La Parrocchia


Era un po’ di tempo che volevo scrivere due righe sulla parrocchia. Bene o male tutti sappiamo cos’è una parrocchia, che ci piaccia o no nella nostra realtà è uno dei punti di riferimento con cui sin da subito facciamo i conti. Non riporto la definizione di parrocchia che si trova nel diritto canonico, benché molto interessante e piena di spunti, perché invece volevo soffermarmi su due aspetti. Il primo è l’etimologia del termine che viene dal greco PAROIKIA, ovvero agglomerato di case e che, se pensiamo a come centro della parrocchia sia la chiesa e centro della chiesa il tabernacolo, potremmo quasi tradurre come il uogo in cui abita Dio tra le nostre case. Il secondo aspetto è che molto spesso mi capita di sentire di persone che sono scontente delle attività della loro parrocchia e ne vorrebbero delle altre. La Chiesa Cattolica è ricca di carismi e ci propone moltissime attività, a mio avviso però, le migliori, le più sane anche per la nostra crescita personale sono quelle che sono collegate a una parrocchia o che hanno alle spalle un movimento o una congregazione. Perché dico questo? Perché solo in una realtà di questo tipo si può fare una vera esperienza di Chiesa, ovvero di un luogo dove si cresce insieme, anche obbedendo, sbuffando, pazientando, aspettandosi. Ci sono molti di noi che magari si direbbero pronti a fare chissàcosa per Gesù, ma magari non sono capaci di stare nella loro parrocchia obbedendo a ciò che il loro parroco chiede anche, e sopratutto, se questo non piace. Oppure alle volte, se nelle nostre parrocchie non c’è nulla è perché siamo noi che dobbiamo proporre qualcosa, coi nostri carismi, con le nostre capacità al servizio della nostra parrocchia. Certo che se noi questi carismi, queste forze le rivolgiamo altrove allora la nostra parrocchia rimarrà sempre sguarnita e incapace di proporre qualcosa di nuovo. Invece spesso si disperdono le forze in iniziative anche interessanti, ma slegate da ogni realtà parrocchiale, magari molto intense emozionalmente, ma prive della capacità di dare un supporto nel tempo. Si rischia così di seguire Gesù solo sull’onda dell’emotività, una cosa bellissima, ma che si spegne presto quando ci si confronta col mondo e così si resta più delusi. In parrocchia, o in un movimento o in una congregazione questo non accade perché c’è un cammino, una struttura che ti accompagna sempre, in ogni momento. Allora lavoriamo per le nostre parrocchie perché siano sempre luoghi dove poter incontrare Gesù.

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4 Risposte to “La Parrocchia”

  1. Enrica Says:

    Mi piace molto il tuo articolo sulla parrocchia. Io mi trovo anche molto bene nella mia parrocchia: vivo in una parrocchia di Salesiani, dove si sente veramente di essere in una grande famiglia.
    Io non è che possa fare molto come attività nella parrocchia, ma con un gruppo, abbiamo aperto un negozio nel territorio della parrocchia, aperto a tutti, credenti e non, per incontri e approfondimenti sulla fede. Il Parroco, inizialmente un po’ timoroso, ci segue , ed è molto contento di questa esperienza. recentemente è venuto a benedire augurandoci di essere testimoni che sanno anche parlare di Gesù.

    • Davide Galati Says:

      Grazie Enrica del tuo intervento, sono molto felice di sentire della tua bella esperienza in parrocchia. Mi permetto solo di dire che quello ce tu fai non è poco, qualunque cosa riusciamo a fare non è poco, perché è il nostro meglio e il nostro meglio è sempre molto. E testimoni di Gesù lo si è anche così, nella modestia, nell’umiltà, nell’obbedienza, nel servizio che ci è chiesto non in quello che pensiamo di dover fare. Grazie di nuovo.

  2. franco Says:

    Ho letto, caro Davide, il tuo commento, e da parte mia, penso che sulla definizione di parrocchia, poco ci sia da aggiungere. C’è, a mio parere, però da precisare che, come facciamo per la nostra Italia, di cui tante volte ci lamentiamo, ma ci dimentichiamo che la socità la facciamo tutti assieme, anche la parrocchia la costruiamo tutti noi, assieme. Sì, è vero, il prete è importantissimo, però siamo sicuri di aver fatto tutto il possibile! Intanto non dimentichiamo che è un uomo come tutti noi, e quindi ha bisogno della nostra preghiera (prima di tutto), della nostra amicizia, della nostra presenza e del nostro aiuto. Io, per esempio, ma non per farmi bello, ho sempre offerto ai vari parroci che ho avuto nella mia vita, e ne ho avuti più d’uno, data la mia non più verde età, la totale collaborazione, offrendo, per quanto nelle mie possibilità un pò del mio tempo, dichiarandogli la disponibilità al servizio, là dove lo riteneva più necessario ed urgente. Ora non sto ad elencare tutti gli ambiti in cui mi sono “adoperato” per non “montare in superbia” che non è certamente una virtù, anzi…..provare, provare per credere. Tante volte il parroco sembra un pò “statico” ma tante volte è solo “solo”.

    • Davide Galati Says:

      Franco sono del tutto d’accordo con te. Speravo fosse emerso dal mio intervento, ma forse si è perso nella penna e ti ringrazio per averlo sottolineato. La prima risorsa per la nostra parrocchia siamo noi, coi nostri carismi, e se quando ci mettiamo a servizio non troviamo subito la corrispondenza che ci aspettavamo allora forse è per il nostro bene, perché possiamo imparare l’obbedienza, l’umiltà, la pazienza… Grazie Franco della tua testimonianza.

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