Essere padroni a casa propria.

febbraio 5, 2019

Di recente ho avuto un dialogo con un amico che alla fine mi ha chiesto: “Ma scusa, non vuoi essere rispettato a casa tua? Non vuoi essere padrone a casa tua?” Subito sono rimasto un po’ perplesso perché certo che voglio essere rispettato e l’idea di essere padrone, in casa mia almeno, mi sembrava allettante… però qualcosa non mi quadrava e poi ho capito perché… io vorrei essere rispettato ovunque, non solo a casa mia… e non solo io, vorrei che tutti fossero rispettati ovunque… a casa mia non vorrei essere padrone, ma vorrei essere accogliente ed essere accolto… tenero… disponibile… attento… accorto… stanco… dialogante… allegro… vivace… creativo… Padre, non padrone… e men che meno un padre padrone… perché sono convinto che anche il rispetto venga di conseguenza… non dalla paura, ma dall’amore… non dal potere, ma dall’essere… No, non voglio essere padrone a casa mia… voglio essere amore a casa mia…

Nella giornata della Memoria…

gennaio 28, 2019

Vorrei condividere una mia riflessione che non vuol essere altro che questo…
Secondo me, da cristiano, non c’è differenza tra scegliere di abortire e scegliere di chiudere le porte a chi vuole venire da noi.
Non ci sono confini da difendere, ma tavole da allargare.
Si tratta sempre di scegliere di non accogliere una persona, magari per delle paure, apparentemente e secondo la logica anche giustificate, ma a cui si permette di vincere.
Mentre per un cristiano la paura di ciò che potrà essere non dovrebbe mai vincere, dovrebbe vincere la speranza di ciò che potrà essere.
Il sepolcro è dove ti porta la logica, e ha un senso, ma la fede ti apre a tutto un altro senso: quello della Resurrezione.
Buona domenica a tutti.

Come annunciare il Vangelo?

gennaio 22, 2019

Ve lo siete mai chiesti? Spero di sì, perché c’è un presupposto fondamentale in questa domanda, ovvero che ci sia un Vangelo da annunciare. E il Vangelo non è un libricino, non è un insieme di regole, ma è quello che dice la parola stessa: una Buona Notizia!

La Buona Notizia che il Regno dei Cieli, il Regno di Dio è vicino. La Buona Notizia che TU sei importante! Che Dio vuole avere una relazione con te perché di te gli importa! Che TU vali il sangue di Gesù, il sangue di Dio, il sacro Graal! Che TU vali il massimo possibile!!!

Come annunciare questo? Puoi annunciarlo solo vivendolo e puoi viverlo solo se lo hai davvero sperimentato nel tuo animo, nella tua pelle, nel tuo cuore, nella tua anima… altrimenti saranno solo parole… belle, sensate, ma solo parole…

Il resto, tutto il resto, è importante, ma viene dopo ed è la diretta conseguenza della Buona Notizia!

 

Buon Natale a tutti!

dicembre 25, 2018

Ieri sera tornato dalla messa di mezzanotte, prima di crollare a letto, ho letto su facebook due articoli sul Natale condivisi su Facebook da due amici. Due articoli diametralmente opposti, così come opposti sono i miei amici. Uno, su una rivista on-line cattolica che non amo particolarmente perché sembra che debba sempre avere un nemico da attaccare, l’altro su un giornale on-line dove sembra che tutto sia permesso. Il primo diceva che chi è per l’accoglienza buonista, per le unione omosessuali, per il diritto di abortire non dovrebbe festeggiare il Natale. Il secondo diceva che chi si dice cristiano, ma non è per l’accoglienza, erige muri, confini, barriere non dovrebbe festeggiare il Natale.

Io non entro nel merito, ma Gesù è nato per tutti. E’ nato per Erode come per Giovanni Battista, per Hitler come per Madre Teresa di Calcutta, per me come per te per dirti una sola cosa: TU sei importante! Sei importante da Dio! Poi sta a ognuno accogliere questo bambino e tutto ciò che questo comporta…

Allora il Natale non è una tradizione da difendere… non è una questione di politica… è una grande gioia da accogliere per cambiare il mondo, il tuo mondo per primo!

Allora festeggiatelo questo Natale, che ci crediate o no, perché Gesù è nato per tutti, certo non tutti lo hanno accolto, ma non spetta a noi giudicare le coscienze degli uomini, perché lo Spirito soffia dove noi non sappiamo.

Buon Natale a tutti! Buon Natale a Salvini, Di Maio, Conte, Mattarella, Renzi, D’Alema… Buon Natale! Gesù è nato… è nato il Salvatore!

A chi serve un nemico?

ottobre 30, 2018

Mi è capitato di notare che molti fratelli nella fede cercano sempre più spesso un nemico contro cui scagliarsi. Mi sembra che stia diventando sempre più di moda, non si cerca di mostrare la bellezza della fede e delle scelte morali che ne conseguono, quanto piuttosto di attaccare qualcuno o qualcosa che sembra minacciare la nostra fede. Ora io comprendo che di primo acchito le reazioni a certi atteggiamenti possano anche non essere molto evangelici, soprattutto i miei, però dopo ci si calma, si riflette, si medita e si ragiona. Così di fronte a chi non vorrebbe che Tizio parlasse di là, o che il film Y non andasse in onda là o che la serie TV Z non fosse trasmessa o che il prete Pinco si comportasse come Pallo o che Sempronio stesse a casa sua perché altrimenti la peste ci incoglie mi chiedo perché c’è sempre bisogno di andare contro qualcuno o qualcosa? Forse perché pensiamo che la miglior difesa è l’attacco? Può essere… ma io credo che la miglior difesa è far vedere la bellezza di ciò che si “difende” (ovvio però che questa bellezza devi essere capace di vederla). Come? Vivendola. Disse un giorno qualcuno che non si possiede la Verità, ma che si è posseduti dalla Verità. Perché se tu possiedi la Verità, tutti gli altri sono nel torto, automaticamente. Se invece tu sei posseduto dalla Verità, allora che Tizio parli pure di là perché tu avrai sempre parole di Verità da dire, che il film Y o la serie TV Z vadano pure in onda perché avrai sempre parole di Verità con cui spiegarle a chi le guarda e così via… anzi forse, invece di proibire e censurare saprai creare serie TV, film, interventi pubblici dove a parlare sia la Verità e che affascinino perché sono belli e seducenti, come la Verità che ti abita.

Non servono nemici, servono fede, speranza e carità… ma soprattutto Carità, in Verità!

Amore, vita matrimoniale e compromessi

ottobre 23, 2018

L’altro giorno riflettevo sulle parole che ho messo come titolo a questo mio breve scritto. Diverse volte mi è capitato di sentir dire che l’Amore è un sentimento e che la vita matrimoniale, o a dure, è l’arte del compromesso. Una coppia che conosco, che periodicamente va in difficoltà, di solito ne esce come se non fosse successo nulla perché trova un equilibrio perché lei permette a lui di fare quello che lo rende felice e di conseguenza lui è contento e l’ambiente familiare ne risente in positivo. Ero partito da qui a riflettere perché quello che apparentemente sembra una bella cosa, non mi convince. Perché in fondo la situazione è che uno dei due si sacrifica per l’altro e di per sé è una bella cosa il sacrificio (etimologicamente vuol dire “rendere sacro” mica una cosa brutta, anzi…), ma è uno solo dei due che lo fa… L’Amore in una coppia secondo me vuol dire che entrambi sono pronti a fare sacrifici per l’altro, cioè entrambi sono pronti a rendere sacro l’altro. Allora io mi faccio carico di una cosa perché tu possa avere il tempo di fare qualcosa che ti piace, ma forse tu sei pronto a rinunciare a quella cosa che ti piace perché io non debba sobbarcarmi una fatica che alla lunga può pesarmi, oppure il giorno dopo sarai tu a rinunciare a qualcosa perché io possa avere un po’ di tempo per me e poi entrambi rinunceremo a qualcosa per avere del tempo per noi. Ecco, forse sbaglierò, ma questo per me è l’Amore, che non è: “Allora tu lunedì puoi andare a giocare a calcetto, ma io poi il martedì esco con le amiche, ok?”. Questo è il compromesso, invece, forse funziona, ma non ci vedo Amore, mi dispiace.

Riflettendo…

ottobre 16, 2018

Nei giorni scorsi un consigliere comunale leghista, Alberto Zelger, si è espresso così sulle persone che hanno tendenze omosessuali: «I gay sono una sciagura per la riproduzione e la conservazione della specie. Provate a mettere in una città una popolazione di omosessuali. Dopo cent’anni è estinta. I rapporti omosessuali dipendono molto dalla psicologia della persona, lo dicono esperti americani. Una cosa vera e dimostrata in America, ad Atlanta, è che oggi la diffusione dell’Aids avviene al 70% tra uomini che fanno sesso con altri uomini. Il sesso omosex fa male alla salute, perché propaga e può portare a malattie di tutti i tipi».

Sono parole che non mi piacciono, che non condivido perché non mostrano alcun rispetto. Per questo riporto le parole del Catechismo della Chiesa Cattolica nelle quali mi ritrovo decisamente e metto in grassetto alcuni passi che contrastano con quanto affermato dal consigliere comunale:
 
“2357 L’omosessualità designa le relazioni tra uomini o donne che provano un’attrattiva sessuale, esclusiva o predominante, verso persone del medesimo sesso. Si manifesta in forme molto varie lungo i secoli e nelle differenti culture. La sua genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile. Appoggiandosi sulla Sacra Scrittura, che presenta le relazioni omosessuali come gravi depravazioni, [Cf Gen 19,1-29; Rm 1,24-27; 1Cor 6,10; 1Tm 1,10 ] la Tradizione ha sempre dichiarato che “gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati”. Sono contrari alla legge naturale. Precludono all’atto sessuale il dono della vita. Non sono il frutto di una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati.


2358 Un numero non trascurabile di uomini e di donne presenta tendenze omosessuali profondamente radicate. Questa inclinazione, oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Perciò devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione. Tali persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e, se sono cristiane, a unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che possono incontrare in conseguenza della loro condizione.

2359 Le persone omosessuali sono chiamate alla castità. Attraverso le virtù della padronanza di sé, educatrici della libertà interiore, mediante il sostegno, talvolta, di un’amicizia disinteressata, con la preghiera e la grazia sacramentale, possono e devono, gradatamente e risolutamente, avvicinarsi alla perfezione cristiana.”

Legge 194 e aborto, cosa succede a Verona?

ottobre 9, 2018

Assolutamente nulla, anzi non solo la legge 194 non è stata toccata, ma è stata applicata più del solito anche in quella parte che spesso si tende a ignorare. Ma proviamo a fare un banale esercizio, analizziamo il problema cercando di avere una visione neutra, lasciamo da parte ogni appartenenza politica e religiosa e stiamo ai fatti. L’unico punto fermo che teniamo e che spero sia condiviso da tutti è che un bambino che nasce è vita.

Allora questa è la mozione, potete leggerla qui

Ora che l’avete letta cosa dice che modifica la legge 194? Nulla.

Vengono dati dei fondi a delle associazioni che cercano di permettere alle donne che si ritrovano in cinta e sono in dubbio se accogliere o meno questa futura vita di decidere per l’accoglienza. Viene data forza a un progetto che permette la stessa cosa.

In nessun modo però viene lesa o toccata la libertà di scelta della donna, anzi mi sembra che venga data più possibilità a questa libertà. E dico questo senza scendere nel merito di che cos’è l’aborto. Oltretutto sono convinto che molte posizioni sono strumentali, politicizzate e ideologizzate perché penso che nessuno, in coscienza, possa essere a favore dell’aborto, ma piuttosto si vuole la possibilità per la donna di scegliere liberamente.

Poi si può non condividere la parte politica da cui questa mozione arriva (lo capisco, non la condivido neanche io), ma di per sé è una mozione buona che non aveva motivi per essere rifiutata. O almeno io non ne vedo, se qualcuno ne vede, e li mostri gliene sarei grato (con rispetto però, mi raccomando).

La Bibbia parla degli alieni?

ottobre 2, 2018

E’ un po’ che ho trovato in rete testi e video di un certo Mauro Biglino, ammetto di non averli letti con attenzione, ma mi sembra di aver capito che sostanzialmente afferma che la Bibbia parli di Alieni e non di Dio. E fin qui, tutto sommato, niente di nuovo, nel senso che altri prima di lui hanno fatto affermazioni simili, la differenza sta però nel fatto che lui è stato per anni un traduttore della Bibbia per le edizioni San Paolo (che poi in realtà non è proprio così…) e quindi sembrerebbe che sappia di che parla e ne sappia con una certa autorevolezza. Poi però cominci a studiare un po’ questo personaggio (di cui ho già parlato riguardo ai messaggi di Fatima) e scopri che l’ebraico l’ha imparato da autodidatta e che spesso nelle sue conferenze inizia dicendo “Facciamo finta che…”… vorrei segnalarvi però alcuni link che vi permetteranno di conoscerlo meglio e di prenderne le misure. Personalmente aggiungo solo una considerazione, banale, ma forse da non sottovalutare… secondo Biglino in passato ci hanno visitato gli alieni che ci hanno anche creato, hanno dato un po’ di potere ad alcuni individui i quali hanno tenuto tutto nascosto e si sono inventati che la Bibbia parla di Dio e di religione per poter sottomettere e tenere sotto controllo gli altri, quelli che non sapevano. Questa è la sua tesi, un po’ semplificata, ma il problema nasce dopo quando lui sostiene che è sufficiente leggere la Bibbia in maniera testuale e “fare finta che…” ciò di cui parla sia concreto per scoprire tutta la verità. Ok, ma se è così abbiamo un grosso problema, chi ha scritto la Bibbia, se lo ha fatto con le premesse che dice Biglino era un pirla totale… perdonatemi, ma come chiamereste voi uno (o più) che per nascondere una cosa scrive un libro che basta leggere letteralmente per capire ciò che si voleva nascondere?

Comunque ecco i link: il primo è uno studio su Biglino che trovate nel file PDF allegato che lo inquadra, presenta il suo modo di porsi e cerca di capire i motivi del suo successo.

Bigliardi_Biglino

Questi link invece affronta più nello specifico alcune delle tematiche toccate da Biglino:

https://it.aleteia.org/2017/05/09/elohim-mauro-biglino-dio-alieno-critiche/

https://it.aleteia.org/2018/04/05/mauro-biglino-elohim-traduzioni-antiche-lxx-sigmund-freud/

https://it.aleteia.org/2018/05/09/biglino-marcionismo-cristologia-paolina-editto-claudio/

https://it.aleteia.org/2018/05/30/mauro-biglino-annunciazione-luigi-moraldi/

E questo che trovo molto ben fatto:

http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2017/12/confutazione-biglino/

Il dossier Viganò

agosto 28, 2018

Lo chiamano così ormai, lo sto ancora leggendo, non è tanto lungo, ma un po’ difficile da seguire soprattutto perché ha tanti nomi e io ho poco tempo. Mi riprometto quindi di riparlarne, ma dategli un’occhiata se vi capita perché il testo è pubblico. Faccio solo qualche prima osservazione, che può essere anche sbagliata, sia perché l’ho letto un po’ di fretta sia perché non l’ho finito.

Intanto nel dossier tra i Papi che “sapevano” è citato anche Giovanni Paolo II, ma sembra essere passato in secondo piano. Poi non è chiaro questi Papi che “sapevano” cosa sapevano? Cioè non è chiaro se si parla di rapporti omosessuali o di pedofilia. In ogni caso si parla di atti del tutto contrari alla dottrina della Chiesa e abominevoli per un uomo di Dio.

Al momento però la domanda che mi torna sempre di più è, ma se “tutti” sapevano e Viganò per primo perché Viganò per primo non ha parlato? Lui che non è certo un prete di una parrocchia di periferia e che ora getta una bomba enorme che ha un grandissimo eco, non poteva e non doveva parlare prima? Anzi nel momento immediato in cui aveva almeno una prova? O le prove non le aveva (e allora parliamo di fuffa) e parla adesso perché è già tutto venuto fuori (ma non per merito suo)?

Dubbi che però nulla tolgono alla drammaticità e allo squallore dell’intera vicenda su cui, è inutile negarlo, la Chiesa ha grandi colpe.

Di Cristiani e Migranti

agosto 25, 2018

Leggo e seguo quello che sta succedendo in questi giorni e faccio fatica a stare zitto così vi dico, se vi interessa, la mia opinione pronto però a correggermi di fronte al Magistero della Chiesa. Il Cristiano non è colui che ha dei valori particolari o ha delle regole particolari da seguire, ma è colui che ha fatto un incontro con una persona speciale: Gesù Cristo e vuole seguire lui. Chiaro che poi da questo derivino delle regole e dei valori, ma prima viene Cristo, non prima le regole e i valori. Ora Cristo nella sua vita fino alla sua morte ha dato testimonianza alla Verità, ovvero che siamo TUTTI figli e che c’è un Padre che ci ama TUTTI fino a dare la vita di suo Figlio (DIO) per noi. In parole povere ha testimoniato che OGNUNO di noi, ieri, oggi e domani vale il SANGUE DI DIO. Qui non c’è carta dei diritti umani che tenga qui c’è una visione antropologica indiscutibile: ogni uomo è sacro, fin dal suo concepimento. Da qui discende tutto il resto.

Ora da qui è evidente che il cristiano dovrebbe sempre accogliere, anche quando non ce la fa, anche quando rischia la vita (nella storia del cristianesimo molti martiri e santi sono morti per accogliere gli altri).

Naturalmente però poi c’è un problema concreto, politico, europeo, serio e da non sottovalutare che, piaccia o non piaccia, questo governo, in particolare con Salvini, ha portato di fronte all’Europa e così facendo ha dimostrato quanto questa Europa (che di proposito ha voluto rinnegare le origini cristiane sottolineo io) abbia i piedi di argilla. E credo, pur essendo lontano anni luce, dalle posizioni leghiste, che abbia fatto bene. Quello che non credo giusto è il modo in cui è stato fatto, sulla pelle delle persone.

Perché non usare quella leva universale che funziona sempre e che si chiama denaro? perché non accogliere subito le persone (ogni cristiano a mio avviso dovrebbe chiedere questo immediatamente) e poi bloccare ogni tipo di finanziamento, ritirare ogni investimento finché anche gli altri paesi non collaborano attivamente all’accoglienza?

C’è un problema non nascondiamocelo, ma il modo in cui lo stiamo affrontando è un abominio e rischia di portarci verso un baratro da cui sarà difficile risalire.

Spero di sbagliarmi.

Crocifisso sì, Crocifisso no, Crocifisso forse…

luglio 27, 2018

E’ di questi giorni, penso non si possa non averlo sentito, la proposta della Lega, sostenuta da Salvini di rendere il crocifisso obbligatorio nei luoghi pubblici, non in quanto la religione cristiana è religione di Stato, ma in quanto le radici culturali dell’Italia sono cristiane e quindi si tratta di un richiamo e un ricordo a quelle radici. Su Social Network si è scatenato di tutto, ma, per quei pochi che mi leggono, vorrei dire come la penso io.

Quando mi capita di entrare in un luogo, qualunque esso sia, e mi accorgo che c’è un crocifisso appeso, istintivamente mi sento meglio è come se, anche se non lo conosco, il proprietario di quel luogo o chi vive quel luogo condivida con me una cosa importante, mi fa sentire a casa, accolto, amato.

Se entro in un luogo e non vedo un crocifisso appeso, non cambia nulla, non mi capita quello che ho descritto prima, ma neanche penso male di quel luogo o di chi lo vive.

Quindi se qualcuno vuole appendere un crocifisso ben venga, ma obbligare che si appeso, ecco questo mi disturba e non poco…

Per me il senso di quella croce non è l’obbligo, ma l’Amore e l’Amore non è obbligo, mai.

Il senso di quella croce non è culturale (anche se le radici cristiane e greche della nostra cultura sono innegabili), ma esistenziale e l’esistenza non è solo cultura, ma è prima di tutto Amore. E l’Amore non è obbligo, mai.

Quel crocifisso non è lì per guardare noi quasi a dire: “Attento a quello che fai!”, ma è lì perché noi lo guardiamo a ricordarci che Quello si è fatto inchiodare le mani aperte per poter essere sicuro di accogliere sempre, anche quando umanamente sembra insostenibile… obbligare ad appenderlo e poi ignorare ciò che significa forse, per me, è peggio di una bestemmia…

Immigrazione e Vangelo

giugno 26, 2018

Faccio sempre fatica a parlare di attualità politica perché si tratta quasi sempre di temi che suscitano reazioni scomposte e che sono spesso manipolati, ma credo che questa volta qualcosa bisogna dirla. Quando è stata fermata la nave Aquarius credo che a molti sia venuto il dubbio: è giusto fare così? Al di là del diritto internazionale, è etico? E’ morale fare così? E non credo che la risposta, per chi ci riflette un attimo seriamente, sia davvero così semplice perché credo stia tutta in chi, secondo noi, c’è su quella nave. Chi c’è a bordo di quella nave? Persone disperate in fuga da una situazione difficile? Delinquenti che rischiamo di far entrare a casa nostra? Fanatici che vogliono attentare alla nostra civiltà? Donne e bambini che fuggono dalla guerra? Ecco, a seconda della risposta che diamo a questa domanda, possiamo rispondere alla prima. Il problema però è che noi abbiamo il lusso di poterci fare queste domande perché non siamo su quella nave. Il Vangelo invece cosa dice al riguardo? Parla di navi? Di migranti? Di colore della pelle? Allora di navi non mi sembra (se escludiamo l’Arca di Noè), di migranti di sicuro visto che tutta la storia del popolo ebraico è una storia di “migrazione” verso la Terra Promessa e anche Gesù non ha dove poggiare il capo, a indicare come è sempre in viaggio. C’è però una parabola che ci ha lasciato Gesù che credo sia emblematica, noi la conosciamo come quella del “buon samaritano”, un titolo un po’ così perché lascia quasi pensare che gli altri samaritani tanto buoni non siano… come se noi oggi la chiamassimo la parabola del “buon africano”… comunque il samaritano quando incontra l’uomo ferito non ci pensa su per niente, lo aiuta. Non si chiede chi è, che cosa fa, perché è ridotto così, se è stata colpa sua, se se l’è cercata, se è un delinquente, se è un romano, se è un terrorista… non si chiede nulla, neanche se può farcela ad aiutarlo, lo aiuta e basta. Ecco io credo che questo è quello che dovrebbe fare un cristiano, quello che io per primo non credo di riuscire a fare, ma vorrei fare.

Però a livello politico, a livello più alto, credo sia anche giusto alzare la voce e far capire che la sorte di chi sta peggio di noi non è un problema di uno stato, ma di tutti e che tutti insieme si può fare molto per fermare le guerre, lo sfruttamento e le miserie presenti nei paesi di origine di chi parte. Non credo però che sia giusto, né evangelico, alzare la voce sulla pelle dei disgraziati, ci sono altri tavoli e altre leve di carattere economico che possono sortire effetti molto più efficaci. Certo se però si cerca consenso facile fare come si è fatto funziona, e molto direi. Gesù il consenso facile non lo ha mai cercato e infatti lo hanno crocifisso.

Diagnosi prenatale

aprile 20, 2018

Una breve considerazione… oggi stiamo diventando sempre più bravi nel diagnosticare precocemente malattie o malformazioni e questa credo che sia una buona cosa di per sé, perché permette o di intervenire per tempo per fermare o rallentare la malattia o di prepararsi ad accogliere il momento della malattia nel miglior modo possibile. Invece quando si tratta di diagnosi prenatale ne facciamo un uso improprio perché nel caso si scopra una malattia o una malformazione l’invito all’aborto è normalmente dietro l’angolo. Lo abbiamo visto col caso dei bambini Down, ma anche in altri casi la valutazione che viene fatta è: ma questa sarà una vita degna di essere vissuta? E se la risposta è no, la sopprimiamo sul nascere. Ma qual è una vita degna di essere vissuta? Una vita piena di soldi, di successo, prova di malattie? Chi di noi ce l’ha? Quanti di noi potrebbero averla? E veramente la vorremmo? Forse sì, ma poi realmente saremmo felici? Probabilmente no. O forse la vita degna di essere vissuta è la vita capace di dare amore? Ma se è così amore lo può dare chiunque in qualunque situazione, o no? E può pure riceverlo in qualunque situazione, o no?

Ma facciamo un esempio pratico.

Aspetti un bambino, ma sai che nascerà con una grave malformazione cardiaca e probabilmente morirà dopo pochi mesi. Decidi di proseguire con la gravidanza o di abortire?

Per alcuni mesi puoi dare e ricevere amore e sofferenza sicuramente, ma quale amore non è anche sofferenza?

Aspetti un bambino e ti dicono che ha una grave patologia per cui non vivrà per più di cinque anni. Cosa fai?

Per cinque anni puoi dare e ricevere amore e sofferenza sicuramente, ma cosa è più importante?

Aspetti un bambino e ti dicono che a circa 20 anni sarà colpito da una grave malattia degenerativa che, lentamente, lo porterà a essere sempre più dipendente dagli altri e incapace di muoversi. Cosa fai? Prosegui con la gravidanza o decidi di abortire?

Dopo vent’anni la sua vita sarà ancora una vita degna? Decidilo tu, ma sappi che se decidessi per l’aborto il mondo non avrebbe avuto Stephen Hawkings.