Posts Tagged ‘animali’

Il cammello

marzo 28, 2017

Vi segnalo questo link da cui potete vedere la prima puntata degli Animali nella Bibbia, dedicata al cammello: http://www.telepaceverona.it/in-evidenza/cammello/

Animali nella Bibbia

marzo 10, 2017

Animali nella Bibbia

Ogni sabato sera su Telepace Verona verrà trasmessa una puntata di questo programma (mentre nelle altre date indicate sarà replicata) che ho ideato e che vede la collaborazione del Parco Natura Viva, in particolare del suo direttore il dottor Cesare Avesani Zaborra e dello Zoo Biblico di Gerusalemme e del suo direttore Shai Doron. E’ un modo, credo nuovo, di vedere gli animali citati nella Bibbia perché dopo averli visti al Parco Natura Viva, andremo a scovarli rappresentati nelle chiese di Verona e a scoprire il loro valore simbolico/artistico/religioso, infine ci spostiamo a Gerusalemme per vedere come vivono oggi, in Terra Santa, gli animali di cui parla la Bibbia. Seguite il programma e fatemi sapere cosa ne pensate.

Riempite la terra e soggiogatela…

giugno 5, 2011

Stavo rileggendo il primo capitolo della Genesi e mi sono soffermato a riflettere sul versetto 28 che dice: “Dio li benedisse e disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e sogiogatela, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che striscia sulla terra”.

Di primo acchito è un verso che può urtare una certa sensibilità ecologista/animalista che regna negli ultimi anni (preciso che io per primo sono ecologista e animalista, ma credo che il rispetto per l’animale e per l’ambiente sia importante, ma è sempre secondario rispetto a quello per l’uomo, mentre alle volte si arriva all’esagerazione opposta), ma soffermandomi sul verbo “soggiogare” ho realizzato che esso viene dal latino subjugare, ovvero mettere sotto il giogo e mi ha ricordato il sostantivo coniuge che venendo dal latino conjugare indica essere sotto lo stesso giogo. Ora quando due sono sotto lo stesso giogo vuol dire che devono, per forza di cosa andare nella stessa direzione, e questo è il significato etimologico dei coniugi, ovvero due persone che decidono di andare nella stessa direzione nella vita. Così quando si mette qualcuno sotto un giogo poi lo si deve guidare verso una direzione, e questo credo che significhi il verbo soggiogare nel versetto di Genesi, ovvero compito dell’uomo è guidare tutta la natura verso una direzione, quale? Quella di Dio, quella mostrata da Cristo (che infatti dice che lieve è il suo giogo), quella della Redenzione.

Ecco, oggi avevo solo voglia di condividere questa riflessione personale, non so se corretta o sbagliata, non so se nuova o antica, ma mi è nata dal cuore…

Perché è permesso uccidere gli animali?

gennaio 18, 2009

Ogni uccisione è un atto che sopprime la vita e noi sul mistero della vita, sul suo profondo significato ne sappiamo talmente poco che dovremmo stare attenti ogni volta che vi abbiamo a che fare, purtroppo non è così. Gli animali vengono uccisi e ciò è permesso dalla società in cui viviamo per diversi motivi, i principali sono: per nutrirci, per coprirci, per sperimentare, per sport. In effetti in tutti questi casi ci sono delle motivazioni, sulle quali si può essere o meno d’accordo (io personalmente non lo sono con nessuna di queste, sostanzialmente perché si potrebbe fare diversamente e andare oltre, certe necessità che una volta erano tali ora non lo sono più), ma tutte le leggi dei paesi maggiormente civili (anche se fare una classifica di civiltà è sempre una cosa difficile e brutta) tendono a punire e severamente la crudeltà gratuita sugli animali, in particolare quelli che noi consideriamo da compagnia. Nella Bibbia Dio mette chiaramente l’uomo al di sopra degli animali, gliene da il dominio, ma l’uomo dovrebbe comportarsi con gli animali come un buon sovrano, come un custode, non come uno sfruttatore e un tiranno del tutto incurante della sorte di chi è inferiore a lui. L’animale offre anche la sua carne spontaneamente per nutrire l’uomo, ma quando l’uomo trasforma l’animale in un oggetto e lo snatura impedendogli di vivere la sua vita per pure logiche di guadagno fa qualcosa di diabolico perché distorce il dono che Dio gli ha affidato. Naturalmente non bisogna neanche incorrere nell’eccesso opposto, l’animale non è l’uomo e tenere l’animale in una considerazione uguale all’uomo è allo stesso modo una distorsione diabolica. Solo l’uomo è creato a immagine di Dio, Dio è nell’uomo che vuole abitare, l’uomo è il Tempio del Signore, ogni uomo è suo tabernacolo, ecco perché l’atto di sopprimere un uomo non è neanche paragonabile a quello di sopprimere un essere umano. Entrambi causano dolore fisico e dolore affettivo in chi è a loro affezionato, ma quando si uccide un uomo si uccide Dio, si spezza un legame con l’assoluto, con l’eternità.

animali-variGenesi 2:19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il gruppo di bambini arrivò al crocevia schiamazzando, con loro due maestre che cercavano di tenere l’ordine, ma era davvero un’impresa difficile. Due dei bambini, rincorrendosi, finirono con l’urtare il vecchio, la maestra corse a scusarsi, ma il saggio non si era fatto nulla e stava aiutando uno dei bimbi a rialzarsi. All’improvviso un forte rumore, coem uno scoppio, risuonò nella valle e accadde l’incredibile, tutti i bambini si zittirono e si avvicinarono di corsa alle loro maestre, spaventati.

– Cos’è stato? Una bomba? Uno sparo? Ci sparano? – chiedevano tutti insieme. Le maestre cercavano di tranquillizzarli, ma sembravano spaventate anche loro e intanto si sentivano altri spari in lontananza e stormi di uccelli che scappavano.

– Non è una bomba, sono i cacciatori, – intervenne il vecchio – e non sparano a noi, ma agli uccelli

– Agli uccelli? E perché ? – chiese una bambina.

– Penso lo facciano per mangiarli

– Ma perché gli devono sparare? Non possono comprare la carne come fa la mamma?

– In effetti potrebbero, ma credo che così sia più divertente

– Divertente sparare agli uccellini? – esclamò la bambina.

– Sì sì sparare è divertente… bum… bum… – si mise a saltellare uno dei bambini.

– Forse sì, ma è giusto?

I bambini rimasero perplessi dalla domanda del vecchio, senza capire, poi uno di loro disse: – Mio papà è un cacciatore. E’ molto bello quando si prepara col fucile e col nostro cane, lui dice che cacciare è uno sport, ci vuole allenamento e abilità e che un cacciatore deve sempre rispettare l’ambiente. Anche io da grande voglio fare il cacciatore!

Il vecchio lo guardò sorridendo: – Ma forse, quando sarai grande non ci saranno più i cacciatori, ci hai pensato?

– Dite davvero?

– No, è solo una possibilità, forse capiremo la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è divertente e allora…

– Allora volete dire che fare il cacciatore non è giusto? – chiese una bambina

– No, non posso dire io cosa è giusto e cosa è sbagliato

– Ma i cacciatori sono cattivi?

– No, sono solo uomini e come tutti gli uomini possono fare delle cose sbagliate, ma non sono cattivi

– Però uccidono gli animali! – insistette la bambina.

– L’uomo ha sempre ucciso gli animali per diversi motivi, piccola- rispose bonario il vecchio guardando le maestre che annuirono – per vestirsi, per mangiare, per difendersi… alle volte è necessario, alle volte no. Quando l’uccisione è gratuita, quando non c’è un motivo allora forse bisognerebbe domandarsi perché togliamo una vita

– Allora forse i cacciatori non sono cattivi, solo non se lo sono mai chiesti… o non sanno che la carne si può comprare, bisognerà dirglielo! – concluse la bambina sorridendo felice.

– Ora dobbiamo andare bambini, su mettetevi in fila e salutate il signore – intervenne una delle maestre.

Il vecchio sorrise mentre lo salutavano e li guardò allontanarsi mentre cercavano di mantenere la parvenza di una fila. Quando scomparvero dietro un gruppo di alberi tornò a fissare il crocevia.