Ma il preservativo aiuterebbe a combattere l’AIDS in Africa?


Oggi ho voluto fare una semplice prova, sinceramente pensavo fosse più facile, ma invece ci è voluto unpo’ per trovare i dati che cercavo, se qualcuno di voi ne conosce di migliori me li segnali ce li correggo. Questo piccolo esperimento non vuole essere nè esaustivo, nè scientifico, ma cercare di esplorare un argomento di cui si sente sempre parlare tantissimo, ma di cui forse sappiamo poco.

Mi sono messo a cercare in rete delle statistiche che dessero le percentuali di cattolici in Africa divise stato per stato. Non sono riuscito a trovarle, ho però trovato questo sito americano http://www.adherents.com/adh_predom.html che riporta un elenco di stati con almeno l’85% di cattolici che sono:

 

Andorra
Argentina
Aruba
Austria
Belgium
Bolivia
Cape Verde
Chile
Colombia
Costa Rica
Cuba
Dominican Republic
Ecuador
El Salvador
Equatorial Guinea
France
French Guiana
Gibraltar
Guadeloupe
Guam
Guatemala
Haiti
Honduras
Indonesia: Flores
Ireland
Italy
Liechtenstein
Luxembourg
Malta
Martinique
Mexico
Monaco
Nicaragua
Northern Mariana Islands
Panama
Paraguay
Peru
Philippines
Poland
Portugal
Puerto Rico
Quebec, Canada
Reunion
Saint Lucia
Saint Pierre and Miquelon
San Marino
Seychelles
Slovenia
Spain
Vatican City
Venezuela
Wallis and Futuna Islands

 

e poi un elenco di stati dove i cattolici sono tra l’85& e il 50%:

 

Angola
Belize
Brazil
Burundi
Congo
Connecticut
Croatia
Czechoslovakia
Dominica
East Timor
Hungary
Kiribati
Lithuania
Massachusetts
Netherlands Antilles
New Brunswick, Canada
New Caledonia
Rhode Island
Rwanda
Slovakia
Uganda
Uruguay

 

Ammetto di non essere molto portato in geografia, ma ho segnalato in grassetto quegli stati, tra questi che sono stati africani, ma potrei aver fatto qualche errore, segnalatemelo pure.

Poi ho provato a cercare una statistiche della diffusione dell’AIDS negli Stati Africani, l’unica che ho trovato è stata su questo sito http://translate.google.it/translate?hl=it&langpair=en|it&u=http://www.avert.org/aids-statistics.htm che google mi ha tradotto in italiano. La statistica si riferisce al 2009, ma intrecciando i due dati noto che in Guinea Equatoriale gli uomnini affetti da HIV sono 1,3%, in Angola il 2%, in Burundi il 3,3%, in Congo il 3,4%, in Ruanda il 2,9% e in Uganda il 6,5%. Se si guardano un po’ tutte le statistiche si nota come l’impressione sia che nei paesi dove la presenza di cattolici è maggiore il numero di malati da AIDS sia minore rispetto alle altre realtà.

Faccio molta attenzione però a parlare di “impressione” sia perchè leggere le statistiche è un compito sempre insidioso, sia perché mi rendo conto che questo è uno “studio” fatto molto all’acqua di rose. Ritengo però sia corretto sottolineare come la prima impressione sia questa e che forse allora il Papa, quando parla del preservativo non ha torto. Un’educazione al valore della propria sessualità e quindi alla fedeltà, ad esempio, è molto più utile come arma contro l’AIDS del profilattico che invece sembra essere solo un palliativo che nasconde molte più insidie che altro (infatti il messaggio che rischia di passare è: usa il profilattico e fai quello che vuoi; con tutte le conseguenze psicologiche e fisiche del caso).

Per finire vi segnalo questo articolo http://www.cogitoetvolo.it/index.php?option=com_content&view=article&id=755:aids-green-harvard-la-lezione-dellafrica-agli-stati-uniti&catid=67:luoghi-comuni&Itemid=141 di un professore di Harvard sull’uso del preservativo in Africa.

Alla luce di queste considerazioni il dubbio con cui ho intitolato questo articolo rimane tutto e mi sembra di poter propendere più per il no che per il sì.

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4 Risposte to “Ma il preservativo aiuterebbe a combattere l’AIDS in Africa?”

  1. Enrico Says:

    Ciao Davide, se mi è permesso vorrei aggiungere una cosa. La diffusione dell’AIDS in Africa è dovuta per lo più ad abusi e violenze che purtroppo sono molto diffusi; leggevo, circa un anno fa, un rapporto di MSF a riguardo. Con questo voglio sottolineare ancora un volta come il problema stia altrove rispetto all’utilizzo del preservativo. Non credo, francamente, che fornire gratuitamente le persone che si macchiano di tale violenze del preservativo porti ad una soluzione, è quasi ironico pensarlo. Con la frase: “Un’educazione al valore della propria sessualità” penso abbia già espresso l’unica e vera soluzione.

  2. alberto Says:

    disdicevole…nel 2011 c’e’ ancora gente come te

    • Davide Galati Says:

      Esattamente cosa è disdicevole? Pensare con la propria testa? Informarsi? Verificare? Fare delle ipotesi diverse da quelle che i media propinano di continuo e da quello che è il pensiero comune? Se questo è disdicevole speriamo ci siano sempre persone così disdicevoli… se è altro quello che ritieni disdicevole, forse se lo avessi argomentato se ne sarebbe potuto discutere. Una semplice frase lapidaria, al limite dell’offensivo (ci ho pensato parecchio se pubblicarla o no, l’ho fatto più per mostrare qual è il tono usato di solito da chi attacca un certo modo di vedere le cose), invece non permette nessun confronto, nessuna discussione e semplicemente “ammazza” l’altro come qualcuno che sarebbe meglio non ci fosse… per fortuna c’è anche chi non è così.

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