Mesopotamia – La religione: cenni generale


2.1 Pantheon e antropomorfismo degli dèi.

E’ necessario iniziare con una precisazione: la religione della Mesopotamia che andremo ad analizzare, e che è sostanzialmente composta dai miti e dai culti dei popoli sumero-babilonesi, non è una religione “storica”, ma è ancora legata al concetto di religione etnica di tipo “primitivo”. Si tratta del primo sistema religioso di passaggio verso forme di culto più complesse, ma il definirlo “primitivo”, indica sostanzialmente che esso esprimeva nel caso specifico un modello di cultura prealfabetico. In pratica, come accade per il diritto non scritto, non c’erano precetti formali, ma abitudini o schemi che permettevano a ciascuno di affrontare e risolvere i vari problemi giornalieri ricorrendo semplicemente all’analogia. Così il sistema religioso presenta soluzioni differenti, seppur simili nella loro struttura di base per lo stesso problema. E’ importante sottolinearlo per poter comprendere al meglio il sistema religioso mesopotamico. Anche se non ci addentreremo nei dettagli, ma ne esamineremo marginalmente solo alcuni aspetti specifici, sarà ugualmente chiaro come la religione prevedesse regole vaghe, implicite, orientamenti di massima che si acquisivano per educazione, cultura e tradizione.[1]

Per i fedeli il rapporto con gli dèi è sempre stato improntato alla consapevolezza forte della distanza che li separava da loro. Li ammiravano e li rispettavano, ma erano troppo distanti per provare affezione, questo sul piano pratico ha impedito la formazione di un apparato mistico e il rapporto fedele/divinità è sempre stato simile a quello servo/padrone.[2]

Di fronte alle potenze, inspiegabili, della natura, gli abitanti della Mesopotamia crearono per ognuna di esse una individualità simile alla loro, attiva, spontanea, riflessiva. Un potere occulto ed enigmatico che ne era al contempo motore ed anima. Una personalità che avesse le nostre stesse capacità, ma a un grado incredibilmente superiore e che fosse priva di tutte le nostre debolezze. Diedero così vita a quel fenomeno che noi chiamiamo antropomorfismo. Ecco allora la nascita di oltre mille divinità, con denominazioni multiple per alcune che talvolta si confondono tra di loro o con il rischio di veder assurgere a divinità quelli che, in realtà, non sono altro che attributi divini.[3]

Ognuna delle principali divinità mesopotamiche è riconducibile ad uno dei grandi settori della natura. An è il dio della parte superiore dell’universo. Enlil è il dio della spazio aereo e mobile, dell’aria. Enki è il signore dell’Apsu, le acque sotto la terra. Utu è il dio del sole. Nanna della luna. Dilbat/Delebat del pianeta Venere. Iskur dell’uragano, della pioggia e dei venti. Enbilulu dei corsi d’acqua. Gibil del fuoco. Asnan della crescita delle piante. Lahar dell’accoppiamento del bestiame. Inanna del desiderio e dell’atto sessuale e così via.

Questi nomi subirono nel tempo, a volte, delle variazioni secondo le tradizioni predominanti nelle varie epoche, ma ciò non deve stupire, proprio per le ragioni che abbiamo detto sopra.[4]


[1] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, a cura di Bergamini G., Einaudi, Torino 1992, pp. 48-49.

[2] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, …, p. 49.

[3] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, …, p. 50.

[4] BOTTÉRO J., Uomini e dèi della Mesopotamia, …, p. 51.

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2 Risposte to “Mesopotamia – La religione: cenni generale”

  1. Gennaro Stammati Says:

    Molto interessante!!!!

    Bravo e grazie!!!

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