippo, ma da nessuna parte si dice che fosse Maria Maddalena o la si mette anche solo in relazione con essa.

 

(Si ringrazia il professor Michael S. Heiserwww.michaelsheiser.com per le immagini e per i suoi lavori che sono serviti come base a questo studio)

La Tomba – Yeshua bar Yoseph – Theological Jesus

gennaio 15, 2014

Theological Jesus

For Christians the world over, Jesus of Nazareth is the Saviour, Messiah, the Christ (or “Anointed One”), the Son of God, The Redeemer of Mankind, and bearer of many other names. The sources: the New Testament, the writings of the Church Fathers (or Patristic Writers), and various other Church traditions.

Theologically speaking, Jesus was the product of a Virgin Birth: his mother, Mary, conceived him when she was visited by an Angel of the Lord (the Annunciation). His “earthly” father was a carpenter named Joseph. The birth of Jesus was said to have fulfilled several prophecies about a coming Messiah, including one that said the Messiah would come from the House of David. In fact, the Gospels reveal two genealogies for Jesus, one of his father’s line (the Davidic throne) and one of his mother’s (making him heir to the House of Judah).

The Messiah was a figure expected by some Jews during the SecondTemple period. He would usher in a new age. Historically, there were several claimants to the title, with disastrous results.

According to the Gospels, Jesus had at least four brothers (including James and Joses) and one or more sisters. The New Testament makes no mention of a wife or children for Jesus, but Church tradition has it that Jesus was both celibate (unmarried) and chaste.

The Gospels say that Jesus was baptized by his cousin, John the Baptist (the Announcer), whose mother Elizabeth was related to Mary. After this baptism, he began his ministry throughout the Galilee where he healed, taught in synagogues, raised the dead, and performed many other miracles.

As he went, he gathered disciples and animosity–because of his stance on Jewish law. The rabble was also riotous because Jesus “followers” proclaimed Jesus to be the Messiah.

When Jesus made his fateful trip to Jerusalem, he famously overturned the tables of the “money changers.” He prophesied that the Temple would be destroyed and rebuilt after three days (the Temple was destroyed by the Romans in 70 CE but it was not rebuilt in seven days).

Christian tradition holds that Jesus was talking about his own Resurrection when he referred to the destruction of the Temple. After being charged with sedition by the Roman government for laying claim to the title “Messiah” and “King of the Jews,” Jesus was crucified. His disciples asked for his body and placed it in the tomb of Joseph of Arimathea. Once entombed, Jesus is said to have risen from the dead (the Resurrection) after three days. He then walked among his disciples for another 40 days at which time the Christian Bible says he ascended to heaven (the Ascension) to take his place at the right hand of God, his Heavenly Father.

Jesus is said to have died for the sins of Mankind, redeeming all. In the Trinity, he is the “Son.” He is also the giver of the Holy Spirit. God is “The Father.”

Il Gesù Teologico

Per i Cristiani di tutto il mondo, Gesù di Nazareth è il Salvatore, il Messiah, il Cristo (o “l’Unto”), il Figlio di Dio, il Redentore dell’Umanità, e il portatore di molti altri nomi. Le fonti: il Nuovo Testamento, gli scritti dei Padri della Chiesa (o Scritti Patristici), e varie altre tradizioni della Chiesa.

Teologicamente parlando, Gesù fu il prodotto di una nascita virginale: sua madre, Maria, lo concepì quando fu visitata da un Angelo del Signore (l’Annunciazione). Il suo padre terreno era un carpentiere di nome Giuseppe. Si disse che la nascita di Gesù aveva dato compimento a diverse profezie sulla venuta del Messia, inclusa quella che diceva che il Messia sarebbe venuto dalla Casa di Davide. Infatti, i Vangeli rivelano due genealogie per Gesù, una di suo padre (il trono Davidico) e una di sua madre (facendolo così l’erede della Casa di Giuda).

Il Messia era una figura attesa da alcuni Giudei durante il periodo del Secondo tempio. Egli avrebbe introdotto in una nuova era. Storicamente, ci furono diversi pretendenti al titolo, con risultati disastrosi.

In accordo coi Vangeli, Gesù aveva almeno quattro fratelli (inclusi Giacomo e Giuseppe) e una o più sorelle. Il Nuovo Testamento non fa alcuna menzione di una moglie o di un figlio di Gesù, ma la tradizione della Chiesa lo ha sempre detto celibe (non sposato) e casto.

I Vangeli dicono che Gesù fu battezzato da suo cugino, Giovanni il Battista (il Precursore), la cui madre Elisabetta era parente di Maria. Dopo il suo battesimo, iniziò il suo ministero attraverso la Galilea dove guariva, insegnava nelle sinagoghe, risuscitava i morti e faceva molti altri miracoli.

Col tempo egli raccolse intorno a sé dei discepoli e dell’ostilità a causa del suo atteggiamento sulla legge ebraica. I rabbini erano anche ostili perché i suoi seguaci dicevano che Gesù era il Messia.

Quando Gesù fece il suo pellegrinaggio a Gerusalemme, rovesciò i tavoli dei cambiavalute come ben si sa. Profetizzò che il tempio sarebbe stato distrutto e ricostruito dopo tregiorni (Il Tempio fu distrutto dai Romani nel 70 d. C. ma non fu ricostruito in sette giorni).

La tradizione cristiana ritiene che Gesù stava parlando della propria Resurrezione quando si riferiva alla distruzione del tempio. Dopo essere stato accusato di sedizione dal governo Romano per aver reclamato il titolo di “Messia” e di “Re dei Giudei”, Gesù fu crocifisso. I suoi discepoli chiesero il suo corpo e lo posero nella tomba di Giuseppe di Arimatea. Una volta sepolto, Gesù si dice sia risorto dai morti (la Resurrezione) dopo tre giorni. Egli allora camminò tra i suoi discepoli per altri 40 giorni, a questo punto la Bibbia Cristiana dice che egli ascese al cielo (l’Ascensione) per prendere il suo posto alla destra di Dio, il suo Padre Celeste.

Gesù si dice sia morto per i peccati dell’umanità. Nella Trinità, è il “Figlio”. E’ anche il datore dello Spirito Santo. Dio è “Il Padre”.

Anche qui possiamo notare che ci sono molte semplificazioni, ma questo è anche comprensibile e accettabile dato che il sito non si propone certo come un sito teologico, ma cerca di dare uno sguardo generale su alcuni. Quello che però balza subito all’occhio è che all’interno di un paragrafo dedicato al “Gesù teologico” si riportino molti dati che ritroviamo nel paragrafo sul “Gesù storico”, in particolare, di nuovo tutto il discorso sui fratelli e sorelle di Gesù (in ambito semitico si usa il termine fratello per indicare anche i cugini e i parenti più prossimi ovvero coloro che, nel caso di morte del capofamiglia venivano “adottati” dalla famiglia del fratello. Ora è vero che i Vangeli sono scritti in greco, ma da persone di cultura semitica come si nota dalle costruzioni di molte frasi. Quindi dare per certa l’esistenza di fratelli e sorelle di Gesù è un’operazione non storicamente corretta). In ogni caso mi sembra che questo mostri come, a dispetto delle intenzioni, sia difficile separare la figura di un Gesù storico da quella di un Gesù teologico, i confini non sono così netti.  Inoltre si continua a parlare di Chiesa, senza spiegare di quale Chiesa si sta parlando, cosa non indifferente dal momento che oggi le confessioni cristiane sono molte e molto diverse tra di loro.

La Tomba – Yeshua Bar Yosef – The Historical Jesus

gennaio 8, 2014

The Historical Jesus

(http://www.jesusfamilytomb.com/the_tomb/yeshua_bar_yosef/historical_jesus.html)

Most of what we know about Jesus comes to us from the four Evangelists, also known as the writers of the Gospels.  Outside of the New Testament, the only contemporaneous mention of Jesus appears in the writings of the great Jewish-Roman historian, Josephus Flavius (Antiquities of the Jews xviii 3.3). There is no accepted archaeological evidence of the existence of Jesus. And evidence brought forward of the earliest followers of Jesus – a cemetery found at Mount Olivet- has been largely dismissed. So if we look at Jesus from a historical perspective only, we can say very little. We will limit ourselves to the facts historians tend to agree on. Historians tend to agree that Jesus was born in Bethlehem (though some say this is spurious) in approximately 4 BCE and was crucified in Jerusalem in about 30 CE (Josephus mentions his crucifixion). According to the Gospels, Jesus had at least four brothers (including James and Joses) and one or more sisters. His parents were Joseph, a carpenter, and Mary, both of Nazareth in the Galilee region. It is here, we are told, Jesus grew up. We know nothing more about him until we are told that, at 13, Jesus awed the local rabbis with his wisdom. The New Testament makes no mention of a wife or children for Jesus.  When he started his ministry (after being baptized by John the Baptist, said to be his cousin), the towns and villages of the Galilee were his principle setting. The region’s ruler was King Herod the Great (37-4 BCE) and then his son, Herod Antipas (4 BCE to 39 BCE) – who had John the Baptist beheaded. It appears, then, that Herod Antipas was the Jewish ruler (but under Roman rule) during the entire lifetime of Jesus; the Roman Emperor was Tiberius (Luke 3:1). The Gospels say that Jesus healed, taught in synagogues, gave sermons out in nature, helped the poor, and raised the dead. As he went, he gathered disciples as well as animosity. This is because he was a revolutionary in an age of Jewish revolt and Roman rule. He argued with the Pharisees over the rule of law. The Pharisees believed that the end of the present world age was near, and would be ushered in by the arrival of a Messiah who would be preceded by Elijah, returned from the dead. General resurrection of the dead. Jesus agreed with them on all these points, but thought the Messiah had to come from the Davidic line.

Il Gesù Storico

Molto di quello che sappiamo di Gesù arriva a noi dai quattro Evangelisti, anche conosciuti come gli scrittori dei Vangeli. Al di fuori del Nuovo Testamento, le sole citazioni contemporanee di Gesù appaiono negli scritti del grande storico Giudeo-Romano, Giuseppe Flavio (Antichità dei Giudei XVIII 3.3). Non ci sono prove archeologiche accettate dell’esistenza di Gesù e le prove portate dei primi seguaci di Gesù, un cimitero trovato sul Monte degli Olivi, sono state largamente abbandonate. Così se guardiamo a Gesù solo da una prospettiva storica, possiamo dire molto poco. Ci limiteremo solo ai fatti su cui gli storici concordano. Gli storici convengono che Gesù nacque a Bethlehem (sebbene alcuni dicano che questo è un elemento spurio) nel 4 a. C. e fu crocifisso a Gerusalemme nel 30 d. C., circa (Flavio Giuseppe menziona la sua crocifissione). In accordo con i Vangeli, Gesù ebbe almeno quattro fratelli (tra cui Giacomo e Joses) e una o più sorelle. I suoi genitori erano Giuseppe, un carpentiere, e Maria, entrambi di Nazareth della regione della Galilea. E’ qui, ci viene detto, che Gesù crebbe. Non sappiamo nulla in più di lui finché non ci viene detto che, a 13 anni, stupì i rabbini locali con la sua saggezza. Il Nuovo Testamento non fa alcuna menzione di una moglie o di un figlio di Gesù. Quando inizia il suo ministero (dopo essere stato battezzato da Giovanni il Battista, che si dice fosse suo cugino), le città e i villaggi della Galilea erano il luogo principale dei suoi spostamenti. Il governatore della regione era Re Erode il Grande (37 a. C. – 4 d. C.) e poi suo figlio, Erode Antipa (4 d. C. – 39 d. C.) che fece tagliare la testa a Giovanni il Battista. Appare, allora, che Erode Antipa era il re della Giudea (ma sotto l’autorità di Roma) durante l’intera vita di Gesù; l’Imperatore Romano era Tiberio (Luca 3, 1). I Vangeli dicono che Gesù guariva, insegnava nelle sinagoghe, predicava nella natura, aiutava i poveri e resuscitava i morti. Col passar del tempo egli raccolse intorno a sé discepoli ma anche animosità. Questo perché era un rivoluzionario in un’età di rivolte ebraiche e governo Romano. Discuteva coi Farisei sull’applicazione della legge. I Farisei credevano che la fine dell’era del mondo presente fosse vicina, e che sarebbe stata preceduta dall’arrivo del Messia che a sua volta sarebbe stato preceduto da Elia, ritornato dai morti. Una generale resurrezione dei morti. Gesù era d’accordo con loro su tutti questi punti, ma pensava che il Messia doveva venire dalla discendenza di Davide.

Le notizie di questo paragrafo sono semplici, ma un po’ imprecise. Abbiamo altri scrittori oltre Giuseppe Flavio che citano o parlano dei primi cristiani (ad esempio Tacito), le prove archeologiche che riguardano i fatti narrati dai Vangeli sono diverse, qui ne elenco solo alcune: l’esistenza storica di personaggi quali Ponzio Pilato, Caifa e Simone di Cirene, la descrizione delle Piscine di Siloe e di Betsaida, l’esistenza dei villaggi di Nazareth e Cafarnao e così via. Chiaramente non siamo di fronte a una prova archeologica diretta dell’esistenza di Gesù di Nazareth, ma d’altra parte quale prova potrebbe essere? Bensì di fronte a un ricco insieme di prove archeologiche che mostrano come il contesto descritto dai Vangeli sia storicamente vero. Più complesso il discorso dei presunti fratelli di Gesù, è vero che i Vangeli hanno il termine fratelli e sorelle riferito a dei parenti di Gesù, ma molti storici ritengono che l’uso del termine sia all’ebraico e quindi che ne intenda un uso allargato per comprendere nella voce tutti gli appartenenti al clan familiare, quindi anche i cugini.

Anche il rapporto di Gesù con la sua messianicità è molto più complesso e in più di un momento, nei Vangeli, dice chiaramente di essere lui il Messia.

Buon Natale 2013

dicembre 24, 2013

Ciao a tutti, so di non scrivere da un po’, ma spero le cose cambino nel 2014. Intanto faccio a tutti, credenti e non, gli auguri di un Santo Natale e di un 2014 ricco di soddisfazioni professionali, ma sopratutto personali. Gli auguri di Natale li voglio fare però copiando quelli che mi ha mandato qualcuno di voi oggi e che mi sono molto piaciuti:

Questa è la notte

l’immensa notte delle origini

e niente esiste salvo l’Amore

salvo l’Amore che si manifesta

separando l’acqua dalla sabbia.

Dio ha preparato la terra come una culla

per la Sua venuta dall’Alto.

Questa è la notte

la notte felice della Palestina

e nulla esiste eccetto il Bambino

eccetto il Bambino della Vita Divina.

Prendendo la carne della nostra carne

Dio ha trasformato tutti i nostri deserti

In terra di immortali primavere.

Questa è la notte, la lunga notte

dove ci si incammina

e niente esiste eccetto questo luogo

questo luogo della speranza in rovina.

Fermandosi nella nostra dimora

Dio ha preparato come un arbusto

la terra dove sarebbe caduto il Fuoco.

Liturgia di Natale

Monaci di Tibhirine


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