3.2 Cosmogonie, divinità e teriomorfismo


Osiride è stato inserito presto anche nella “teologia eliopolitana”, così detta perché accentrata sul dio Atum, il dio di Eliopoli. All’inizio esisteva solo Atum che, da solo, genera Shu e Tefnut, ovvero l’aria e l’elemento umido. Da questa prima coppia nascono Geb, il dio terra, e Nut, la dea cielo, che a loro volta saranno i genitori di Osiride, Iside, Seth e Nephtys. Esistono però altre cosmogonie: in quella menfitica, è Ptah, il dio poliade di Menfi, a creare ogni cosa col suo cuore e la sua lingua; nelle regioni delle cateratte del Nilo, il creatore, o meglio il modellatore del creato è il dio vasaio Chnum; in alcune cosmogonie si parla solo dell’emersione di una collinetta primordiale dalle acque del Nun, ma nella teogonia “ermopolitana”, Nun è personalizzato, avendo addirittura una moglie, dei figli ed è il progenitore del dio Amun, massima divinità di Tebe.

Caratteristica di ogni divinità egizia è di essere antropomorfa. A loro era dedicato un culto simile a quello mesopotamico, ovvero le loro statue, nei templi, erano, ogni giorno, vestite, ornate e nutrite. Le loro immagini erano spesso teriomorfe, avevano cioè forma animale, completa o più facilmente corpo umano con testa di animale. Non è chiara l’origine di questo teriocefalismo che è tipico della religione egizia e che non sembra avere riscontro in una motivazione totemica visto che sono assenti precisi legami tra l’animale scelto e la divinità associata, più probabile una funzione emblematica e convenzionale dei tratti animaleschi.[1] Vi è anche chi ritiene che questo aspetto sia legato ad una prima fase della cultura egizia, dove il popolo era in gran parte nomade e cacciatore, da qui l’identificazione delle divinità con animali. Solo successivamente, quando si va affermando una civiltà di tipo agrario, nascono le divinità “cosmiche”, espressione di elementi naturali quali il cielo, la terra, il sole o  la luna.[2]

Gli dèi per l’egizio erano lontani, nascosti, ciò per effetto d’un tragico distacco di cui riferiscono i miti. C’era stato un tempo in cui dèi e uomini vivevano insieme, ma una rivolta di quest’ultimi contro la dominazione del dio Sole aveva portato alla divisione dei due mondi. D’altra parte se gli dèi fossero presenti non ci sarebbe bisogno dello Stato che ha invece il ruolo di tenere i contatti col mondo divino.[3] Ed è il sovrano, dio vivente, figlio di Osiride, l’unico intermediario tra gli dèi e i mortali, suo compito è di governare in modo di mantenere la Ma’at, ovvero l’ordine cosmico. Un concetto fondamentale in un paese in cui la realtà e ogni suo aspetto erano concepiti come contrapposizione di opposti: bene e male, luce e buio, siccità e fertilità…[4]


[1] BRELICH A., Introduzione alla storia delle religioni, …, pp. 176-178.

[2] AA. VV. s.v. Egizi, religione degli in Enciclopedia delle religioni, Garzanti, Milano 1997.

[3] ASSMANN J., Potere e salvezza, teologia politica nell’antico Egitto, in Israele e in Europa, Einaudi, Torino 2002, p. 35.

[4] DAVOLI P., L’Egitto antico,  a cura di Pernigotti S., La Mandragora, Imola 1996, p. 116.

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