3.11 Sacerdoti e maghi


Si potrebbe pensare che qualche rappresentante del clero fosse considerato santo o visto come tale, ma il clero aveva un azione totalmente imperniata sul culto degli dèi. Al di fuori di questi compiti i preti erano normali cittadini, sia pure di una casta particolare. La religione popolare non ebbe nulla a che vedere con loro; i sacerdoti non avevano impegni di sorta con la gente comune. Una religione basata sul culto anziché sul dogma non aveva bisogno di ministri che ne illuminassero la fede nella mente del popolo. Anche per questo non esistevano organi di coordinamento tra i vari collegi sacerdotali.[1]

C’erano poi i maghi, ma la magia era vista solo come un mezzo, era individuata con un’entità divina ben definita, il dio Heka, e veniva invocata e usata soprattutto dagli dèi che nei miti se ne servivano abbondantemente. Tra gli uomini la capacità di usare il potere magico non era di tutti, ma solo dei maghi, a volte dei sacerdoti, che potevano avere accesso ai formulari magici e ai libri sacri, ritenuti molto antichi e a volte direttamente di origine divina.[2] Anche qui, come già perla Mesopotamia, il potere di operare magie non è legato a un potere personale, ma alla possibilità di accedere ai testi e di comprenderli e quindi di poter eseguire i rituali richiesti.

Dall’epoca dei Ramessidi in poi, la seconda fase del Nuovo Regno (1620), definita l’era della pietà personale, la frequenza degli appelli del singolo al dio aumenta. Nelle circostanze tristi della vita il fedele correva al tempio per chiedere l’intervento divino. E, a grazia ottenuta, vi tornava per dimostrare la propria gratitudine.[3] Per l’individuo il dio appare come un aiuto nel bisogno in molte circostanze della vita, mentre davanti a dio il singolo appare come un supplicante, anche se è evidente, nel linguaggio usato, una franca inadeguatezza a mettersi in relazione. Questo porta a un evento importante, l’ascesa della divinità trascendente. La divinità penetra in tutte le cose terrestri; ogni persona e ogni evento è inseparabile dal dio.[4]


[1] CIMMINO F.,Vita quotidiana degli egizi, …, pp. 106-107.

 

[2] DAVOLI P., L’Egitto antico, a cura di Sergio Pernigotti, …, p. 145.

[3] DE RACHEWILTZ B.,Gli antichi egizi, immagini, scene e documenti di vita quotidiana,  …, p. 79.

[4] BRESCIANI E., Testi religiosi dell’antico Egitto, …, pp. 830-831.

 

Tag: , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: