5.10 Sofos aner


E la pietà nel tempo si trasforma. Pietoso è l’uomo che onora nel modo dovuto gli dèi, ma la ritualità e le formule lasciano il posto sempre di più a un’unione intima della propria coscienza con una giustizia superiore, tanto che Sofocle nel Filottete scrive “Essere con gli dèi: perché tutte le altre cose le giudica seconde il padre Zeus. La pietà non muore con i mortali. Vivano o muoiano questi, quella non perisce.”[1] Alcuni riti, come quelli orfici richiedevano, per potervi accedere, un’intera vita di assoluta purezza morale.[2] Abbiamo visto come il termine hagios non sia mai riferito a un uomo, ma è davvero così importante? In realtà no, perché c’erano altri termini riferiti all’uomo greco, termini quali daimonios e theios che indicavano con la stessa forza la realtà intima che l’anima ha con il divino e la natura divina della stessa anima che permette una comunione mistica con la divinità.[3]

Quando l’uomo greco parla di santità e di vita santa parla di vita giusta e pura, e giustizia e purezza sono le due caratteristiche principali della divinità greca. Gli dèi sono i garanti della giustizia e della purezza, ma la purezza si fonde nella giustizia ed entrambe danno vita alla santità e quindi, secondo Platone, solo l’uomo giusto e puro al sommo grado potrà accedere alla suprema saggezza.[4] Dopo il VI secolo è sempre più forte una corrente di pensiero, in Grecia, che tende al misticismo. L’uomo deve sottomettersi infine ai disegni imperscrutabili del divino. Alla fine, più importante della sua conoscenza risulta essere il modo e la volontà con cui l’uomo ricerca dio.[5] Ma ci sono delle differenze fondamentali tra l’idea di santo/saggio greco e quella di santo cristiano. Il saggio greco, l’andreios, nel momento della prova afferma il suo valore di uomo o se è karteros afferma la sua pazienza e la sua fiducia e infine la sua magnanimità se è megalopsychos, ma il santo cristiano si abbandona al suo Dio, in lui si afferma la forza di Dio.[6]  Tutto questo dimostra che l’ideale greco non è il santo, ma il saggio, il sofos aner, Socrate a un certo punto che diventa modello da imitare e saggio è colui che cerca di vivere secondo i suoi principi.[7]

Il saggio greco cerca di liberarsi dal destino e dal mondo  attraverso le proprie risorse, mentre il santo cristiano cercherà di liberarsi dal peccato e quindi da se stesso grazie all’aiuto di Dio.[8] Da tutto quanto abbiamo esposto appare evidente come i Greci sentissero molto il senso del sacro, ma l’uomo santo era per loro l’uomo saggio, saggio in quanto sapeva onorare gli dèi nel giusto modo e allo stesso tempo sapeva liberarsi dalle schiavitù che il destino e la fortuna imponevano ai mortali. Non era una figura di mediazione, non veniva pregato per essere intermediario, non era un eroe di cui si doveva placare la collera o favorire la generosità, ma era un esempio.

Venendo quindi ai tre elementi caratteristici della santità enunciati dal Festugière possiamo dire che la santità greca è di primo tipo, in quanto si riferisce allo stato delle cose vicine al dio e alle persone giuste e pure, sagge. Ha però una relazione che è in parte estrinseca e in pare intrinseca con il divino, in quanto è grazie alla propria saggezza che raggiunge tali condizioni e perché in sé vi è un anima divina. E inoltre, proprio per il comportamento individuale che è moralmente virtuoso come logica conseguenza della giustizia e della purezza sfocia sovente nel secondo tipo. Non tocca il terzo tipo di santità perché manca quel rapporto diretto, personale, appunto intrinseco col dio. Come esempi di saggi santi potremmo citare molti dei pensatori greci, ma già abbiamo detto di Socrate che è la figura più emblematica in tal senso, sofos aner per eccellenza, egli è maestro ed esempio di santità e di virtù.

 


[1] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …,   p. 28.

[2] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, p. 29.

[3] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, pp. 31-33.

[4] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, pp. 34-35.

[5] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, pp. 37-39.

[6] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, p. 78.

[7] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, pp. 82-83.

[8] SANCHEZ LASSO De La VEGA J., Eroe greco e santo cristiano, …, p. 88.

 

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