Della vita e della morte…


Lo so, sono rimasto un po’ indietro col discorso sui Dubia, e oggi pensavo di riprenderlo, ma in questi giorni ho letto ancora una volta di qualcuno che voleva morire e tutti a stracciarsi le vesti perché lo Stato non glielo ha permesso… poi comunque questo qualcuno è morto, esattamente come voleva, in barba allo Stato… le cose che vorrei dire sarebbero molte, ma mi concentro solo su due… la prima è Saviano. Ma cosa c’entra? Da quando Roberto Saviano è un’autorità morale da ascoltare su questioni come queste? Secondo me è anche sopravvalutato come scrittore e di certi temi è capace di parlare solo se non ha contraddittorio, salvo piegarsi poi alla politica (come ha fatto dando, nel programma che faceva con Fazio diritto di replica a Maroni, ma non agli altri)… vabbè prendiamo atto di questa “novità”…

La seconda è che quest’uomo, che ha ritenuto di morire perché non ce la faceva più, e ha quindi ritenuto la sua vita inutile è riuscito a smuovere un’incredibile grancassa mediatica scegliendo la morte! Ma qualcuno lo conosceva prima? Non lo so, ora sicuramente lo conoscono molti di più…

E se avesse scelto la vita? Che cosa poteva combinare un uomo come questo!

E  i giornali e le associazioni che lo hanno sostenuto e gli hanno fatto da cassa di risonanza? Se tutti loro avessero scelto la vita e avessero messo le stesse energie nel cercare di migliorare la vita di chi vive questa situazione? Pensate cosa avrebbero potuto fare! Che movimento d’opinione, economico, politico avrebbero potuto generare da cui tutti coloro che vivono una vita con queste fatiche avrebbero potuto trarre coraggio, forza, determinazione, speranza, amore…

Invece è stata scelta la morte. Peccato!

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3 Risposte to “Della vita e della morte…”

  1. Giovanni Says:

    Insomma, sei contro l’eutanasia e il diritto individuale di scegliere per sé stessi. Secondo te, quindi, uno deve essere condannato a soffrire, anche quando non vuole più farlo. Niente, voi cattolici intolleranti non cambierete mai…

    • Davide Galati Says:

      Di grazia dove sta l’intolleranza? Mi sembra che ció che ho scritto sia oltre l’eutanasia, ma forse non l’ha letto…

  2. Maria Cristina Says:

    Sono d’accordo con te…e’ stata la prima cosa che mi e’ venuta in mente: è stata una scelta di morte e non di vita, solo xché la vita costa fatica e costa l’ impegno personale e di tutti quelli che dicono di amarci, costa sacrificio, di tempo e di risorse, costa rinuncie per permettere una vita dignitosa a chi vive di sofferenza. La solitudine ci fa scegliere la via più facile, la mancanza d’ amore ci fa vedere la morte come unica alternativa a una vita di dolore…xché di fatto non c’è nessuno che ci dice aspetta non lasciarti andare xche’ ci sarò io a prendermi cura di te ad amarti e ad alleggerire le tue fatiche. Siamo lasciati soli ad affrontare le nostre vite, i nostri dolori, le nostre fatiche..soli si nasce e soli si muore..

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