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Buon Natale, quello dove nasce Gesù

dicembre 19, 2016

Mancano pochi giorni, i centri commerciali sono sempre più pieni, le chiese no.

Noi cristiani diciamo di aspettare la nascita di un bambino, ma poi siamo i primi a infastidirci se i bambini vengono a messa e fanno rumore…

Sono andato a vedere una recita di Natale a teatro coi miei bambini, si è parlato di tutto, di Babbo Natale, dei regali, dello spirito del Natale, della Befana, dell’anno bisestile, dei bambini, ma Gesù guai a nominarlo neanche per sbaglio…

E’ vero, una volta il 25 dicembre si festeggiava qualcos’altro, non la nascita di Gesù…

E’ vero, il 25 dicembre è una data convenzionale anche se forse Gesù è nato davvero a dicembre…

Ma da 2000 anni a questa parte, la nostra storia ha sempre legato il Natale alla nascita di Gesù, altrimenti perché si chiamerebbe Natale?

Io vi faccio tanti auguri di un sereno, ma soprattutto Santo Natale, lo faccio con la mia famiglia e lo faccio con le parole di don Tonino Bello!

auguridontoninobello

Amoris Laetita – La tenerezza dell’abbraccio

maggio 30, 2016

Sono passati due mesi dal mio ultimo articolo su questo blog, nel frattempo c’è stato anche il Festival Biblico a Verona e la sua organizzazione mi ha portato via più tempo di quello che pensavo, così solo oggi riesco a iniziare un percorso che avevo in mente già da un po’, da quando Papa Francesco ha pubblicato l’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”.

Quello che vorrei fare, nei tempi e nei modi in cui riesco, è sottolineare alcuni passaggi che mi hanno colpito, cercando di spiegrane brevemente il perchè e poi lasciare a voi ogni riflessione…

Al punto 27 dell’esortazione inizia un paragrafo dal titolo “La tenerezza dell’abbraccio” che si conclude con queste parole: “[…] è molto emblematica la scena che mostra un’adultera sulla spianata del tempio di Gerusalemme, circondata dai suoi accusatori, e poi sola con Gesù che non la condanna e la invita ad una vita più dignitosa (Gv 8, 1-11)”.

Credo siano parole su cui riflettere, perchè l’episodio, bene o male, lo conosciamo tutti. Coloro che si credono giusti (noi) vorrebbere lapidare colei che ha, oggettivamente sbagliato (la colpa c’è, da nessuna parte nel testo viene negata, anzi si parla di flagrante adulterio e neanche la donna lo nega). Questo è il loro, consueto, modo di pensare, hanno colto in flagrante la donna e ora vogliono cogliere in errore anche Gesù (per questo lo interrogano, lo dice proprio il testo).

Gesù però non risponde nello stesso modo, non entra in colloquio con loro (loro parlano, lui si mette a scrivere). Dice solo una frase che rimanda ogni decisione alla loro coscienza, ma allo stesso tempo fa verità. E la verità li libera… dalla voglia di giustizia, dalla voglia di vendetta… perchè si rendono conto per primi di aver bisogno del perdono e, proprio per questo, concedono perdono…

Poi è bellissimo come Gesù conclude, rivolto alla donna, la invita (non lo ordina) a non peccare più e in questo invito c’è tutto l’amore di chi vuole bene e perdona sempre.

Il testo non dice cosa fece la donna, ma se la donna ha seguito l’invito di Gesù non lo ha fatto perchè ha riconosciuto in lui l’autorità divina, bensì l’Amore divino. Infatti l’invito di Gesù è l’invito di chi le ha salvato la vita e l’ha perdonata.

 

 

Corsi, incontri e conferenze

settembre 25, 2015

Una persona che conosco mi manda spesso e volentieri volantini su tutti i corsi possibili e immaginabili in ambito cattolico, tutte proposte interessanti, almeno a prima vista, solo che quando poi gli chiedo se lui li ha fatti o li conosce, la risposta è più o meno sempre la stessa: no, però sono bellissimi. Ora soprassedendo sul fatto che lui non li ha sperimentati in prima persona e quindi come fa a sapere che sono bellissimi, ma fidandomi che comunque siano corsi validi, mi chiedo: ma quanti corsi dovrei fare? E, soprattutto, essere cristiani si riduce a fare un corso?
Io credo che i corsi abbiano una loro validità, soprattutto in un momento di formazione o di avvicinamento o riavvicinamento alla fede, ma poi basta. Bisogna anche cominciare ad agire da cristiani…

Il cristiano ha bisogno di nutrirsi continuamente di Cristo, della Sua Parola e di ascoltare qualcuno che gliela spezzi, ma i corsi hanno un obiettivo limitato e sarebbe giusto, a mio avviso, ricordarselo…

Come direbbe il Qoelet c’è un tempo per i corsi, ma c’è un tempo anche per non seguirli…
Un’altra cosa che mi arriva sempre più spesso ultimamente sono le segnalazioni di incontri sul tema del gender, sinceramente non ne posso più, sono più meno tutti sullo stesso tono, organizzati dalle stesse associazioni e con le stesse persone…

Io non ho mai partecipato a nessuno di questi incontri, ma ho sentito molte persone che ci sono state e tutte mi hanno detto la stessa cosa: ne esci spaventato, hai paura, i relatori sono bravi oratori e instillano paura volontariamente… questo me lo hanno detto ieri sera alcuni ragazzi che stanno studiando per vedere se la loro vocazione è il sacerdozio (quindi non persone di chissà quale colore arcobaleno).
La paura non è una brutta cosa di per sé, anzi è un campanello d’allarme che ci permette di evitare di farci male, ma il problema è che la paura rischia spesso di prendere il sopravvento su tutto, per prima sulla speranza. E allora diventa rabbia e poi disperazione, e si diventa violenti verbalmente, ma anche fisicamente, perché si è convinti che così si difende qualcosa di importante e si ha paura di quello che può succedere.

Ma quando si arriva ad offendere, a mettere in dubbio la dignità e la reputazione delle persone solo per paura (ricordo ad esempio un breve articolo di un giornale che nel parlare di una teologa che aveva presentato un libro per una pastorale agli omosessuali ne faceva un ritratto falso e fuorviante usando quattro frasi estrapolate dal loro contesto, crociffigendola mediaticamente), quando si cominciano a vedere fantasmi ovunque solo per paura, allora, secondo me, c’è qualcosa che non va…
Faccio qualche considerazione personale a 360° su questo argomento del gender, possono essere condivisibili o meno, giuste o sbagliate, ma sono mie…
Gesù non ha mai trasmesso paura, anche quando ha detto cose forti, c’era sempre la speranza di fondo…
Improvvisamente, solo ora, dovremmo preoccuparci di cosa viene insegnato a scuola ai nostri figli e solo riguardo il gender e il sesso? Perché del resto non ci interessa nulla? O negli anni precedenti andava tutto bene? Non so voi, ma quando andavo a scuola io e si faceva Storia quasi tutte le guerre europee venivano presentate come guerre di religione, quasi sempre colpa della religione cattolica, e tralascio quello che veniva su Crociate e Inquisizione. E’ studiare Storia questo? Al riguardo cosa viene insegnato adesso? Lo sapete? Lo sappiamo? O forse la verità è che è sempre stato compito del genitore, degno di tale nome, interessarsi di cosa fa, studia, apprende, suo figlio a scuola e non solo adesso e solo sul gender.
E com’è che, anche se a scuola mi insegnavano così, nonostante tutto, ho sviluppato uno spirito critico che mi ha permesso di essere cattolico, di informarmi, conoscere, capire, verificare e anche adesso, per esempio, essere qui a scrivere criticamente su questo argomento?
Perché la mia famiglia c’era, con tutte le sue difficoltà, è stata la mia famiglia a insegnarmi a pensare con la mia testa, a sviluppare uno spirito critico, a farmi capire che alle volte bisogna ribellarsi, alle volte bisogna accettare anche se non si capisce… la scuola è importante, ma la famiglia lo è molto più… naturalmente se tra famiglia e scuola c’è sinergia l’educazione è uno spettacolo, ma anche se non c’è, una famiglia presente può trasformare tutto ciò che arriva dalla scuola, anche ciò su cui non è d’accordo, come occasione per educare.
Qualcuno mi può obiettare, sì è vero questi un po’ ci instillano paura e magari non è bello, però citano fatti, fatti veri quindi è giusto aver paura. No, secondo me, è vero che sono accaduti dei fatti e quindi noi, come cristiani, ma anche i non-cristiani, dobbiamo stare attenti questo sì, sempre vigili, ma non avere paura, mai.

E non lo dico io, lo diceva Gesù, lo diceva San Giovanni Paolo II, lo dice Papa Francesco che ribadisce sempre i principi della chiesa, ma mai fa paura a nessuno… bisogna essere candidi come colombe e astuti come serpenti… cioè vigili e attenti, ma non spaventati vedendo complotti ovunque, altrimenti anche chi la pensa appena appena diversamente da me diventa un avversario, un nemico da abbattere, combattere o al minimo da ostracizzare (e già so che qualcuno che legge lo sta pensando di me, molte volte mi hanno detto che sono troppo soft, ma mai in faccia però, solo perché non offendo mai nessuno o non sono troppo aggressivo).
La paura è terribile, se le lasci prendere il sopravvento rischi che nel momento in cui il tuo bambino ti chiederà di giocare con una bambola andrai in crisi pensando che sia omosessuale, quando invece è solo un bambino probabilmente più sensibile ad alcuni aspetti della vita di uno che invece ti chiede la pistola per poi sparare a chiunque gli attraversi la strada.

Perché, obiettivamente, ad oggi, la scienza non è in grado di darci una risposta sull’omosessualità, non sa dirci se omosessuali si nasce o si diventa. Ma esemplificando possiamo fare un semplice ragionamento, se omosessuali si nasce allora non c’è nulla che noi possiamo fare per cambiare questo dato di fatto e nostro figlio ci chiederà sempre di giocare con la bambola anche se noi non vogliamo. Se invece omosessuali si diventa, tutta la letteratura psicologica che io conosco al riguardo (se conoscete studi diversi segnalatemeli che imparo qualcosa e vi ringrazio) dice che accade per una serie di problemi relazionali/affettivi creati dall’ambiente (in primis la famiglia, di solito nello specifico si parla di un padre assente e di una madre troppo presente) intorno al bambino non certo perché si gioca con un giocattolo invece che con un altro.

Quindi principi chiari, massima attenzione ai nostri figli e a ciò che viene loro insegnato, ma mai, nessuna paura, solo tanta misericordia.

Caro Gesù ti scrivo

dicembre 22, 2014

Mi rendo conto ora che sono quasi due mesi che non scrivo su questo blog, me ne dispiace, ma vi assicuro che dietro le quinte sto lavorando a nuovi articoli, ma ormai siamo anche prossimi al Natale e ci tengo a fare gli auguri a chi segue questo blog, ma anche a chi ci è capitato solo per caso. E, probabilmente, perché da quando sono papà ascolto molto canzoni per bambini vorrei farvi gli auguri con una canzone dello Zecchino d’Oro, si intitola “Caro Gesù ti scrivo” e a me piace molto. Credo che si potrebbe riflettere su quasi ogni sua frase, ma se dovessi sceglierne una credo che sarebbe questa: “Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più di quelli che sanno tutto e in questo tutto non ci sei tu”. Possiamo avere tutto, sapere tutto, fare tutto, ma se in questo tutto non c’è Lui, non c’è l’Amore, non vale nulla… invece basta una piccola cosa, una sola cosa, ma che contenga Lui, l’Amore e allora vale tutto… Che Gesù nasca nei vostri cuori, nelle vostre famiglie, tra coloro che amate… e poi non lasciatelo più andare via, tenetelo stretto… questo è l’augurio che vi faccio per questo Santo Natale.

Caro Gesù ti scrivo (“Zecchino d’oro” 1997 – musica e testo: M. Piccoli)

Caro Gesù ti scrivo per chi non ti scrive mai,

per chi ha il cuore sordo bruciato dalla vanità,

per chi ti tradisce per quei sogni che non portano a niente,

per chi non capisce questa gioia di sentirti sempre amico e vicino.

Caro Gesù ti scrivo per chi una casa non ce l’ha,

per chi ha lasciato l’Africa lontana e cerca un po’ di solidarietà,

per chi non sa riempire questa vita con l’amore e i fiori del perdono,

per chi crede che sia finita,

per chi ha paura del mondo che c’è e più non crede nell’uomo.

Gesù ti prego ancora: vieni a illuminare i nostri cuori soli,

a dare un senso a questi giorni duri,

a camminare insieme a noi.

Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,

a fare il vento più felice intorno,

ad aiutare chi non ce la fa…

Caro Gesù ti scrivo perché non ne posso più di quelli che sanno tutto

e in questo tutto non ci sei tu,

perché voglio che ci sia più amore per quei fratelli che non hanno niente,

e che la pace, come il grano al sole, cresca e poi diventi pane d’oro di tutta la gente.

Gesù ti prego ancora: vieni a illuminare i nostri cuori soli,

a dare un senso ai giorni vuoti e amari,

a camminare insieme a noi.

Vieni a colorare il cielo di ogni giorno,

a fare il vento più felice intorno, ad aiutare chi non ce la fa…

Il valore della testimonianza

agosto 6, 2014

Come ho scritto più volte e come dico ogni volta che si cade nell’argomento ho riscoperto la mia fede, ho davvero incontrato Gesù grazie ad un corso fatto ad Assisi. Un corso tenuto dai frati, molto concreto, fatto anche di passione che alla fine ti lascia entusiasta, ma ti da anche una direzione e delle regole chiare. Partecipare a questi corsi piace quasi a tutti, ma vedo molti che dopo rimangono imbrigliati in quell’atmosfera incapaci di uscirne. Vedo persone che dopo il primo momento di entusiasmo ne cercano ancora e ancora e ancora… senza capire che l’entusiasmo è bello, ma poi finisce e la vita vera è fatta di sacrificio silenzioso, di obbedienza riservata. Io penso che, come in ogni situazione, c’è la fase dell’adolescenza che è quella affascinata dalla bellezza, dalle farfalle nello stomaco, appunto dall’entusiasmo di ciò che ha appena sentito, ma poi da qui bisogna passare alla fase della maturità, di chi si mette in gioco davvero, di chi obbedisce anche se non ne ha voglia o non capisce, ma perché si fida. Insomma dall’innamoramento bisogna passare all’Amore vero, quello capace di dare la vita per l’altro. Ecco perchè in questa fase della mia fede quando mi segnalano le testimonianze di chi è ancora adolescente nella fede sono contento per loro e ringrazio Gesù, ma allo stesso tempo sento che io ho bisogno di altro, che queste testimonianze vanno bene per chi è lontano e/o vive la sindrome dell’eterno adolescente, ma io preferisco la testimonianza silenziosa di chi vive ogni giorno amando chi ha accanto. E cos’è la testimonianza silenziosa? Ho paura a parlarne perché facendolo rischia di non essere più “silenziosa”, ma allo stesso tempo credo che sia doveroso per comprendere la differenza. Naturalmente non posso che partire dalla mia realtà, ma spero che si possa facilmente capire poi come estenderla a tutte le altre. Amare, dare la vita per l’altro, per me significa cercare di far trovare la casa in ordine e pulita a mia moglie quando torna a casa dopo qualche ora o qualche giorno di assenza, anche se non ne ho voglia, se non lo ritengo necessario, se sono stanco dalla giornata lavorativa, ma so che per lei è importante. Significa fare servizio al corso dei Dieci Comandamenti in silenzio e andare per una settimana a sentire cose che so già, viaggiare ore in macchina col caldo, usare le mie ferie per questo e non perché mi viene chiesto di parlare, ma solo di essere lì e stare zitto e dare una mano praticamente se servisse, ma sopratutto esserci. Significa giocare coi miei bambini, quando magari avrei voglia di fare le mie cose o riposare. Significa partecipare a un ritiro che non ho voglia di fare perché so che lo vuol fare mia moglie. Significa imparare, sempre nel silenzio, a perdonare e amare anche chi mi ha fatto o mi fa del male, ma senza dimenticare per non permettergli di farmi male ancora se non è necessario. Significa tante altre cose e se avete notato ci sono spesso parole come “rinuncia”, “obbedienza”, “avrei voglia di fare altro” e questo potrebbe far pensare qualcuno che sia una cosa brutta, pesante, ma non è così e lo dice lo stesso Gesù, l’Amore è un giogo, cioè un peso da portare sulle spalle, comporta delle scelte, è inevitabile, ma è leggero e alla fine è bello.

Allora grazie a tutte le testimonianze, di ogni tipo, e grazie a Gesù perché permette che accada questa bellezza, ma non fermiamoci qui andiamo oltre. Lasciamo che la sua Parola metta radici, cresca e porti frutto, divenga cioè Matura… anche nella fede passiamo dall’adolescenza alla Maturità… e ce ne accorgeremo non quando sappiamo tante cose o quando abbiamo dato tanti consigli, ma quando appunto sapremo far trovare pulito a nostra moglie, giocare coi nostri figli, “sprecare” una settimana di ferie… per Amore, solo per Amore….

La Tomba – Giuda figlio di Gesù

febbraio 4, 2014

Judah, son of Jesus

Ossuary 80/501: “Yehuda bar Yeshua” – “Judah, son of Jesus”

The most controversial ossuary pulled from the Tomb of the Ten Ossuaries was undoubtedly the one inscribed “Judah, son of Jesus,” the ossuary of a child. If indeed the tomb uncovered in East Talpiot in 1980 is that of Jesus and his family, and if indeed Jesus of Nazareth had a son, this ossuary contradicts dramatically nearly 2000 years of Christian tradition.

It’s true that the New Testament says nothing about Jesus having a wife or fathering a child, but it doesn’t say he didn’t. It’s true that Jesus commended John the Baptist’s ascetic choices, but he didn’t say they were for him. The fact is, the celibate life was not a big part of Hebrew tradition. The command “Be fruitful and multiply” (Genesis 1:28) was taken very seriously. A large family was a blessing from God (Genesis 22:17); sterility was a curse (1 Samuel 1:6-8); and virginity grievous (Judges 11:37). Rabbis, especially, were expected to be observantly fruitful.

In the end, the most Jesus ever said about the issue of celibacy was: “Let anyone accept this who can” (Mt. 19:12). It was the early Church fathers who connected sex with sin (outside of such Hebrew Bible prohibitions as incest, adultery, and masturbation) and began to build the story of Jesus celibacy.

Absolutely nothing in the New Testament indicates that Jesus was celibate. He could very well have been married and had children.

Could Judah, son of Jesus have been the “Beloved Disciple” mentioned in the Gospels? If the “Judah” of ossuary 80/501 was still alive after the crucifixion, he would have been protected by Jesus’s followers. If spoken of at all, he would have been referred to in code.

The child of a pretender to the throne would have been a target, especially in those turbulent times, with Jewish revolt in the air and the Romans not on their home turf.

A glance through history reveals that the Romans killed heirs to those who were contenders for kingship, even as they let siblings live. And a son of Jesus would have been a claimant to the Davidic throne.

Giuda, figlio di Gesù

Ossario 80/501: “Yehuda bar Yeshua”, “Giuda, figlio di Gesù”

L’ossario più controverso emerso dalla Tomba dei Dieci Ossari fu indubbiamente quello su cui era inscritto “Giuda, figlio di Gesù”, l’ossario di un bambino. Se realmente la tomba scoperta a Talpiot East nel 1980 è quella di Gesù e la sua famiglia, e se davvero Gesù di Nazareth ebbe un figlio, questo ossario contraddice drammaticamente quasi 2000 anni di tradizione Cristiana.

E’ vero che il Nuovo Testamento non dice nulla riguardo il fatto che Gesù avesse una moglie o fosse padre di un figlio, ma non dice che non lo fosse. E’ vero che Gesù apprezzò le scelte ascetiche di Giovanni il Battista, ma non disse che erano per lui. Il fatto è che la vita celibe non era molto seguita nella tradizione ebraica. Il comando “siate fecondi e moltiplicatevi” (Genesi 1, 28) era preso molto seriamente. Una grande famiglia era una benedizione da Dio (Genesi 22, 17), la sterilità una maledizione (1 Samuele 1, 6-8) e la verginità dolorosa (Giudici 11, 37). I Rabbi, specialmente, ci si aspettava osservassero la fecondità.

Alla fine, l’unica cosa che Gesù disse sul celibato fu: “Lasciate che lo accetti chi può” (Matteo 19, 12). Furono i primi Padri della chiesa che collegarono il sesso con il peccato (al di là delle proibizioni presenti nella Bibbia ebraica: incesto, adulterio e masturbazione) e iniziarono a costruire la storia del celibato di Gesù.

Assolutamente nulla nel Nuovo Testamento indica che Gesù fosse celibe. Poteva benissimo essere sposato e avere un bambino.

Potrebbe Giuda, figlio di Gesù, essere stato il “Discepolo Amato” menzionato nei Vangeli? Se il “Giuda” dell’ossario 80/501 era ancora vivo dopo la crocifissione, sarebbe stato protetto dai seguaci di Gesù. Se se ne parlava, sarebbe stato nominato in codice.

Il figlio di un pretendente al trono sarebbe stato un bersaglio, specialmente in quei tempi turbolenti, con la rivolta ebraica nell’aria e i Romani non sul loro terreno.

Uno sguardo attraverso la storia rivela che i Romani uccisero gli eredi di coloro che si contendevano i regni, perfino se ne lasciavano vivere i figli. E un figlio di Gesù sarebbe stato un pretendente al trono di Davide.

Qui si arriva veramente al paradosso e all’assurdo, da un lato si ammette che nei Vangeli non si dice che Gesù avesse una moglie tantomeno un figlio, dall’altro lato si aggiunge che però neanche si dice che non li avesse. Se questo è il modo di approcciarsi ai testi, storici o meno che li si consideri, è chiaro che si può far dire agli stessi tutto quello che si vuole. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza nella maniera più semplice e banale possibile. E’ vero che all’epoca di Gesù la normalità, per un Rabbì, era sposarsi e avere figli e che i rari casi in cui ciò non avveniva erano visti con sospetto, ma questo che cosa dimostra? Semplicemente che se Gesù fosse stato sposato o avesse avuto dei figli non c’era alcun motivo di non dirlo da parte degli evangelisti (i quali parlano dei legami famigliari dei vari apostoli quando è necessario), così come parlano dei suoi famigliari (sua madre e le sue sorelle e i suoi fratelli), quindi come potevano tacere gli evangelisti di un’eventuale sposa e di un eventuale figlio di Gesù? E perché avrebbero dovuto farlo? Per proteggerlo? Ma da cosa se Gesù ha sempre affermato che il suo regno non è di questo mondo? E comunque se le ossa trovate sono quelle di un bambino vuol dire che questo “Giuda figlio di Gesù” è morto giovane, quindi era già morto quando i Vangeli hanno trovato la loro redazione scritta (sicuramente dopo la distruzione del Tempio nel 70 d. C.) e non parlarne per proteggerlo non avrebbe avuto alcun senso.

Inoltre poteva essere “Il Discepolo Amato” un figlio di Gesù? In realtà oggi i traduttori tendono a usare la perifrasi “il discepolo che Gesù amava” perché evita di dare un senso di preferenza che il testo Greco non ha. In ogni caso il termine appare solo nel Vangelo di Giovanni e esattamente nell’Ultima Cena, sotto la Croce e quando la Maddalena porta l’annuncio della Resurrezione agli apostoli. Difficile pensare possa trattarsi del figlio di Gesù (si pensi ad esempio alla scena sotto la croce, dove Gesù affida la madre al discepolo amato, se costui fosse il figlio gli avrebbe affidato la nonna con frasi prive di senso logico) e che Giovanni non lo menzioni mai, quando anzi dici che all’Ultima Cena presero parte solo gli apostoli. 

Buon Natale 2013

dicembre 24, 2013

Ciao a tutti, so di non scrivere da un po’, ma spero le cose cambino nel 2014. Intanto faccio a tutti, credenti e non, gli auguri di un Santo Natale e di un 2014 ricco di soddisfazioni professionali, ma sopratutto personali. Gli auguri di Natale li voglio fare però copiando quelli che mi ha mandato qualcuno di voi oggi e che mi sono molto piaciuti:

Questa è la notte

l’immensa notte delle origini

e niente esiste salvo l’Amore

salvo l’Amore che si manifesta

separando l’acqua dalla sabbia.

Dio ha preparato la terra come una culla

per la Sua venuta dall’Alto.

Questa è la notte

la notte felice della Palestina

e nulla esiste eccetto il Bambino

eccetto il Bambino della Vita Divina.

Prendendo la carne della nostra carne

Dio ha trasformato tutti i nostri deserti

In terra di immortali primavere.

Questa è la notte, la lunga notte

dove ci si incammina

e niente esiste eccetto questo luogo

questo luogo della speranza in rovina.

Fermandosi nella nostra dimora

Dio ha preparato come un arbusto

la terra dove sarebbe caduto il Fuoco.

Liturgia di Natale

Monaci di Tibhirine

Non facciamoci rubare la speranza

settembre 26, 2013

Purtroppo il tempo per scrivere su questo blog è sempre pochissimo, anche se vi assicuro che ogni giorno lavoro per preparare qualche articolo interessante che prima o poi riesco a pubblicare. Nel frattempo girando su Internet o seguendo qualche commento pubblicato proprio su questo blog o qualche segnalazione giuntami di persone mi sono imbattuto nelle teorie più disparate (e pensavo di averne già viste tante) su Gesù. Se non mi credete provate da soli a cercare nomi come Salsi, Biglino, Dei Ricchi, Filipponi e divertitevi a leggere, non prendete paura perché non c’è nessun motivo di averne. Ognuno di loro ha la sua teoria originale e, immancabilmente, esatta su Gesù, la Bibbia e addirittura le apparizioni di Fatima. Senza entrare nel dettaglio proprio perché me ne manca il tempo, vi dico solo che partendo dal presupposto che la Chiesa ha falsato tutto si arrivano ad affermare, in ordine sparso, cose come il fatto che siamo stati creati dagli alieni per essere loro schiavi, o che  Gesù non è mai esistito, o che è esistito, ma era tutt’altro rispetto a quello che pensiamo, oppure che dietro tutte le figure della storia sacra si nascondono altre figure storiche, o ancora che in realtà Gesù regnò veramente come re dei Giudei e per questo fu poi ucciso o che anche le apparizioni di Fatima sono frutto di un’intelligenza aliena che poi la Chiesa Cattolica ha manipolato per i suoi scopi. Tutto questo può sembrare sconcertante, e in parte lo è, in futuro, se il tempo me lo permetterà mi riprometto di affrontare uno a uno con dovizia di particolari ognuna di queste teorie per mostrarne gli errori e l’infondatezza, ma credo che sia possibile comunque fare delle considerazioni logiche, di ordine generale, che permettano di relazionarsi ad ognuna di queste realtà. Innanzitutto ognuno di questi sostiene di aver scoperto solo lui la verità e di averne le prove certe. Il problema è che se così fosse allora tutte le altre ipotesi (non parlo della storia ufficiale, ma delle altre ipotesi simili) dovrebbero decadere, ma non è così semplicemente perché non c’è alcuna prova certa di nessuna di queste teorie e quindi tutti coloro che le propugnano (che siano autodidatti o accademici) sono in totale contrasto tra di loro. Le uniche prove certe su cui la maggior parte degli studiosi (anche di fede e pensiero diverso) concorda sono quelle della ricerca storica ufficiale.

Un secondo punto è la convinzione che i testi siano stati, volontariamente, manipolati in una maniera che alle volte risulta quasi pacchiana in modo tale che si trovano prove di questa manipolazione in bella vista, prove che però per circa 2000 anni non sono mai state notate da nessuno. Questo non è certo impossibile però è alquanto improbabile e mostra come quei falsificatori fossero davvero poco abili se davvero chiunque poteva scoprirli così facilmente. Naturalmente non sto dicendo che in alcuni casi ci possano essere state delle glosse (delle aggiunte cioè), degli errori di copiatura o traduzione, ma nulla tale da stravolgere completamente la storia che conosciamo.

Poi rimane sempre il problema del “Cui prodest”? Cioè a chi poteva giovare una falsificazione del genere? Ricordiamo che i primi documenti del cristianesimo per quanto si voglia essere dubbiosi risalgono comunque a un’epoca in cui i cristiani erano perseguitati, non di certo ricchi e potenti, dando spesso la vita per la loro fede.

Poi esiste una questione a parte per quanto riguarda le argomentazioni che parlano di “alieni”. Quello che infatti la mia logica fatica a capire è perché degli essere extraterrestri chiaramente molto più evoluti di noi avrebbero dovuto crearci per farci lavorare per loro? Quando potevano benissimo far uso di macchinari avanzatissimi. Inoltre sempre ragionando per assurdo, se davvero il messaggio di Fatima fosse un messaggio alieno, non capisco perché sempre questi extraterrestri chiaramente più progrediti tecnologicamente e probabilmente più intelligenti vanno a dare i loro messaggi a tre ragazzini analfabeti, in un contesto religioso cattolico e si fanno poi “fregare” dalla Chiesa che distorce e utilizza a proprio uso e consumo il messaggio. E’ un discorso che proprio da un punto di vista logico non sta in piedi. La scelta di apparire a tre bambini analfabeti si sposa benissimo con l’idea di una divinità che si manifesta ai piccoli, agli ultimi, non con quella degli extraterrestri che viaggiano nello spazio. La creazione divina si sposa bene con la scelta di creare per Amore, non con la scelta di un essere extraterrestre che crea per avere degli schiavi (decisamente più inefficienti delle macchine che poteva costruire).

Naturalmente ci sarebbe molto di più da dire, anche sulle motivazioni che si leggono sui forum che trattano questi temi, magari si pensa che comunque ci sia una ricerca della verità, invece poi si legge che, chiaramente, l’obiettivo è far perdere fedeli alla Chiesa e di conseguenza soldi. Per carità, ognuno è libero di fare e pensare quello che desidera, ma se questi sono i presupposti che muovono chi fa questo tipo di studi è chiaro che anche la loro attendibilità ne è di molto inficiata.

In ogni caso ricordiamo sempre le parole di Gesù: “Non abbiate paura” e non permettiamo a nessuno di rubarci la speranza.

Ma Internet è contro Gesù?

giugno 13, 2013

E’ questa una domanda che mi è stata posta più volte e la mia risposta è sempre stata la più semplice e la più ovvia, anche la più banale, se volete. Internet è solo uno strumento e come tale non è contro nessuno, ma come ogni strumento può essere usato per fare del bene o per fare del male. Ma che cosa vuol dire fare del male attraverso Internet? Sicuramente vuol dire far circolare informazioni false, su qualunque argomento, perché nel momento in cui metto in circolazione delle notizie non vere non faccio un servizio alla verità, anzi creo un danno. Discorso molto diverso se si usa Internet per confrontarsi, magari anche duramente, per scambiarsi delle conoscenze o scoprire cose nuove. Tutti noi abbiamo sempre da imparare, ma il problema è che si rischia di imparare cose sbagliate, cose non vere se ci si fida ciecamente di tutto quello che gira in rete. E’ uno degli obiettivi più spesso presi di mira da chi utilizza la rete è la religione, in particolare la religione cattolica e, di conseguenza, la figura di Gesù Cristo. Se curiosate un po’ in rete o se provate a guardare la mia pagina “Dare ragione della speranza che è in noi” vedrete alcuni esempi di quello che dico e vedrete come ognuna di queste false notizie su Gesù sia diversa dalle altre, ma si proponga come l’unica vera. Una volta ho chiesto a una persona che sosteneva una di queste teorie come fosse possibile che ci fossero così tante teorie su Cristo, questa persona mi ha risposto che questo non è un problema, perché è come per i vestiti o i telefonini ce ne sono per tutti i gusti, tu ti informi e scegli quello che più ti aggrada. Il problema è che questo funziona per i vestiti e i telefonini, appunto, ma non ha senso per le figure della storia, come appunto Gesù, perchè almeno su alcuni punti bisognerebbe essere tutti d’accordo, almeno sul fatto che sia realmente esistito o no. E invece su Internet i vari denigratori della figura di Cristo non sanno neanche mettersi d’accordo su questo. Quindi, concludendo questo mio breve scritto, Internet non è contro nessuno, ma naturalmente si possono trovare scritti contro il cristianesimo e che fare allora in questi casi?

Innanzitutto una premessa che per me è doverosa, se vi capita tra le mani o sotto gli occhi qualcosa che vi disturba, che urta la vostra sensibilità non siete obbligati a leggere nulla. Lasciate stare e basta. Però se invece vi va di leggere, non abbiate mai paura e poi cominciate a cercare e verificare quanto vi viene detto, sopratutto se vi suona un po’ strano. E se a chiedervi conto di qualcosa che ha letto su Internet è vostro figlio o un vostro amico, fate questo lavoro con lui e vedrete che alla fine ne varrà la pena. Perchè non c’è nulla di nascosto o di segreto di falso in ciò che da 2000 anni insegna la Chiesa, c’è solo ignoranza e, talvolta, malafede in chi ne parla per cui approfondendo un argomento di questo tipo finirete sempre e comunque a scoprire la bellezza e la ricchezza dell’annuncio del Vangelo. E se non sapete qualcosa chiedete sempre, perché sempre troverete qualcuno felice di condividere con voi ciò che sa.

Il Messaggio di Gesù e la Tomba di Gesù

marzo 19, 2013

The Message of Jesus and the Jesus Tomb

By LC Duplatt, Publisher of Angels and Ghosts.com

The recent announcement of the Jesus Tomb discovery has awakened some Christians into attacking the spectacular find, without even considering the evidence presented. This is due to Christianity’s teaching that Jesus physical body literally ascended up into the earth’s atmosphere and disappeared. When one considers the magnitude of the possible evidence of his body’s burial in a stone ossuary, to some it immediately implies that Christian teachings are erroneous and that Jesus message is being attacked. Is Jesus message to the world of love, hope and peace being degraded through a potential find of his remains, or is it actually being strengthened through archaeological evidence that supports that Jesus did in fact exist? To me, the greatest implication of the Jesus Tomb documentary is that archaeology has most likely proven Jesus walked the earth some 2000 years ago.

What is interesting to note is how the message of Christianity evolved over two millennia. Even more interesting is when one considers how Jesus true message seems to have been changed over time by certain religious and political leaders attempting to create a state religion from his teachings. To look at all this, we must first look at Jesus ministry as told in the four gospels and identify what and to whom he spoke.

We are told that Jesus walked through villages and countryside with people flocking to hear him speak. His words were delivered with power and amazed the common people, as he spent time with them and demonstrated compassion who were spiritually broken by religious leaders. Jesus did not attack these common people, otherwise they would most likely have never followed him. He did, however, speak against religious leaders of his day who were burdening these same people. Jesus taught in parables, so that religious leaders who could only interpret, teach and lead others through literal laws found in others writings, would not grasp the true, hidden, spiritual message within his stories.

Thus, we are told in Matthew 13:13 that Jesus stated, “This is why I speak to them in parables, because seeing they do not see, and hearing they do not hear, nor do they understand.” Jesus message of truth was a spiritual message that needs to be heard within one’s very being. He taught (in Luke 17, for example) that the kingdom of God is within each of us and that it neither would be found outside of one’s self, nor could it be seen with the physical eyes. God would and could speak within the heart of each individual. Who needs a religion to interpret what God is saying to you, if God will speak to you directly? This very concept was an attack against religion that relies on outward buildings, programs, laws and purveyors of doctrines to control people, typically through fear. A message against dogma such as this is what eventually led Jesus to his death by crucifixion.

After Jesus death, we are told in accounts that many people saw him. But this begs the question, what did they see? There are numerous descriptions in the gospels of different people not recognizing Jesus physical appearance. This means his body looked different. If his physical body was the same as before, we could be quite certain that his followers who had spent more than three years with him would have recognized him easily. Something was very different about his appearance, as we are told he walked through walls and appeared and disappeared in the midst of his disciples.

This evidence, found in the Bible’s New Testament, readily supports the idea that Jesus did not appear to followers in his old physical body after his death and resurrection. His was a body that we are simply not familiar with, and what we may assume was a newer, better, spiritual representation. Jesus simply demonstrated that death of his physical body could not destroy who he was or his message. His old body was of no importance, as it was cast aside for something better.

History shows that followers remained vigil in following Jesus teachings. They met in small groups, while men and women visited them trying to establish some core beliefs and teachings based upon the words of Jesus. Still, many varying beliefs existed and evolved over a few hundred years until theRoman Emperor Constantine (in 325 AD) formed the first Nicene Council in a successful attempt to organize a state religion. A government-led group of men decided over subsequent years what canons (laws) would be taught, what texts would be destroyed (such as the gnostic gospels), while buildings were erected and offerings collected. All of this was established in order to organize the people under one a single, state-based religion. Thus, organized Christianity was born and today the many denominations and doctrines around the world can trace their roots back to this first Nicene Council.

Over time, the true, spiritual message that Jesus taught appears to have been forgotten. It is interesting to think that even Jesus tomb had also been lost until recently. Most likely, Jesus story from a couple thousand years ago had been re-written by the very thing he attacked: religion. Now, experts such as Simcha Jacobovici, James Cameron, Dr. James Tabor and others just might be revealing the greatest truth that has been buried by more than just dirt and rocks.

Il messaggio di Gesù e la tomba di Gesù 

di LC Duplatt, editore del sito Angels and Ghost.com (Angeli e Fantasmi)

Il recente annuncio della scoperta della Tomba di Gesù ha risvegliato alcuni Cristiani nell’attaccare lo spettacolare ritrovamento, senza nemmeno considerare le prove presentate. Questo a causa dell’insegnamento della Cristianitá che il corpo fisico di Gesù é letteralmente asceso nell’atmosfera terrestre ed é scomparso. Quando uno considera la grandezza della possibilità della prova del suo corpo sepolto in un ossario di pietra, per qualcuno, immediatamente, implica che gli insegnamenti Cristiani sono erronei e che il messaggio di Gesù é sotto attacco. É il messaggio di Gesù al mondo di amore, speranza e pace degradato a causa del potenziale ritrovamento dei suoi resti o é forse rinforzato dalle prove archeologiche che Gesù é di fatto realmente esistito? Per me, la piú grande implicazione del documentario sulla Tomba di Gesù é che l’archeologia ha provato che Gesù ha camminato sulla terra circa 2000 anni fa.

Cos’é interessante notare é come il messaggio della Cristianitá si é evoluto in 2000 anni. Ancora piú interessante é quando uno consideri come il vero messaggio di Gesú sembri essere stato cambiato nel tempo da alcuni leader politici e religiosi che hanno tentato di creare una religione di stato dai suoi insegnamenti. Per guardare a tutto questo dobbiamo prima guardare al ministero di Gesù come é presentato nei quattro Vangeli e identificare cosa e a chi lui parli.

Ci é stato detto che é Gesù ha camminato per villaggi e paesi con persone che lo seguivano per ascoltarlo. Le sue parole erano dette con autoritá e stupivano la gente comune, perché trascorreva del tempo con loro e dimostrava compassione a coloro che erano spiritualmente allontanati dai leader religiosi. Gesù non attaccava questa gente comune, altrimenti non lo avrebbero mai seguito. Egli, comunque, parlava contro i leader religiosi dei suoi giorni che opprimevano quelle stesse persone. Gesù insegnava in parabole, cosí che i leader religiosi che potevano solo interpretare, insegnare e condurre gli altri attraverso la lettera della legge trova negli scritti altrui, non avrebbero colto il vero, nascosto, messaggio spirituale nelle sue storie.

Così, ci é stato detto in Matteo 13, 13 che Gesù ha dichiarato:”Questo é perché parlo loro in parabole, perché vedendo non vedano e ascoltando non odano, né capiscano.” Il messaggio di verità di Gesù é un messaggio spirituale che deve essere ascoltato all’interno del proprio essere. Egli ha insegnato (in Luca 17 per esempio) che il Regno di Dio é in ciascuno di noi è che non sará  mai trovato fuori di noi stessi, né puó essere visto con gli occhi fisici. Dio potrebbe e vorrebbe parlare al cuore di ciascun individuo. A che serve una religione per interpretare cosa Dio ti sta dicendo, se Dio parla a te direttamente? Questo intero concetto fu un attacco alla religione che si basa su costruzioni esterne, programmi, leggi e fornitori di dottrine per controllare le persone, tipicamente con la paura. Un messaggio contro il dogma tale da portarlo, probabilmente, alla sua morte per crocifissione.

Dopo la morte di Gesù, ci é detto negli scritti che molte persone lo videro. Ma questo ci porta alla domanda, cosa videro? Ci sono numerose descrizioni nei Vangeli di persone differenti che non riconoscono l’apparenza fisica di Gesú. Questo significa che il suo corpo sembrava differente. Se il suo corpo fisico ero lo stesso di prima, noi possiamo essere abbastanza certi che i suoi seguaci, che avevano trascorso piú di tre anni con lui lo avrebbero riconosciuto facilmente. Qualcosa da molto diverso riguardo la sua apparenza, come ci é stato detto camminava attraverso i muri e appariva e scompariva in mezzo ai suoi discepoli.

Questa prova, trovata nel Nuovo Testamento della Bibbia, supporta prontamente l’idea che Gesú non apparve ai suoi seguaci nel suo vecchio corpo fisico dopo la sua morte e resurrezione. Il suo era un corpo col quale non eravamo familiari e che possiamo credere fosse uno nuovo, migliore, una rappresentazione spirituale. Gesù ha semplicemente dimostrato che la morte del suo corpo fisico non ha potuto distruggere che egli era o il suo messaggio. Il suo vecchio corpo non era importante, poiché é stato messo da parte per qualcosa di meglio.

La storia ci mostra che i seguaci  rimasero vigili nel seguire gli insegnamenti di Gesú. Si incontravano in piccoli gruppi, mentre uomini e donne li visitavano tentando di stabilire alcune credenze e insegnamenti fondamentali basati sulle parole di Gesù. Inoltre, molte varie credenze esistevano e si evolsero per alcune centinaia di anni fino a quando l’imperatore romano Costantino (325 d. C.) indisse il primo concilio di Nicea nel tentativo riuscito di organizzare una religione di stato. Un gruppo di uomini guidati dal governo decise negli anni seguenti che canone (leggi) dovevano essere insegnati, che testi dovevano essere distrutti (ad esempio i Vangeli gnostici), mentre edifici erano eretti e offerte raccolte. Tutto questo fu deciso per organizzare le persone sotto un’unica religione di stato. Cosí la Cristianitá organizzata nacque e oggi molte delle denominazioni e delle dottrine in tutto il mondo possono far risalire le loro origini al Primo Concilio di Nicea.

Col tempo, il vero, messaggio spirituale che Gesù aveva insegnato sembra essere scomparso. È interessante pensare che anche la tomba di Gesù é andata persa fino ad oggi. Sopratutto la vera storia di Gesù é stata riscritta da duemila anni a questa parte dalla stessa istituzione che lui ha attaccato: la religione. Ora esperti quali Simcha Jacobovici, James Cameron, Dr. James Tabor e altri potrebbero star rivelando la piú grande veritá che é stata sepolta da molto piú che solo sporco e detriti.

 

Credo sia importante andare a visitare il sito sugli Angeli e i Fantasmi di cui Duplatt é editore almeno per sapere chi é che scrive queste cose. Ma veniamo al contenuto di quanto da lui affermato qui sopra. Se notate, il primo paragrafo non fa altro che ridurre Cristo a un messaggio di amore, pace e speranza, cose vere e belle, ma parziali che automaticamente pongono Gesù sullo stesso piano di altri personaggi storici. É una visione di Gesù che potremmo chiamare riduzione di Gesù, perché a un Gesù così chi é che non crede? Invece si eliminano tutte quelle parti su Gesù che creano problemi. Infine si chiude, il paragrafo, con un’affermazione che sembra condivisibile, ma che inrealtá sottintende che, ad oggi, la prova storica dell’esistenza di Cristo non l’abbiamo, ma non é cosí.

Subito dopo si fanno delle affermazioni che dovrebbero far storcere il naso a molti. Si dice che il messaggio della Cristianitá si è evoluto in 2000 anni, ma non é vero. La Chiesa Cattolica ha mantenuto intatto questo messaggio portando lo sempre uguale attraverso 2000 anni e oltre, quello che é cambiato sono stati i modi di proporrò che hanno cercato di adattarsi ai tempi, senza riuscirci sempre. Inoltre si dice che questo messaggio é stato modificato per l’interesse di pochi, ma anche questo non é vero ed è verificabile. Abbiamo migliaia e migliaia di codici del Nuovo Testamento, codici antichi, e quindi qualunque alterazione sarebbe facilmente verificabile e quello che si può verificare invece é che non c’é stata alcuna alterazione. Il Vangelo che la Chiesa custodisce e che tra l’altro é quello che lei ha definito come canone é sempre lo stesso da 2000 anni. E tutti fanno riferimento a questo Vangelo per conoscere Gesù.

Gesù non attaccava i leader religiosi dell’epoca, ma il loro atteggiamento. La religione ebraica non é mai stata attaccata da Gesù, tanto é vero che in Matteo al capitolo 5 dice chiaramente che non é venuto ad abolire la Legge, che nulla, neanche uno iota (la più piccola delle lettere) passerá e invita a seguire la Legge con piú giustizia degli scribi e dei farisei, cioé ad essere ancora più ortodossi di loro. E tra i suoi seguaci c’erano anche membri del Sinedrio. Quindi Gesù non attaccava nessuno, tantomeno le autoritá religiose, ma attaccava certi modi di comportarsi in cui, magari, le autoritá religiose rischiavano di cadere piú spesso degli altri. 

Se é vero che Dio parla a ognuno di noi personalmente é anche vero che ognuno di noi é inserito in una comunitá. È questo si puó verificare in tutta la Bibbia, compreso il nuovo testamento. Gesù parla ai dodici singolarmente e in gruppo ecco perché l’aspetto comunitario é fondamentale e Gesù non ha mai parlato di abrogare la religione, ma di un rapporto e di una visione diversa di Dio, ma all’interno della tradizione che giá c’era.

É vero, si dice che molti lo videro resuscitato, ma non si dice che non lo riconobbero, ma che ci misero un po’ questo tranne per i discepoli che lo riconobbero subito, Tommaso addirittura verifica che il corpo di Gesù sia proprio quello è non un altro. La Maddalena invece lo scambia per il giardiniere, perché? Non abbiamo una risposta certa, ma puó essere che il dolore e la realtá non le permettessero di riconoscerò immediatamente, peró non passa molto che lo riconosca. Anche i discepoli di Emmaus non lo riconoscono subito, eppure lo avevano visto altre volte di sicuro, ma che in che condizioni lo avevano visto? Da lontano, all’interno di una folla e non si aspettavano di rivederlo, é chiaro da come parlano. Quindi nessuno parla di un corpo diverso, perché allora poteva essere benissimo un’altra persona che si spacciava per lui, ma si parla proprio di Gesú risorto col suo corpo, col corpo col quale é morto, tanto é vero che Tommaso tocca le prove della crocifissione.

Quello che invece ci dice Gesù, col suo messaggio, ma sopratutto con la sua morte e resurrezione, ci ha proprio detto che il nostro corpo é importante, qualunque esso sia, é pieno di dignitá ed é lo strumento col quale possiamo amare.

Naturalmente l’argomento del concilio di Nicea é molto piú complesso da come é presentato qui. Il concilio di Nicea fu convocato per fare chiarezza sulle teorie di Ario che proclamavano Gesù essere il piú grande dei creati, scelto da Dio e da Lui elevato quasi a divinitá, ma non Dio stesso. Tanto é vero che la risposta del concilio fu il Credo che i cattolici dicono ancora oggi e in particolare “Dio da Dio, Dio vero da Dio vero, generato non creato”. Ma questo lo decise Costantino o pochi uomini di potere? Secondo voi a Costantino non avrebbe fatto piú comodo la tesi di Ario? Perché se Gesù era una creatura scelta da Dio nulla vietava che Dio ne avesse scelte altre successivamente e quale scelta migliore dell’imperatore? La scelta che il concilio fece, invece, a Costantino non conveniva per nulla. La scelta dei testi sacri canonici fu fatta basandosi su dei criteri semplicissimi e se cercate sul mio blog li trovate anche analizzati a fondo, ma in sostanza si scelsero le opere piú lette nelle comunitá cristiane e la cui tradizione ne attestava l’origine e l’antichitá.

Come possiamo affermare che il vero messaggio di Gesú col tempo era scomparso? E che la storia di Gesú é stata riscritta dalla Chiesa? Se é un’opinione, va bene, ognuno ha le sue, ma se si pretende di farla passare come un dato di fatto bisognerebbe provarlo. Quello che sicuramente é provato é il valore storico dei Vangeli (tanto che lo stesso autore dell’articolo e gli stessi autori di questo filmato/sito/libro sulle tombe di Talpiot li citano in continuazione) che la Chiesa ha custodito e tramandato con cura per quasi 2000 anni e tutto questo puó essere provato, il resto no.

The Second Coming – La seconda venuta

marzo 5, 2013

One of the central beliefs of Christianity is that of the Second Coming of Jesus Christ. Referenced in the Bible and attributed to prophecies made in the Old Testament, as well as those attributed to statements made by Jesus himself, the second coming in Christianity represents the establishment of God’s righteousness on earth and the triumph of God over sin and death.

The term the Second Coming refers to the Christian belief that Jesus will return to earth so as to fulfill the Messianic prophecy. The Messianic prophecy is comprised of three components: the raising of the dead, the Last Judgment and the establishment of God’s kingdom on earth. The term Second Coming is derived from the fact that Jesus of Nazareth’s life on earth is deemed the First Coming. The First Coming represents Jesus sacrifice in which he died for sin while the Second Coming will be characterized by Jesus eternal triumph over sin.

In addition to the Second Coming, the return of Jesus to the earth has also been described as the Second Advent, from the Latin adventus, which means “coming.” The original Greek of the New Testament refers to this event as Parousia, meaning the “appearance and subsequent presence with”, which was derived from descriptions of royal visits in the ancient world. The specific phrase Second Coming is not itself found in the Bible.

Jesus return to the earth will mark his reign as a king and it is believed that he will reign for a thousand years (Revelation 20: 1-6). In the New Testament, Jesus promises his followers that he will return: “At that time the sign of the Son of Man will appear in the sky, and all the nations of the earth will mourn. They will see the Son of Man coming on the clouds of the sky, with power and great glory” (Matthew 24:30). The Second Coming is the time when Christians believe that the Last Judgment will occur, when individuals will be judged and when salvation will be granted only to those who submit to Jesus.

The Second Coming is linked to the Ascension of Jesus; in Acts 1:11, individuals who witnessed the Ascension after the Crucifixion and Resurrection of Jesus hear the angels proclaim: “Men of Galilee why do you stand here looking into the sky? This same Jesus, who has been taken from you into heaven, will come back in the same way you have seen him go into heaven.”

References to the return of Jesus to the earth are featured in the Apostle’s Creed (“He will come again to judge the living and the dead”) and more prominently in the Nicene Creed (“He shall come again with glory to judge the living and the dead; of His kingdom there shall be no end”), the latter of which is the most widespread reference to the Second Coming.

In addition, the Second Coming of Jesus Christ is linked to a time in history when the world is in a period of great strife, marked by devastation, death and malicious rulers. The establishment of the Kingdom of God will honor the righteous, as recorded in the Book of Revelations: “[O]n such the second death hath no power, but they shall be priests of God and of Christ, and shall reign with him a thousand years” (Revelations 20:6).

According to Christians, the founding of the Kingdom of God will mark the beginning of the Messianic Age, which will be characterized by peace, fraternity and plenty as opposed to crime, war and poverty.

LA SECONDA VENUTA

Una delle credenze centrali della Cristianitá é quella della seconda venuta di Gesù Cristo. Citata nella Bibbia e attribuita alle profezie fatte nel Vecchio Testamento cosí come a quelle attribuite ad affermazioni fatte dallo stesso Gesù, la Seconda Venuta nella Cristianitá rappresenta lo stabilirsi della giustizia di Dio sulla terra e il trionfo di Dio sul peccato e la morte.

Il termine “Seconda venuta” si riferisce alla credenza cristiana che Gesù ritornerá sulla terra per dare compimento alla profezia messianica. La profezia messianica si compone di tre elementi: la risurrezione dei morti, il giudizio finale e lo stabilirai del regno di Dio sulla terra. Il termine “Seconda venuta” é derivato dal fatto che la vita sulla terra di Gesú di Nazareth é ritenuta la prima venuta. La Prima venuta rappresenta il sacrificio di Cristo nel quale egli morí per i peccati mentre la Seconda venuta sará caratterizzata dal trionfo eterno di Gesú sul peccato.

In aggiunta alla Seconda venuta, il ritorno di Gesú sulla terra é stato anche chiamato Secondo Avvento, dal Latino adventus, che significa “venuta”. L’originale Greco del Nuovo Testamento si riferisce a questo evento come alla Parousia, intendendo la “apparizione e susseguente presenza con”, quale derivava dalle descrizioni delle visite reali nel mondo antico. La specifica frase “Seconda venuta” non si trova nella Bibbia.

Il ritorno di Gesù sulla terra segnerá il suo regno come re e si crede che egli regnerá per mille anni (Apocalisse 20, 1-6). Nel Nuovo Testamento, Gesù promette ai suoi seguaci che egli ritornerá:” A quel tempo il segno del Figlio dell’Uomo apparirá in cielo, e tutte le nazioni della terra piangeranno. Vedranno il Figlio dell’Uomo venire sulle nuvole del cielo, con potenza e grande gloria” (Matteo 24, 30). La Seconda Venuta é il momento in cui la Cristianitá crede che ci sará il giudizio finale, quando gli individui saranno giudicati e quando la salvezza sará garantita solo a chi si sará sottomesso a Gesù.

La Seconda Venuta é collegata all’Ascensione di Gesù, in Atti 1, 11, gli individui che testimoni dell’Ascensione dopo la Crocifissione e la Resurrezione di Gesú odono gli angeli proclamare: ” Uomini di Galilea, perché state qui guardando il cielo? Quello stesso Gesú che é stato portato da voi in cielo, tornerá nello stesso modo con cui lo avete visto salire in cielo.”

Riferimenti al ritorno di Gesù sulla terra sono contenuti nel credo apostolico (“Egli verrá di nuovo per giudicare i vivi e i morti”) e sopratutto nel credo Niceno (“Egli tornerá nella gloria per giudicare i vivi e i morti; e il Suo regno non avrá piú fine”), quest’ultimo é il piú diffuso riferimento alla Seconda Venuta.

In aggiunta, la Seconda Venuta di Gesù Cristo é collegata a un momento della storia in cui il mondo é in un periodo di grande conflitto, segnato da devastazione, morte e governanti malvagi. L’instaurarsi del Regno di Dio onorerá i giusti, come registrato nel Libro delle Rivelazioni: “Su di loro non ha potere la seconda morte, ma saranno sacerdoti di Dio e del Cristo e regneranno con lui per mille anni” (Apocalisse 20, 6)

In accordo coi Cristiani, la fondazione del Regno di Dio segnerá l’inizio dell’Era Messianica, che sará caratterizzata da pace, fraternitá e pienezza opposta al crimine, guerra e povertá.

Qui c’é poco da aggiungere o commentare, sostanzialmente é riportato quanto credono effettivamente i cristiani e anche noi cattolici, ma c’é da sottolineare che si crede a un ritorno in carne ed ossa di Gesù esattamente nello stesso modo in cui é stato visto salire in cielo, come anche in questo pezzo si riporta citando un passo evangelico.

Considerazioni teologiche – l’Ascensione

febbraio 19, 2013

The Ascension

It is also a matter of Christian faith that Jesus, on the fortieth day after the Resurrection, ascended to Heaven. There is much debate among Christians as to whether this was a spiritual or a physical ascent. Did he leave his body behind or did he take it with him?

If Jesus mortal remains have indeed been found, this would contradict the idea of a physical ascension. However, it says nothing against the possibility of a spiritual ascension.

L’ASCENSIONE

È anche una questione di fede il fatto che Gesù, il quarantesimo giorno dopo la sua Resurrezione, é salito al cielo. C’é una grande discussione tra i Cristiani se questa sia stata una ascensione fisica o spirituale. Ha Gesú lasciato il suo corpo sulla terra o lo ha portato con sé?

Se i resti mortali di Gesú fossero davvero trovati, questo contraddirebbe l’idea di un’ascensione fisica. Comunque, non direbbe nulla contro la possibilitá di un’ascensione spirituale.

Se fossero trovati i resti mortali di Gesù questo contraddirebbe l’idea stessa della Resurrezione, prima ancora che quella dell’Ascensione. I Vangeli, inoltre, sono molto chiari nel parlare di Ascensione fisica senza tener conto che un’ascensione spirituale avrebbe tutto un altro significato. In ogni caso il pensiero della Chiesa Cattolica in merito é molto chiaro e parla di un’ascensione fisica, non riportare con altrettanta chiarezza questo punto mi sembra poco corretta, quasi si volesse indirizzare verso una ben precisa opinione.

Talpiot Fatti Essenziali – La Prima Scoperta

novembre 20, 2012

The First Discovery

In 1980 a tomb was found in south Jerusalem that had ten ossuaries in it. It was one of hundreds of tombs that have been uncovered since the 1970s. Yet only now has it been identified as the Jesus tomb.

Of all the thousands of ossuaries pulled from those tombs, only about 20% bear inscriptions. In the case of the Talpiot tomb, six of them – 60%–had inscriptions. This was an elite family. Greek, Hebrew, Aramaic, even Latin, were all represented in the burial cave.

Every inscription has been corroborated by the world’s leading scholars in the field, includingprofessors Amos Kloner, Tal Ilan, Frank Moore Cross and the legendary L.Y. Rahmani. The inscriptions appear in Rahmani’s A Catalogue of Jewish Ossuaries in the Collection of the State of Israel published by the Israel Antiquities Authority (IAA).

And every inscription bears a relationship to the Gospels. While the names themselves range from the most common to the fairly rare, it is the cluster of names that is unique.

The first inscription, written in Aramaic (an ancient dialect of Hebrew), states: “Yeshua bar Yosef.“Translated, it reads “Jesus son of Joseph.” This is very rare. Out of all the inscriptions catalogued, only one other “Jesus, son of Joseph” inscription has ever been uncovered.

The second inscription, written in Hebrew reads: “Maria.” 25 % of all Jewish women in first century Judea (ancient Israel) were called “Miriam,” in English, “Mary.” As a result, to distinguish one from the other, variants and nicknames were adopted. Through literary sources the name of the mother of Jesus has always come down to us in one way: “Maria”, i.e. the Latin version of “Miriam.” Finding a Latin version of a Hebrew name inscribed phonetically in Hebrew letters is rare. Only eight other such inscriptions have ever been identified.

The third inscription, written in Hebrew, reads: “Matia”. This is the Hebrew original of the English “Matthew”. It is not known whether the writer of the Gospel was one of Jesus Disciples, or a member of his family. What is known, however, from the genealogy provided in Luke (3:23) is that unlike Joseph, Mary mother of Jesus, had many “Matthews” in her family. Unlike, say, a “Daniel” or a “Jonah”, the appearance of a “Matthew” in this family’s tomb is consistent with the information provided in the Gospels.

The fourth inscription, written in Hebrew, reads: “Yose”. This is a very rare rendering, a nickname for the Hebrew “Yosef”, like “Joey” to “Joseph” in modern English. The Gospels tell us that Jesus had four brothers: James, Judah, Simon and Joseph. The “Yose” inscription from this tomb is the only such example of this name on an ossuary. In the Gospel of Mark, the earliest Gospel, Joseph, brother of Jesus, is not called “Joseph”, but “Yose.”

The fifth inscription, written in Greek, reads: “Mariamene e Mara“, an endearing form of the name “Mariamne.” This is the only inscription found in the tomb written in Greek, and is a second Mary. From the Acts of Philip, a fourth century work ostensibly written about Mary Magdalene’s brother, Phillip, and recently recovered from a monastery at Mt. Athos in Greece, Professor Francois Bovon (Harvard University) has determined that Magdalene’s real name was “Mariamne.”

The sixth inscription is also written in Aramaic, it reads: “Yehuda bar Yeshua“. Translated, it means “Judah, son of Jesus”. There is no written tradition that Jesus had a son. This small, child’s ossuary may have held the mortal remains of the son of Jesus and Mary.

La prima scoperta

 

Nel 1980 fu scoperta una tomba a sud di Gerusalemme che conteneva dieci ossari. Era una delle centinaia di tombe che sono state scoperte sin dal 1970. Ma solo adesso è stata identificata come la Tomba di Gesù.

Di tutte le migliaia di ossari estratti da queste tombe, solo il 20% aveva delle iscrizioni. Nel caso della tomba di Talpiot, sei di loro (60%) avevano delle iscrizioni. Questa era una famiglia dell’elite. Greco, Ebraico, Aramaico, perfino Latino erano tutti rappresentati nella cava sepolcrale.

Ogni iscrizione è stata corroborata dai migliori studiosi mondiali nel campo, incluso il professor Amos Kloner, Tal Ilan, Frank Moore Cross e il leggendario L.Y. Rahmani. Le iscrizioni appaiono nel “Catalogo degli ossari Giudei nella collezione dello Stato di Israele” a cura di Rahmani e pubblicato dall’Autorità per le Antichità Israeliane (IAA).

E ogni iscrizione porta a una relazione coi Vangeli. Mentre gli stessi nomi vanno dai più comuni agli abbastanza rari, è il gruppo di nomi che è unico.

La prima iscrizione, scritta in Aramaico ( un antico dialetto ebraico) dice: “Yeshua bar Yosef”. Tradotto è: Gesù figlio di Giuseppe. Questo è molto raro. Di tutte le iscrizioni catalogate solo un’altra iscrizione con “Gesù figlio di Giuseppe” è stata mai scoperta.

La seconda inscrizione, scritta in Ebraico dice: “Maria”. Il 25% di tutte le donne giudee nella Giudea (antico Israele) del primo secolo si chiamavano Miriam, in inglese, Mary. Di conseguenza, per distinguersi una dall’altra, si usavano varianti e soprannomi. Attraverso le fonti letterarie il nome della madre di Gesù ci è sempre arrivato in un solo modo: Maria. (la versione latina di Miriam). Trovare la versione latina di un nome ebraico scritto foneticamente in lettere ebraiche è raro. Solo altre otto iscrizioni simili sono state identificate.

La terza inscrizione, scritta in Ebraico dice: “Matia”. Questo è l’originale ebraico dell’inglese Matthew (Matteo). Non sappiamo se lo scrittore del Vangelo fosse uno dei discepoli di Gesù o un membro della sua famiglia. Quello che sappiamo, comunque, dalla genealogia fornita da Luca (3, 23) è che diversamente da Giuseppe, Maria la madre di Gesù, aveva molti “Matteo” nella sua famiglia. Diversamente, diciamo, da “Daniele” o “Giona” la comparsa di un “Matteo” in questa tomba di famiglia è coerente con le informazioni finite dai Vangeli.

La quarta inscrizione, scritta in Ebraico, dice: “Yose”. Questa è una forma molto rara, un soprannome per l’ebraico Yosef, come Joey lo è Joseph nel moderno inglese. I Vangeli ci dicono che Gesù aveva quattro fratelli: Giacomo, Giuda, Simone e Giuseppe. L’inscrizione “Yose” di questa tomba è l’unico esempio di questo nome su un ossario. Nel Vangelo di Marco, il più antico dei Vangeli, Giuseppe, fratello di Gesù non è chiamato Joseph, ma Yose.

La quinta inscrizione, scritta in Greco, dice: “Mariamene e Mara” una forma affettuosa del nome Marianna. Questa è l’unica inscrizione trovata nella tomba scritta in greco, ed è una seconda Maria. Dagli Atti di Filippo, un’opera del quarto secolo apparentemente scritta dal fratello di Maria Maddalena, Filippo, e recentemente recuperata da un monastero sul monte Athos in Grecia, il professor Francois Bovon (Harvard università ) ha stabilito che il vero nome della Maddalena era Marianna.

La sesta iscrizione è anch’essa scritta in Aramaico e dice: “Yehuda bar Yeshua“. Tradotta significa: ” Giuda, figlio di Gesù”. Non c’è nessuna tradizione scritta che Gesù avesse un figlio. Questo piccolo, ossario da bambino potrebbe aver contenuto i resti mortali del figlio di Gesù e Maria.

 

La scienza che studia le inscrizioni si chiama epigrafia. Chi se ne occupa deve conoscere bene come è cambiato nel tempo il modo di scrivere le lettere, come è cambiata la loro ortografia e la grammatica in particolare, nel nostro caso, dell’ebraico, dell’aramaico e del greco. Per chi non se ne occupa può sembrare che certe questioni epigrafiche siano poco importanti o che si tratti di cercare il pelo nell’uovo, ma non è così. L’epigrafia è una scienza in cui ogni particolare è importante e dove la precisione è fondamentale altrimenti i risultati a cui si arriva possono essere del tutto sballati.

Tenendo in mente tutto questo andiamo a vedere le sei iscrizioni trovate sugli ossari di Talpiot, una alla volta.

 

La prima iscrizione dicevamo è in Aramaico (un antico dialetto ebraico) e dice: Yeshua bar Yosef. Tradotto è: Gesù figlio di Giuseppe. Ma siamo proprio sicuri che questa iscrizione sia da leggersi così? La maggior parte degli studiosi che hanno affrontato l’argomento ritengono di sì, tranne il Dottor Stephen Pfann e il Dottor Craig Evans. Il primo è il preside dell’universitá della Terra Santa di Gerusalemme ed esperto di lingue semitiche e come si può verificare qui (http://news.nationalgeographic.com/news/2007/02/070228-jesus-tomb_2.html) dopo aver osservato l’inscrizione in un immagine ad alta risoluzione ha affermato che non crede ci sia scritto Yehoshua (Gesù), ma Hanun o una cosa simile. Il secondo, professore di Nuovo Testamento in Canada, con più di sessanta pubblicazioni all’attivo esprime tutti suoi dubbi, sul suo sito (http://www.craigaevans.com/tombofjesus.htm), dubbi che si possono riassumere con una frase “vedo le parole “figlio di Giuseppe” ma non riesco a vedere la parola Yeshua (Gesù)”. Cerchiamo ora di entrare ancora di più nel dettaglio, per quanto possibile, e cercare di capire ancora meglio.

Ecco qui l’immagine dell’iscrizione come si presenta

Questa è invece l’iscrizione a cui sono state sovraimpressi i caratteri ebraici in blu nella parte finale dell’inscrizione. Come vedete la forma delle lettere è simile e ci permette di leggere la parte finale dell’iscrizione (gli ebrei, ancora oggi, scrivono da destra a sinistra) che è bar Yehosef “figlio di Giuseppe”.

Qui, invece vediamo la stessa iscrizione, ma con evidenziate, in rosso le lettere che dovrebbero comporre il nome di Gesù.

 

Di solito il nome Gesù, in ebraico, è composto da Yod, Shin, Wav e , ‘Ayin.

 

 

 

 

 

 

Nel caso dell’iscrizione sull’ossario di Talpiot abbiamo, da destra verso sinistra, Yod e Shin che sono unite tra di loro e la Wav assente. Levi Yizhaq Rahmani, un archeologo israeliano, curatore capo del Dipartimento Israeliano dell’Antichità e famoso sopratutto per i suoi lavori sulle tombe e gli ossari nel periodo del secondo Tempio (gli ossari sono di solito catalogati come “Rahmani n. 5” secondo la numerazione presente nel catalogo Rahmani del 1994) ha messo un punto di domanda accanto alla traduzione “Gesù (Yeshua)” per indicare un’incertezza. È quindi possibile che Wav sia unita o sovrascritta al primo tratto della lettera successiva, é però altrettanto possibile che l’ultimo tratto dell’ultima lettera unita a un’altra lettera che si chiama Yod. Se fosse così avremo il nome ebraico “Yish’i” che in italiano diventa “Isei” (è un nome che nella Bibbia ricorre alcune volte, si veda ad esempio il secondo libro delle Cronache capitolo 2, verso 31). Quindi l’interpretazione di questa iscrizione è tutt’altro che univoca e a questo punto viene da fare una considerazione logica. Il fulcro di tutta la predicazione di Gesù era che lui fosse morto, ma che poi era risorto, quindi perchè la sua famiglia, i suoi seguaci avrebbero dovuto, in ogni caso, darsi da fare per costruire un ossario con il suo nome sopra? Per rendergli onore, ma se anche così fosse stato perchè inciderlo in maniera così equivoca e non chiara?

 

Sulla lettura delle iscrizioni numero due e tre possiamo concordare, come d’altronde fanno tutti gli studiosi, ma vorrei sottolineare che non capisco da dove si prenda che la notizia che Maria, la madre di Gesù, avesse molti “Mattia” nella sua genealogia. Sulla quarta ci sono dei seri dubbi che si legga Yose, infatti come fa notare il professor Craig Evans (http://www.craigaevans.com/tombofjesus.htm) probabilmente l’iscrizione andrebbe vocalizzata in Josah.

 

Sulla quinta iscrizione, che é quella sicuramente più ambigua, consiglio di leggere il lavoro del professor Stephen Pfann, “Mary Magdalene is non missing” (http://www.uhl.ac/MariameAndMartha/) purtroppo è in inglese, ma é un testo estremamente chiaro che dimostra come la lettura corretta dell’iscrizione numero cinque é “Mariame kai Mara” cioé, tradotta, “Maria e Marta”. Quindi Maria Maddalena non c’entra proprio nulla. Questo è però uno dei punti cruciali su cui si basa l’intera teoria e quindi, pur non essendoci alcuna prova che le ossa contenute all’interno dell’ossario appartenessero a Maria Maddalena si continua a sostenere il contrario. Per questo forse è bene soffermarsi un po’ di più su questa iscrizione osservando, innanzitutto come il nome “Maddalena” non sia scritto da nessuna parte.

Come possiamo osservare dall’immagine seguente

 

 

La prima cosa che si nota dall’immagine è che tra la M e la N c’è una ETA, lettera greca che si legge come la nostra “E” quindi la lettura della prima parte dell’iscrizione è “MARIAMENOU” non “MARIAMNE” cioè il nome Marianna. Poi prima di Mara e dopo Mariamenou c’è un segno che molti interpretano come un abbreviazione di un’altra ETA, mentre altri ritengono sia solo un graffio senza importanza. Difficile dire chi abbia ragione in questi casi, ma si può vedere chiaramente come fare affermazioni sicure in casi come questi sia molto difficile.

Torniamo a “Mariamenou”, la desinenza “ou” ci dice che si tratta di un genitivo e, vista la situazione, di un genitivo possessivo, ovvero potremmo tradurlo come ” Di Maria” questo perchè “Mariamenou” non è il genitivo di Marianna (che è un nome molto conosciuto nel periodo di Gesù e che al genitivo sappiamo bene farebbe Mariamemnes) bensì il genitivo di una forma diminutiva di Maria, come dire “Mariuccia”, “Marietta”. Questo può voler dire che in quell’ossario c’era sepolta una bambina oppure una persona particolarmente cara per la quale si usava un diminutivo.

Però il sito afferma anche che negli Atti di Filippo, Maria Maddalena è chiamata Marianna, è vero?

Innanzitutto precisiamo che gli Atti di Filippo sono un testo apocrifo del Nuovo Testamento, scritto in Greco e datato al IV secolo dopo Cristo, il testo completo è stato ritrovato solo nel 1974 in un monastero sul monte Athos in Grecia da Francois Bovon e Bertrando Bouvier. Se riuscite a trovare il testo in rete (io ho trovato solo una versione inglese) è poi più semplice fare una semplice ricerca sul testo e vedere i passi in cui si parla di Marianna. La cosa che balza subito all’occhio è che l’unico dato concreto che emerge è che questa Marianna era la sorella di Filippo, ma da nessuna parte si dice che fosse Maria Maddalena o la si mette anche solo in relazione con essa.

 

(Si ringrazia il professor Michael S. Heiser www.michaelsheiser.com per le immagini e per i suoi lavori che sono serviti come base a questo studio)

Talpiot Fatti Essenziali – La sepoltura dopo la crocifissione

novembre 12, 2012

Burial after Crucifixion

Christians know the story by heart: the women weeping over the body of the Lord; the kindness of Joseph of Arimathea, who is said to have provided a new family tomb in which to lay Jesus; the rolling stone at the tomb’s entrance “the empty tomb” Jesus’ tomb…

When we look with fresh eyes at the story told in the Gospels about the burial of Jesus after the Crucifixion, we can see the preparations for secondary burial.

Jesus followers anointed his body, wrapped it in a burial shroud and placed it in a tomb near Calvary. They would have done this because Jewish law dictates that the dead must be buried in the ground before sundown (burial in a tomb qualified as burial in the ground). Because Jesus was crucified in the afternoon, they had to act quickly.

The Gospels tell us that when the disciples came three days later, the tomb was empty. We are also told that the tomb had been guarded specifically so that the disciples could not steal their Master’s body and then claim he rose from the dead. The Gospel writers are telling a story, but they are also answering questions and refuting criticisms.

As is sometimes the case, the rhetoric of the Gospels reveals a story beneath the story: it seems quite probable that the disciples did come to remove Jesus body from this temporary tomb to safeguard it from desecrators and to bring it to a place of honor, a tomb just for Jesus and his family.

The ossuaries of several known Gospel figures have been discovered in the Jerusalem hills, including Simon of Cyrene, who helped Jesus carry his cross on the day of the Crucifixion, the High Priest Caiaphas, and James, the brother of Jesus.

La sepoltura dopo la crocifissione
 
I Cristiani conoscono la storia del cuore: le donne piangono sul corpo del Signore; la gentilezza di Giuseppe D’Arimatea, che si dice abbia provveduto una nuova tomba di famiglia dove deporre Gesù; la pietra rotolata di fronte all’entrata della tomba, la tomba vuota, la tomba di Gesù.
 
Quando guardiamo con occhi freschi alla storia raccontata nei Vangeli sulla sepoltura di Gesù dopo la crocifissione, possiamo vedere i preparativi per una seconda sepoltura.
 
I seguaci di Gesù unsero il suo corpo, lo avvolsero in un sudario funebre e lo posero in una tomba vicino al Calvario. Essi avrebbero fatto questo perché la legge ebraica prescriveva che il defunto fosse sepolto nel terreno prima del tramonto ( seppellire in una tomba era come seppellire nel terreno). Poichè Gesù fu crocifisso nel pomeriggio, dovevano fare presto.
 
I Vangeli ci dicono che quando i discepoli vennero, tre giorni dopo, la tomba era vuota. Ci è anche detto che la tomba era sorvegliata così che i discepoli  non potessero rubare il corpo del loro maestro e poi affermare che fosse risorto. Gli scrittori dei Vangeli ci stanno raccontando una storia, ma stanno anche rispondendo a delle domande e confutando le critiche.
 
Come accade alle volte, la retorica dei Vangeli rivela una storia sotto la storia: sembra abbastanza probabile che i discepoli vennero per rimuovere il corpo di Gesù dalla sua tomba sotterranea per proteggerlo dai profanatori e portarlo in un luogo d’onore, una tomba solo per Gesù e la sua famiglia.
 
Gli ossari di molte figure conosciute nei Vangeli sono stati trovati nelle colline intorno a Gerusalemme, incluso Simone di Cirene, che aiutò Gesù a portare la croce il giorno della crocifissione, il gran sacerdote Caifa, e Giacomo il fratello di Gesù.
 
Non si capisce perchè dovrebbe sembrare probabile che i discepoli volessero rimuovere il corpo di Gesù da dove era stato sepolto. Innanzitutto nessun particolare lascia supporre questo, perché:
– la tomba era appunto sorvegliata;
– era la tomba di Giuseppe D’Arimatea, era quindi la tomba di un personaggio facoltoso e influente, ed era una tomba nuova.
Perchè voler rimuovere il corpo da quella tomba? Quale tomba poteva essere più degna d’onore?
O forse, come suggeriscono gli autori del sito, perchè lo si voleva mettere in una tomba di famiglia nei pressi di Gerusalemme?
Ma cosa ci faceva una tomba di famiglia di Gesù a Gerusalemme se tutta la sua famiglia era di Nazareth?
E se nei Vangeli si adombrasse veramente la possibilità di spostare il corpo di Gesù allora perchè si dice che le uniche che si recano alla tomba sono delle donne? Avrebbero potuto loro, da sole, spostare il corpo di Cristo?
Quindi nulla di quanto viene qui affermato regge a una verifica prima di tutto logica e poi storica. Il corpo di Cristo era stato deposto già in una tomba onorevole, in quanto una tomba nuova e di proprietà di un personaggio facoltoso che l’aveva fatta preparare per la sua famiglia.
Una tomba di famiglia di Gesù a Gerusalemme non avrebbe avuto senso essendo Gesù di Nazareth, così come ha poco senso che a recarsi alla tomba siano solo le donne se l’intenzione fosse quella di spostare il corpo.
Infine è vero che sono stati trovati l’ossario di Caifa e di Simone di Cirene, ma questo ci mostra come fosse specificato nell’ossario anche la provenienza della persona se questa non era del luogo dove era sepolto. Quindi su un ipotetico ossario di Gesù trovato a Gerusalemme dovremmo rinvenire la scritta “Gesù il Nazareno” sarà così? Lo vedremo.
Invece l’ossario di Giacomo è dichiaratamente un falso (ecco la pagina di wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Ossario_di_Giacomo consultata il 27/06/2012 ma ne potete trovare molte altre che riportano le stesse informazioni), ma di questo ossario torneremo ancora a parlare in seguito.

Festival Biblico – 2012 Intervento di Silvio Barbaglia[1] L’ultima cena di Gesù: fu vera cena pasquale?

ottobre 19, 2012

Vicenza – 25 maggio 2012

La presentazione di Silvio Barbaglia prende le mosse da un’apparente contraddizione fra i Vangeli sinottici ed il Vangelo di Giovanni. Nella lettura dei testi appare, infatti, una discrepanza sulla data dell’ultima cena e ci s’interroga quindi se siamo di fronte a due diversi eventi o se si tratta dello stesso evento riportato in maniera diversa.

Il problema, affrontato anche da Benedetto XVI nel suo libro “Gesù di Nazaret”, va ricondotto nella tradizione ebraica: la Pasqua ebraica inizia nell’ora nona del 14 di Nisan, quando l’agnello veniva sacrificato nel tempio[2]. Ora leggendo attentamente i sinottici rileviamo che Gesù fu tradito dopo l’ultima cena mentre nel Vangelo di Giovanni si ricaverebbe invece che il processo a Gesù si svolse prima che gli ebrei consumassero la cena pasquale.

Don Barbaglia presenta quindi una tavola da lui preparata (e riportata alla fine di questo documento) e pone i termini dei diversi quesiti:

La festa ebraica di Pasqua

Ci viene descritta la Pasqua ebraica nella sua complessa procedura:

  • Il 14 del mese di Nisan dà inizio ai festeggiamenti che durano sette giorni (il periodo viene anche chiamato “i sette giorni degli azimi);
  • I festeggiamenti vanno dal 15 al 21 di Nisan e in questo periodo non si può consumare pane lievitato;

Il rituale della Pasqua ebraica ci viene descritto nel libro dell’Esodo (12,1-14) e consisteva nello scegliere un agnello o una capra nell’ora nona del  pomeriggio del 14 di Nisan; nella serata, quindi il 15 di Nisan si mangiava l’agnello con erbe amare; l’agnello era stato immolato davanti a  tutta l’assemblea della comunità d’Israele. Questo rituale è confermato da Flavio Giuseppe (Dell’antichità e delle guerre Giudaiche, Libro VI, IX, 3) che riporta anche alcuni cambiamenti intervenuti dopo l’originale notte di Pasqua quando gli israeliti uscirono dalla terra d’Egitto. In particolare, sottolinea don Barbaglia, il capofamiglia portava al Tempio l’agnello, che veniva sgozzato, con la separazione della carne dal sangue. Quest’ultimo veniva riconsegnato in piccola quantità per essere poi sparso sugli stipiti delle porte in ricordo di quando accadde quella lontana notte in Egitto. La cena pasquale cominciava alle 6 di sera, cioè l’ora dodicesima del 15 di Nisan, e prevedeva che tutta la famiglia riunita mangiasse la carne dell’agnello. Proprio qui, secondo gli studiosi, s’innestano alcune differenze fra la Pasqua celebrata in Galilea rispetto a quella celebrata in Giudea, il diverso calendario usato nei vari ambienti giudaici ecc. ecc. Don Barbaglia fa anche notare che in questa festività, così come nelle altre feste, specie quelle di sukkot e delle “capanne” la città era sovraffollata e quindi notevoli erano i problemi di ordine pubblico: questo spiega la tensione che si avverte nel Vangeli e la preoccupazione dei responsabili del Tempio di non dare ai romani occasione per violente repressioni.

 

Il calcolo delle ore

 Il secondo punto che don Barbaglia elabora è quello delle ore: in una giornata di 24 ore, nel periodo dell’equinozio di primavera, ci sono 12 ore di luce e 12 di tenebre. Secondo le consuetudini ebraiche (in quello che è chiamato il calendario “ebraico-babilonese) l’ “ora prima”, cioè quella che dà inizio alla giornata corrisponde alle 6 di sera: la giornata ebraica ha quindi inizio con le 12 ore di tenebre (che terminano alle 6 di mattina di quello che per noi è il giorno dopo) e prosegue, dopo le 12 ore di luce, fino alle 6 di sera di quello che per noi è il giorno seguente[3]. Però è anche vero che spesso gli israeliti seguivano il calendario “egizio”, più simile al nostro, che prevedeva l’inizio del giorno all’alba, con l’ora prima che dava inizio alle 12 ore di luce e, dopo le 6 del pomeriggio le 12 ore di tenebre che chiudevano la giornata. Secondo don Barbaglia gli israeliti usavano un calendario misto: quello egizio durante le giornate ordinarie e quello ebraico-babilonese durante le grandi festività. In questo modo il giorno della festa iniziava la sera precedente e terminava la mattina del giorno successivo alla festa: secondo questa teoria il giorno di festa durava 36 ore, cioè un giorno e mezzo, “rubando” pertanto una mezza giornata al giorno precedente che era detto “parasceve”, cioè la preparazione.

 

Il calcolo dell’anno

Buon conoscitore di queste tematiche, don Barbaglia accenna anche al problema per il calcolo dell’anno. In Israele, ai tempi di Gesù, esistevano vari calendari ed in particolare i due calendari più seguiti erano:

– un calendario lunare di 354 giorni, particolarmente seguito dai sadducei, che aveva mesi di 28 giorni, a cui ogni tre anni si aggiungeva un mese, per mantenere una certa sincronia con il sole (e quindi lo si chiama anche “lunisolare”). Questo calendario, pertanto, registrava un anno sempre diverso dal precedente e dal successivo perché, seguendo le fasi lunari, aveva il giorno del mese non coincidente con il giorno della settimana;

– un altro calendario, di 364 giorni, utilizzato dagli esseni di Qumran (di cui resta una traccia nel Libro dei giubilei (un apocrifo del II secolo), che, per la sua struttura era anche chiamato “calendario delle settimane”, o “dei sabati”. Era diviso in quattro trimestri, ed iniziava sempre il quarto giorno della settimana[4]. Gli esseni chiamavano i giorni riferendosi al sabato (cioè: primo giorno dopo il sabato, secondo giorno dopo il sabato – un po’ come avviene oggi nel mondo portoghese) e, secondo questo calendario le feste cadevano sempre in certi giorni precisi, nel giorno fisso della settimana che era il 1°, il 4° o il 6°, oltre che il 7°, cioè sabato. In particolare gli esseni, in netta opposizione con il Tempio celebravano, tra la sera del martedì e il mercoledì, una Pasqua vegetariana che non prevedeva l’agnello da sgozzare.

Fatte queste non semplici premesse don Barbaglia nota che, se la cena di Pasqua doveva essere celebrata il 15 di Nisan, essa era celebrata in giorni diversi a seconda di quale calendario veniva utilizzato (un po’ come accade fra cattolici ed ortodossi).

Venendo al problema della differenza fra i Sinottici e il Vangelo di Giovanni, Silvio Barbaglia fa le seguenti osservazioni:

 

Sinottici

I sinottici parlano espressamente di cena Pasquale[5]. Tutto ciò ha delle conseguenze: Gesù avrebbe mangiato la cena Pasquale il 15 di Nisan: sarebbe stato poi arrestato, condannato, flagellato e crocifisso. Tutto questo sarebbe successo nel giorno di Pasqua! E questo sarebbe caduto di venerdì perché la deposizione avvenne in fretta prima della sera che precede il sabato.

 

Giovanni

Giovanni (13,1-4) dice invece: “Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, […]. Durante la cena […],si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.”. Per Giovanni dunque Gesù era a cena la sera prima di Pasqua e in quell’occasione lavò i piedi agli apostoli. Una prova di questa interpretazione ci viene anche data dal successivo passo (Giovanni 18,28) in cui si dice: “[…] condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua”. Pertanto, secondo Giovanni, la sera della lavanda dei piedi dovrebbe essere l’ultima cena ma non la cena pasquale. Gesù sarebbe quindi stato crocifisso il giorno successivo a quella cena in un momento corrispondente (più o meno) al sacrificio dell’agnello. E sarebbe stato deposto prima di sera perché il sabato era vicino.

 

Come risolvere il problema? Don Barbaglia suggerisce che probabilmente i Sinottici e Giovanni usavano due calendari diversi.

 

Questa è anche la teoria sviluppata dalla studiosa francese Annie Jaubert[6], che dal 1953 lavora sul calendario delle settimane: secondo questa teoria, rafforzata dalla scoperta dei Rotoli del Mar Morto, l’ultima cena sarebbe proprio la cena pasquale avvenuta in tempi diversi da quella celebrata secondo il calendario del Tempio. E la teoria sarebbe rafforzata dall’incontro dei due discepoli inviati a preparare la cena, con un “uomo che porta una brocca d’acqua”: di solito erano le donne a recarsi al pozzo ad attingere l’acqua, ma in questo caso, forse abbiamo di fronte una persona della comunità degli esseni che teneva una forte distanza dal mondo femminile. Secondo questa teoria i Sinottici avrebbero utilizzato il calendario esseno mentre Giovanni quello del Tempio.

Ma forse c’è anche un’altra spiegazione, non basata sulla storia ma basata su una visione teologica: forse Giovanni o forse i Sinottici hanno interpretato la storia per vedere nella realtà risaltare il Cristo della fede. Questa seconda teoria è condivisa dal teologo Joachim Jeremias che vede sia nell’una sia nell’altra versione dell’ultima cena appunto la cena pasquale. Giovanni infatti vede il Cristo come l’agnello pasquale offerto in sacrificio per la salvezza di tutti. E se nei Sinottici manca il riferimento all’agnello il suo significato viene recuperato dalla descrizione della cena che è proprio quella pasquale.

La morte di Cristo coincide pertanto con il momento in cui si immolava l’agnello e, tuttavia, la cena da lui consumata con gli apostoli era proprio la cena pasquale.

 

L’ultima cena di Gesù: fu vera cena pasquale?

«Il digiuno di Gesù all’ultima cena. Confronto con le tesi di J. Ratzinger e J. Meier»

(Cittadella Editrice, 2011)

 

 

Computo ebraico Sabato Primo giorno

 

Secondo giorno Terzo giorno Quarto giorno Quinto giorno Parasceve Sabato
Computo comune Sabato Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì

Ultima cena

Venerdì

 

Sabato
 
Vangeli Sinottici 9 Nisan 10 Nisan

(Mc 11,1-11 entrata di Gesù in Gerusalemme)

 

11 Nisan

(Mc 11,12-19: la mattina seguente)

12 Nisan (Mc 12,20: la mattina seguente) 13 Nisan

(Mt 26,2 e Mc 14,1: mancavano due giorni alla Pasqua)

14 Nisan

Cena pasquale di Gesù

15 Nisan (Pasqua)

Morte e sepoltura di Gesù

16 Nisan
 
Vangelo Giovanni

(visione classica)

8 Nisan

Cena di Betania

(giorno 24 ore)

9 Nisan

Entrata di Gesù in Gerusalemme (giorno di 24 ore)

10 Nisan 11 Nisan 12 Nisan 13 Nisan

Ultima cena non pasquale di Gesù

14 Nisan

Morte e sepoltura di Gesù

Cena pasquale

15 Nisan (Pasqua)
Vangelo Giovanni

(visione classica)

8 Nisan

 

9 Nisan

Cena di Betania

(giorno come dì 12 ore)

10 Nisan

Entrata di Gesù in Gerusalemme (giorno come dì 12 ore)

11 Nisan 12 Nisan 13 Nisan

Ultima cena non pasquale di Gesù

14 Nisan

Morte e sepoltura di Gesù

Cena pasquale

15 Nisan (Pasqua)
Gv = Mt, Mc, Lc

(S. Barbaglia)

9 Nisan

Cena di Betania

10 Nisan

Entrata di Gesù in Gerusalemme

11 Nisan 12 Nisan 13 Nisan 14 Nisan

Cena pasquale di Gesù

15 Nisan (Pasqua)

Morte e sepoltura di Gesù

16 Nisan

 

© Ricerca e redazione a cura di Gennaro Stammati

 

Personale GS.Libri

Festival Biblico 2012

Barbaglia

Rev. 06.12

 


[1] Silvio Barbaglia – Sacerdote e biblista. Baccalauretato in teologia presso lo Studio Teologico San Gaudenzio in Novara e licenza in Sacra Scrittura conseguita presso il Pontificio Istituto Biblico in Roma. Insegna Introduzione all’Antico e al Nuovo Testamento, Esegesi di Antico e di Nuovo Testamento presso lo Studentato teologico San Gaudenzio di Novara affiliato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano e presso l’Istituto Superiore di Scienze religiose di Novara.

[2] Per maggior chiarezza ricordiamo che quella che per noi è la sera del 14 di Nisan per il mondo ebraico era già il 15 di Nisan perché il giorno ebraico comincia al tramonto.

[3] Tutto ciò perché nel Libro della Genesi si legge: “e fu sera e fu mattino, il secondo giorno”.

[4] Dal Libro della Genesi rileviamo che nel 4° giorno sono stati creati gli astri, che servono per scandire i giorni e le feste.

[5] Matteo 26,17 “Il primo giorno degli azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo la Pasqua?»” – Marco 14,12 “Il primo giorno degli Azzimi, quando si sacrificava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?»” – Luca 22,7-9 “Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva sacrificare la Pasqua. Gesù mandò Pietro e Giovanni, dicendo: «Andate a prepararci la cena pasquale, affinché la mangiamo». Essi gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?».

[6] Autrice del libro: The date of the Last Supper.