Perché la Chiesa cattolica nelle sue espressioni esterne mostra tanta pomposità e tanta ricchezza che stride fortemente con la miseria del mondo?


Questo si chiede e mi ha chiesto Graziano in un suo commento a un post di questo blog, ho pensato di non rispondergli direttamente con un altro commento, ma di usare il suo quesito per aprire un post apposito, perchè credo che, magari in forma leggermente diversa, ma sostanzialmente uguale, molti non credenti, ma anche alcuni credenti, si facciano la stessa domanda.

Prima di rispondere però credo sia bene che ci chiariamo sui termini, in particolare su che cosa intendiamo per “pomposo”. Nel linguaggio comune questo termine ha un’accezione negativa, che di solito indica un’ostentazione e una vanagloria, ma in realtà il termine ha un suo specifico significato che è “Solenne e fastoso” oppure “Sfarzoso e appariscente” termini che, di per sé non sono per forza negativi. E’ chiaro dal contesto del quesito di Graziano che lui in tende il termine comunque con una valenza negativa. Inoltre lui parla delle espressioni esterne della Chiesa (ovviamente parliamo della Chiesa Cattolica anche se non è specificato) quindi dei riti e delle liturgie.

A mio avviso la risposta a questa domanda dipende molto dal nostro punto di vista, infatti i riti e le liturgie cattoliche sono ben codificate nei loro tratti essenziali e sono, sostanzialmente, gli stessi in tutto il mondo. Quindi la struttura di una messa, ad esempio, celebrata nella Basilica di San Pietro in Vaticano è uguale a quella di una messa celebrata nella piccola chiesa di una missione in Africa. Cambierà però l’aspetto esteriore del rito, ovvero in entrambe le celebrazioni ci sarà una Liturgia della Parola e una Liturgia Eucaristica, ma l’ambiente, il contesto e quindi anche tutti gli strumenti utilizzati per il rito, sebbene abbiano le stesse funzioni, saranno di qualità, materiali e valore molto diverse.

Spesso nelle celebrazioni che avvengono nei paesi più ricchi o con una forte tradizione cattolica si osserva che si usano oggetti lIturgici d’oro o di altri materiali preziosi, vesti raffinate e costose, incenso e profumi vari e spesso si svolgono in ambienti ricchi di storia e decisamente solenni e sfarzosi. E in effetti molte celebrazioni sono fastose, sono cioè belle. E’ questa la chiave di lettura che permette di comprendere il senso di certe scelte, la Chiesa infatti ha da sempre, nella sua storia prodotto bellezza. Le più grandi opere d’arte degli ultimi 2000 anni sono state prodotte all’interno della Chiesa Cattolica (la stessa Basilica di San Pietro in Vaticano è un’opera d’arte) o hanno come soggetto elementi della tradizione cristiana (si pensi ad esempio alla Pietà di Michelangelo). Questo perché il cristianesimo, e in particolare la fede cattolica produce bellezza e lo fa in ogni sua espressione. Lo fa ispirando bellezza, ma lo fa anche quando prega o quando celebra. Quindi è vero che nelle celebrazioni della Chiesa c’è sempre la ricchezza (questo accade anche nella piccola missione africana dove chi partecipa cerca di abbellire la celebrazione in tutti i modi possibili, donando il meglio che può), intesa proprio come modo di arricchire e rendere bella la celebrazione perchè la bellezza è una delle vie principali che porta a Dio, perché Dio è Amore e l’Amore è bello, è sempre bello. Certo poi ci possono essere casi in cui si esagera e si abusa, ma questo avviene dappertutto ed è poi lasciato alla coscienza dei singoli.

Ma tutto questo non stride con la miseria del mondo?

No, perchè per poter essere presente come fa oggi la Chiesa nel mondo (ovunque c’è povertà c’è la Chiesa) è fondamentale il rapporto con Dio, la presenza costante di Cristo nella sua Chiesa e quindi la celebrazione dei Sacramenti, celebrazione che deve essere sempre bella, non può essere altrimenti. E proprio tutto questo dà alla Chiesa Cattolica, da più di 2000 anni la capacità di essere sempre a fianco dei più poveri, nelle situazioni più disparate e anche di essere l’unica a intervenire concretamente e in maniera incisiva quando la necessità lo richiede (penso ad esempio alla donazione fatta dalla CEI per la carestia nel Corno d’Africa).

Certo se guardiamo la Chiesa con l’occhio avvelenato del nemico, dell’accusatore, di colui che vorrebbe che le cose fossero come le desidera lui allora la bellezza rischia di essere vista come ostentazione, come spreco, come vanagloria, ma Dio, Cristo e lo Spirito Santo sono bellezza e come tali vanno celebrati, con la bellezza.

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12 Risposte to “Perché la Chiesa cattolica nelle sue espressioni esterne mostra tanta pomposità e tanta ricchezza che stride fortemente con la miseria del mondo?”

  1. franco spazzini Says:

    argomento interessante perchè sempre di attualità! L’argomento, si pensi un pò, è stato inaugurato nientemeno che da Giuda circa duemila anni fa. E’ stato durante un banchetto, quando una donna ruppe un prezioso vasetto d’alabastro e versò il contenuto, profumo preziosissimo (precisa il racconto) sui piedi di Gesù. “Che spreco” dice Giuda, “si poteva vendere il tutto e con il ricavato aiutare i poveri”. Il commento di Gesù fu molto lapidario: “I poveri li avrete sempre con voi, lasciatela fare”. Annota chi scrisse l’avvenimento: “Giuda disse così perchè teneva la cassa ed era ladro!” Sì, io penso che dove si celebra il Signore non sia mai sprecata una giusta solennità: nel rito e negli oggetti usati. Non è forse vero che ad un banchetto di una nostra qualsiasi festa usiamo il servizio migliore? Chi di noi con qualche ospite a pranzo metterebbe in tavola piatti sbeccati!? Avrei molte altre cose da aggiungere, ma per ora va bene così. franco

  2. Silvano Valenti de Wiederschaun Says:

    2zzCodeste son chiacchiere contraddette da tutta la storia della Chiesa che è intessuta di appetiti mondani e repressioni cruente. Il sommo Dante che le azzecca tutte, credente ma spietato contro i simoniaci, definisce la sede del Tesoro di Pietro luogo “dove Cristo tutto dì si merca”. Avete argomenti per contraddirlo? Il Vaticano II mi ha illuminato: non sono diventato ateo, o agnostico come la maggior parte dei cattolici delusi, ma seguace di Plotino senza l’assillo del “benessere” materiale che la Chiesa disprezza a parole e persegue nei fatti. del

    • Davide Galati Says:

      Silvano, comprendo cosa sostieni, ma mi sembra sia leggermente fuori dal tema. Il punto non era se ci sono simoniaci all’interno della Chiesa, ma se il celebrare i riti della Chiesa Cattolica con un certo sfarzo non strida con la miseria largamente presente nel mondo.
      Poi, sicuramente, ci sono uomini di Chiesa che la tradiscono, così come ci sono mariti che tradiscono la propria moglie, ma questo è un altro discorso. Comunque ti ringrazio per la puntualità con cui segui quello che scrivo e anche per l’attenzione dei tuoi commenti.

  3. mikahel369 Says:

    S’io sono un Maestro di Yoga, quanti allievi avrebbero rispetto della mia professione se mi vedessero grasso come un elefante?

    Gli “allievi” cattolici o meglio Cristiani, sono allievi delle parole di Gesu’ non della chiesa, altrimenti non ve ne sarebbero piu’ da un pezzo.

    Se si vuole fare un discorso intellettualmente oneste, bisogna prendere il proprio credo e metterlo da parte, quindi analizzare il tutto da una prospettiva il piu’ possibile asettica, non inquinata dal nostro ego.

    Ecco perche’ ho fatto un esempio, anche Gesu’ ricorreva spesso ad esempi, storielle, per far si che il senso delle sue parole fosse trasceso aldila’ del proprio credo, ognuno cosi facendo trovava la sua verita’.

    Inoltre vorrei dirti di prestare attenzione alla tua chiusura filosofica (non prenderla come un offesa, ma come un tentativo di allargamento della stessa) relativamente al tuo commento “ovunque c’e’ poverta’ c’e’ la chiesa”, come a dire la Chiesa va li ad aiutare, allora in risposta si potrebbe dire: “ovunque c’e’ ricchezza c’e’ la chiesa, ovunque c’e’ la poverta c’e’ la chiesa, ovunque e’ la chiesa… ovunque c’e’ miseria morale!”

    Se un tavolo a 4 zampe allora un elefante e’ un tavolo?
    Hai iniziato te con i sillogismi, non io, e lo faccio solo per farti notare come sia controproducente per affrontare un discorso simile, ma controproducente per te.

    Chi scrive un articolo lo fa per se stesso, ovvero lo fa per capire meglio le cose e quindi per confrontarsi o lo fa per il proprio ego e mostrare i muscoli: sperando sia la prima, io ti invito a riaffrontare l’argomento allargando la tua visione e cercando altri esempi.

    Un esempio te lo faccio io, ma tu continua nella ricerca personale:
    ero ad Abu Dhabi per lavoro, paese schifosamente ricco, e di fronte al mio Hotel vi erano tante persone in attesa da almeno 20 minuti sul loro tappetino per le preghiera al sole (45′ gradi all’ombra) e hanno eseguito la preghiera che e’ durata in tutto 30′ minuti. Vi erano persone ricche (ricchissimi) vicino ai poveri, ma nessuno ostentava la propria condizione, tutti umilmente vicino l’un l’altro a pregare nella medesima maniera.
    Quanto credi possa durare una cosa del genere se da domani il ricco andasse a pregare seduto all’ombra con qualcuno che sventola e lo rinfresca mentre i poveri lo guardano dalla loro posizione?

    L’esempio e’ fondamentale, e’ la chiesa non puo’ essere un esempio… (San Franscesco d’Assisi docet).

    • Davide Galati Says:

      Ciao Mikahel, i Cristiani seguono le parole di Gesù, ma per i cattolici la Chiesa è la custode di queste parole e del loro significato. Questo vale per i cattolici, ovviamente chi la pensa diversamente la pensa diversamente.
      Non capisco però cosa c’entra il tuo commento con il mio articolo, che è semplicemente una risposta a una domanda precisa fatta e che, dice in sintesi: “pomposità” è un termine comunemente inteso come negativo, invece quella che qualcuno vede come pomposità è bellezza (tant’è vero che la maggior parte delle opere d’arte sono state prodotte in contesti legati alla Chiesa Cattolica). Bellezza del rito, della liturgia, che ha un suo scopo preciso.
      Sui sillogismi bisogna fare attenzione a usare termini coerenti: l’elefante ha le zampe, il tavolo ha le gambe, ma al di là di questo ribadisco e preciso ancora meglio quanto ho affermato, dove c’è povertà trovi la Chiesa, dove c’è ricchezza trovi la Chiesa, anche dove c’è miseria morale trovi la Chiesa (che non vuol dire che la Chiesa è una miseria morale, ma vuol dire che lì dove c’è miseria morale c’è la Chiesa che ama sempre, così come Cristo dove lo trovavi nei Vangeli? Era coi poveri, era coi ricchi, era con i peccatori, era con le prostitute, era anche con i soldati romani…) insomma ovunque c’è l’uomo lì trovi la Chiesa perché lì trovi Cristo.
      Poi io penso che ognuno abbia il diritto di scrivere gli articoli per la motivazione che preferisce. Io non li scrivo per me stesso o per capire meglio le cose (per capire meglio le cose leggo, seguo, mi confronto, discuto, ma non scrivo articoli) io li scrivo in risposta a delle domande che mi vengono fatte direttamente o che percepisco intorno a me. Oppure scrivo un articolo perché ho qualcosa da comunicare.
      Gesù non raccontava per parabole perché ognuno trovasse la sua verità, ma per portare tutti alla stessa Verità che poi si declina in un rapporto personale ( e quindi unico) con ciascuno di noi. Naturalmente questo è, in estrema sintesi, il mio pensiero sempre attento al Magistero della Chiesa Cattolica, ma che questo sia un blog cattolico penso sia chiarissimo sin dall’inizio.
      Ciao e grazie del tuo intervento.

      • mikahel369 Says:

        “Ma tutto questo non stride con la miseria del mondo?”

        Non e’ una mia domanda! E la mia risposta e’ SI, non si puo essere d’esempio e quanto ho scritto e’ per riflettere e far riflettere (io scrivo sempre con l’intento del confronto, altrimenti scriverei su un blog chiuso al pubblico).

        Ci sarebbero tante cose da controbattere alle tue affermazioni, ma si farebbe “notte” e si devierebbe dall’oggeto.
        Ognuno tragga le sue conclusioni, perche’ la mia risposta non e’ solo per te ma per chiunque legga e abbia voglia di riflettere su questi argomenti.

        • Davide Galati Says:

          All’interno del mio articolo ho cercato di spiegare perché, secondo me, questo non stride con la miseria del mondo. In alcuni dei commenti arrivati ci si è spinti anche oltre con considerazioni interessanti. Naturalmente c’è anche la tua posizione che è qui, pubblica, visibile e commentabile da tutti. Semplicemente io la penso diversamente e per le motivazioni che ho esposto.
          Su ogni cosa che scrivo ci si può confrontare, ma anche no.
          Il confronto è una buona cosa, ma non è sempre strettamente necessario.

          • mikahel369 Says:

            Io non ho parlato unicamente di confronto al plurale…
            ma ovviamente in un blog questo mi sembrerebbe il primo fine, altrimenti ci si pone su di un trono d’oro (per restare in tema) da cui non si vuole scendere.

  4. Uomovivo Says:

    Gli uomini non amano la pompa e lo splendore perché non sono abbastanza semplici da apprezzarli. Come diceva il buon vecchio Chesterton, c’è più semplicità nell’uomo che mangia caviale per impulso che nell’uomo che mangia cereali per principio.

    • Davide Galati Says:

      E’ verissimo, ho conosciuto persone che a parole amavano la semplicità, ma in realtà erano di quanto più lontano da essa esista, al contrario persone semplicissimo, ma che però amavano il bello in ogni sua forma…

  5. franco Says:

    certamente non è facile abbandonare le proprie convinzioni! Questo è vero per tutti noi. Se abbiamo un opinione, pensiamo sia giusta, e quindi difficilmente l’abbandoniamo. Cosa voglio dire? Ho letto i vari commenti: siccome tanti di noi vedono la Chiesa come un’istituzione piena di ricchezza….allora si rifiuta tutto, gettando l’acqua sporca con il fanciullino. Intanto bisognerebbe approfondire meglio anche questo assioma – ricchezza=chiesa=vaticano=papa=preti ecc ecc, dopodichè quanti sono gli uomini “di chiesa” che sono sparsi nel mondo nelle baraccopoli o nelle foreste di Africa, Asia e America! Non sono anche questi figli della Chiesa? Inoltre, ma ci rendiamo conto che tanti tesori racchiusi nelle nostre chiese non sono nemmeno disponibili! E poi? Vendessimo anche tutti questi tesori, sempre che ci fosse la possibilità di farlo e ci fossero compratori disponibili, forse che poi il giorno dopo, non ci sarebbe più la povertà sulla terra?! Ma perchè noi uomini ci difendiamo dietro a queste cose? Prima di tutto cambiamo noi stessi! Facciamo noi una vera “conversione” e vedremo il mondo cambiare! Per il resto lasciamo che la santa Messa sia celebrata con calice e pisside dorata, è il minimo che possiamo fare per rendere grazie a Colui che ha dato se stesso per tutti, morendo senza tenere nulla per Sè! Quando lo avremo veramente seguito, allora, forse, potremo giudicare……anzi proprio no, perchè Lui non lo ha fatto e non lo fa! franco

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