Verità e semplicità


Come molti di voi sanno ho due bambini, Francesco Mauro e Giovanni Marco, che a giugno scorso hanno compiuto 4 anni. In casa hanno sempre respirato un’atmosfera religiosa, chiaramente essendo credenti sia io che mia moglie la cosa era ovvia, una volta addirittura il piccolo Francesco ha voluto addormentarsi stringendo una piccola icona di Maria e Gesù bambino.

Quasi sempre li abbiamo portati con noi a Messa, stando nella cappella a parte quando era possibile o a volte lasciando che si intrattenessero con un gioco quando troppo vivaci per stare tranquilli. Inoltre, anche se sembra che non c’entri nulla con l’argomento, devo precisare, poi capirete perché che, essendo io un appassionato di fumetti e di supereroi, in casa hanno sempre respirato anche questi argomenti, per cui sanno anche dirvi tutto di Thor, Superman, Batman e Capitan America.
Una volta una persona che partecipava a un gruppo sposi con noi, visto che la tematica della serata sarebbe stata la sessualità suggerì di non portare i bambini perché poi avrebbero potuto fare domande imbarazzanti. Io invece sostenni il contrario perché sono sempre stato convinto che non ci sono domande imbarazzanti, casomai ci sono risposte imbarazzanti e, soprattutto, come genitori abbiamo il dovere di dare delle risposte.
Ultimamente però questo mia filosofia è stata messa alla prova.

Eravamo in ferie e siamo andati a messa in una chiesa del luogo e lì di fronte a un grande crocifisso con accanto Maria e Giovanni, i miei bambini mi hanno chiesto perché Gesù era così e se stava male. Ammetto che subito mi è venuto il panico, cosa rispondere ai miei figli? La tentazione di evitare la domanda mi è venuta, poi mi sono detto di no che dovevo dirgli qualcosa, ma cosa? Inventare una bugia? No, dovevo dirgli la verità. Ma quale verità? Che Gesù è morto crocifisso soffrendo enormemente per i nostri peccati, ma che poi è risorto? Non sarebbe stato un concetto troppo difficile e anche troppo duro per dei bambini di quattro anni? In effetti non è facile neanche per noi… Comunque dovevo dirgli la verità e così non so bene come gli dissi:
“Questo è Gesù, qui è morto perché dei cattivoni gli hanno fatto molto male”.
“E perché gli hanno fatto male?”
“Perché era buono…”
“…già e loro erano cattivoni”.
“Sì e lui era proprio buono, aveva il potere dell’Amore, voleva bene a tutti anche a quei cattivoni che gli facevano male e lo hanno ammazzato e poi, dopo tre giorni, il suo Papà lo ha fatto tornare in vita.”
“Perché?”
“Perché lui era il più forte di tutti, perché col suo potere di voler bene a tutti alla fine ha sconfitto tutti e tutti sono diventati suoi amici ed è morto per poco, poi è tornato in vita ed è ancora vivo”.
I bambini non mi hanno più chiesto niente, ma mi sembravano sodisfatti. Siamo tornati in altre chiese mentre eravamo in ferie e mi hanno fatto altre domande su altre statue o santi, del crocifisso mi hanno detto però: “Questo è Gesù, è morto, ma poi vince e vive di nuovo perché vuole bene a tutti”.
Ho sorriso e ringraziato il Signore per avermi ispirato quelle parole, spero se le ricorderanno anche quando saranno più grandi.

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