Sui bambini e le adozioni


Ero a cena con un caro amico qualche sera fa, non ci vediamo spesso, ma quando capita è sempre un piacere. A un certo punto tra un discorso e l’altro gli chiedo cosa ne pensa del discorso del gender e poi della possibilità per coppie omosessuali di adottare dei bambini (parliamo su questi argomenti, anche di tanti altri aspetti, ma mi interessa ora concentrarmi solo su questo). Inizia subito a dirmi che non ci vede nessun problema perché dovendo scegliere di lasciare un bambino in un orfanatrofio (in Italia non ci sono più gli orfanatrofi, ma nel mondo sì e lui se ne intende essendo ora in attesa della seconda adozione internazionale) dove comunque, per quanto possa essere amato e seguito, non ha nessuno che si occupa in maniera esclusiva di lui e affidarlo a una coppia che invece si dedica esclusivamente a lui è tutta un’altra cosa, al di là del fatto che questa coppia sia omosessuale o eterosessuale.
Questo discorso l’ho sentito fare molte volte, ho cercato di bloccarlo subito, ma lui ha voluto completare il suo ragionamento che, apparentemente non sembra fare una piega, sempre nell’ottica del bene migliore per il bambino. Ad oggi gli studi sui bambini cresciuti da coppie omosessuali sono pochi e inoltre sappiamo come, pur vivendo in una società che si dice scientifica, la scienza possa essere facilmente tirata da una parte o dall’altra a seconda di ciò che noi vogliamo dimostrare. Il problema di questo tipo di ragionamento è che sembra sensato, sembra non fare una piega, ma in realtà è fallace nel suo punto di partenza e spesso nessuno se ne accorge.
Infatti, quando ha finito, al mio amico ho fatto notare che il punto non è scegliere tra affidare il bambino a una coppia omosessuale o lasciarlo in orfanatrofio, ma tra decidere se è lo stesso affidarlo a una coppia omosessuale o a una coppia eterosessuale. Cioè se noi prendiamo due coppie, se vogliamo chiamiamole anche famiglie, stabili, serene, felici, una omosessuale e una eterosessuale e tu devi decidere a chi dare il bambino in adozione, per te sarebbe lo stesso una coppia o l’altra per cui forse tireresti semplicemente una monetica oppure non sarebbe lo stesso e saresti orientato in una direzione piuttosto che in un’altra?
Il mio amico ci ha pensato, ed essendo una persona molto onesta intellettualmente, alla fine mi ha detto che sì, avrebbe scelto la coppia eterosessuale e dopo ha aggiunto che effettivamente, pensandoci bene, non era poi così d’accordo sul permettere alle coppie omosessuali di adottare un bambino. E il mio amico non è una persona religiosa, anzi.
Ho riportato questo esempio, accaduto realmente, perché secondo me è esemplificativo di come spesso veniamo indotti su questi problemi a pensare in maniera stereotipata e non mettiamo realmente al centro il bambino, anzi. Mi sembra che il volere adottare o avere in altro modo bambini per una coppia omosessuale sia solo il passo necessario per dire siamo uguali a una coppia eterosessuale, ma così non è. C’è una diversità di fondo che non si può annullare, che va sempre rispettata, ma che non si può ignorare e il bambino non può essere uno strumento per farti sentire uguale agli altri. In ogni caso tu sei uguale agli altri, con la stessa dignità, sempre e comunque, qualunque scelta tu faccia nella vita, in qualunque realtà tu viva, magari (anzi quasi sicuramente) non puoi fare tutte le cose che fanno gli altri e come le fanno gli altri (io non posso disegnare come Caravaggio, scrivere come Hemingway o giocare a pallone come Maradona), ma tu, come tutti, puoi sempre scegliere di Amare, sempre e comunque.

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4 Risposte to “Sui bambini e le adozioni”

  1. Franco Says:

    Il fatto grave inoltre è che quello che si vuole, ma che non si dice molto chiaramente, è che le coppie omosessuali vogliono il bambino confezionato attraverso l’utero in affitto! E qui non mi voglio dilungare a come ci si arriva, ognuno faccia un po’ di ricerca. Quindi, magari le coppie omosessuali volessero i bimbi orfani o abbandonati, sarebbe già qualcosa di buono!
    Un cRo saluto da Franco

    • Davide Galati Says:

      Indubbiamente Franco, ma come discutevo durante quella cena col mio amico, l’utero in affitto è un qualcosa di profondamente sbagliato anche per una coppia etero, è cioè un qualcosa di profondamente sbagliato in sè e per sè. Poi, come mi faceva notare un altro amico oggi, dovremmo anche riflettere sul perchè ci sono tanti bambini orfani e abbandonati… un caro saluto a te.

  2. Piero Says:

    “Poi, come mi faceva notare un altro amico oggi, dovremmo anche riflettere sul perchè ci sono tanti bambini orfani e abbandonati… un caro saluto a te.”

    Le motivazioni sono tante. Di certo, però, il fatto che in Italia manchi una seria educazione sessuale nelle scuole (senza scomodare certe proposte europee alquanto discutibili) è un dato che va necessariamente preso in considerazione. La non conoscenza fa commettere errori che, se approcciati per tempo, si potrebbero evitare facilmente. L’informazione è fondamentale in tutti i settori della vita.

    • Davide Galati Says:

      Sicuramente, sono d’accordo con te, ma prima ancora della sessualità intesa in senso stretto (spesso la gente quando si parla alla sessualità pensa solo alla genitalità) partirei dall’affettività. Molti dei problemi che le persone hanno con la loro sessualità/genitalità nascono, a mio avviso, da problemi con la propria affettività.

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