Cosa è un sacramento?


La parola “sacramentum”, nel linguaggio giuridico degli antichi romani, designava la somma di denaro che le parti in causa in un processo depositavano come cauzione (in sacro). Chi avesse perso la causa perdeva anche il denaro che passava all’erario e diventava così consacrato alla divinità. Nel linguaggio militare “sacramentum” era il giuramento prestato dai nuovi soldati. Esisteva poi il “sacramentum militiae” che, non di rado, veniva testimoniato con un segno sul corpo del soldato. Quindi indicava un atto di consacrazione e di iniziazione e con questo senso lo troviamo nei testi cristiani del III sec. quando Tertulliano, ispirandosi al senso paolino della “militia Christi” lo usa in relazione al battesimo che diviene così il giuramento per eccellenza, opposto all’idolatria, vi è quindi una consacrazione e da qui si apre la strada all’utilizzo del termine per indicare l’iniziazione e l’oggetto della promessa battesimale. Con Cipriano il termine acquista il doppio significato di giuramento e mistero, ma ancora non si parla né di segno né di causa della grazia, ed è riferito al battesimo e all’eucarestia, mentre degli altri riti si parla molto meno. Fondamentali divengono, per lo sviluppo della comprensione del sacramento, le riflessioni di Sant’Agostino sulla natura del segno. Infatti se il termine sacramento viene applicato indistintamente a ogni rito intendendo così il “semplice segno”, ci sono però sacramenti-segno ai quali è legato un dono o un effetto oggettivo, in particolare il battesimo e l’eucarestia. I sacramenti sono segni (cioè oggetti reali e sensibili tipo il pane, l’acqua e così via) che rimandano a realtà oltre il sensibile, a realtà sacre. Con San Tommaso riprese poi la riflessione sui sacramenti che egli stesso definì con il carattere di causa, ovvero il sacramento causa ciò che significa. Questo vuol dire che se i segni esteriori rimandano a un significato superiore, quel significato diventa realtà nel sacramento (il pane che rimanda al corpo di Cristo, diventa davvero corpo di Cristo nell’eucarestia) perché esso è dotato da Dio di questo potere in rapporto alla grazia. Quindi nel sacramento l’elemento fisico (l’abluzione, l’imposizione delle mani e così via) è relativo alla subordinazione al significato sacramentale. San Tommaso definisce i sacramenti “segno di cose sacre fatte per santificare gli uomini” e il primo sacramento, quello fondamentale e originario è Cristo, poi vi è la Chiesa che è il sacramento universale e poi i sette segni sacramentali, ovvero i sette sacramenti: battesimo, confessione, eucarestia, cresima, matrimonio, ordine sacro, estrema unzione. Da tutto questo si capisce come sia Cristo la chiave per interpretare ogni sacramento e come egli ne sia la fonte unica, ecco perché i sacramenti si dicono: ex opere operato. Cioè sono indipendenti dalle opere di chi li opera, ovvero dalla sua condotta morale, sono sempre validi e sono tutti uguali al di là di chi li somministra. I Padri della Chiesa hanno visto sorgente dei sacramenti la ferita al costato di Cristo da cui scaturiscono acqua e sangue, origine anche della Chiesa. Loro compito è di santificare gli uomini, edificare il Corpo di Cristo, rendere culto a Dio, ma anche istruire poiché sono segni. Nella Chiesa sono stati codificati come sette dopo dieci o undici secoli di Cristianesimo e sono stati ratificati solennemente solo dal Concilio di Trento. Non è facile capire appieno il senso e il significato dei sacramenti, ma non per ignoranza o a causa di chissà quali mancanze, ma perché essi sono molto vicini al grande mistero di Dio e poiché in essi entra in gioco direttamente la Sua grazia ci sopravanzano e di troppo per sperare di poterli comprendere appieno. Una cosa che però va sempre ricordata è il loro essere indissolubili, a meno di casi davvero particolari, ma questo vale per ogni sacramento e non solo per il matrimonio che è quello più spesso citato in relazione all’indissolubilità. Oggi inoltre si tende sempre di più a integrare i sette sacramenti all’interno di una visione sacramentale dell’intera Chiesa, cioè di sacramentalità dell’intera storia della salvezza dell’uomo. Essi hanno cioè vero senso e compimento se aiutano chi li riceve ad avere una più chiara coscienza della sacramentalità della Chiesa come popolo di Dio e della singola vita cristiana. Non sono cioè semplici riti o tappe da rispettare una tantum o periodicamente, ma elementi vivi e pulsanti del nostro essere cristiani, affinché sia Gesù il vero modello di ogni credente e i sacramenti siano sorgente di vita cristiana e modello di spiritualità.

battesimoGiovanni 1:32 Giovanni rese testimonianza, dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: “Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo”. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figlio di Dio».

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La giovane donna era pensierosa e camminava distratta, si accorse quasi per caso del vecchio e gli sorrise dolcemente. Lui ricambiò e salutò: – Buongiorno!

– Sì, è davvero una bella giornata, sembra si sia calmato il caldo dei giorni scorsi, ma vorrei si calmassero anche i miei pensieri…

– Perché? Cos’hanno di così terribile?

– Terribile? – sorrise lei – No, in effetti di terribile nulla, ma sto riflettendo su una decisione abbastanza difficile da prendere…

– Di che si tratta? Alle volte anche le cose che sembrano impossibili, quando se ne parla assumono dimensioni più umane.

– Avete ragione… ma è una cosa personale, se la annoio me lo dica pure… vede mio marito vuole battezzare nostro figlio, io invece sono indecisa…

– Come mai? Lei non è cristiana?

– Oh sì, e mi ritengo anche una buona credente, paradossalmente è mio marito quello che non ci crede molto…

– Non capisco… – il vecchio la guardava perplessa.

– Sì, vede mio marito insiste perché lo battezziamo perché i nonni si aspettano così, perché non vuole che poi, crescendo, si senta diverso dagli altri bambini e perché, in fin dei conti si tratta di un rito sociale… insomma una breve cerimonia in chiesa e poi tutti a festeggiare al ristorante. Invece io lo ritengo una cosa importante, molto importante e sto riflettendo se non sia il caso di aspettare che mio figlio abbia la capacità di capire ciò che fa e quindi di scegliere in maniera pienamente responsabile la fede. Vorrei avesse una fede piena e vera.

– Capisco, la situazione è interessante e insolita, lo ammetto, ma, mi scusi, la Chiesa in cui le dice di credere, non vorrebbe che il bambino fosse battezzato?

– Sì, naturalmente, ma pensi che una volta si veniva battezzati solo da adulti, Gesù stesso fu battezzato quando aveva quasi trent’anni…

– E’ vero, ma se non ricordo male il battesimo di Gesù aveva un valore molto diverso da quello che poi somministra la Chiesa, non era un sacramento. Ha provato a parlarne col suo parroco?

– A dire il vero no, sa non mi è facile parlare di certe cose con un prete, ho paura di essere giudicata. Assecondare mio marito sarebbe molto più semplice.

– Questo di sicuro, tra l’altro sono in molti quelli che si accostano ai sacramenti, non solo al battesimo, con lo spirito di suo marito e dopo, purtroppo, ne seguono solo cose tristi.

– Quindi anche lei la pensa come me?

– No, penso solo che le motivazioni di suo marito siano infantili, un battesimo non è un aperitivo, ma penso che lei dovrebbe comunque parlare col suo parroco, potrebbe aiutarla più di me. Se davvero crede non dovrebbe farsi problemi a parlare con un sacerdote. Se però vuole davvero sapere cosa penso, allora le dirò che mi viene in mente quando Gesù predicava e gli apostoli gli tenevano lontani i bambini che volevano andare da lui, allora egli sgridò gli apostoli e disse: “Lasciate che i fanciulli vengano a me”.

– E’ vero, bellissimo episodio, ma anche se non capiscono?

– E noi siamo davvero sicuri che non capiscano? Se lei crede veramente al valore di un sacramento sa che questo significa che l’acqua con cui viene bagnato e l’olio con cui viene unto il bambino simboleggiano la morte e la rinascita come figli di Dio, figli del Re, ma nel sacramento il simbolo diventa realtà. Ed è lei sicura che il bambino non colga la bellezza di una tale realtà? Che in quel momento non si apra uno squarcio con una realtà divina così bella e sensibile che solo un bambino, con la sua purezza, può cogliere?

– Sarebbe bello, se fosse vero…

– Se lei ci crede, questo sono i sacramenti, se invece non ci crede, allora non ha alcun senso fare nulla, perché ogni gesto sarebbe vuoto e ogni simbolo rimanderebbe solo a se stesso e nulla più.

– Ha ragione, ma allora cosa devo fare?

– La risposta è solo dentro di lei, ci pensi bene e preghi, ma se crede non serve che suo figlio sia adulto perché accetti la regalità di figlio di Dio, anzi forse ora è ancora meglio; se invece non ne è convinta lasci perdere del tutto.

– Sì, ma perché è tutto così complicato… alle volte vorrei davvero fosse solo come dice mio marito, ovvero che si trattasse solo di riti e segni vuoti… sarebbe tutto più semplice!

– Forse sì, ma vede quando lei guarda una cartolina che le ha mandato una persona cara cosa sta guardando? – la donna rimase in silenzio e il vecchio proseguì – Lei sta guardando solo un pezzo di carta, ma in realtà non è così, lei sta guardando l’affetto e l’amore di quella persona. La cartolina non è più solo carta, ma un segno che rimanda a qualcosa d’altro. Ora pensi che la persona a cui rimanda sia Dio, se è davvero così, allora capisce come quel segno, solo simbolico, rimanda sì ad altro, ma questo altro si concretizza, si realizza, in virtù della potenza di Dio.

– E’ bello spiegato così, sembra vero… grazie, ancora non so cosa farò, ma sicuramente parlarne mi ha fatto bene, ora è meglio che vada. – e così dicendo si alzò e si allontanò verso casa.

Il vecchio la guardò sparire dietro una collina e poi tornò a fissare il crocevia.

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Una Risposta to “Cosa è un sacramento?”

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