1.6 Santi, sciamani e donne


In apparenza esistono alcune similitudini tra i santi delle religioni monoteiste e gli sciamani, quasi la santità fosse un adattamento dello sciamanesimo, ma se è vero che sia il santo che lo sciamano di solito vivono un momento di crisi spirituale e che entrambi  hanno il potere di guarire e tentano di riconciliare la natura con gli uomini, bisogna sottolineare come il santo non entri in tránce quando effettua un miracolo. Egli si limita a invocare Dio, non si fa carico del male presente, ma usa tutte le sue arti di preghiera e di intercessione. Infine la figura del santo, anche se non nel periodo iniziale delle religioni monoteiste, si è molto presto caricata di un valore morale che lo sciamano non ha mai avuto.[1]

Un accenno particolare merita la figura della donna che, nell’accedere alla santità soprattutto nell’ebraismo, nell’induismo e nel confucianesimo segue vie diverse da quelle maschili anche se la presenza di divinità femminili (ad esempio Kali) o di eroine popolari (la cinese Ma-tsu) assumono prerogative e funzioni equivalenti a quelle dei loro omologhi maschili. Nel cristianesimo invece la santità della donna è maggiormente legata ai propri poteri soprannaturali.[2]


[1] VAUCHEZ A., s. v.  Santità in Enciclopedia, …, pp. 441-453.

[2] Cohn R. L., s. v. Santità in Enciclopedia delle Religioni a cura di  Eliade M., …, pp. 568-575.

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