9.3 Conseguenze dell’espansione del cristianesimo


Il cristianesimo nasce dunque come una setta giudaica che però sente il bisogno di dilagare al di fuori dell’ambito ebraico, ma non solo, esso trova un terreno pronto ad accoglierlo. Tutto questo fu dovuto indubbiamente a una originalità di fondo del messaggio cristiano e alla sua universalità. Non riguardava più l’ebreo, ma l’uomo. Si rivolgeva agli emarginati, a chi stava al limite della comunità, sia da un punto di vista nazionale, ma anche e soprattutto morale. Si rivolgeva ai “peccatori” e in questa sua unione, in questo suo rapporto diretto tra l’individuo e Dio e, attraverso il suo amore, con tutti gli altri individui stava l’elemento più originale e innovatore del messaggio cristiano delle origini. La salvezza è posta subito a portata di tutti, purché si torni al Padre, mentre le attese messianiche la ponevano alla fine dei tempi. Oltretutto, poco dopo la morte di Gesù, l’occupazione romana e la distruzione del Tempio infersero ai Giudei un colpo  terribile che favorì la ricerca della salvezza al di fuori dei confini e della religione nazionale. Si cercava di ritrovare spiritualmente la pace perduta, si consolidavano le differenze tra i cristiani e i giudei, con i primi sempre più consci di avere una fede non legata ad appartenenze etniche e valida per tutto il mondo, ecco allora che iniziarono a penetrare nel mondo ellenistico-romano. E trovarono un terreno fertile perché offrivano una base dell’esistenza a un mondo che ne aveva bisogno, inoltre predicando l’uguaglianza di ogni individuo costituivano un formidabile richiamo per le masse meno fortunate.

L’espansione però portò un doppio problema: da una parte il bisogno di una medesima unità di indirizzo, dall’altra la necessità di accettare la diversità di modi in cui il messaggio veniva recepito nelle varie culture. Venne allora creata un’autorità per uniformare le norme, già agli apostoli era attribuita un’autorità particolare, autorità a cui Paolo si oppose in virtù di una rivelazione personale. Alla fine tutto questo diede luogo alla formazione del papato e alle frequenti convocazione di sinodi e concili che definissero una linea comune nella dottrina, nelle liturgia e nell’accettazione della tradizione. L’effetto negativo fu però la perdita di quella fluidità che aveva caratterizzato fino ad allora il cristianesimo che si irrigidì sulle sue regole. Si cominciarono a fare delle scelte ben precise, a formulare e a promulgare delle dottrine ufficiali. Nacquero allora anche le eresie, ovvero quelle credenze che si allontanano dalla posizione ufficiale, cosa che prima non poteva di certo accadere. Ad esempio c’era chi non riteneva possibile la mediazione con Dio tramite l’opera del Figlio, ma sosteneva l’assoluta trascendenza e alterità divina, senza alcuna discendenza o mediazione, era questo il caso degli ariani.

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