Finalmente ferie


Come da titolo, finalmente anche io andrò in ferie per cui, ci rivedremo dopo la metà di settembre spero riuscendo sempre a portare un aggiornamento interessante di questo blog che vedo essere sempre più apprezzato. Intanto vi saluto  con un semplice pezzo che ho scritto un po’ di tempo e che non ho mai pubblicato riguardo alcune affermazioni che il professor Piergiorgio Odifreddi fa in uno dei suoi libri… in realtà le cose da dire sarebbero molte di più, ma se dal momento che il buongiorno si vede dal mattino credo non valga proprio la pena perderci altro tempo.

Che il Signore ci sorrida sempre!

 

Nel suo libro “Perchè non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)” Piergiorgio Odifreddi inizia con un capitolo dal titolo “Cristiani e cretini” dove sostiene con certezza che il termine cretino deriva da cristiano e che “in fondo la critica al Cristianesimo potrebbe ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo”.  Subito dopo fa notare che essere Europei vuol dire avere la “faccia larga”, ma non essere cretini e quindi essere Europei non vuol dire essere cristiani (se non sei cretino non puoi essere cristiano sottintende simpaticamente il professor Odifreddi), naturalmente lo dice con ironia, col solito sarcasmo e irriverenza, ma senza voler offendere nessuno. Forse però varrebbe la pena di far notare all’autore del libro che l’etimologia della parola “cretino” non è proprio così certa, come si può verificare su un qualunque dizionario etimologico. E, sempre forse, è anche il caso di fargli notare che, applicando alla lettera la sua ineccepibile logica e il suo modo di ragionare allora, dal momento che la parola ateo è etimologicamente composta dalla parola theos che in greco significa dio preceduta da a (alfa) che in greco indica privazione, mancanza, letteralmente vuol dire “senza dio”, “privo di dio”; mentre la parola “deficiente” deriva, etimologicamente, dal verbo latino deficio che significa “mancare di” , “essere privo di”. Quindi risulterebbe che gli atei sarebbero dei letterali deficienti e che il pensiero ateo non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo.

Naturalmente non ritengo né che i cristiani siano cretini né che gli atei siano deficienti e non è mia intenzione insultare nessuno, ma solo far notare al professor Odifreddi le conseguenza della sua logica, della sua ironia e del suo sarcasmo sopratutto dal momento che lui si trova a essere Presidente onorario, immagino volontariamente e con merito, di un associazione di atei. Oltretutto penso che un certo tipo di sarcasmo e di ironia non serva proprio a nulla e invece di favorire un dialogo, un’accoglienza, un rispetto dell’altro al di là di ogni diversità acuisce proprio lo scontro, la facilità di insulto e la prevaricazione.

Volevo poi approfittare di questo breve articolo per una considerazione personale su quanto Odifreddi riporta intorno alle pagine 116-117 del medesimo libro. Lì si scatena in un’analisi su quanto costa la Chiesa allo Stato, arrivando addirittura ad affermare che, senza la Chiesa, o almeno senza i privilegi economici della Chiesa, lo Stato potrebbe dimezzare le tasse ai suoi cittadini. Si lancia così in una citazione di numeri e percentuali (in molti hanno fatto e faranno lo stesso, arrivando sempre a cifre molto diverse tra di loro a dimostrare forse che non c’è molta scientificità o razionalità nei loro studi che altrimenti dovrebbero divergere di molto poco), ma da bravo scienziato, da uomo razionale e da matematico dovrebbe sapere che tutto questo, da solo, non prova assolutamente nulla. Se volesse veramente sapere quanto la Chiesa “ruba” allo Stato grazie ai suoi privilegi dovrebbe completare la sua analisi calcolando quanto costerebbe allo Stato fare quello che fa la Chiesa se la Chiesa non ci fosse. Ovvero, supponiamo di eliminare dall’Italia la Chiesa, quindi togliamo tutte le parrocchie, gli oratori, i doposcuola, i centri di aggregazione sociale gestiti da associazioni religiose, i preti, i consultori, la Caritas, i Grest e chi più ne ha più ne metta. Poi calcoliamo quanto costerebbe allo stato avere delle strutture simili ovvero, per esempio, nel caso delle parrocchie, avere dei punti di aggregazione sociale (tralasciamo l’aspetto del culto, ma concentriamoci solo sull’aspetto sociale le cui ricadute coinvolgono tutti, anche i non credenti) dove trovi qualcuno disposto ad ascoltarti ventiquattrore al giorno, dove ci sono sempre delle attività per i giovani, per i più deboli, per i più sfortunati e naturalmente il tutto con persone retribuite regolarmente secondo i comuni contratti lavorativi del settore. Dopo che è stato fatto questo calcolo è sufficiente confrontarlo con quello precedente per vedere subito se è la Chiesa a “rubare” qualcosa allo Stato o se è lo Stato ad essere in debito con la Chiesa per quello che fa (io scommetto sulla seconda opzione, ma sono dichiaratamente di parte). Qui non si tratta di opinioni, di essere cristiani o atei, ma di essere semplicemente razionali, scientifici o semplicemente obiettivi. Non si può portare solo una parte del dato, sempre che sia corretta, e sostenere che questo sia il tutto, perché è solo una parte e rischia di ingannare (ammesso che non sia questo che si voglia), ma sopratutto mi sembra del tutto privo di ogni scientificità rispetto all’assunto che si vuole dimostrare.

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4 Risposte to “Finalmente ferie”

  1. jepitiegrace Says:

    Buone vacanze benedette, allora …. e soprattutto fresche 🙂
    Blessings

  2. Silvano Valenti de Wiederschaun Says:

    Odifreddi sarà un simpaticone aperto al dialogo, ma per me è un ateo e l’ateo è un cretino che non andrebbe confuso col cristiano, anche se oggi come oggi il cristiano rifulge poco. Ma come si fa, perdinci a credere in un creato senza creatore? Un bel botto e, voilà, tutto si crea dal nulla, in un ordine perfetto. Immaginiamo un tipografo matto che scaraventa in aria la cassetta dei caratteri mobili e i caratteri si compattano a terra nel testo d’un capolavoro letterario…

    Cretino da cristiano? Ovvio, ma discutibile.

    Premetto che la glottologia non è una scienza esatta e che l’etimologia sfuma spesso in barzelletta. Va riconosciuto tuttavia che, paradossalmente, essa si approssima talora alla verità più che un’altra scienza.
    Ligure, basco, etrusco e retico per quanto ben differenziati son parenti e la comparazione lessicale con certe parlate d’Africa, per quanto ne sappia, indizia una unità linguistica afro-mediterranea se non addirittura intercontinentale come si legge in Genesi e come asseriva un glottologo di tutto rispetto del primo novecento (Alfredo Trombetti). Un passino avanti in tale direzione è un mio sudato studio sul retico che mi ha avvantaggiato d’un capello su certi autorevoli baroni d’altre discipline che ora propendono ad una remota immigrazione di massa dall’Africa al nostro continente attraverso il Mediterraneo e l’Asia.
    Preambolo pedante, il mio, ma necessario per accreditare il conguaglio cristiano>cretino che convince un pelino di più della proposta del Littré: Kreide ‘gesso’ cretino parrebbe tuttavia confermata dal dialettale prealpino lombardo c r i s t i a n a significare ‘povero di spirito’.

  3. Ferruccio Bravi Says:

    RIPETO QUI IL COMMENTO PRECEDENTEMENTE MUTILO IN CODA Odifreddi sar un simpaticone aperto al dialogo, ma per me un ateo e l’ateo un cretino che non andrebbe confuso col cristiano, anche se oggi come oggi il cristiano rifulge poco. Ma come si fa, perdinci!, a credere in un creato senza creatore? Un bel botto e, voil, tutto si crea dal nulla, in un ordine perfetto. Immaginiamo un tipografo matto che scaraventa in aria la cassetta dei caratteri mobili e i caratteri si compattano a terra nel testo d’un capolavoro letterario… Cretino da cristiano? Ovvio, ma discutibile. Premetto che la glottologia non una scienza esatta e che letimologia sfuma spesso in barzelletta. Va riconosciuto tuttavia che, paradossalmente, si approssima talora alla verit pi che unaltra scienza. Ligure, basco, etrusco e retico per quanto ben differenziati son parenti e la comparazione lessicale con certe parlate d’Africa, per quanto ne sappia, indizia una unit linguistica afro-mediterranea se non addirittura intercontinentale come si legge in Genesi e come asseriva un glottologo di tutto rispetto del primo novecento (Alfredo Trombetti). Un passino avanti in tale direzione un mio sudato studio sul retico che mi avvantaggia d’un capello su certi autorevoli baroni daltre discipline che ora propendono ad una remota immigrazione di massa dallAfrica al nostro continente attraverso il Mediterraneo e lAsia medio-orientale. Preambolo pedante, il mio, ma necessario per accreditare il conguaglio cristiano>cretino che convince un pelino di pi della proposta del Littr: Kreide gesso cretino parrebbe tuttavia confermata dal dialettale prealpino lombardo c r i s t i a n a significare povero di spirito.

    Date: Thu, 23 Aug 2012 13:31:05 +0000 To: silvalentauser@hotmail.it

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