Cosa significa che Gesù ha redento i nostri peccati?


Esiste un peccato originale, cioè commesso in origine, da cui sono poi discesi tutti gli altri Questo peccato non è, naturalmente, l’aver mangiato il frutto di un albero, ma il non aver ascoltato la parola di Dio. Il racconto della Genesi non ha un valore storico, ma didattico, cioè non ci racconta un fatto realmente accaduto così come descritto, ma un paradigma, un modello, esplicativo di una situazione. Adamo ed Eva ricevono da Dio tanti doni, non ultimo la loro stessa vita, ma Dio dice di non fare una sola cosa e loro, tentati, cedono alla tentazione e fanno proprio quello che gli era stato detto di non fare. Questo comporta tutta una serie di conseguenze negative nella vita di Adamo ed Eva e dei loro discendenti. Il peccato, lo abbiamo già visto, è l’allontanamento da Dio e anche il peccato originale non fa differenza, anzi. Ma se l’uomo si è allontanato da Dio, Dio non si è mai allontanato dall’uomo, questo ci vuole raccontare la storia sacra. Dio ha preso un uomo, Abramo, e da questo uomo ha fatto una nascere una nazione, Israele, poi da questa nazione ha raggiunto il mondo intero, con la missione evangelizzatrice della Chiesa. Eppure l’uomo ha continuato e continua a peccare. Quando Dio ha scelto Abramo, gli ha fatto il dono più grande che egli desiderava: un figlio. Poi però gli ha chiesto quel figlio, quell’unico figlio, in sacrificio. Abramo era pronto a seguire alla lettera la parola del Signore, gli piangeva il cuore, ma ha ascoltato fino all’ultimo la parola di Dio, esattamente il contrario di ciò che fecero Adamo ed Eva. Allora Dio fermò la mano di Abramo e non chiese mai più un sacrificio simile, ma come Abramo era stato pronto a offrire suo figlio a Lui, Egli decise di offrire il proprio figlio in sacrificio per l’uomo. Ecco il senso del sacrificio di Gesù, egli si è fatto carico di ogni peccato dell’uomo, dall’inizio alla fine dei tempi, cioè si è fatto carico di ogni allontanamento dell’uomo da Dio e ha annullato in sé ognuno di essi. A questo punto verrebbe spontaneo dire: che bello, ma non è proprio così dal momento che il peccato, nel mondo, esiste e non è stato per nulla eliminato. Certo, perché il sacrificio di Cristo deve essere accettato liberamente da ogni essere umano. Dio è Amore, Cristo è Amore, lo Spirito Santo è Amore e l’Amore è sempre Libertà quindi qualunque rapporto tra Dio e l’uomo prevede sempre la libertà dell’uomo. Solo l’uomo che accetta liberamente il sacrificio di Cristo, riconosce i propri peccati, se ne pente di fronte a Dio, accetta le conseguenze del suo comportamento e accoglie il Corpo di Cristo (l’Eucarestia) annulla i propri peccati, torna puro e permette al sacrificio di Cristo di avere efficacia piena nella sua vita. Da quel momento in poi la sua vita ricomincia di nuovo, immacolata. E’ questo il grande dono che, col suo sacrificio, Cristo ci ha fatto e ci fa ogni giorno, ogni ora, ogni momento: i nostri peccati, il nostro passato non condizionano il nostro presente e il nostro futuro, è sufficiente che noi lo vogliamo e il nostro presente e il nostro futuro possono essere pieni di bellezza e di luce e di gloria e di santità, è sufficiente che decidiamo di accogliere Cristo. Questo significa che Gesù ha redento i nostri peccati, non ci ha tolto la libertà di peccare, ma ci ha donato la possibilità di rinascere in ogni momento, di non essere condannati dal nostro passato, ma di avere sempre una speranza per il futuro. Nessuno di noi è condannato, qualunque cosa abbia commesso, perché Gesù ha redento i nostri peccati.

crocifissointero2Corinzi 5,19-21: “Infatti Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la parola della riconciliazione. Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui.”

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

L’uomo aveva un’età non ben definita tra i 40 e i 50 anni, aveva un fisico atletico e si vedeva che c’era stato un periodo in cui amava prendersi cura di sé, mentre ora era del tutto trascurato, indossava una giacca lisa in più punti e un paio di jeans sporchi e sdruciti al ginocchio. Una barba incolta di diversi giorni e i capelli arruffati completavano il quadro di chi sembrava essersi incamminato verso un’inarrestabile discesa. Si avvicinò al vecchio e lo guardò confuso, si mise le mani in tasca poi biascicò poche parole: – Mi dispiace… non ho nulla da darle…

– Non si preoccupi, non ho bisogno di nulla. Lei invece è sicuro di stare bene?

– Io? S-ì… – balbettò l’uomo -…no, non st-o bene…non credo che potrò mai stare bene…

– Perché dice così? Cos’è successo?

– Cos’è successo? E’ successo tutto… è successo che sono stato in prigione… e ho perso tutto…

– Mi dispiace.

– Le dispiace? Lei non sa neanche com’è… ho fatto un errore, ho preso una tangente perché si potesse costruire in una zona dove era vietato, ma sono stato scoperto, sono finito in galera, mia moglie ha chiesto il divorzio e si è portata via le nostre due bambine, mentre ormai nessuno dei vecchi amici mi rivolge più la parola…

– Deve essere davvero terribile, come si sente?

– Come mi sento? – L’uomo tacque e si lasciò cadere per terra, accanto al vecchio – Le interessa davvero saperlo? O è solo una di quelle stupide domande che fanno i giornalisti? – il vecchio si limitò a sorridere e allungò una mano sulla spalla dell’uomo che proseguì, con lo sguardo fisso a guardare un punto nel vuoto: – Ho fatto uno sbaglio, grosso. Non uno sbaglio da poco. Ero in una posizione di responsabilità e di potere e il potere, i soldi, mi hanno tentato e io ho ceduto. Poi mi sono pentito, ma avevo paura a parlarne, in ogni caso mi hanno scoperto ed è stato un sollievo perché così ho avuto l’opportunità di pagare il mio debito alla giustizia e alla società. Ma il sollievo è durato poco perché tutti mi hanno voltato le spalle: mia moglie, le mie figlie, tutti coloro che credevo amici… e i giornali mi hanno gettato come un agnello in pasto ai lupi… ho provato a trovare un altro lavoro, ma tutti sanno del mio passato e non si fidano, nessuno vuole assumermi… mi sento disperato… ecco come mi sento… cammino senza più capire che senso abbia ogni passo che faccio… in che direzione vado? Non ha alcun valore che ne scelga una, tanto sono tutte prive di senso… ho perso ogni speranza… sono stato chiaro?

Il vecchio si limitò ad annuire col capo, poi cercò qualcosa in una delle tasche della sua veste e quando la trovò la tese gentilmente all’uomo.

– Cos’è? Un crocifisso?

– Sì, lo hanno trovato qui intorno dei bambini, non sapevo di chi fosse, ora ho capito che è suo.

– Mio? No, si sbaglia, le assicuro che non è mio, oltretutto è la prima volta che passo di qui…

– Che cosa le fa venire in mente questo crocifisso?

– Obblighi, doveri e cose così…

– Tutte le persone che ha incontrato le hanno detto che l’errore che lei ha fatto e per il quale ha pagato, l’ha condannata per la vita. Nessuno di loro vuole più avere a che fare con lei. Questo uomo qui, questo sulla croce, le dice che se lei affida il suo errore e il suo passato a lui, lui se ne farà carico, sulla sua croce e lei potrà ancora costruire un futuro nuovo.

– Sarebbe bello… – sorrise l’uomo, quasi commosso, come in sogno.

– E’ bello… devi solo prenderlo, capire che è tuo, lui lo ha già capito, lo vedi che ha le braccia aperte apposta per abbracciarti?

– Vorrei davvero credervi, ma come la mettiamo con le regole e i divieti e i peccati?

– Se non lo prendi, quello è l’unico peccato. Del resto non preoccuparti ora, non lo capiresti, prima devi conoscerlo Gesù… – il vecchio continuava a tendergli il piccolo crocifisso dorato. L’uomo stese le dita titubante e alla fine, timidamente, lo prese guardandolo come se lo vedesse per la prima volta – Speranza… – sussurrò e un nuovo sorriso gli nacque sul volto, poi si gettò al collo del vecchio e lo baciò sulle guance piangendo. Si rialzò e si mise a correre, pieno di gioia, per la strada da cui era venuto. Il saggio lo guardò allontanarsi e poi tornò a fissare il crocevia.

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