The Tomb – Maria (La Tomba – Maria)


Ossuary 80/505 — “Maria”

It was the most popular name among first-century Jerusalem women. As many as 25% of the women of the Second Temple period carried it. Indeed, both women whose ossuaries were pulled from the Talpiot tomb were named Mary. But there was a glaring difference between the two inscriptions. A difference that made all the difference in the world.

Ossuary 80/505 was inscribed “Maria” – a Latinized version of the name “Miriam,” rendered in Hebrew letters. Of all the ossuaries ever found, only eight have this particular spelling of “Maria.” The other Mary’s name was rendered in Greek: Mariamne.

A Latin and Greek Mary in the same tomb? Fascinating. And puzzling.

Unless one considers that being found in a tomb along with a “Jesus, son of Joseph” could mean something. Could this Mary be the mother of Jesus of Nazareth? The woman who gave birth to him only to witness his crucifixion? The sainted, haloed figure that has inspired artists for two millennia?

Isn’t it at least suggestive that the mother of Jesus has always been called “Maria?” In many surviving apocryphal books, like the Acts of Philip and others, the Virgin Mary was distinguished from Mary Magdalene by this very name.

L.Y. Rahmani, who wrote the definitive book on the subject of Jewish ossuaries, believes this Mary is of the same generation as, and likely the wife of, the Joseph who is also buried in the Talpiot tomb.

Further, the very earliest of Biblical traditions say that Mary died not in Galilee or Ephesus but in Jerusalem, at an advanced age. Some have argued that any “family” tomb of the family of Jesus would have been in Galilee, where that family was from. However, the Gospels themselves tell us that Mary had come, with some of her children to Jerusalem to follow Jesus in his ministry.

Maria/Miriam

Ossario 80/505 – “Maria”

 E’ il nome più popolare fra le donne del primo secolo a Gerusalemme. Almeno il 25% delle donne del periodo del Secondo Tempio lo portavano. Infatti, entrambe le donne i cui ossari sono stati trovati nella tomba di Talpiot erano chiamate Maria. Ma c’è una chiara differenza tra le due iscrizioni. Una differenza che fa tutta la differenza del mondo.

 Sull’ossario 80/505 era iscritto “Maria” una versione latinizzata del nome “Miriam” tradotto in lettere ebraiche. Di tutti gli ossari mai trovati, solo otto hanno questo particolare modo di scrivere “Maria”. Negli altri il nome di Maria è reso in greco: Mariamne.

 Una Maria Latina e Greca nella stessa tomba? Affascinante. E misterioso.

 A meno che non si consideri che essere trovato in una tomba insieme a “Gesù, figlio di Giuseppe”, non significhi qualcosa. Potrebbe questa Maria essere la madre di gesù di Nazareth? La donna che lo fece nascere solo per essere testimone della sua crocifissione? La santa figura che ha ispirato artisti per due millenni?

 Non è quantomeno suggestivo che la madre di Gesù sia sempre stata chiamata “Maria”? In molti libri apocrifi, come gli Atti di Filippo ed altri, la Vergine Maria era distinta da Maria Maddalena per il suo nome.

 L. Y. Rahmani, che ha scritto il libro definitivo sugli ossari ebraici, crede che questa Maria sia della stessa generazione di, e come la moglie di, Giuseppe che è sepolto nella tomba di Talpiot.

 Inoltre, le più antiche tradizioni Bibliche dicono che Maria non morì in Galilea o a Efeso ma a Gerusalemme, in età avanzata. Qualcuno ha argomentato che una qualunque tomba “di famiglia” di Gesù sarebbe stata in Galilea, dato che la famiglia proveniva di là. Comunque, i Vangeli stessi dicono che Maria è venuta, con alcuni dei suoi bambini, a Gerusalemme per seguire Gesù nel suo ministero.

Allora, riguardo l’iscrizione di questo ossario ho già scritto sul post intitolato: “Talpiot Fatti essenziali – La prima scoperta”, ma per comodità riporto qui sotto quanto detto lì. Aggiungo solo che si fa un riferimento che forse la mia traduzione non traduce molto bene per cui la Maria citata nell’ossario sia contemporanea e forse la moglie del Giuseppe sepolto lì. Ora se andiamo a leggere “Talpiot Fatti essenziali – La prima scoperta” troviamo che l’unica iscrizione che forse si può far risalire a un Giuseppe è, dallo stesso sito, detto che fosse un fratello di Gesù. Quindi, rimanendo all’interno della logica del sito, se questa Maria era la moglie di Giuseppe, un fratello di Gesù non poteva essere nè la madre di Gesù nè Maria Maddalena. Se invece era la moglie di Giuseppe, il papà di Gesù, non si capisce come poteva l’ossario del padre di Gesù (che dai Vangeli sparisce molto presto facendo presupporre una sua scomparsa prematura) essere in una tomba di famiglia a Gerusalemme. Insomma anche volendo assumere le tesi del sito la logica interna presenta non poche falle. Naturalmente è anche possibile che abbia compreso male io.

Inoltre la madre di Gesù è detta Maria (27 volte nei Vangeli e 1 volta in At e 1 volta in Rm, tutti scritti in greco) oppure come Mariam (27 volte tutte nei Vangeli e 1 volta in At), la differenza sta nel fatto che si tratta, come è giustamente detto di una traduzione fonetica dell’ebraico Miriam, ma i nomi greci non finiscono mai con una consonante così molti scrittori potrebbero aver fatto cadere la m per risolvere questo problema, in alcuni casi, in altri testi, non quelli evangelici si è trovato che si è aggiunto un –me per lo stesso motivo.

Sulla quinta iscrizione, che é quella sicuramente più ambigua, consiglio di leggere il lavoro del professor Stephen Pfann, “Mary Magdalene is non missing” (http://www.uhl.ac/MariameAndMartha/) purtroppo è in inglese, ma é un testo estremamente chiaro che dimostra come la lettura corretta dell’iscrizione numero cinque é “Mariame kai Mara” cioé, tradotta, “Maria e Marta”. Quindi Maria Maddalena non c’entra proprio nulla. Questo è però uno dei punti cruciali su cui si basa l’intera teoria e quindi, pur non essendoci alcuna prova che le ossa contenute all’interno dell’ossario appartenessero a Maria Maddalena si continua a sostenere il contrario. Per questo forse è bene soffermarsi un po’ di più su questa iscrizione osservando, innanzitutto come il nome “Maddalena” non sia scritto da nessuna parte.

Come possiamo osservare dall’immagine seguente

Tomba_14_0001 

 

La prima cosa che si nota dall’immagine è che tra la M e la N c’è una ETA, lettera greca che si legge come la nostra “E” quindi la lettura della prima parte dell’iscrizione è “MARIAMENOU” non “MARIAMNE” cioè il nome Marianna. Poi prima di Mara e dopo Mariamenou c’è un segno che molti interpretano come un abbreviazione di un’altra ETA, mentre altri ritengono sia solo un graffio senza importanza. Difficile dire chi abbia ragione in questi casi, ma si può vedere chiaramente come fare affermazioni sicure in casi come questi sia molto difficile.

Torniamo a “Mariamenou”, la desinenza “ou” ci dice che si tratta di un genitivo e, vista la situazione, di un genitivo possessivo, ovvero potremmo tradurlo come ” Di Maria” questo perchè “Mariamenou” non è il genitivo di Marianna (che è un nome molto conosciuto nel periodo di Gesù e che al genitivo sappiamo bene farebbe Mariamemnes) bensì il genitivo di una forma diminutiva di Maria, come dire “Mariuccia”, “Marietta”. Questo può voler dire che in quell’ossario c’era sepolta una bambina oppure una persona particolarmente cara per la quale si usava un diminutivo.

Però il sito afferma anche che negli Atti di Filippo, Maria Maddalena è chiamata Marianna, è vero?

Innanzitutto precisiamo che gli Atti di Filippo sono un testo apocrifo del Nuovo Testamento, scritto in Greco e datato al IV secolo dopo Cristo, il testo completo è stato ritrovato solo nel 1974 in un monastero sul monte Athos in Grecia da Francois Bovon e Bertrando Bouvier. Se riuscite a trovare il testo in rete (io ho trovato solo una versione inglese) è poi più semplice fare una semplice ricerca sul testo e vedere i passi in cui si parla di Marianna. La cosa che balza subito all’occhio è che l’unico dato concreto che emerge è che questa Marianna era la sorella di Filippo, ma da nessuna parte si dice che fosse Maria Maddalena o la si mette anche solo in relazione con essa.

 

(Si ringrazia il professor Michael S. Heiserwww.michaelsheiser.com per le immagini e per i suoi lavori che sono serviti come base a questo studio)

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