Jesus – Géza Vermes


Recensione del Libro

 

di Gennaro Stammati

Géza Vermes

 

Jesus: Nativity – Passion – Resurrection

By Géza Vermes

Penguin Books – 2010 – £ 12.99

 

(Nell’originale inglese l’opera, già pubblicata in tre libri separati, è ora reperibile  in un volume unico).

 

(In lingua italiana è stato al momento pubblicato un solo volume:

Géza Vermes e P. Pellizzari:  La Passione – Ed. Queriniana)

 

 

 

L’autore:

Géza Vermes nasce il 22 giugno 1924 in Ungheria, nella cittadina di Makò, nel sud-est del paese, vicino al confine con la Romania. La famiglia è di origine ebreo-ashkenazi ma nel quartiere dove vive tradizioni ebraiche e cristiane vivono fianco a fianco senza troppi problemi di convivenza anzi, spesso ci sono scambi culturali dettati quanto meno da curiosità circa le diverse tradizioni.

Intorno al 1930 un forte vento di antisemitismo soffia in Europa: il nazismo comincia ad affermarsi in Germania e tre anni dopo, il 30 gennaio 1933, il potere sarà conquistato con la nomina di Adolf Hitler a cancelliere della Repubblica di Weimar.

La tensione è evidente in tutta l’Europa e gli ebrei più previdenti cominciano ad emigrare in altri paesi, specialmente in Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada (fra i tanti ricordiamo particolarmente il Premio Nobel per la Fisica, Albert Einstein). Gli ebrei più ottimisti decidono di restare nei paesi di origine ed alcuni di essi abbracciano il cristianesimo nella convinzione che la nuova religione li proteggerà da eventuali discriminazioni. Quest’ultima strada è quella seguita dalla famiglia Vermes: una decisione che però non li metterà al riparo dalle persecuzioni, tanto che il padre e la madre di Géza moriranno in uno dei tanti campi di sterminio nazisti.

Dopo la guerra troviamo il giovane Géza Vermes, scampato miracolosamente alla morte, a Budapest dove decide di approfondire la conversione e diventa sacerdote cattolico. Si trasferisce successivamente in Belgio dove prosegue gli studi, prima presso il St. Albert College e poi presso l’Università Cattolica di Lovanio. In quegli anni approfondisce le sue conoscenze sul giudaismo e sul cristianesimo, affronta lo studio sistematico delle lingue orientali e si dedica allo studio della storia.

Nel 1953 ottiene il dottorato in teologia con una tesi sul quadro storico dei Rotoli del Mar Morto, al cui studio e alla cui traduzione in lingua inglese si era dedicato fin dai primi anni dalla scoperta. Nel 1957, a seguito di una profonda crisi interiore, decide di lasciare il cattolicesimo e seguire le sue origini ebraiche.

Si trasferisce successivamente in Gran Bretagna dove insegna gli aspetti storici e linguistici orientali ed ebraici, prima presso l’Università di Newcastle upon Tyne e successivamente presso la più prestigiosa Università di Oxford.

Le sue opere:

Profondo conoscitore sia del mondo ebraico che di quello cristiano, Vermes ha scritto alcuni libri di grande interesse scientifico che hanno avuto successo in tutto il mondo. Fra i tanti ricordiamo:

a)      Nell’originale inglese:

  • Jesus the Jew: A Historian’s Reading of the Gospels, Minneapolis, Fortress Press 1973
  • Jesus and the World of Judaism, Minneapolis, Fortress Press 1983
  • The Religion of Jesus the Jew, Minneapolis, Fortress Press 1993
  • The Complete Dead Sea Scrolls in English, Penguin 1997 (2004 ed.)
  • The Changing Faces of Jesus, London, Penguin 2001
  • Jesus in his Jewish Context , Minneapolis, Fortress Press 2003
  • The Authentic Gospel of Jesus, London, Penguin 2004
  • The Passion, London, Penguin 2005.
  • The Nativity: History and Legend, London, Penguin 2006
  • The Resurrection: History and Myth, Doubleday Books 2008.
  • Searching for the Real Jesus, London, SCM Press 2010
  • The Story of the Scrolls: The Miraculous Discovery and True Significance of the Dead Sea Scrolls, London, Penguin 2010
  • Jesus: Nativity – Passion – Resurrection, London, Penguin 2010
  • “Jesus in the Jewish World”, London, SCM Press 2010

b)      Disponibili in italiano:

  • Gesù l’ebreo – Borla 1983
  • I volti di Gesù – Bompiani 2000
  • La religione di Gesù l’ebreo. Una grande sfida al cristianesimo – Cittadella 2002
  • La Passione – Queriniana, 2007

Il suo pensiero:

Al di là delle personali convinzioni dei lettori, degli estimatori e dei detrattori, Vermes è sicuramente un grande studioso di linguistica orientale antica; di giudaica; dei Rotoli del Mar Morto; di cristianesimo, non solo delle sue origini e delle sue fonti bibliche, ma anche dei Padri della Chiesa.

Nei suoi libri Vermes studia la figura di Gesù e cerca di penetrarne il pensiero per scoprire dove e in che cosa si scosti dalla grande tradizione ebraica. Se da un lato l’autore cerca la ebraicità di Gesù, dall’altro si domanda se era nella sua intenzione la creazione di una nuova religione o piuttosto era alla ricerca di un più profondo significato di quella esistente.

Il sito http://uticense.blogspot.com/2010/10/ricerca-del-gesu-storico-gesu-luomo_26.html (“Il Censore”, sito di critica letteraria) così descrive Vermes e commenta uno dei suoi libri “I volti di Gesù”:

Géza Vermes è uno dei più importanti studiosi del Gesù storico, che colloca pienamente all’interno della cultura ebraica del I secolo.

Per Vermes, Gesù era un ebreo osservante e pio, che proponeva una sua visione peculiare del Regno di Dio. Questa visione era prettamente ebraica e i suoi insegnamenti avevano radici chiare nelle scritture e nell’autorità carismatica.

A differenza dei farisei, che erano interessati ad una interpretazione legalistica ed elitaria delle Scritture, Gesù era un hasid, un uomo santo interessato principalmente agli aspetti spirituali, sacri e popolari della fede.

Capo carismatico, guaritore, esorcista e profeta, proclamava l’avvento del Regno di Dio come intervento diretto e prossimo futuro del Dio di Israele nel mondo.

La caratteristica peculiare di Gesù, che lo distingue da tutti i pensatori della sua epoca, era che combinava una figura estremamente carismatica (come ve ne erano altre all’epoca, anche se meno spiccate) con un messaggio grande e penetrante.

Questo gli garantì un successo che però ne decretò la fine: il favore che riscuoteva presso le fasce basse del popolo lo rese sospetto di sedizione presso le autorità politiche del suo popolo, e fu per questo arrestato e messo a morte.

Il libro:

Nel suo libro, Gèza Vermes ritrae il Gesù storico nei tre momenti fondamentali: la nascita, la passione e morte, la resurrezione. In 444 pagine la sua indagine scandaglia a fondo le scritture ebraiche, quelle cristiane, gli scritti di alcuni Padri della Chiesa e le fonti extra-bibliche.

Dal libro (come già visto nella descrizione fatta a proposito del suo precedente libro “I volti di Gesù”) traspare la figura del Gesù storico visto come un elemento molto vicino al chassidismo ebraico, insegnante carismatico, guaritore ed esorcista, profeta che annuncia la non lontana realizzazione del Regno di Dio. L’impressione che se ne ricava è che Gesù si confrontava con i farisei come un appartenente ad una fazione in contrasto con un’altra (un po’ come quella che si ebbe nell’VIII secolo d.C. fra “rabbaniti” e “caraiti”).

Nonostante questa opposizione però, il Gesù di Vermes non sembra tendere verso uno strappo violento con il giudaismo del tempo: le controversie descritte nei Vangeli (ed anche le discrepanze in essi contenute) si inseriscono nel dibattito normale all’interno del mondo ebraico riguardo l’osservanza della legge.

Secondo il mio personale giudizio, è uno scrittore che cerca solamente di ricostruire la figura del Gesù storico senza collocarlo in una visione trascendente. Nel suo lavoro, in cui comunque conferma la storicità del Cristo, si rintraccia un’accurata ricerca storica con precise citazioni delle varie fonti, il che dimostra la scientificità del suo lavoro ed una grande conoscenza delle diverse lingue parlate a quell’epoca. Nelle pagine finali e soprattutto nella bibliografia si riscontra anche una conoscenza approfondita del mondo moderno, dai Testimoni di Geova alle attuali correnti del giudaismo, dai libri scientifici a quelli di grande divulgazione (quelli pro o contro la storicità del Cristo ed anche quelli “romanzeschi” come “Il Codice Da Vinci” di Dan Brown).

Un’ultima nota prima di concludere: l’autore sembra molto conosciuto e citato in opere del mondo anglosassone, mentre sembra molto meno conosciuto in ambito neolatino. Comunque è citato dagli italiani Riccardo Calimari ne “Gesù Ebreo”; da Gianfranco Ravasi ne “La Buona Novella”; e dallo spagnolo Armand Puig I Tàrrech ne “Gesù”. Inoltre il suo nome appare anche nella bibliografia de “Il Gesù di Paolo VI” a cura di Virgilio Levi.

In conclusione Vermes lascia al lettore il giudizio definitivo sulla figura del Cristo, limitandosi a dire che la sua divinità è questione di fede e su di essa non è rintracciabile alcuna storicità.

*****  *****

L’articolo è uscito sia su “L’Ideale” sia sul “bollettino” ìnterno della “Tribù di Gesù” ma in tutte e due le pubblicazioni l’articolo è uscito ridotto nel formato:

  1. A.     L’Ideale: http://www.lideale.info/ReadArticolo.aspx?id=3412&par=c

                  16.03.2011

  1. B.    Il Clan http://www.YouBook.it – Marzo.2011

© Ricerca e redazione a cura di Gennaro Stammati

 

 

Rev. 03.11

 

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Una Risposta to “Jesus – Géza Vermes”

  1. Silvio Valenti de Widerschaun. Parroquia s..Bernardino al Avola, Res. Tarapaima, Caracas, Venezuela Says:

    Vabbè, siamo ormai persuasi da oltre mezzo secolo di battage che i circocisi sono una razza eletta, intoccabile, ingiustamente perseguitata nei secoli (perfino dalla Chiesa di Cristo nella quale eravamo tutti fratelli).
    Nondimeno, detto sommessamente in camera caritatis, pentimenti e blandizie della Chiesa attuale nei riguardi dei Iudaei deicidae non abbelliscono l’immagine della sposa i Cristo in caduta libera dopo il Vaticano II.
    Direi che la collusione col Sionismo è quantomeno una palla al piede del claudicante Cristianesimo che dovrebbe liberarsene nel suo interesse (non venale).
    SV

    Dat

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