Family Day. Sì o no?


Sì.

Per problemi miei di tempo è un po’ che non riesco a scrivere su questo blog, ma non volevo passasse questo giorno senza scrivere nulla sull’argomento Family Day. E’ vero che ci sarebbero dei distinguo da fare, è vero che il problema è complesso, è vero che la sfida del cristiano è alla fine quella relazionale di cui ho già parlato, ma è anche vero che il Vangelo a un certo punto dice: “Il vostro parlare sia sì sì, no no tutto quello che è in più viene dal maligno” (cito a memoria, ma il senso è questo).

Quindi credo, come cristiano, che a un Family day non si possa dire che “Sì”, perché la famiglia non solo è importante, ma fondamentale. Perché non è contro nessuno, ce lo vogliono solo far credere, ma è a favore della famiglia. Perché la famiglia ha bisogno di essere aiutata e salvaguardata istituzionalmente. Perché oggi è più conveniente convivere che sposarsi. Perché è vero, i bambini, non si comprano, si amano e chi ama davvero è capace anche di lasciar andare un suo desiderio proprio per amore…

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7 Risposte to “Family Day. Sì o no?”

  1. alessandro Says:

    Per me family day é no.
    Viviamo in uno stato laico e con libertà religiosa e di pensiero.
    Dobbiamo rispettare le idee degli altri finché queste non vengono a tangere il nostro spazio personale.
    Dove finisce la mia libertà inizia quella di un altro.
    Secondo me ci stiamo solamente buttando la zappa sui piedi. Non dobbiamo manifestare la nostra fede in questo blando modo.
    Viviamo una vera vita cristiana, e credo quello sarà più che abbastanza.

    • Davide Galati Says:

      Non mi trovi del tutto d’accordo, anche se sono il primo ad ammettere che il discorso è complesso, ma ad un certo punto bisogna prendere una posizione. Stato laico, libertà religiosa e di pensiero? Bene, quindi anche eventualmente di me che la penso diversamente.
      Rispettare le idee degli altri? Certo, quindi anche le mie.
      La mia libertà finisce dove inizia quella di un altro? Sì, ma diventa molto difficile stabilire quale è questo confine. Ad esempio la libertà del bambino chi la tutela?
      Poi questo non credo sia manifestare una fede bensì manifestare un’idea e credo che questo sia lecito, sempre e comunque.
      Vivere una vita cristiana cosa vuol dire? Dire che va bene tutto purché non intralci la mia libertà? O forse vuol dire qualcosa d’altro?
      Non è facile, ma rimango dell’idea che un Family Day ci voglia.

  2. franco spazzini Says:

    A mio parere qui non si tratta di rispettare la libertà dell’altro. Infatti chi ha partecipato al Family Day come il sottoscritto, non lo abbiamo fatto contro qualcuno ma a favore di qualcuno: i bambini che non possono mai essere oggetto (i figli non sono un diritto!) e le donne (trattate dall’utero in affitto come macchine da riproduzione). La senatrice Cirinnà che ha firmato una delibera dove vieta di togliere il cucciolo di gatta o cagna non prima dei sessanta giorni dalla nascita, con questo suo progetto di legge, permette di strappare il figlio subito dopo la sua nascita alla madre solo colpevole di averlo fatto costretta dalla miseria. Nessuno, al Family Day ha pensato di proibire a due maschi o a due femmine di vivere il loro rapporto: abbiamo solo sottolineato che questo rapporto non può essere MAI confuso con il matrimonio che è per sua natura fecondo e protetto dalla Costituzione. I diritti delle coppie gay sono già ampiamente tutelati dal codice civile.

  3. Paolo Says:

    Quindi siete favorevoli o contrari alle unioni civili? Senza adozioni, intendo!

    “Perché oggi è più conveniente convivere che sposarsi.”

    Probabilmente si e per mille motivi e siccome non c’è nulla di male nel convivere, che ben venga, se una coppia senza figli (con i figli sarebbe più complesso) decide di farlo.

    Paolo

    • Davide Galati Says:

      Ciao Paolo, scusami ma qui esprimo il mio pensiero, quindi diciamo che, anche se a volte mi appoggio al magistero della Chiesa, parlo solo per me.
      Personalmente sono contrario alle Unioni Civili, anche senza adozioni e al di là che non ci sia nulla di male nel convivere. Sono contrario per l’idea che ho io di Stato, perchè credo che lo Stato offra già un luogo giuridico che offre dei diritti e dei doveri che è il matrimonio. Quindi uno può scegliere se sposarsi oppure no. Ma creare un altro istituto giuridico cosa significa? Gli dai gli stessi diritti del matrimonio e gli stessi doveri? Allora è uguale. Gliene dai di meno? allora cosa fai, crei una realtà che è di serie B, giuridicamente, rispetto al matrimonio? Oppure gliene dai di completamente diversi? E quindi è totalmente un’altra cosa, ma che senso avrebbe?
      A mio avviso c’è il matrimonio, se si vogliono certi diritti ci si sposa, se si sceglie solo di convivere (per mille motivi, anche di convenienza pratica) è giusto non avere gli stessi diritti di chi sceglie di impegnarsi in un rapporto riconosciuto dallo Stato (al di là del discorso religioso). Poi posso anche sbagliarmi, ma al momento (il che vuol dire che in futuro potrei anche cambiare idea se qualcuno mi facesse notare qualcosa a cui non ho pensato) la penso così.
      Ciao e buona domenica.

  4. Paolo Says:

    Scusa, mi riferivo alle unioni civili per gli omosessuali. Chiaramente, per gli etero c’è già il matrimonio (religioso, per chi crede e civile, per chi non crede)!

    Buona domenica anche a te.

    • Davide Galati Says:

      Eccomi, scusa ieri poi non ho potuto risponderti. Allora se riconduciamo tutto alle sole coppie omosessuali il problema è, a mio avviso, estremamente delicato e necessita di una sensibilità che non è sempre facile avere e che, sicuramente, non è di tutti.
      Questo perchè dietro a una coppia omosessuale c’è sempre una storia di persone (questo anche per la coppia eterosessuale però penso che quella omosessuale richieda una attenzione maggiore). Il fatto che tu specifichi la questione dimostra, a mio avviso, che le coppie omosessuali creano un caso a sè e, secondo me, anche un cortocicuito logico. Mi astengo da ogni valutazione o considerazione che nasce dai miei valori religiosi, o almeno ci provo, ma cerco di rimanere sempre sull’idea di Stato di cui parlavo prima. In linea di principio la soluzione migliore sarebbe che anche le coppie omosessuali possano accedere all’istituto del matrimonio e quindi ricadere nella casistica delle coppie eterosessuali di cui dicevo sopra. Oggi però in Italia non è possibile, quindi bisognerebbe permetterlo, ma permetterlo come? E’ possibile in un unico modo, cioè con gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali. Perchè se così non fosse creeresti una ghettizzazione che non mi sembra buona. Ma una coppia omosessuale, per natura, non può avere figli propri, per averne deve ricorrere alla legge o alla scienza. Quindi dovrebbe poter adottare per avere gli stessi diritti della coppia etero e qui c’è il problema serio. Perchè se si dispone che la coppia omosessuale può adottare per legge, vuol dire che è indifferente che un bambino possa essere adottato da una coppia etero o una coppia omo. E qui io non sono d’accordo. Come ho già scritto su questo blog, di fronte a due coppie sane, una etero e una omo, a mio avviso affidare il bambino a una o all’altra coppia non è indifferente, ma è sempre preferibile la coppia etero. Perché? Perchè credo che la differenza conti non qualcosa, ma molto. La scienza (pediatri e psicologi) al momento dicono che non si sa perchè non ci sono abbastanza dati. Quindi, secondo me, finché non si sa conviene la soluzione più sicura per il bambino dato che si sa che una coppia etero sana è un buon ambiente di crescita per il bambino. Se invece che di bambini parlassimo di qualcosa d’altro forse potremmo fare delle prove, ma secondo me coi bambini no. Quindi se la coppia non può adottare, non ha gli stessi diritti della coppia etero e quindi non è giusto permettergli l’accesso al matrimonio.
      Però ci sono persone che vivono questo tipo di relazioni e che hanno il sacrosanto diritto a una tutela (diversamente dalla coppia etero che può sposarsi e sceglie di non farlo) quindi come fare? Non sono un legislatore, ma l’idea di ribadire diritti personali già chiariti da alcune sentenze e farli diventare legge mi sembra una buona strada. In sostanza credo che si possa arrivare a un buon compromesso su tutto, ma non sui bambini…
      Ciao
      D.

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