Festival Biblico – 2012 Stato degli studi sulla terza ricerca del Gesù storico


Intervento di Romano Penna[1]

Vicenza – 25 maggio 2012

 

Romano Penna apre il suo intervento richiamando brevemente lo ”status” della ricerca storica su Gesù di Nazaret (di cui qui diamo qualche elemento in più per meglio inquadrare la presentazione):

 

La prima ricerca (o first quest) ebbe inizio nel XVIII secolo con Hermann Samuel Reimarus, che sostenne la tesi di un Gesù trasformato dalla Chiesa da ardente rivoluzionario in un messia con le caratteristiche di “salvatore universale”. A questa posizione seguirono le considerazioni di David Friedrich Strauss (che definiva “mito” l’insieme degli scritti neotestamentari), di Joseph Ernest Renan (che vedeva in Gesù solo un uomo saggio della sua epoca), di William Wrede (che sostenne che furono i discepoli e gli apostoli a “divinizzare” Gesù) e di Albert Schweitzer (che vide nella morte di Gesù la tragica delusione di un ebreo morto in croce verso l’anno 33).

È in questa fase tuttavia che nasce la distinzione fra “Gesù storico” e “Gesù della fede”

La seconda ricerca (new quest o second quest) ebbe breve vita negli anni cinquanta del secolo scorso e registrò lo scontro fra coloro che affermarono l’impossibilità di una ricerca storica (Rudolf Bultmann che affermò con convinzione: “Non possiamo sapere nulla o quasi sulla vita e la personalità di Gesù”.) e coloro invece che affermarono il contrario (Ernst Käsemann che sostenne la possibilità di una scissione fra il Gesù post-pasquale, presentatoci dai Vangeli e una sua realtà pre-pasquale).

La terza ricerca (o third quest) nacque intorno agli anni ‘70 del secolo scorso ed ebbe strumenti validi e accurati metodi storici, una migliore conoscenza dell’ebraismo del primo secolo, le scoperte archeologiche, lo studio delle lingue orientali e una visione meno teologica e più sociologica del medio oriente dell’epoca in cui visse Cristo. Elemento di spicco di questa terza ricerca è il teologo americano Ed Parish Sanders che, pur studiando a fondo la storicità di Gesù, ne riconduce gli insegnamenti al movimento escatologico presente nel mondo ebraico. Altro studioso che merita una speciale menzione è James Dunn.

Dopo queste breve puntualizzazione Mons. Penna precisa che tutti i Vangeli rileggono la vita di Gesù Cristo alla luce della Risurrezione. Per questo nelle Scritture emerge il Cristo della fede. Ora la ricerca che ci occupa, cercando di superare tutte le difficoltà, tenta di enucleare ciò che appartiene alla fede per far risaltare il Gesù della storia. Per questa non facile ricerca occorre tener presente che:

  •  coloro che per primi si interessarono a Gesù furono i discepoli, quindi i credenti;
  • i primi documenti che analizziamo sono documenti di fede;
  • Gesù non era un cristiano ma un israelita del suo tempo;
  • a Gesù è riservata una vasta storia narrativa mentre ad altri personaggi vi sono solo menzioni nell’interpretazione della Torah;
  • i documenti extra-biblici che vengono presi in considerazione non parlano di Gesù ma di una comunità chiamata “cristiana”.

Nella ricerca del Gesù della storia entriamo in un campo che assomiglia a quello musicale: lo spartito musicale resta muto se non viene divulgato. Ciò che fa grande una certa musica è l’esecuzione perché appunto diffonde la melodia. Similmente la figura del Cristo viene proiettata su scala universale grazie a quanto è stato tramandato prima e documentato dopo. Ora mentre non possiamo non riconoscere la continuità storica fra il Gesù terreno e quello pasquale, dobbiamo superare i filtri ermeneutici e recuperare appieno la personalità, la vicenda umana e la storia che circonda questa complessa personalità[2].

Dopo aver passato in rassegna alcuni autori di notevole peso[3], Mons. Penna afferma che probabilmente oggi ci troviamo di fronte ad una “Quarta ricerca (o forth quest)” impostata su alcuni cardini fondamentali:

  •  la necessità di conoscere più a fondo il giudaismo nel periodo della vita di Gesù;
  • il non facile compito di liberare il Gesù storico dal dogma dell’immagine post pasquale.

Il limite di questa nuova ricerca evidenzia come nel Gesù storico siano contenute le radici del Cristo della fede e nello stesso tempo la rilettura del Cristo delle fede evidenzia il Gesù della storia sia come uomo sia come Dio.

Dopo aver passato in rassegna alcuni documenti, fra cui il famoso frammento dei Rotoli del Mar Morto, il 4Q521[4], Mons. Penna conclude citando Martin Hengel e Herbert Marcuse.

Il primo diceva che nella nostra ricerca siamo di fronte ad una continuità dimostrabile fra Gesù e la Chiesa. Il secondo diceva invece che il Gesù della storia non fu un uomo ad una sola dimensione: in lui infatti troviamo il Maestro, il Salvatore, il Figlio di Dio, il Dio stesso.

 

© Ricerca e redazione a cura di Gennaro Stammati

 

[1] Romano Penna – Sacerdote e biblista, Penna è nato a Castiglione Tinella il 6 marzo 1937. Ordinato sacerdote nel 1970 Romano Penna è presbitero della diocesi di Alba. Biblista di fama internazionale, è professore emerito della Pontificia Università Lateranense.

[2] In un inciso Mons. Penna evidenzia che ciò che non è complesso non è vero.

[3] Ne citiamo solo qualcuno: i già citati Ed Parish Sanders e James Dunn; poi Gotthold Ephraim Lessing, John P. Meier, Reiner Schürmann, C. Stephen Evans, Rudolf Bultmann, Gerd Theissen, David Flusse, Joachim Jeremias, Martin Hengel.

[4] 1 [poiché i cie]li e la terra ascolteranno il suo Messia 2 [e tutto ci]ò che è in essi non devierà dai precetti dei santi. 3 Rinforzatevi, voi che cercate il Signore nel suo servizio! vacat 4 Forse che non troverete in ciò il Si-gnore, (voi) tutti che aspettate nel loro cuore? 5 Perché il Signore os-serverà i pii e chiamerà per nome i giusti, 6 e poserà il suo spirito sugli umili, e con la sua forza rinnoverà i fedeli, 7 perché onorerà i pii su un trono di regalità eterna, 8 liberando i prigionieri, rendendo la vista ai ciechi, raddrizzando i piegati. 9 Per [sem]pre mi attaccherò a quelli che aspettano e nella sua misericordia […] 10 e il frutto di un'[ope]ra buona non sarà procrastinato a nessuno 11 e il Signore farà azioni glo-riose che non ci sono mai state, come ha det[to], 12 perché curerà i feri-ti e farà rivivere i morti e darà l’annuncio agli umili, 13 colmerà i [po-ve]ri, guiderà gli espulsi e arricchirà gli affamati 14 e gli istr[uiti …] e tutti loro, come san[ti …]

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Una Risposta to “Festival Biblico – 2012 Stato degli studi sulla terza ricerca del Gesù storico”

  1. Giangius Says:

    Di solito salto a piè pari articoli che parlano di questo tema. Per la complessità e per la facile sbordatura in iniqui sprolqui di piccoli ignoranti.
    Ma devo dire che questa elencazione sintetica è precisa ed interessante.
    La suddivisione in “quest” pure è innovativa per me, perchè conosco alcuni autori soprattutto i primi (come quel “simpaticone” del Reimarus) ma non l’avevo mai visti raggruppati in questo modo.

    Avrei una domanda: cosa ha detto, in particolare, Penna sul frammento 4Q521?

    un saluto 🙂

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