Il Padre Spirituale


Sull’argomento del Padre Spirituale ho ricevuto delle riflessioni di un frate francescano polacco, mi sono sembrate molto belle e interessanti per cui o deciso di pubblicarle qui di seguito, perché siano un ausilio in più a tutti coloro che cercano una “direzione spirituale”:

” La direzione spirituale è un rapporto tra l’anima e lo Spirito Paraclito e viene mediato dalla Chiesa nella persona del Sacerdote. In ragione di questo fatto il presbitero è uno strumento che deve sempre prestarsi all’azione dello spirito. Non esiste un modello standardizzato di direzione spirituale ed è consigliabile pregare molto per ottenere il dono di un buon Padre Spirituale. Io penso che sia sempre bene che il rapporto tra il padre spirituale (che deve essere sempre un presbitero, non una persona che non abbia ricevuto almeno il secondo grado dell’Ordine Sacro) e il diretto sia dedicato alle problematiche più intime che riguardano quest’ultimo (cioè il diretto, la persona che chiede umilmente aiuto). Il rapporto di direzione spirituale deve essere coltivato con tanta fervorosa preghiera e con l’ausilio di tanta Santa Pazienza. Spesso può accadere che tra il padre spirituale e il diretto si generi un tenero affetto che potrebbe recidere immancabilmente il primitivo sinallagma tra l’anima e lo Spirito Santo (mediato dal padre spirituale). In questo caso è essenziale interrompere il rapporto di direzione spirituale. Per converso può accadere che il Padre Spirituale sia perfettamente incompetente e che non riesca a sondare in profondità i bisogni viscerali dell’anima (sebbene anche il diretto debba essere diligente ed esporre con criterio le sue esigenze). E’ consigliabile che il padre spirituale e il diretto si incontrino almeno una volta al mese o anche una volta ogni due mesi. Durante questo periodo d’attesa il diretto può mettersi in contatto con il Suo Padre spirituale se ne avverta il bisogno senza farsi lo scrupolo di lasciar trascorrere rigidamente il tempo d’attesa tra un appuntamento e l’altro. Rivolgersi a un padre spirituale a seguito di una delusione amorosa non è molto opportuno, ma anche in tal caso se il presbitero ha buona volontà può orientare con la Grazia dello Spirito il giovane che chiede aiuto, perché possa maturare cristianamente come uomo e apprendere dal dolore per la fine di un fidanzamento i frutti nuovi e più duraturi che il Signore gli ha riservato. Il Padre Spirituale è una grazia sublime e sebbene sia un semplice strumento, egli (soprattutto se è un uomo maturo, un sacerdote provato e anche con uno spiccato senso dell’humor) può camminare accanto alla persona e aiutarla a compiere un pieno cammino di maturità cristiana. Non dobbiamo mai dimenticare, peò, che l’unico vero maestro è lo Spirito Santo che dirige ed insuffla le anime dei Figli di Dio. L’affetto e il sostegno che il padre spirituale e il diretto nutrono reciprocamente è essenziale, ma sia sempre pegno di lode purissima a Dio. La direzione spirituale non è un rapporto a due (padre spirituale/diretto) ma un triangolo amoroso (Dio/diretto/padre spirituale (quest’ultimo con funzione accessoria)).
 Inoltre è sempre bene recarsi frequentemente dal confessore e non sempre dal Padre Spirituale; anche se molti presbiteri sono di questo avviso, è consigliabile che la figura del Padre Spirituale non coincida con quella del Confessore.
Si preghi per la qualità dei sacerdoti e soprattutto perché questi ultimi non ricusino mai di svezzare i figli che sono loro donati da Dio. Le esigenze della persona umana sono le esigenze della Chiesa stessa. “

3 Risposte to “Il Padre Spirituale”

  1. franco Says:

    condivido pienamente l’articolo. Secondo il mio parere l’unico punto su cui non mi sento in sintonia è quello in cui si consiglia che il padre spirituale ed il confessore non siano la stessa persona. D’accordo che se c’è l’esigenza della confessione si possa anche ricorrere ad un’altro prete, ma di norma ritengo che la stessa persona possa essere di grande aiuto per la crescita spirituale.

    • Enrico Says:

      Ciao Franco, anch’io condividevo il tuo pensiero, ma ho dovuto ricredermi. Qui si parla di padri spirituali, ma esiste nella Chiesa anche una forte presenza di madri spirituali che, per motivi intuibili, riescono meglio a capire e comprendere le problematiche del mondo femminile e, come tu sai, non posso celebrare il sacramento della riconciliazione. In questo caso, diciamo che la scelta è obbligata.
      Ho capito inoltre che la figura del padre spirituale e del confessore sono due figure ben distinte, non è detto che il confessore sia un buon padre spirituale e
      viceversa. Chiaramente ogni caso va preso singolarmente, nel blog viene dato un “consiglio” non un “diktat”; credo che le riflessioni riportate da Davide diano comunque un ottimo spunto per capire quanto sia importante una figura spirituale che guidi la persona e compartecipi alla creazione di un “triangolo amorso”.

  2. franco Says:

    Grazie Enrico, a volte abbiamo proprio bisogno di scambiare le nostre opinioni. Sono senz’altro un occasione di crescita reciproca. Non avevo per esempio riflettuto sulla possibilità anche di una “madre spirituale”. Chiaro anche il fatto che non sempre il confessore può essere il padre spirituale più consono alla situazione della persona. Da parte mia ho dato per scontato che la mia esperienza è molto positiva nella coesistenza in una sola persona delle due figure. Un carissimo saluto

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