7.9 Noè, eroe culturale


La storia di Noè ci appare come un compenetrarsi di elementi tipici dell’eroe e di altri più caratteristici del santo. Soffermiamoci sui primi, utilizzando anche lo schema di Raglan. Noè alla sua nascita non è abbandonato, però intimorisce tutti, suo padre è molto titubante se accettarlo o meno e lo fa solo dopo che è stato rassicurato da Enoc. Inoltre Noè ha diverse particolarità fisiche che ne segnalano il destino straordinario: i suoi occhi emanano raggi di luce, i suoi capelli sono insoliti, la sua pelle candidissima e oltretutto è già circonciso, in pratica egli già dalla nascita appartiene a Dio. Tutto questo soddisfa i punti uno e quattro dello schema di Raglan, mentre nulla sappiamo sulla sua morte e quindi nulla possiamo dire sui punti cinque e sei. Molto più interessanti e articolate le risposte che possiamo fornire per i punti tre e quattro. Indubbiamente Noè sconfigge uno dei mostri più terribili di tutti, quel diluvio per il quale valgono le stesse considerazioni fatte nel caso del diluvio mesopotamico. Il diluvio era la catastrofe maggiore che un popolo come quello ebraico potesse immaginare. Inoltre le prove che Noè supera sono molte e grazie a esse egli porta ogni volta agli uomini qualcosa di nuovo, dunque egli è un eroe culturale. Noè permette all’umanità di sopravvivere al diluvio e di entrare nel tempo storico, ma non solo, egli porge agli uomini le prime leggi, pianta la prima vigna, inizia l’umanità all’arte medica.

Eppure avvertiamo come profonda sia la differenza col Grande Saggio mesopotamico, anche Noè è scelto da Dio, ma il suo rapporto con JHWH è molto più personale, molto più diretto di quanto non fosse quello di Atrahasis. Dio parla con lui e tramite lui parla agli uomini, eppure Noè dubita, non prega quando potrebbe, si ubriaca, ma Dio rimane al suo fianco, continua a parlare con lui e tramite lui al resto dei mortali. Tutti questi aspetti diventano predominanti, come pure il suo ruolo di eroe culturale, infatti una delle prime cose che fa dopo aver lasciato l’arca è offrire un sacrificio in espiazione, infine non si dice nulla di un suo ritorno nel momento del bisogno, ma si premura con molta cura che una catastrofe come il diluvio non accada più. Si fa promettere da JHWH che ci sarà solo un diluvio quello che è già accaduto e in questo modo mette al riparo l’umanità dai rischi futuri.

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