Educatori o giustizieri?


Torno alla mia analisi dell’Amoris Laetitia sottolineando alcuni aspetti che, per motivi diversi, mi hanno colpito.

Alla fine del paragrafo 37 c’è questa frase:

“Siamo chiamati a formare le coscienze, non a pretendere di sostituirle.”

La parte precedente del paragrafo è comunque chiarissima, ma questa frase mi sembra riassuma tanti errori passati, presenti e futuri… miei prima di tutto.

Quante volte pretendiamo che ci si comporti in un certo modo perché è giusto, non perché siamo in grado di far vedere la bellezza di una scelta invece di un’altra.

Quante volte falliamo (fallisco) come educatore (soprattutto coi miei figli) perché non so far vedere loro quanto è bello fare le cose in un certo modo invece che in un altro… e perché? Forse perché in realtà questa bellezza io non la conosco davvero, ma solo per sentito dire e allora diventa difficile trasmetterla…

Questo è il compito della Chiesa, come gerarchia, come istituzione, ma anche come singoli fedeli: formare le coscienze, non sostituirsi ad esse.

E una coscienza ben formata è quella che sa vedere il bello e scegliere il bene, come ha insegnato Gesù, il bello e buon pastore…

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