7.6 La morte e la salvezza


Il rapporto con la divinità è decisamente personale, il dio adorato e servito è il dio di ciascuno che poi diviene quello dei padri, come risulta chiaro dal rapporto tra Dio e Abramo dove tale rapporto si estende su tutta la sua discendenza.[1] Sulla morte gli ebrei avevano due diverse prospettive. Nella prima essa era vista come il momento in cui veniva meno il respiro e il principio spirituale. Questo perché l’uomo è composto da diversi elementi che, al momento della morte, si scompongono. La carne torna alla polvere e così diventa impensabile la ricostituzione dell’individuo, la morte è allora un ritorno allo stato di caos originario. La seconda prospettiva vede l’uomo sopravvivere come un’ombra per un certo periodo, sempre con la forma umana e la capacità di provare dolore. Si tratta in pratica di forze vitali ridotte che abitano nello sceol, il regno dei morti.[2] In diversi testi sembra che il potere di JHWH si fermi nello sceol, in altri però una tale limitazione appare del tutto superata, anche se mai, in nessun testo, si parla di una creazione dello sceol da parte di Dio.[3] E’ possibile l’evocazione di morti dallo sceol, come viene narrato nel libro di Samuele, ma si tratta di eventi eccezionali, estremamente pericolosi, compiuti da persone in contrasto con la legge e che seguivano credenze molto arcaiche probabilmente di origine cananea o egizia.[4]

La redenzione nell’ebraismo è stata sempre pensata come un evento pubblico, non  privato, che si compie sulla scena della storia e nel cuore della comunità. E’ un qualcosa di impensabile al di fuori di una sua manifestazione nel mondo visibile, non è in alcun modo un evento interiore che si produce nell’animo del singolo.[5] D’altra parte l’idea messianica si è costituita sotto influenze storiche ben precise, non intorno a un astratto concetto di speranza per l’uomo.[6]


[1] Di NOLA A., Ebraismo e giudaismo, …, p. 8.

[2] Di NOLA A., Ebraismo e giudaismo, …, pp. 94-95.

[3] Di NOLA A., Ebraismo e giudaismo, …, pp. 96-97.

[4] Di NOLA A., Ebraismo e giudaismo, …, p. 99.

[5] SCHOLEM G., Concetti fondamentali dell’ebraismo, Marietti, Genova 1986, p. 107.

[6] SCHOLEM G., Concetti fondamentali dell’ebraismo, …, p. 111.

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