4.6 Yama e Manu: eroi culturali


Possiamo considerare Yama e Manu eroi? E di che tipo?

E’ evidente che ci troviamo di fronte a due eroi culturali. Entrambi vivono in un’epoca che è pre-storica e sono proprio le loro opere a permettere la generazione del genere umano, la sua entrata nella storia. Esattamente come accadeva in Mesopotamia per il mito del Grande Saggio. Yama con la sua fedeltà alla verità permette all’umanità di nascere e, contemporaneamente ottiene l’immortalità, ma scopre un nuovo mondo, quello dell’aldilà di cui è signore. Manu, invece, all’umanità cui Yama ha permesso di nascere dona un ordine. Egli porta le leggi, ma soprattutto porta il sacrificio. E qui troviamo un ruolo di mediazione che però è una mediazione di rottura. Yama persegue la verità anche contro quello che poteva sembrare un ordine naturale delle cose voluto dagli dèi, come cerca di convincerlo Yami. Manu sacrifica la sua discendenza a metà delle offerte, né come prima, né come ultima e grazie al sacrificio rigenera il mondo che gli dèi avevano distrutto. Caratteristica che li accomuna entrambi è la grande devozione agli dèi, proviamo ora ad applicare loro la lista di Raglan.

Il punto primo ci lascia incerti, in quanto non possiamo dire se alla nascita essi sono stati abbandonati o esposti, sappiamo però che entrambi erano figli di una divinità, anzi erano fratelli, quindi lecito supporre che alla loro nascita abbia fatto seguito un qualche evento prodigioso. Oltretutto erano figli di una divinità non secondaria, in quanto evidentemente legata al sole e portatrice del fuoco all’uomo, così come Manu, dopo il diluvio, riporterà il fuoco agli uomini (e col fuoco il sacrificio, i due termini sono talmente legati da essere spesso quasi sinonimi).

Il punto due  e il punto tre si legano e la risposta è indubbiamente positiva. Yama sconfigge ben più di un mostro, sconfigge la propria paura della morte e il proprio egoismo e lo fa passando attraverso le prove che la sorella Yami gli pone. Yami lo tenta in diversi modi e sempre egli riesce a non cedere. Manu vince il diluvio, o meglio sopravvive a esso e prima di poterlo fare, ovvero prima di esserne degno ha anche lui la sua prova da superare: deve riuscire a prendersi cura del pesce, che altro non è se non un avatar divino.

Non abbiamo invece notizie di particolarità fisiche né di Yama, né di Manu, ma questo non vuol dire che non ce ne fossero, anzi. Yama deve essere indubbiamente bello, visto l’ardore di Yami nel voler giacere con lui. Non conosciamo poi la sorte di Manu alla morte, ma è chiaro che egli raggiungerà Yama nella beatitudine del Paradiso; Yama invece apre un cammino del tutto nuovo, va davvero in un cielo speciale perché egli è il primo ad inaugurarlo. Egli diventa l’eroe dei morti ed entrambi sono pronti a tornare per aiutare il proprio popolo. Yama aiuta ogni uomo che muore a raggiungere il mondo dell’aldilà e Manu torna, ogni volta che c’è un diluvio e il mondo distrutto va rinnovato. Quindi possiamo dire che ben cinque dei sette punti vengono soddisfatti e che gli altri due ci rimangono semplicemente ignoti.

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