7.13 La santità diMosè


Notiamo subito alcuni aspetti della vita di Mosè che rientrano in una casistica tipica dell’eroe. Egli è esposto quando nasce e supera diverse prove, oltretutto porta al popolo di Israele una nuova legge e nuove conoscenze. C’è però un aspetto della sua vita che è predominante su tutti gli altri, il rapporto strettissimo e personale con JHWH. Mosè è indubbiamente profeta, re e guida del popolo di Israele, anche eroe se vogliamo, ma in minima parte, egli è soprattutto mediatore tra JHWH e il popolo.

Ogni sua vittoria, ogni prova che supera non è dovuta a una sua forza personale o alla scienza che aveva appreso dagli egizi, ma è un dono di Dio. E’ dovuta alla sua preghiera che viene ascoltata ed esaudita. Oltretutto egli ha più volte un contatto ravvicinato con Dio e la santità di Dio si trasferisce, proprio sotto forma di luminosità, su di lui, tanto da rendere anche difficile guardarlo. Per la prima volta ci troviamo di fronte a un personaggio che rivela di possedere il terzo punto enunciato da Festugière, ovvero una relazione, intrinseca, del tutto personale, con l’elemento divino. Relazione che poi si concretizza esteriormente proprio in un rapporto di mediazione tra il popolo e JHWH. Mosè raccoglie le preghiere, le suppliche, lo scoraggiamento, la rabbia di Israele e le porta davanti a Dio. E’ questa santità a predominare su tutti gli altri aspetti, anche su quelli eroici.

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