Le probabilità – Il Campo da Football


Cambiamo sezione del sito e cerchiamo di procedere un po’ più speditamente, anche perché spero di non avervi annoiato troppo con questo argomento, ma purtroppo penso sia necessario affrontare ogni argomento che il sito sulla tomba di Talpiot propone per evitare di lasciare aperto il campo ad errori interpretativi.

Probability

When a tomb holding ossuaries with the names Jesus, Mary, Mary Magdalene, Judah, Yose and Matthew was discovered in 1980, its implications were quickly disregarded and the findings stowed away. It simply couldn’t be the same Jesus mentioned in the Bible, may said – or at least they didn’t want it to be.

So just what is the likelihood that this tomb actually contains the remains of that same Jesus, in addition to his wife, Mary Magdalene, and his son, Judah? It may seem far-fetched, but after listening to filmmaker Simcha Jacobovici explain the so-called “Jesus equation“, you’ll realize just how unlikely it is that this isn’t, in fact, his tomb.

And if you’re still not convinced, be sure to learn more about how the experts came to this conclusion, by reading up on the principles they used in their analysis.

The Football Field

When trying to determine the probability that the tomb uncovered by archeologists did in fact belong to Jesus and his family, Simcha Jacobovici knew he would need to make sure his methodology was sound if his findings were ever going to be taken seriously. To do this, he employed statistician Andrew Feuerverger, who began by examining the cluster of names appearing in the tomb. Jacobovici’s analogy of the “football field” is his rendering of Professor Feuerverger’s ultimately staggering results.

Professor Feuerverger began by studying the names’ frequency during the first century A.D. and then multiplied the incidence rate of each with that of every other name. In keeping with his conservative analysis, Professor Feuerverger then divided his total by four to account for any unintentional biases in the historical sources he had referenced. Then that number was divided by 1,000, as this is total number of tombs that may have existed during the first century in Jerusalem.

The Results

Frequency of Names:

  • Jesus, Son of Joseph: 1 in 190
  • Mariamne: 1 in 160
  • Matia: 1 in 40
  • Maria: 1 in 4

Based on these results, it would appear that the names in and of themselves were not uncommon at the time. However, once those numbers were multiplied by one another, Feueverger noted that the chances of them being found together were an extremely remote 1 in 97,280,000.

Nevertheless, to allow for any possible criticism regarding the inclusion of Matia (or Matthew) “ since this name is not explicitly referenced in the canonical Gospels “ Feueverger decided to eliminate him from the equation. The new probability that this was not the family of tomb of Jesus was 1 in2,400,000. Once the unintentional bias had been accounted for, that number dropped to 1 in 600 (still a low probability from a statistical standpoint).

However, when one takes into the account the ossuary containing the name “Yose”, the new probability that this is not the tomb of Jesus suddenly becomes exceptionally rare. That is because this name “ a rare nickname for the Hebrew name, “Yosef”. Indeed, as Simcha explains, of the more than 30,000 ossuaries discovered in Jerusalem, only one bearing this name has been found.

 Probabilità

Quando una tomba contenente degli ossari con i nomi Gesù, Maria, Maria Maddalena, Giuda, Yose e Matteo fu scoperta nel 1980, le sue implicazioni furono subito accantonate e i ritrovamenti messi via. Semplicemente non può trattarsi dello stesso Gesù menzionato nella Bibbia, si disse – o almeno non si voleva che lo fosse.

Così quante sono le probabilità che questa tomba attualmente contenga i resti di quello stesso Gesù, in aggiunta con quelli di sua moglie, Maria Maddalena, e di suo figlio, Giuda? Potrebbe sembrare troppo ricercato, ma dopo aver sentito il produttore Simcha Jacobovich spiegare la cosiddetta “Equazione di Gesù”, realizzerete come sia strano che questa non sia, infatti, la sua tomba.

E se ancora non siete convinti, assicuratevi di imparare di più su come gli esperti arrivano a questa conclusione leggendo sui principi che hanno usato nelle loro analisi.

 Il Campo da Football

Quando si prova a determinare la probabilità che la tomba scoperta dagli archeologi appartenga davvero a Gesù e alla sua famiglia, Simcha Jacobovici sapeva che era necessario si assicurasse che la sua metodologia fosse seria se voleva che le sue scoperte fossero prese seriamente. Per far questo assunse lo statistico Andrew Feuerverger, che iniziò esaminando il gruppo di nomi che appaiono nella tomba. L’analogia di Jacobovici col “campo da football” per rendere l’idea degli ultimi sorprendenti risultati del Professor Feuerverger.

Il Professor Feuerverger ha iniziato studiando la frequenza dei nomi nel primo secolo d. C. e ha poi moltiplicato il tasso di incidenza di ognuno con quello di ogni altro nome. Proseguendo nella sua analisi, il Professor Feuerverger ha allora diviso il suo totale per quattro per tenere conto di ogni deviazione non intenzionale nelle fonti storiche a cui ha fatto riferimento. A questo punto ha diviso questo numero per 1000 come se questo fosse il numero totale di tombe che potrebbero essere esistite nel primo secolo a Gerusalemme.

 I Risultati

Frequenza dei nomi:

  •  Gesù, figlio di Giuseppe: 1 su 190
  • Mariamne: 1 su 160
  • Matia: 1 su 40
  • Maria: 1 su 4

Sulla base di questi risultati appare che questi nomi non erano poco comuni all’epoca. Comunque, una volta che questi numeri siano moltiplicati per un altro. Feuerverger nota che le possibilità che siano trovati insieme sia una estremamente remota di 1 su 97.280.000.

In ogni caso per prevenire qualunque possibile critica riguardo l’inclusione del nome Matia (o Matteo) dal momento che questo nome non è citato esplicitamente nei Vangeli canonici. Feuerverger ha deciso di eliminarlo dall’equazione. La nuova probabilità che questa non fosse la tomba di famiglia di Gesù era 1 su 2.400.000. Una volta che le deviazioni non intenzionali sono state calcolate questa percentuale è scesa a 1 su 600 (ancora una probabilità molto bassa da un punto di vista statistico).

Comunque, quando si mette nel conto l’ossario che contiene il nome “Yose” le nuove probabilità che questa non sia la tomba di Gesù improvvisamente diviene eccezionalmente rara. Questo a causa di questo nome “un raro soprannome per il nome ebraico: “Yosef”. Davvero, come spiega Simcha, dei 30.000 ossuari scoperti a Gerusalemme, solo uno porta questo nome.

Abbiamo cambiato sezione, ora si comincia a parlare di quelle che si vorrebbe fossero prove scientifiche che questa è la tomba di famiglia di Gesù e la prima scienza che si utilizza è la statistica.

Ora premetto che io né conosco nel dettaglio i procedimenti statistici utilizzati né sono uno statistico, ma faccio alcune semplici osservazioni che penso evidenti per tutti. Notiamo subito che si ammette come questi nomi sono nomi molto comuni, il problema è invece capire quanto è comune trovarli tutti insieme.

Il punto è proprio questo, di quali nomi stiamo parlando?

In realtà, parlando delle iscrizioni abbiamo visto come non ci sia neanche la certezza che la lettura l’iscrizione “Gesù figlio di Giuseppe” sia corretta per non parlare della lettura che vuole vedere Mariamne in una delle iscrizioni e che poi vuole che questo sia il nome di Maria Maddalena. Quindi la prima osservazione è che per forza che i conti tornano se noi prendiamo i nomi come vogliamo che siano e non come sono.

La seconda osservazione è che la ricerca statistica conto solo le tombe di Gerusalemme perché da  per assodato che la famiglia di Gesù avesse una tomba lì, cosa che nessuna fonte storica ci permette di asserire.

Ecco questo mi sembra proprio il paradigma di un modo di procedere nella ricerca storica (ma anche in altri tipi di ricerca) del tutto sballato. Perché se scegliamo i dati di partenza nella maniera che vogliamo noi e non per quello che sono poi possiamo fare tutti i calcoli statistici che desideriamo che otterremo i dati che ci eravamo proposti di trovare. Parto cioè dalle mie convinzioni per piegare i dati a quelle e non parto dai dati per capire i fatti.

Comunque concludo segnalandovi un link su wikipedia, molto più lungo e dettagliato del mio che però vi permette di comprendere come si è arrivati ai dati che l’articolo propone come “scientifici”: http://it.wikipedia.org/wiki/La_tomba_perduta_di_Ges%C3%B9

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