6.6 Romolo, eroe?


Non è da escludere che all’inizio la leggenda parlasse solo di Romolo e che la figura di Remo sia stata aggiunta successivamente per dare al consolato romano una consacrazione.[1] Dopo la morte si è sentita la necessità di divinizzare Romolo e lo si è identificato col dio Quirino.[2] Sono i senatori a fare a pezzi il cadavere di Romolo significando forse da una parte una corresponsabilità nella morte del re e dall’altra la volontà di appropriarsi collettivamente della regalità.[3] Ogni momento di fondazione di un nuovo ordine vuole una morte, così è stato per la morte di Remo, così sarà poi per la morte di Romolo.[4] Quirino è una divinità molto particolare, senza un carattere preciso e ben delineato, non può essere definito né una divinità agraria, né solo tribale, ma egli risponde un po’ a tutti i bisogni della comunità, sia in tempo di guerra che in tempo di pace.[5]

E’ evidente che con Romolo siamo di fronte a un eroe fondatore, anzi lo siamo con entrambi, con Romolo e Remo. Un eroe fondatore è segnato dalla nascita e la nascita gemellare, per diverse ragioni, è un segno non indifferente.[6] Poi subito dopo la nascita essi sono lasciati esposti e dovrebbe essere la morte certa se il dio non mandasse i suoi animali a prendersi cura di loro: la lupa e il picchio. La lupa ha diversi significati, innanzitutto è anche un animale infernale in quasi tutte le antiche civiltà occidentali e l’allattamento mostra un contatto col mondo dei morti che dona all’eroe la forza in virtù della sua natura particolare, esattamente come succede nei miti greci di Ercole, Teseo, Orfeo. Romolo è il primo uomo che entra nel reame dei morti a prendere posto fra gli dèi, è il primo uomo a trionfare sulla morte.[7] La lupa inoltre rappresenta l’ordine primordiale, quello che esisteva prima ancora della comparsa dell’uomo. L’apparizione di Romolo (e Remo) coincide col momento di creazione del cosmo, di un nuovo mondo, di una nuova epoca storica. Infatti essa incarna anche quella promiscuità sessuale che doveva esistere nei tempi primitivi.[8] La morte di Remo mette in evidenza un tratto costante nelle vite degli eroi. Il regno di Romolo inizia nel sangue così come finirà nel sangue, l’eroe è sempre e comunque principalmente un guerriero e infatti sono molte le guerre che intraprenderà (contro i Sabini, i Crustumeri, gli Antemnae, i Fidenati e i Veienti tra gli altri), ma egli è anche attivo in campo legislativo e religioso.[9]

Ora proviamo a verificare che risultato otteniamo applicando lo schema di Raglan alla figura di Romolo. Il primo punto trova piena corrispondenza, mentre i punti due, tre e quattro ci pongono più problemi. Romolo non sconfigge mostri e non supera prove, ma si riappropria del proprio diritto di nascita sconfiggendo chi lo aveva condannato a morte, oltretutto compie una serie di azioni guerriere che, senza ombra di dubbio, ne esaltano le capacità guerriere, ma non dimentichiamo, come dicevamo sopra che egli è anche il primo a fondare le prime istituzioni legislative e religiose. Manca invece ogni riferimento a una qualche particolarità fisica. I punti sei e sette sono soddisfatti alla perfezione, infatti egli viene rapito in cielo durante una funzione pubblica e non muore realmente ma diviene il dio Quirino. E proprio come Quirino egli è sempre a disposizione del suo popolo cosa questa che risponde anche al punto sette. Quindi l’eroe a Roma diviene figura storica, Romolo è una figura che sta proprio a cavallo tra l’eroe classico che abbiamo visto nelle altre religioni e in particolare in quella greca e il processo di storicizzazione dei miti tipico di Roma.


[1] RANK O., Il mito della nascita dell’eroe,  SugarCo, Milano 1987,  pp. 56-59.

[2] SABBATUCCI D., Da Osiride a Quirino, …, p. 16.

[3] SABBATUCCI D., Da Osiride a Quirino, …, p. 23.

[4] LIOU-GILLE B., Cultes “heroiques” romains, Société d’édition Les belles lettres, Paris 1980, p. 176.

[5] SABBATUCCI D., Da Osiride a Quirino, …, p. 30.

[6] LIOU-GILLE B., Cultes “heroiques” romains, …, p. 157.

[7] LIOU-GILLE B., Cultes “heroiques” romains, …, p. 206.

[8] LIOU-GILLE B., Cultes “heroiques” romains, …, pp. 160-163.

[9] LIOU-GILLE B., Cultes “heroiques” romains, …, pp. 170-17.

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