L’eroe nella religione Babilonese


 2.7 Atrahasis, il Grande Saggio, l’eroe del diluvio.

 Al contrario della figura del santo, la figura dell’eroe ritorna in molti miti mesopotamici, il più noto dei quali è sicuramente quello di Gilgamesh. Abbiamo scelto di non analizzare questa figura di eroe sulla quale tanto è già stato scritto, ma di studiare un altro mito importante che presenta un eroe di tipo diverso, un eroe culturale.

Riportiamo quindi una selezione del Poema di Atrahasis o del Grande Saggio, in realtà, la parte scelta è solo quella che riguarda in maniera specifica l’eroe, in quanto la prima parte narra della creazione dell’uomo e dei fatti che portarono poi gli dèi alla decisione di scatenare il diluvio sulla terra.

Il poema completo avrebbe dovuto essere lungo 1245 linee. La copia che è giunta a noi è stata redatta da Kasap-Aya (o Nur-Aya) nel 1646-1626 a. C., ma è decisamente probabile che il poema sia stato ideato almeno un secolo prima. Non è una traduzione dal sumerico né un adattamento di un’opera sumerica esistente perché ogni sua parte mostra tratti originali e tipici del periodo paleobabilonese. Ebbe una notevole diffusione, infatti ci restano i frammenti di ben sette manoscritti disseminati nell’arco di un millennio. Proprio uno dei frammenti più recenti ha portato alla conoscenza dell’opera, ma solo nel 1956 il danese J. Laessøe ricompose il puzzle formato dai vari resti e dimostrò che ci trovavamo di fronte alla più antica “Genesi” conosciuta che andava dalla creazione dell’uomo alla comparsa dell’uomo storico, passando attraverso il diluvio universale.

Nonostante l’incompletezza dei frammenti giunti si è stati in grado di ricostruire quasi i due terzi del poema. Alcune volte si sono persi interi passi e dove non è stato possibile intuirli perché non si rifanno a formule stereotipate, è stato facile comprendere il significato di ciò che manca dal senso del brano precedente e da quello seguente. E’ sicuro comunque che, nel corso delle sue varie riedizioni, abbia subito degli aggiustamenti formali, legati sopratutto al gusto dell’epoca per il quale veniva copiato, per questo noi riporteremo il testo più antico, quello di Kasap-Aya, completandolo, ove necessario, con fonti differenti che però sia semplice individuare grazie all’uso di leggere rientranze del testo.[1] L’opera non si preoccupa della teogonia, come invece accade nell’Enuma Elish o nel poema di Enki e Nimmah, ma inizia nel momento in cui alcuni dèi di secondo piano (gli Igigi) si ribellano perché sono gli unici a dover lavorare per tutti gli altri. La situazione preoccupa il consesso divino (gli Anunnaki) perché senza nessuno che lavori c’è il rischio che ci si riduca alla fame, ma non sembra vi sia soluzione finché Ea non ha un’idea.

Egli propone di creare un altro essere modellato dall’argilla umidificata e resa malleabile grazie al sangue di un dio, in modo tale che la nuova creatura sia contemporaneamente divina e umana. Si tratta di un modello molto ben concepito che prevede anche la creazione del fantasma, ovvero di quel doppio che continua a sussistere dopo la morte e rende gli uomini partecipi, se non dell’immortalità, almeno di una sorta di durata. Ea trova la soluzione, ma chi la mette in pratica e la realizza è la dea Madre e Matrice universale, anche se da allora sarà sempre egli additato allo stesso tempo come il creatore dell’uomo e il difensore. E proprio questo, la difesa dell’uomo, si potrebbe intendere come il soggetto della seconda parte dell’opera che qui di seguito riportiamo.

Fino al verso 351 si è narrata la vicenda che abbiamo riassunto e si è detto riguardo le prime opere degli uomini.

 

 

352           Milleduecento anni [non erano passati]

            [Che il territorio si trovò ampliato]

                        E la popolazione moltiplicata.

            [Come un to]ro il pa[ese] alzò tanto la voce

355        Che il dio sovrano fu disturbato [dal baccano].

            [Quando Enlil ebbe udito] il loro frastuono,

            [Si rivolse a]i grandi dèi:

            “Il rumore degli umani [è divenuto troppo forte]:

            Non posso più dormire, [con questo bac]cano!

360        [Ordinate dunque che giunga l’Epidemia]

 

            361-363 perduti, annunciavano l’arrivo del flagello e i suoi primi disastri

 

            Ora, c’e[ra un certo Grande Saggio],

            Devoto di Enki, e molt[o valente],

            Che poteva intrattenersi co[n il suo dio],

            Il quale lo intratteneva volentieri [come interlocutore]!

            Il Grande Saggio [aprì dunque] la bocca

            E si rivolse al [suo] signore:

370        “Quanto tempo [questa Epidemia durerà? (?)]

            Ci si imporrà fino al[la fine] questa Peste?”

            Enki aprì la bocca

            E si rivolse al [suo] servitore:

            (“Convoca presso di te gli anziani, e di’ loro:)

            “Anziani, ascoltatemi!

375        […]al palazzo (?) […]

            [Ordi]nate ai banditori di pro[cla]mare

            A gran voce, nel paese:

            “Non rendete onore ai vostri dèi!

            Non implorate più le vostre dèe!

            Ma onorate soltanto Namtar:

            A  lui solo portate il vostro cibo!

            Queste offerte gli piaceranno,

            E, confuso da tanti doni,

            Sospenderà la sua azione malefica!””

385        In base a queste istruzioni, il Grande Saggio

            Riunì presso di sé gli anziani,

            E, [avendo ape]rto la bocca,

            Si rivolse ad essi:

            “Anziani! Ascoltatemi!

VIII:390    […] al palazzo (?) […]

            [Ordinate] ai banditori di proclamare

            [A gran vo]ce, nel paese:

            [“Non rendete più onore] ai vostri dèi!

            [Non implorate p]iù le vostre dèe!

395        Ma [onor]ate soltanto [Namtar]:

            [A] lui solo [portate il vostro cibo]!

            Queste offe[rte] gli piaceranno,

            E, confuso da tanti doni,

            Sospenderà la sua azione malefica!””

400        Obbedendo a queste in[giunzioni, gli an]ziani

            Costruirono in città

            Un santuario per Namtar

            E ordinarono [ai banditori] di proclamare

            [A gran v]oce, [nel paese]:

            “[Non] rendete [più] onore ai [vostri d]èi!

            [N]on implorate più [le vostre dèe]!

            Ma onora[te] soltanto [Namtar]!

            E a lui solo [portate] il vostro cibo!”

            Queste offerte gli furono gradite,

410        [E, con]fuso da tanti doni,

            [Sospe]se la sua azione malefica:

            [L’Epidemia li lasc]iò dunque,

            E nuovamente [prosperarono (?)]

 

            414-415 i due ultimi versi della tavoletta sono andati perduti

 

II/1:1      Milleduecento anni non erano ancora passati

            Che il territorio si trovò ampliato

                        E la popolazione moltiplicata

            Come un toro il paese alzò tanto la voce

            Che il dio sovrano fu disturbato dal baccano.

5           Quando [Enl]il ebbe udito il loro rumore,

            Si rivolse ai grandi dèi:

            “Il rumore degli umani è divenuto troppo forte:

            Non posso più dormire, con questo baccano!

            Tagliate loro dunque i viveri

10         E che diminuiscano le piante coltivate!

            Che Adad riduca a nulla le sue piogge,

            E che la piena, in basso,

            Non giunga più dalla sorgente!

            Che il vento (caldo) se ne vada

15         A rendere torrido il sole!

            Che le nuvole si ammucchino,

            Ma senza lasciar cadere la minima goccia!

            Che i campi diminuiscano il raccolto!

            Che Nisaba chiuda il suo “petto”!

20         Che non ci sia più allegria per loro

            E che […] sia ridotto(a) in fumo.”

 

22 sg. Il resto del testo è andato perso, ma è lecito immaginare che arrivinola Siccità e la fame promesse, che il Grande Saggio faccia un secondo appello a Enki e che quest’ultimo dia nuove istruzioni per fronteggiare il flagello.

 

g II: 5      [“Anziani! ascoltatemi!]

            […il palazzo (?)…]

            [Ordinate ai banditori di proclamare]

            A gr[an voce, nel paese]:

            “Non rend[ete più on]ore ai vostri dèi!

10         Non implorate più le vostre [dè]e!

            Ma [onora]te soltanto Adad:

            [A lui so]lo portate il vostro cibo!

            [Queste offerte] gli piaceranno,

            E, confuso da tanti doni,

15         Sospenderà la sua azione malefica:

            Al mattino, farà piovigginare,

            E la notte, di nascosto,

            Condenserà la rugiada,

            Così che i campi, in segreto,

                        Ritroveranno il raccolto!””

20         Si costruì dunque, nella città, un santuario a Adad

            e si ordinò ai banditori di proclamare

            A gran voce, nel paese:

            “Non rendete più onore ai vostri dèi!

            [Non] implorate più le vostre dèe!

            Ma onorate soltanto [Adad]:

            A lui solo [portate] il vostro cibo!”

            Queste offerte gli piacquero,

            E, [co]nfuso da tanti doni,

            [Sos]pese la sua azione malefica:

30         Al mattino, fece piovigginare,

            E la notte, di nascosto,

            [Cond]ensò la rugiada,

            [Così che i campi, in se]greto,

                        Ritrovarono il raccolto!

            [La Siccità/Carestia(?)] li lasciò dunque

35         E nuovamente […] loro […]

 

36 sg. la fine della colonna, circa quindici versi ancora, si è persa. In base ad alcuni frammenti e da come prosegue la narrazione si può desumere che l’umanità riprenda prosperità e chiasso, mentre Enlil, di nuovo irritato per il rumore, non infligge un nuovo flagello, ma ripropone la siccità/carestia affidando ad Anu e Adad la sorveglianza che l’editto venga rispettato e nulla si può più fare al riguardo.

 

III:4        (Il Grande Saggio) trascorreva ogni giorno fra le lacrime,

            Dopo aver preparato, un mattino,

            Di che compiere fumigazioni […]

8+10       Prestava [attenzione] ai suoi sogni

11         [E costantemente, nel] santuario del suo dio,

12-14      Rimaneva [prostrato](?)], a piangere…

 

15-35 di queste linee rimangono solo dei brandelli dai quali sembra emergere che il Grande Saggio, non è chiaro se di sua iniziativa oppure consigliato, facesse degli esorcismi per eliminare le cause del male che stavano patendo gli uomini. Enki risponde all’esorcismo ordinando agli spiriti marini di intervenire, ma non è chiaro in che modo. In ogni caso questo tentativo di sistemare le cose non riesce e quando il testo riprende chiaro troviamo il flagello addirittura raddoppiato.

 

IV:1       In alto […]

            Mentre in basso la piena

            Non era più giunta dalla sorgente.

            La terra, dal […] seno, non aveva messo al mondo più nulla:

5              Le piante non erano più spuntate […];

            Non si vedeva più nessuno […].

            I pra[…] erbosi (?) seccarono;

            La pianura si coprì di salni[tro]!

            Il primo anno, si finirono le sco[rte];

10         Il secondo, si svuotarono i granai;

            Quando il terzo anno arri[vò],

            Tutti i tratti [si erano rovinati] d’inedia,

            [I visi] come ricoperti di malto (?)!

            E, a forza di diventare terrei (?) […],

15         I vi[si] sembravano avvizziti.

            Tutti si trascinavano, prostrati, pe[r le vie],

            Stringendosi nelle larghe spalle

            E occupando sempre meno spazio (?)

 

            18 sgg. mancano circa trenta linee e quello che resta non ci permette di comprendere

gli avvenimenti, forse Enki fa intervenire qualcuno o qualcosa per attenuare la carestia e questo causa le critiche di Enlil:

 

V:13’      Pie[no] di collera [contro gli Igigi]!

            “[Noi altri tutti], disse, i grandi

            Anun[naki]

15’        Noi abbiamo unanim[emente] preso [un impegno:]

            Anu [e Adad] sorvegliavano [le regioni in alto],

            Io, sorvegliavo la ter[ra, in basso].

            Poi è [intervenuto] Enki,

            [Per liberare gli uomini] strappando loro le cate[ne]

20’        E permettere ancora ad essi [un ricco tenor di vita!”]

            […]

            E Enlil avendo [aperto] la bocca

            [Si rivolse] a Nuska, suo paggio:

            “Che mi si porti qui i due complici (?)

25’        E che siano in[trodot]ti in [mia] presenza!”

            Li si fece dunque entrare

            E, rivolgendosi ad essi, Enlil-il-prode

            Disse loro:”[noi altri tu]tti, i grandi Anunnaki,

            Noi abbiamo unanimemente preso un impe[gno]:

30’        Anu e Adad sorvegliavano le regioni [in alto],

            Io, sorvegliavo la terra, in [basso]!

            Poi tu sei inter[venuto],

            [Per liberare gli uomini strappando loro le catene

            E per permettere ancora ad essi un ricco tenor di vita]!

 

34’sg. presenta una nuova grande lacuna. mancano le ultime 15 righe della V colonna e le prime 35 della VI. Dal seguito si evince che Enlil ha convocato un’assemblea       divina per decretare l’invio del diluvio e sterminare gli uomini una volta per tutte. Il testo riprende con Enlil che di fronte all’assemblea ricorda come i suoi ordini siano stati resi vani fino a quel momento.

 

36’        Adad ha [fatto (ri)cadere] le sue piogge

            E [l’erba] ha riempito le praterie,

            Mentre ricoprivano [il cielo (?)]

                        Nuvole cariche d’acqua!

            “No! Non nutrite più gli uomini!

40’        Non fornite loro più grano!”

            Ma stanco di restare nel suo angolo (?),

            Nel mezzo dell’assemblea degli dèi, il riso lo colse –

            Stanco di restare nel suo angolo (?),

            [Nel mezzo dell’ass]emblea degli dèi, il riso colse [Enki]

 

            45’-48’ quasi del tutto scomparsi. Enlil reagisce per questa mancanza di rispetto:

 

49’        “[Noi altri tutti], i gra[ndi Anunnaki],

            Noi [avevamo] unanime[mente preso un impegno.]

51’        Anu e Adad [sorve]gliavano le regioni in alto

            [Io], sorvegliavo la terra, in basso.

            Tu sei allora intervenuto,

            [Per lib]erare gli uomini, strappando le loro catene

55’        E per permettere ancora ad essi un ricco tenore di vita!

            […]

 

            VII:1-30 mancano del tutto. da un altro frammento paleobabilonese, il g, riusciamo a            conoscere il testo delle ultime colonne. Enlil ha deciso di scatenare il diluvio e gli dèi           discutono di questo di fronte a lui.

 

30’        [“Così io vi ho liberati del vostro pesante lavoro,]

            [Imponendo] la vostra fa[tica agli uomini],

            Voi avete [loro] allora [conc]esso il vociante (brulicare),

            Dopo aver anche immolato [un dio]

                        (Per concedere loro) lo “spirito”

            E tuttavia, [in se]duta, voi or[dinereste]

35’        [La loro eliminazione (?)]?

            Voi vi lascerete convincere a decidere

            Il loro ritorno al n[ulla]?

            Facciamo prestare giuramento (!) in questo senso, (voi avete deciso,)

            A Enki-il-principe (?)!”

40’           E Enki, riap[rendo] la bocca,

            Si rivolse (di nuovo) agli dè[i, suoi fratelli]:

            “Perché mi volete legare con un giuramento?

            Posso io levare le mani contro le [mie] cre[ature]?

            E questo Diluvio di cui voi par[late],

45’           Che cosa è? Io [lo ignoro]!

            Tocca a me provocar[lo]?

            No! E’ il compito [di Enlil]!

            Egli decida, [e comandi]:

            E allora, che Sullat e [Hanis]

50’           Si pongano [alla testa] (del corteo fatale);

            Che Ner[gal strappi] i puntelli delle paratie celesti;

            Che [Ninurta] vada

            A far straripa[re le dighe in alto]!

 

            54’ sg. mancano altre trenta linee circa. Vi è la discussione con la decisione finale.

 

VIII:34      Gli dèi presero allora la decisione finale:

            Un bel malvagio tiro Enlil ha giocato agli uomini!

 

III/1        Il Grande saggio aprì allora la bocca

            [E si rivolse] al suo signore

           

            3-10 si sono persi e comprendevano la supplica del Grande Saggio. Enki vuole            fermare il diluvio così invia al suo fedele un sogno per metterlo in guardia:

           

11         [Il Grande Saggio] aprì (ancora) la bocca

            [E si rivolse] al suo signore:

            “Spiegami il significato [di questo sogno],

            Che io ne comprenda [la portata]

                        E conosca le conseguenze!”

15         e [Enki], avendo aperto la bocca,

            Si rivolse al suo servitore:

            “Tu vuoi comprendere [questo sogno], dici.

19         Ebbene! Ricorda esattamente

18         Il messaggio che ti lascio:

20         “Parete! Ascoltami bene!

            Ricorda tutto quello che dico, palizzata!

            Abbatti la tua casa, per costruirti una barca!

            Separati dai tuoi beni,

            Per salvarti la vita!

25         La barca che devi costruire

            […] equilaterale –

            […]

            Coprila, perché, come nell’Apsu,

30          Il sole non si veda dall’interno!

            Sarà chiusa da tutti i lati,

            E la sua struttura dovrà essere solida,

            Il calafataggio spesso è resistente!

            Dopo, io ti farò piovere

35         Uccelli in gran numero e pesci in ceste””

            Enki aprì allora e riempì la clessidra,

            Regolandola per l’arrivo del diluvio, dopo sette giorni!

            Quando il Grande saggio ebbe ricevuto queste istruzioni,

            Riunì davanti a sé gli anziani

40         E, avendo aperto la bocca,

            si rivolse a loro:

            “Il mio dio non è [più d’accordo] con il vostro:

            Enki e [Enlil] sono infuriati!

            La cosa mi obbliga a lasciare [la vostra città (?)]

45         poiché io sono dev[oto a Enki]!

            Così egli ha dec[iso]:

            [Non] resterò più dunque nella [vostra città],

            Non met[terò più i piedi]

                        [Sul] territorio di Enlil,

            Ma io […] con gli dèi, e […]!

50         [Così] egli ha deciso!

 

            51 sg. le ultime cinque linee della colonna I e le prime nove della II sono andate          distrutte, è molto probabile che contenessero gli ordini di Enki.

 

II:10’      Gli anziani […]

            I carpent[ieri con le loro marre],

            I tagliato[ri di canne muniti dei loro mazzuoli di pietra].

            [I più piccoli portavano] il bitume,

            I più poveri [l’equipaggiamento]      

 

            15’-29’ sono linee molto rovinate che non ci permettono di seguire il seguito dei         preparativi. Alla fine intravediamo il Grande Saggio che inizia a caricare la barca:

 

30’        Tutto quello che aveva [d’oro],

            Tutto quello che aveva [d’argento];

            [Gli animali] “puri” (?) […]

            I più grassi (?) […],

            Li afferrò e li imba[rcò].

35’        [Uccelli] piumati del cielo,

            Greggi […]

            Anim[ali…] della steppa:

            [Tutti,] li imba[rcò].

            E, […] quando la luna [spa]rì (?),

40’        Invitò le sue genti ad un banchetto […],

            […],

            Dopo aver imbarcato la sua famiglia.

            [Si mangi]ò dunque copiosamente

            [E si b]evve in abbondanza.

45’        Egli, nel frattempo, non faceva che entrare e uscir,

            Senza mai sedersi, e nemmeno accovacciarsi,

            tanto era disperato e nauseato.

            Poi il tempo cambiò

            E Adad riecheggiò nelle nuvole:

50’        Non appena si sentì il boato del dio,

            Si portò del bitume per chiudere il boccaporto,

            E fu chiuso appena in tempo,

            Che Adad tuonò nelle nuvole,

            Tanto che un vento impetuoso, al primo colpo,

55’        Ruppe gli ormeggi e liberò la barca.

 

            56’ sg. si sono perse le ultime linee della colonna II e le prime della III

 

III:5        […] la tempesta

            […] attaccati (?) […].

            [Anzu arava] il cielo

            [Delle] sue [se]rre.

            [La tempesta colpiva] la terra,

10         Interrompendo il suo frastuono [come quando (si rompe) un vaso]!

            E, [scatenato] il Diluvio,

            L’Anatema passò

                        [Come la gue]rra sugli uomini!

            Nessuno vedeva più nessuno:

            [Nulla] era visibile in questa carneficina!

15         [Il Dil]uvio muggiva come un toro,

            E, [come] un’aquila [che str]ide

            Il vento [ululava].

            [Profonde] erano le tenebre,

                        Essendo il sole scomparso.

            [Le genti (?) morivano (?)] come mosche.

20-22      […]

 

23         […] il fragore del [Di]luvio

            Atterriva (?) anche gli dèi.

25          E[nki] era fuori di sé

            [Nel vedere (?)] i suoi figli travolti

            [So]tto i propri occhi!

            [Nin]tu, la grande Signora,

            Tradiva [il proprio o]rrore dalle labbra,

30         Mentre gli Anunnaki, i grandi dèi,

            [Stava]no là, prostrati da fame e da sete.

            A tale spettacolo, la dea scoppiò in singhiozzi,

            La levatrice divina, Ma[mmi] l’esperta:

            “Sparisca questo giorno (gridò),

35         Possa tornare nelle tenebre!

            Ma io, nell’assemblea degli dè[i],

            Come ho potuto, con loro,

            Prendere una tale estrema decisione?

            Enlil, con i suoi discorsi così astuti

40         Come quello della Tiruru famosa,

            Ha reso vane le mie parole!

            Sono tuttavia io, in persona

            Che avevo percepito l’invocazione d’aiuto degli uomini:

            Senza che io possa nulla, la mia progenie

45         E’ diventata come mosche abbattute!

            Come restare ancora qui,

            Soffocando, le mie grida in questa dimora di dolore?

            Salgo al cielo,

            Per non soffermarmi affatto

50         In questa dimora funesta (?).

            E’ lassù che si è recato Anu, nostro capo (?),

            E gli dèi, suoi figli, che hanno udito l’invocazione,

            Dopo avere, sconsideratamente, deciso il Diluvio

            E condannato l’umanità a questa ec[atombe]!”

 

            55 è andato perso così come le prime tre linee della colonna IV

 

IV:4       Così si lamentava (ancora) Nin[tu…]:

            “Suvvia! Si è dunque provocato [questo Diluvio (?)]?

            Gli uomini hanno riempito il mare

            Come moscerini il fiume.

            Come pezzi di legno,

                        Eccoli ammucchiati sulla spiaggia –

            Come relitti,

                        Eccoli accatastati sulla riva!

10         Vedendoli, versavo lacrime:

            Ora, ho smesso di lamentarmi per loro!”

            L’aver pianto le placò il cuore!

            Così Nintu gemeva,

            Manifestando (?) il suo turbamento (?),

15         E gli dèi, con lei, piangevano la terra.

            Sollevata dal dolore,

            La dea aveva sete di birra:

            Là dove lei si trovava, in lacrime,

            Essi anche ne avevano, come montoni

20         Stretti intorno all’abbeveratoio,

            Le labbra secche per l’angoscia,

23+22     E stremati dall’inedia.

            Sette giorni e sette no[tti]

            Continuarono burrasca, pioggia battente e [Diluvio]

            Là dove […]

            Fu abbattuto […]

 

29-53 sono le linee che ultimano la colonna ma sono andati perdute, così come le linee I-29 della colonna V. Sappiamo comunque che il diluvio è finito, la barca è approdata sul luogo dove poi si fermerà e forse sono già stati mandati uccelli, come verrà fatto in seguito, per vedere se si può sbarcare.          

 

30         [Disperse] ai quattro venti

                        [Tutto ciò che portava la barca],

            Poi servì [un pasto sacrificale (?)]

            Per provvedere al nutrimento degli dèi,

            [E fece loro una fumigazione odorosa. (?)]

            [Sentendo] il buon odore, [gli d]èi

35         Si radunarono intorno al banchetto, [come mosc]he!

            [Ma, quando] lo ebbero consumato,

            [Nin]tu si rizzò in piedi

            E, davanti a tutti, si compianse:

            “Da dove ci giunge Anu, nostro capo?

            E Enlil? Ha dunque partecipato al banchetto,

            Lui che, sconsideratamente, aveva deciso il Diluvio

            E condannato gli uomini a questa ecatombe,

            Tanto che voi avete preso con lui

                        Una tale estrema decisione?

45         Ora, i visi degli uomini

                        Sono spariti nelle tenebre!”

            Poi, avvicinando (le mani) alla grande-collana-di-”mosche”

            Che Anu [le] aveva […], disse:

            “Questa mia disperazione a causa loro,

            Era dunque il mio destino!

50         Che Anu mi sollevi dal mio sgomento

            E che mi illumini il viso!

            Fino al mattino, io voglio […]

VI:1       Nel […]!

            Che queste “mosche”

            Creino una collana di lapislazzuli per il [mio] collo,

            Per ricordarmi in eterno questo giorno [funesto (?)]!”

5           Ma, quando En[lil-il-prode] vide la barca

            Si riempì di rabbia nei confronti degli Ig[igi], (e esclamò):

            “Noi tutti, i grandi Anunnaki,

            Avevamo deciso insieme di prestare giuramento.

            A cosa è dovuto, allora, che un essere vivente

                        Sia scampato alla distruzione?

10            Come mai un uomo è sopravvissuto alla carneficina!”

            Anu aprì allora la bocca

            e si rivolse a Enlil-il-prode:

            “Chi dunque, tranne Enki,

            Avrebbe potuto far questo?

15         [Per quanto mi riguarda (?)] io non ho svelato il nostro progetto(?)!”

            Ma [Enki] aprì la bocca

            [E si rivolse] ai grandi dèi:

            “[Sì!] L’ho fatto, contro la vostra volontà!

            [Ho s]alvato un essere vivente […]

20-23      […]

            Calmati, [oh Enlil…],

            La pena da te scelta, è [al (vero) colpe]vole

                        Che tu dovevi infliggerla,

            A chiunque avesse disobbedito ai tuoi ordini!”

           

27-38 sono linee andate perse. Forse Enki sottolineava i motivi per cui aveva salvato gli uomini e, sicuramente, gli dèi decidevano di rendere immortale il Grande Saggio e di garantire da quel momento in poi il futuro dell’umanità. Non è chiaro se sia Enki o Nintu ad esprimere la propria soddisfazione alla fine della lacuna.

  

39         “Hanno preso una buona decisione […],

            [Io, mi sono tran]quillizato l’animo!”

            [Enlil] aprì la bocca

            [E si rivo]lse a Enki-il-principe (?):

            “Bene! Chiama Nintu-la-Matrice,

            E riflettete tutti e due nell’assemblea!”

45         [Enki] aprì allora la [bo]cca

            [E si ri]volse a Nintu-la-Matrice:

            “O divina [Mat]rice, [tu] che arresti i destini,

            Imponi dunque agli uomini la morte

49-51      […]

VII:1       In più, promulga una triplice (?) legge da applicare agli uomini:

            Presso di loro, oltre alle donne feconde,

                        Ve ne saranno di infeconde;

            Presso di loro imperverserà il Demone-che-estingue,

            Per rapire i bambini

5           Dalle braccia delle madri;

            Allo stesso modo, istituisci presso di loro donne consacrate:

                        Ugbabtu, Entu e Igisitu

            Con un loro particolare divieto

            Per preservarle dall’essere madri!

 

            9-41 e VIII:I-8 sono scomparse del tutto senza che si possa ipotizzarne il contenuto.

 

9           In qual modo, a dispetto [del Diluvio] da noi deci[so],

10         L’Uomo è so[pravvissuto alla carneficina]!

            Tu, oh sovrano dei [grandi dè]i,

            E’ in base alle [tue] istruzioni

            Che ho presentato questa Lo[tta],

            Alla [tua] gloria!

15         Questo Can[to],

            Che dopo averlo udito, gli Igi[gi]

            Esaltino la tua grandezza!

19         Uditemi dunque cantare

18                L’universale Diluvio![2]

 


[1] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, …, pp. 561-563.

 

[2] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, …, pp. 574-590.

 

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