9.14 La carità


L’essenza della santità è nella carità che unisce l’uomo santo con Dio. La santità è la perfezione della carità, e la carità comprende i due grandi precetti dell’amore di Dio e del prossimo. E’ la volontà che agisce senza posa all’interno della debolezza umana, ma anche andando oltre essa, sempre nell’ottica di piacere a Dio.[1] Allora anche i carismi, i più straordinari, non sono segno di santità, ma solo la carità perfetta lo è.[2] E con la caritas coincide la pietas, capace di ascendere dai più umili stadi ai più alti dell’unione divina.[3] Santità è, d’altra parte, l’essenza originaria di Dio, come già avevamo visto nell’ebraismo di cui il cristianesimo non rinnega i principi e negli uomini la santità indica proprio la partecipazione alla santità divina.[4] L’intelligenza e i talenti particolari dei santi non si possono mettere allo stesso livello delle loro qualità morali e sarebbe molto sbagliato farlo.[5] Particolare è infine la santità di Maria, la madre di Cristo, perché è stata concepita senza peccato originale.[6] I teologi cristiani ammettono che tra gli amici di Dio vi possano essere anche anime elette di altre religioni. All’interno del cristianesimo tutte le confessioni accettano la dottrina dei santi, a parte i Protestanti. Le varie confessioni hanno invece una parte di santi in comune e alcuni santi propri e non vi è nulla che impedisca di vedere al di là della singola chiesa le virtù eroiche proprie del santo, fino allo stesso martirio.[7]

Il culto reso all’interno della chiesa ai santi ha una notevole importanza anche sociale, inoltre non è un ricordo dovuto a dei morti, ma un culto verso dei vivi nella gloria di colui che, per il cristiano, è il centro dei suoi pensieri e delle sue speranze.[8] Abbiamo accennato di sfuggita, dandolo per sottinteso, al potere di intercessione dei santi, ma per le chiese cristiane, eccettuate quelle protestanti, si invoca il santo perché interceda a favore degli altri fedeli. Inoltre i santi insieme alle preghiere dei fedeli ancora in vita possono aiutare le anime del Purgatorio, questo specificatamente nella Chiesa Cattolica che prevede la cosiddetta “Comunione dei santi”, ovvero l’unione delle preghiere e dei meriti dei santi per intercedere nei confronti delle anime dei defunti.[9] Sempre secondo la Chiesa Cattolica tutti i membri del corpo mistico di Cristo possono intercedere, fare da mediatori, presso il Padre tramite la preghiera di intercessione. Preghiera questa che è auspicata dallo stesso san Paolo e anche da san Giacomo, inoltre la mediazione dei cristiani non finisce con la vita, ma continua dopo la morte. Tra tutti i santi un valore particolare ha l’intercessione di Maria proprio per la sua particolarissima relazione con Dio.[10]

Concludendo torniamo alle tre differenziazioni della santità proposte da Festugière  e notiamo che il santo cristiano le accoglie tutte e tre con particolare attenzione alle ultime due. C’è nel santo cristiano uno stato particolare che esprime una relazione estrinseca col divino, ma decisamente più importante e rilevante è la relazione intrinseca che egli  stabilisce con Dio, corollario di questo è il comportamento morale altamente virtuoso. Oltretutto nel santo cristiano si fondono quegli aspetti propri dell’eroe, molte vite dei santi potrebbero soddisfare appieno lo schema di Raglan che abbiamo usato fin qui, abbiamo già accennato alla figura di Cristo, potremmo citare San Giorgio e Santa Giovanna d’Arco, ma gli esempi sarebbero molti di più. Evidente infine il carattere di mediazione del santo nel cristianesimo che arriva a soppiantare quello che avevano altre figure del passato, non solo, ma anche all’interno della stessa cristianità l’intercessione dei santi è preferita a quella degli angeli e quella di Maria è ritenuta l’intercessione principe per eccellenza.


[1] Delehaye H., Sanctus. Essai sur le culte des saints dans l’antiquité, …, pp. 243-246.

[2] Delehaye H., Sanctus. Essai sur le culte des saints dans l’antiquité, …, p. 248.

[3] DE LUCA G., Introduzione alla storia della pietà, …, p. 26.

[4] GERARDI R., s. v. santità in Dizionario Teologico Enciclopedico, Ed. Piemme, Casale Monferrato 1997.

[5] Delehaye H., Sanctus. Essai sur le culte des saints dans l’antiquité, …, p. 250.

[6] GERARDI R., s. v. santità in Dizionario Teologico Enciclopedico, Ed. Piemme, Casale Monferrato 1997.

[7] Delehaye H., Sanctus. Essai sur le culte des saints dans l’antiquité, …, pp. 254-257.

[8] Delehaye H., Sanctus. Essai sur le culte des saints dans l’antiquité, …, p. 250.

[9] SMITH G., s. v. La Comunione dei Santi in Enciclopedia della dottrina cattolica, Ed. Paoline, Alba 1966.

[10] SMITH G., s. v. Maria Madre di Dio in Enciclopedia della dottrina cattolica, Ed. Paoline, Alba 1966.

 

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