Zeitgeist, lo spirito del tempo


È da parecchio che gira in rete un filmato dal titolo Zeitgeist (che significa “spirito del tempo”). È un filmato diviso in più parti che, complessivamente, presenta una teoria secondo cui il mondo sarebbe controllato dal potere di poche persone, un potere nascosto nell’ombra. La parte che a me interessa prendere in esame è la prima, dove si parla di religione, in particolar del cristianesimo, e che dura, all’incirca, 35 minuti (le altre due parti sono dedicate al crollo delle torri gemelle e al crollo finanziario che ha provocato l’attuale crisi economica).

Se vi interessa è possibile scaricare questo articolo in pdf:  Confutazione Zeitgeist

Secondo il video il cristianesimo sarebbe una religione creata a tavolino, copiata da altri miti preesistenti con l’unico scopo di soggiogare le persone. Questo filmato e le conclusioni cui arriva si ritrovano spesso citate su forum, blog e siti di ogni tipo. Come esempio ne segnalo alcuni:

  1. http://tomorrowtrailer.blogspot.com/2008/09/zeitgeist-il-film-che-tutti-dovrebbero.html
  2. http://www.uaar.it/news/2008/02/13/zeitgeist-the-movie/
  3. http://frankokakusi.blogspot.com/2010/02/dimostrazioni-di-plagio-evidente.html

Inoltre lo si ritrova spesso citato in forum, non religiosi,  dove giovani e meno giovani finiscono col discutere di religione.

Zeitgeist è un filmato ben preparato, costruito in modo da presentare una serie di dati in maniera chiara e semplice. La prima volta che lo si guarda l’impressione generale è che dica cose vere. In realtà le cose non stanno per nulla come le presenta il filmato che, in maniera suadente e giocando con tecniche che ricordano la PNL (Programmazione Neuro Linguista), presenta errori, approssimazioni, forzature fino a pure e semplici invenzioni.

Un primo indizio che potrebbe aiutare lo spettatore ad accorgersi dell’inganno di programmi di questo tipo è il fatto che non sia mai citata una fonte. Ogni tanto si citano alcuni documenti, ma questo non significa citare una fonte. In questo modo lo spettatore non è posto nelle condizioni di verificare ciò che durante il filmato viene affermato.

Un secondo indizio, che si basa sul precedente, è che la presentazione fa leva sull’ignoranza dello spettatore perché presenta questioni troppo specialistiche, che di solito non appartengono alla normale cultura generale. In questo caso, infatti, non tutti possono conoscere di argomenti specifici e molto particolari quali quelli che il filmato presenta, quindi diventa ancora più complesso accedere a eventuali fonti per verificare l’attendibilità di ciò che viene detto.

Metodo, destinatari e fonti

Ho cercato di analizzare la prima parte del filmato, quella dedicata al cristianesimo, mettendo in rilievo tutte le inesattezze, le distorsioni, gli errori e i giochi linguistici usati per imbrigliare lo spettatore nel tranello delle ipotesi che vengono presentate.

Questa operazione è di per se stessa lunga e complessa, ha richiesto un duro lavoro, per nulla esaustivo. Avendo come obiettivo metodologico quello della semplicità di presentazione e di affidarmi al medesimo pubblico che si imbatte in video come Zeitgeist, ho cercato di fare una operazione il più possibile alla portata di tutti. Ad esempio, per evitare di riportare lunghi elenchi di testi specialistici che poi pochissimi avrebbero la possibilità di leggere, ho scelto di inserire tra parentesi i riferimenti a siti internet che riportano i dati che cito e che, a loro volta, sono corredati da una ricca bibliografia.

Molti collegamenti sono a Wikipedia perché è un’enciclopedia on-line completamente libera che, in molti casi, non è per nulla tenera col cristianesimo, anzi. Inoltre da Wikipedia è poi possibile avere una bibliografia sui vari argomenti. In questo modo chiunque può verificare, in modo abbastanza semplice, l’attendibilità di quanto scrivo e trarre da sé le proprie conclusioni. Certamente questo metodo soffre a sua volta di imprecisione, ma almeno è un primo livello di analisi su quanto nel filmato, invece, è dato per scontato, un livello che apre la mente a essere più attenta e critica e soprattutto a scovare quanto ci si possa lasciare influenzare in modo molto insidioso dal modo di presentare certi argomenti.

Se la lettura di questo testo dopo la visione del film comportasse una nuova comprensione del nostro modo di conoscere, e cioè una capacità critica, che evita lo scontato, che tenta fin dove è possibile di verificare fonti e documenti, allora mi riterrei più che edificato, anche dal lettore che di certo non ha nulla da condividere con la fede cristiana, ma almeno il desiderio umano della ricerca della verità per quanto possibile con un metodo condiviso e ragionevole.

Per facilitare il processo critico le parole espresse dal filmato sono state riportate. Alle affermazioni segue il commento con i riferimenti alla rete.

A conclusione segnalo alcune opere di divulgazione scientifica sulle origine del cristianesimo che seguono un metodo di indagine rigorosa, per cui non sono di lettura immediata, anche se monografie di questo tipo non possono che allargare gli spazi e gli orizzonti delle menti che pensano, cercano e interpretano, in particolare, la storia.

Lettura di Zeitgeist e commento critico

Iniziamo analizzando la trascrizione di Zeitgeist trovata sul sito italiano del movimento Zeitgeist (http://www.zeitgeistitalia.org/node/60).

Questo è il sole. A partire dal 10.000 a.C., la storia è piena graffiti o scritture che rappresentano il rispetto e l’adorazione della gente per questo elemento. Ed è facile comprendere perché; in quanto ogni giorno il sole sorge, porta la luce, il calore e la sicurezza, salvando l’uomo dal freddo, dall’oscurità e da tutti i predatori nell’oscurità della notte. Senza di esso, le civiltà capirono che il grano non crescerebbe e gli esseri viventi sul pianeta non sopravviverebbero. Questi dati di fatto hanno reso il sole l’oggetto più adorato di tutti i tempi. Allo stesso modo, prestavano molta attenzione anche alle stelle. Il rilevamento delle stelle consentiva loro di riconoscere ed anticipare eventi che si ripetevano nel corso di lunghi periodi di tempo, …come le eclissi e le lune piene. Hanno, pertanto, catalogato in gruppi la mappa celeste, in quelle che oggi conosciamo come costellazioni.

Segnalo una prima imprecisione: non è scontato che i primi graffiti che conosciamo siano del 10.000 a.C. La questione dei graffiti, o arte rupestre, è interessantissima. Proprio in Italia abita uno degli esperti sull’argomento riconosciuto a livello mondiale: il prof. Emmanuel Anati, ebreo, l’unico che riuscì a datare i graffiti della val Camonica ( it.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_Anati ).

Già da queste prime parole possiamo affermare che non sono dette delle cose completamente errate, ma quasi delle ovvietà, presentate come se fossero delle grandi rivelazioni. In realtà tutto il discorso sulle stelle è estremamente semplificato, per certi aspetti  un po’ troppo semplicistico. Questo è già un dato da tenere presente se si guarda il filmato una seconda volta, con occhio più attento: l’impressione che si ha subito è che per chi ha confezionato questo filmato non importi la precisione, quanto la spettacolarità.

Un altro aspetto che è importante notare subito riguarda l’uso di alcune parole. Ad esempio nell’espressione “salvando l’uomo dal freddo”, si sceglie il verbo “salvare” quando sarebbe stato molto più corretto e fluido in italiano utilizzare il termine “proteggere” . Perché scegliere fin dall’inizio questa parola? Guardando l’intero filmato diventerà chiara la risposta.

Per ora ci basti sapere che non si tratta di cavillare inutilmente sulle parole, perché proprio l’uso di certe parole non è casuale, ma permette al filmato di suggerire collegamenti, rimandi, evocazioni, che, se si usassero le parole corrette, non sarebbero possibili. Utilizzando la parola “salvando”, ad. esempio, si insinua una tematica che sarà fondamentale nei discorsi successivi. Il tema che di cui si vorrà trattare è proprio quello della salvezza, tipico della religione cristiana.

Questa è la croce dello Zodiaco, una delle immagini concettuali più antiche della storia umana. Essa rappresenta metaforicamente il sole mentre attraversa le 12 maggiori costellazioni nel corso di un anno. Rappresenta anche i 12 mesi dell’anno, le 4 stagioni, i solstizi e gli equinozi. Il termine “Zodiaco” si riferisce al fatto che le costellazioni sono antropomorfizzate, ovvero personificate come persone o animali.

Non esiste nessuna “croce dello Zodiaco”. Per verificare questa mia affermazione (fatelo è sempre opportuno verificare le affermazioni) è sufficiente digitare su Google “croce dello Zodiaco”. Tutti i risultati sono collegati al film Zeitgeist.

Non ho trovato alcun sito dedicato all’astrologia che parli di “croce dello Zodiaco”, quello che in astrologia esiste, invece, è la “ruota dello Zodiaco”. Fate una prova, cercate ora su Google “ruota dello Zodiaco” e osservate il tipo di risultati che si ottengono. Ma perché modificare il termine “ruota” con “croce”? Molto probabilmente perché in questo modo si crea una relazione immediata col cristianesimo.

In altre parole, le civiltà antiche non solo osservavano il sole e le stelle, ma li personificavano, elaborando mitologie circa i loro movimenti e le loro relazioni. Il sole con il suo potere di dare la vita e di salvatore era personificato come colui che rappresenta il Creatore invisibile ovvero Dio. Era conosciuto come il “Sole di Dio”, “la luce del mondo”, “il salvatore dell’umanità”.

Così pure le 12 costellazioni che rappresentavano le tappe del viaggio del Dio Sole e venivano identificate con nomi che spesso rappresentavano fenomeni naturali che si manifestano in quel periodo dell’anno. Per esempio, Acquario, colui che versa l’acqua, che porta le piogge di primavera.

Sarebbe interessante sapere esattamente dove e come il Sole era chiamato con questi epiteti: “Sole di Dio”, “la luce del mondo”, “il salvatore dell’umanità”. A questo punto sarebbe importante una citazione, un documento, un riferimento. Non si trova. Magari c’è, ma dove? Come possiamo verificare se l’affermazione è attendibile?

Non siamo di fronte a semplici errori o a scelte di semplificazione per divulgare con maggior forza una teoria, ma a un attento uso del linguaggio, a una meticolosa scelta di termini per trasmettere, subdolamente, dei messaggi che sembrino veri, ma che in realtà veri non sono.

Questo è Horus (Ra). È il Dio Sole dell’Egitto, risalente all’anno 3000 a.C. È il Sole antropomorfo e la sua vita è una serie di mitologie allegoriche del movimento del sole nel cielo. Dagli antichi geroglifici in Egitto, abbiamo appreso molto di questo “Messia solare”. Per esempio, Horus, essendo il sole, o la luce, aveva un nemico dal nome di Set e Set era le personificazione dell’oscurità notturna. E metaforicamente parlando, ogni mattina Horus vinceva la battaglia contro Set – mentre la sera, Set sconfiggeva Horus, mandandolo negli inferi. È importante notare che “l’oscurità contro la luce” o “il bene contro il male” sono fra le più onnipresenti dicotomie mitologiche mai conosciute e che si manifestano ancor oggi a vari livelli.

1. Le prime attestazioni che abbiamo di Horus sono superiori al 3000 a.C. e risalgono al periodo di storia egiziana detto “predinastico” che va dal 3900 a.C. al 3150 a.C. (http://en.wikipedia.org/wiki/Horus)

2. Poiché il culto di Horus è così antico e prosegue fino all’epoca romana, i miti che lo riguardano sono moltissimi e Horus tende, col tempo, ad assumere spesso caratteristiche proprie di altri déi. Quindi diventa anche difficile identificarlo in maniera univoca: quando si parla di Horus, come di miti simili, è importante per le conoscenze finora acquisite, sapere il contesto, l’epoca, i destinatari, etc. Nella sua versione più antica Horus è ricordato come il dio-falco, successivamente egli è anche il dio del cielo e come tale contiene il sole e la luna che diventano suoi attributi tanto che egli è anche chiamato “Horus dai due occhi” (http://en.wikipedia.org/wiki/Horus). Sarebbe interessante sapere da dove arriva la notizia che Horus fosse il sole antropomorfo, io non l’ho trovata da nessuna parte.

3. “Messia solare”, cosa significa e da dove proviene questo termine? Io non l’ho mai sentito, ho provato a cercare in rete e tutti i riferimenti che si trovano, sono riferiti al solo film Zeitgeist. Ma soprattutto quando e dove questo termine viene associato a Horus? Quello che ho trovato io e che potete facilmente verificare anche voi è il significato del termine Messia (http://it.wikipedia.org/wiki/Messia) che viene dalla parola ebraica mashia che significa “unto” (la traduzione greca kristos).

Quella del messia è un’idea tipicamente ebraica che poi diventa anche cristiana e che indica un uomo che, a un certo momento della storia, appare, salva il popolo dal male in tutte le sue forme, il più delle volte rappresentato da un potere vigente non riconosciuto, e da inizio a una nuova stagione, una sorta di restaurazione. Sulle caratteristiche di questo uomo, poi, la religione ebraica e quella cristiana si dividono, ma da nessuna parte si trova l’uso di messia in relazione al mondo egizio e di conseguenza in relazione a Horus. Inoltre c’è un motivo ulteriore per cui il concetto di messia non ha alcun senso applicato al mondo egizio. Nelle religioni rivelate come quella ebraica e cristiana, il messia è colui che si attende, che deve o dovrà venire per portare una salvezza. Per il mondo ebraico il messia non è ancora arrivato, per i cristiani si tratta di Gesù di Nazareth, per cui lo chiamano Cristo (“unto”). Nel mondo egizio invece troviamo la figura del faraone, termine che fino al XIV sec. significava “grande casa” e poi è stato attribuito al re. Il faraone era considerato di natura divina, Horo vivente, figlio di Ra (http://it.wikipedia.org/wiki/Faraone), quindi nella cultura egizia non c’era alcun bisogno di attendere una figura come quella del messia ebraico o cristiano: perché aspettare un uomo con poteri divini o un dio incarnato quando c’è già il faraone?

4. Il conflitto tra Horus e Set non è nei termini in cui viene presentato dal filmato. Horus combatte Set per vendicare il padre Osiride (fratello di Set) e nella battaglia taglia i testicoli allo zio e perde un occhio. Il mito del conflitto, probabilmente, nasconde le lotte tra l’alto e il basso Egitto. In uno dei miti successivi addirittura Set diventa l’eroe di Ra che aiuta combattendo per lui quando Ra porta il carro del sole in cielo. Quindi una situazione molto, molto diversa da quella presentata qui (http://en.wikipedia.org/wiki/Set_(mythology)).

Sinteticamente, la storia di Horus è la seguente: Horus nacque il 25 Dicembre dalla vergine Isis-Meri. La sua nascita fu accompagnata da una stella dell’est, e dopo la sua nascita, fu adorato da tre Re. All’età di 12 anni, era un insegnante adolescente prodigio e all’età di 30 anni venne battezzato da una figura nota come Anup e da quel momento iniziò il suo ministero. Horus aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui compiva miracoli, come la guarigione dei malati e il camminare sulle acque, Horus era conosciuto con vari nomi simbolici come “La verità”, “La luce”, “Il figlio eletto di Dio”, “il Buon Pastore”, “l’Agnello di Dio” e molti altri. Dopo esser stato tradito da Typhon, Hours venne crocifisso, sepolto per 3 giorni, dopodiché risorse.

Da quale fonte abbiamo queste notizie? Non si sa, il filmato non lo dice.

Vediamo invece, sinteticamente, che cosa possiamo sapere dalla storia, dai documenti riguardo le notizie su Horus riportate in questo brano:

1. Horus è nato il 25 agosto (http://it.wikipedia.org/wiki/Giorni_epagomeni).

2. Iside (Isis) non era vergine, era sposata a Osiride (Osiride) da cui ebbe Horus. La nascita di Horus fu sicuramente straordinaria, nel mito, ma non perché virginale (Iside recuperò tutte le membra di Osiride che erano state disperse da Set e ricompose il corpo del marito, tranne che per il fallo che non era recuperabile e che lei sostituì con un fallo d’oro). “Meri” è un aggettivo egiziano che può significare sia “l’amato” che “l’amante” e anche se non ne abbiamo testimonianza diretta, sappiamo che era usato spesso in unione a nomi di Faraone o di divinità, quindi può benissimo essere che sia stato usato in alcuni casi come appellativo di Iside (Isis). Nel filmato è chiaramente citato perché richiama, per assonanza fonetica, Maria, la madre di Gesù. Ma Maria è un nome proprio, esistente in greco e in ebraico, usato più volte, per diverse persone nei Vangeli, quindi un nome comune nel mondo ebraico. Maria in ebraico è Maryam che deriva dall’egiziano Myriham che significa “principessa” o “amata da Amon”. Qualcuno ritiene anche che derivi dal nome caldeo Mara che significa “afflitta, infelice”. Quindi si tratta di etimologie molto diverse e le eventuali somiglianze fonetiche sono solo casuali.

Riguardo Iside si può visitare sia la già citata pagina su Horus che  http://it.wikipedia.org/wiki/Iside .

Per l’etimologia del nome Maria ho consultato il sito http://www.nomix.it

3. Nessuna fonte egizia a noi conosciuta parla mai di una stella che annuncia la nascita di Horus e/o di tre re che lo adorano dopo la nascita (oltretutto, nessuno dei vangeli parla di tre re che adorano Gesù, per verificare cosa dicono i vangeli sui Magi – Mt 2,1-12 – e sulla stella vi consiglio di leggere  http://it.wikipedia.org/wiki/Stella_di_Betlemme).

4. Nessuna fonte egiziana nota parla di Horus che a 12 anni insegna o che insegna in maniera prodigiosa.

5. Anup non è altro che uno dei nomi più antichi di Anubi (altro che “una figura nota come Anup”), una divinità egiziana che non ha nulla a che fare con un eventuale concetto di battesimo, bensì con l’aldilà. Non si hanno notizie di un battesimo ricevuto da Horus, non se ne trova in nessuno dei testi riguardanti l’antico Egitto che ho consultato.

Esisteva in Egitto un “Battesimo dei Faraoni”? Il Faraone, anche se era considerato figlio di Ra, immagine di Horus e divino sotto tutti gli aspetti, era comunque un uomo e doveva prepararsi per il suo ruolo quando prendeva possesso del trono e ogni giorno perché avrebbe incontrato gli dei. A questo scopo adottava un rituale di purificazione. Il faraone era purificato da Horus e Seth che gli versavano addosso dell’acqua sacra, rappresentata nei geroglifici dal simbolo dell’ankh e del was, il primo rappresentante la vita, il secondo il dominio (in concreto erano, presumibilmente, dei sacerdoti con le maschere di Horus e Seth a versare l’acqua sul Faraone). Fu l’archeologo Alan Gardiner (http://it.wikipedia.org/wiki/Alan_Gardiner) a chiamare questo rituale “battesimo”, semplicemente perché la parola greca “baptizo” ha anche il significato di “purificare con l’acqua”. Per verificare quanto affermo vi segnalo questi due siti di egittologia http://www.reshafim.org.il/ad/egypt/institutions/house_of_morning.htm http://www.lesphotosderobert.com/Egypte/AbydosE/SethyTemple/premhypostyle/north01baptism.htm.

6. Su nessun testo si parla di un ministero specifico di Horus.

7. Horus aveva 4 seguaci, comunemente chiamati “I figli di Horus”, quattro divinità minori che aiutavano Horus soprattutto nell’imbalsamazione dei morti. I loro nomi erano Hapi, Tuamutef, Mestha e Qebhsennuf: sono le divinità che si ritrovano nei vasi canopi. Troviamo poi 16 seguaci umani e un non precisato numero di fabbri che lo aiutano in alcune delle sue battaglie. Tutte queste informazioni le potete trovare su uno dei testi più classici sulle divinità egizie, cioè Gods of the Egyptians di E. A. Wallis Budge, che si può facilmente consultare on-line: http://books.google.it/books?id=coxXaPPoBUUC&dq=mesniu&source=gbs_navlinks_s

Da nessuna parte si parla o c’è anche solo un riferimento a 12 discepoli (anche nell’ottica dello zodiaco la cosa non ha molto senso essendo Horus il cielo e non il sole).

8. Horus era una divinità, in qualunque mitologia, in qualunque religione, le divinità compiono miracoli. Sappiamo di miracoli legati alle guarigioni fatti da Horus bambino, ma non ho trovato alcun resoconto che riguardi altri tipi di miracoli.

9. Nessuno dei nomi citati nel filmato risulta essere stato mai associato a Horus, guardando sulla pagine di Horus di Wikipedia (http://en.wikipedia.org/wiki/Horus) si trovano alcuni nomi simbolici, ad esempio: “Horus dai due occhi”, “Horus il grande”, “Colui che è senza occhi”, “Colui che ha gli occhi” e altri, ma nulla di anche lontanamente simile a quelli citati nel filmato. Cercando in rete si trovano altri appellativi, come “Horus il bambino”, “Il pilastro di sua madre”, “Salvatore del padre”, “Signore del cielo”, “Dio dell’est”, “Dio dell’orizzonte”, ma sempre nessun riferimento a qualcosa che assomigli, anche vagamente, a quanto citato dal filmato.

10. Secondo il mito principale di Horus è suo padre Osiride a morire per mano di Set. In un’opera di Diodoro Siculo a Set viene associato Typhon, tratto dalla mitologia greca. In altri miti minori Horus, bambino, muore per la puntura di uno scorpione e viene salvato, in alcuni casi grazie alle magie del dio Thoth, non resuscitato. Al riguardo vi consiglio la lettura delle pagine di Wikipedia inglese dedicate a Osiride (http://en.wikipedia.org/wiki/Osiris) e a Horus: http://en.wikipedia.org/wiki/Horus o questo interessante sito sull’Egitto: http://www.touregypt.net/horus.htm . Mentre questo sito riporta anche le immagini della stele che parla della “risurrezione” di Horus: http://www.sacred-texts.com/egy/leg/leg11.htm. Inoltre da nessuna parte si parla di crocifissione e/o di sepoltura per tre giorni

Queste caratteristiche di Horus, anche se potrebbero non essere reali, sembrano permeare molte culture del mondo, in quanto si è scoperto che molte altre divinità presentano la stessa struttura mitologica generale.

Questa frase è incomprensibile e inquietante. Cosa vuol dire “anche se potrebbero non essere reali”?

Se vuol dire che le caratteristiche finora descritte sul dio Horus non sono reali, è una ovvietà dal momento che stiamo parlando di miti (lo sostiene lo stesso filmato).

Se vuol dire che le caratteristiche che sono state appena enunciate potrebbero anche non appartenere a Horus, la cosa è inquietante perché fino ad ora si è affermato il contrario.

In ogni caso noi abbiamo visto come tutte queste caratteristiche non appartengono a Horus. Anzi la storia di Horus, per quello che noi conosciamo, dal momento che le fonti di queste notizie non vengono citate, è molto, molto diversa.

E che cosa si intende per struttura mitologica generale?

Se intendiamo che c’è una divinità legata al sole allora più o meno tutte le culture ne hanno una, ma se parliamo di analogie tra miti vedremo come le cose stanno ben diversamente.

Prima di passare alle altre divinità, provo ad azzardare una semplice considerazione logica, sulla possibilità che la figura di Gesù Cristo sia stata modellata su quella di Horus: il mito di Horus è uno dei più documentati dell’antichità e all’epoca in cui il culto era vivo, uno dei più conosciuti; sarebbe stato assai insensato, da parte di chiunque, modellare un mito copiando in maniera così spudorata. Se ne sarebbero accorti tutti e nessuno ci avrebbe creduto.

Attis, divinità Frigia. Nato da una vergine, Nana, il 25 Dicembre, crocifisso, sepolto in una tomba e dopo 3 giorni, è risorto.

Se si vuole approfondire l’argomento, la pagina internet che vi consiglio è: http://www.tektonics.org/copycat/attis.html Se volete conoscere il mito di Attis, allora: http://it.wikipedia.org/wiki/Attis o http://en.wikipedia.org/wiki/Attis.

La prima cosa che salta all’occhio è che, da nessuna parte, è riportata la data del 25 dicembre riferita alla nascita di Attis, al massimo troviamo un 25 marzo legato alla sua “resurrezione”. Gli studi specifici su Attis non sono molti e i libri che ne parlano si contano sulle dita di una mano, oltretutto sono più focalizzati sul mito e sul culto di Cibele che su quello di Attis stesso. In ogni caso, in nessuno di questi testi si parla di una data di nascita di Attis fissata al 25 di dicembre. Il primo a nominare Attis è Erodoto (M. J. Vermaseren, Cybele and Attis: The Myth and the Cult. Thames and Hudson 1977) con un racconto molto modesto in cui non si parla della sua nascita, ma della sua morte che avviene durante una battuta di caccia. Successivamente il mito viene rielaborato e secondo versioni di molto posteriori (vedi sempre il libro di Vermaseren di cui sopra e, dello stesso autore, The legend of Attis in Greek and Roman Art. Brill, 1966) accadde che Zeus vedendo il monte Agdus, notò che ricordava la dea Rhea e così fece cadere alcune gocce del suo seme sul monte, da queste gocce spuntò una creatura selvaggia e androgina chiamata Agdistis. Agli déi non piaceva Agdistis così Dioniso lo ubriacò e mentre dormiva lo evirò. Dal sangue uscito dai genitali di Agdistis spunto un albero di mandorle o melograni (a seconda della versione del mito). Molto dopo questo, la ninfa Nana raccolse un po’ del frutto di quest’albero e ne mangiò, sparì e si ritrovò incinta di Attis.

Mi sembra chiaro che tutto si può dire tranne che si tratti di un parto verginale, tra l’altro decisamente del tutto dissimile da ciò che accadde a Maria, come narrato dall’evangelista Luca.

Se andiamo ora a vedere cosa dice il mito riguardo la morte di Attis ne troviamo tante versioni. Nella prima Attis si sposa e durante il banchetto nuziale appare Agdistis che fa impazzire tutti i convitati. La sposa di Attis muore e lui cade sotto un pino, si evira e muore. Agdistis vedendo questo e sentendosi colpevole supplica Zeus di riportarlo in vita, ma il re degli déi vi acconsente solo in parte così il corpo di Attis rimane incorrotto, i suoi capelli crescono e le sue dita si muovono di continuo.

In un’altra versione Cibele si innamora di Attis che invece le preferisce una ninfa. Allora Cibele uccide la ninfa e Attis impazzisce, si evira e dal suo sangue nascono fiori mentre lui si trasforma in un pino.

Poi troviamo anche una versione in cui Cibele sposa Attis e quando il padre di Cibele viene a saperlo lo uccide e ne nasconde il corpo.

In nessuno di questi miti, di cui abbiamo notizia da fonti antiche, si parla di una crocifissione, di una morte che duri tre giorni e di una vera e propria resurrezione.

A questo punto è necessaria una chiarificazione che appare lampante per chi studia il mito di Attis: tutte le informazioni che abbiamo sui culti di Attis e su parte della sua mitologia arriva da autori cristiani tardi (ad esempio Firmicus Maternus che scrive nel 350 d.C. circa, vedi http://en.wikipedia.org/wiki/Julius_Firmicus_Maternus ) e vi è la tendenza, da parte dei seguaci di questo culto, ad aggiungere teorie sempre più complesse col passare del tempo, proprio a causa della concorrenza del culto cristiano da cui molti elementi vengono copiati, ma senza coglierne il significato profondo (si parla ad esempio di resurrezione legata alla rinascita della natura, non di un corpo, è evidente che è un tipo di resurrezione molto diversa da quella di Cristo).

Krishna, dall’India, nato da una vergine, Devaki, con una stella dell’est che segnalava il suo arrivo, ha compiuto miracoli con i suoi discepoli, fu crocifisso e dopo la sua morte è risorto.

Su Krishna vi segnalo due fonti: la voce Krishna su Wikipedia italiano (http://it.wikipedia.org/wiki/Krishna) e inglese (http://en.wikipedia.org/wiki/Krishna). Su entrambe è facilmente verificabile come Krishna fosse l’ottavo figlio di Devaki (che quindi, sicuramente, non era vergine), nessuna stella dell’est ne segnalò la nascita, non morì crocifisso e non risorse dopo la morte. Compì dei miracoli, ma quale divinità non ne ha compiuti, visto che è tipico del divino così concepito, compiere prodigi?

Interessante notare come nella pagina di Wikipedia italiana ci sia un box di approfondimento che spiega da dove nascano alcune delle affermazioni fatte da Zeitgeist e come esse siano prive di qualunque fondamento storico (mi piacerebbe anche sapere, quali siano gli aspetti per cui si possano considerare simili le vite di Gesù e quella di Krishna, come è affermato nel box). Sempre nella pagina italiana consiglio di guardare la voce “discussione” (è in alto) da cui si evince come le notizie delle somiglianze tra Cristo e Krishna siano una completa bufala. Mi chiedo però perché in Italia questo filmato abbia una tale presa, tanto che, solo sulle pagine della nostra Wikipedia, si sente la necessità di dare queste precisazioni, se osservate la Wikipedia inglese non trovate nulla del genere.

Dioniso della Grecia, nato da una vergine il 25 Dicembre, era un insegnante viaggiatore che compiva miracoli, come trasformare l’acqua in vino, veniva chiamato anche “Re dei Re”, “l’Unigenito di Dio”, “l’Alfa e l’Omega” e molti altri, e dopo la sua morte, è risorto.

Ecco le pagine che Wikipedia dedica a Dioniso: http://it.wikipedia.org/wiki/Dioniso http://en.wikipedia.org/wiki/Dionysus.

Si nota subito che:

– Non c’è una data di nascita (l’unico che parla di un 25 dicembre associato al culto di Dioniso è Macrobius nei suoi Saturnalia ben 300 anni e oltre dopo Cristo http://en.wikipedia.org/wiki/Ambrosius_Theodosius_Macrobius )

– Non c’è nessun parto verginale nella storia e nei miti di Dioniso, anche nei suoi miti più vari il padre è sempre Zeus che seduce colei che lo genererà (di solito Semele).

– Da nessuna parte si trova scritto che fosse un’insegnante, compiva miracoli ed era un viaggiatore, questo sì. Tanto che ha viaggiato fino all’India secondo la sua mitologia, ma questo lo si ritrova in tutte le storie che riguardano déi, di qualunque genere. Di fondo è come dire di una persona che vive in una casa e mangia. Qual è la divinità che non fa miracoli e non viaggia?

– Nei miti di Dioniso, che sono molti, non si ritrova da nessuna parte che abbia mai mutato l’acqua in vino. Esiste solo un rituale, di molto successivo al cristianesimo, per cui delle giare lasciate vuote fuori di casa la sera, al mattino venivano trovate piene di vino.

– Nessuno di questi appellativi “Re dei Re”, “l’Unigenito di Dio”, “l’Alfa e l’Omega” si ritrova mai usato per Dioniso, ma vediamo perché:

– Non poteva essere chiamato “Re dei re” perché avrebbe avuto un titolo che, nel mondo greco, sarebbe spettato solo a Zeus.

– Non poteva essere chiamato “l’Unigenito di Dio” perché era figlio di Zeus che era “pater andron te theon te”, cioè “Padre di tutti gli dei”, oltre che di diversi semidei e mortali.

– I miti sulla morte e la rinascita di Dioniso sono tanti e diversi tra loro, con una scelta così vasta non c’è da stupirsi se qualcuno vi può trovare qualche vaga somiglianza con le vicende di Gesù, ma si tratta più che altro di somiglianze del tutto generali.

In realtà, per correttezza e senza entrare nei dettagli, è dal 1800 d.C. che diversi studiosi hanno avanzato ipotesi di similitudini tra Dioniso e Cristo, ma questi studi si basano su elementi talmente generali da essere quasi universali e, di fondo, ignorano del tutto l’esistenza storica di Cristo. Inoltre non spiegano in quale modo e perché un gruppo di ebrei della Palestina avrebbe dovuto (e potuto) copiare delle idee cultuali, mitologiche e teologiche greche e su queste fondare una nuova religione. Ecco perché queste ipotesi sono state sì analizzate, ma contestate e smontate, da quasi tutto il mondo accademico che si occupa della materia.

Mitra, dalla Persia, nato da una vergine il 25 Dicembre, aveva 12 discepoli e compiva miracoli, e dopo la sua morte venne sepolto per 3 giorni, dopodiché è risorto. Veniva chiamato anche “la Verità”, “la Luce” e in molti altri modi.

Ecco i collegamenti alle due pagine di wikipedia che parlano di Mitra http://it.wikipedia.org/wiki/Mitra_(divinità) http://en.wikipedia.org/wiki/Mithra

Penso balzi subito all’occhio come questo sia un mito estremamente complesso da seguire nel suo evolversi storico, se non altro perché lo stesso Mitra ha avuto diverse versioni a seconda che sia stato adorato nel mondo romano, e in quello più antico che, da un certo punto in poi, è stato anche influenzato dallo Zoroastrismo.

Vediamo nel dettaglio le affermazioni del filmato e la loro attendibilità:

– Se leggete le pagine di Wikipedia da nessuna parte si trova la data di nascita di Mitra. Il 25 dicembre si celebrava la festa del Sol Invictus (il Sole non vinto), ovvero la rinascita del sole dopo l’inverno, secondo alcune ipotesi (non certe) il culto romano identificava il Sol Invictus con Mitra.

– Nel culto romano di Mitra, Mitra nasce dalla roccia (aiutato da alcuni pastori lì presenti), nel culto più antico invece le versioni della nascita sono più di una. Nel Mitra iranico si parla di incesto tra Ahura-Mazda e sua madre, in quello indiano invece si parla di una nascita di Mitra dalla madre di tutti gli déi e in alcuni casi anche da una vergine, ma si tratta di fonti che noi conosciamo in versioni di circa 400 anni posteriori al cristianesimo, quindi è molto facile che le somiglianze siano dovute a influenze cristiane e non al contrario.

– Nessuna fonte parla di 12 discepoli o amici di Mitra. Il Mitra romano ha un amico, il Mitra più antico ha due compagni, poi entrambi hanno alcuni animali che li accompagnano, ma non si arriva mai al numero di 12.

– Nessuna fonte parla mai di una morte di Mitra, quindi a maggior ragione di una sua resurrezione.

– Nessuna fonte parla mai di Mitra chiamato “la Verità” o “la Luce”.

È interessante notare che il giorno sacro del culto di Mitra era la Domenica. Ciò che conta è che ci sono dozzine di salvatori, di differenti epoche, da molte parti del mondo, che condividono queste caratteristiche generali. Resta l’interrogativo: perché queste caratteristiche? Perché la nascita da una vergine il 25 Dicembre? Perché morto per 3 giorni e poi l’inevitabile resurrezione? Perché 12 discepoli al seguito? Per scoprirlo, esaminiamo i più recenti Messia legati al sole.

Se guardiamo il culto del Mitra più antico non troviamo alcun riferimento alla domenica come giorno sacro. La domenica era il giorno sacro del Mitra romano, perché nel mondo romano la domenica era il giorno dedicato al sole (ogni giorno era dedicato a un corpo celeste e questa particolarità è rimasta nei nomi dei giorni della settimana, tranne il sabato che ha preso il nome dallo shabbath ebraico e la domenica che, da giorno del sole, è diventata giorno del Signore) ma non significa nulla di particolare in sé.

Fino a ora abbiamo visto che di tutte le figure presentate dal filmato non ce n’è una che abbia queste caratteristiche generali. Qui l’unico interrogativo che resta è perché bisognerebbe continuare a guardare questo filmato che ci ha presentato solo falsità, distorsioni e approssimazioni?

Gesù Cristo è nato dalla vergine Maria il 25 Dicembre a Betlemme, la sua nascita è stata annunciata da una stella dell’Est, che tre Re, o Magi, hanno seguito per trovare ed andare ad adorare il nuovo salvatore. Fu un insegnante adolescente all’età di 12, all’età di 30 venne battezzato da Giovanni Battista e da allora iniziò il suo ministero. Gesù aveva 12 discepoli che viaggiavano con lui e compiva miracoli, come la guarigione dei malati, il camminare sulle acque, la resurrezione dei morti; era anche conosciuto come “Re dei Re”, il “Figlio di Dio”, la “Luce del Mondo”, “l’Alfa e l’Omega”, “l’Agnello di Dio” e molti altri. Dopo essere stato tradito dal suo discepolo Giuda, venduto per 30 denari d’argento, fu crocifisso, sepolto in una tomba e dopo tre giorni risorse ed ascese in Cielo.

Anche qui è necessaria qualche precisazione:

– In nessuno dei Vangeli si riporta la data di nascita di Gesù. Il 25 dicembre è una data scelta successivamente e, di proposito, sovrapposta a quella che era un’importante festa pagana. Perché? È un processo molto noto che si chiama “assimilazione religiosa” o “sincretismo religioso”. In parole povere nel presentarti un qualcosa di nuovo lo faccio in maniera che tu possa capirlo e quindi prendo delle usanze e dei riti che tu già conosci, ma li riempio e li rivesto di un significato totalmente nuovo.

– Il Vangelo di Matteo parla di una stella e non specifica sia dell’Est;

– Il Vangelo di Matteo parla di Magi, ma non specifica né il loro numero, né che fossero re. Tutte le notizie che la tradizione ha poi associato ai Magi derivano dai vangeli apocrifi, non da quelli canonici, per una panoramica generale sull’argomento vi consiglio la seguente pagina di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Re_Magi

Innanzitutto, la sequenza della nascita ha un’origine del tutto astrologica. La stella dell’Est è Sirio, la stella più luminosa del cielo, che il 24 Dicembre si allinea con le tre stelle più brillanti della Cintura di Orione. Queste tre stelle luminose sono chiamate oggi come lo erano nei tempi antichi: i Tre Re. I “Tre Re” assieme a Sirio, la stella più luminosa, si allineano nella direzione in cui sorge il sole il 25 Dicembre. Ed è per questo che si dice che i Tre Re “seguono” la stella dell’est, affinché trovino l’alba: la nascita del sole.

Guardiamo le pagine che Wikipedia dedica a Sirio, Orione e alla Cintura di Orione:  http://it.wikipedia.org/wiki/Sirio ; http://it.wikipedia.org/wiki/Cintura_di_Orione ; http://it.wikipedia.org/wiki/Orione_(astronomia).

I dati sono molti, ma senza entrare nei dettagli astronomici osserviamo come le tre stelle che formano la cintura di Orione risulti che siano chiamate, in italiano, secondo la tradizione: Tre Re, i Re Magi, il rastrello, i tre mercanti, i bastoni . Quindi fin qui tutto sembrerebbe corrispondere al vero, ma approfondiamo la nostra ricerca con un paio di click. La notizia è riportata sulla pagina dedicata a Orione che cita, correttamente, anche la sua fonte, è sufficiente selezionare il numero in apice per vedere che il sito da cui sono prese queste informazioni è http://www.d.umn.edu/~ahartley/Medieval_Astronomy.html lo visioniamo e scopriamo che il sito raccoglie i nomi usati per indicare le stelle dai marinai del nord-ovest del Mediterraneo nei primi anni del 1400 dopo Cristo. Se poi cerchiamo all’interno della pagina Re Magi, vediamo anche che queste tre stelle sono chiamate in molti modi diversi in ogni paese. Quindi ancora una volta chi ha preparato questo filmato sta cercando di sviarci, propinandoci delle mezze verità del tutto avulse dal loro contesto storico. Sicuramente le tre stelle più brillanti della cintura di Orione sono state chiamate anche “I tre Re” o “I tre Magi”, ma solo molti anni dopo (almeno 1300) la nascita di Cristo. Questo è quello che sappiamo di certo in mancanza di altre fonti che il filmato si guarda bene dall’offrire.

La vergine Maria è la costellazione Virgo, conosciuta anche come Virgo la Vergine. Virgo in latino significa vergine. Alla costellazione Virgo ci si riferisce anche come “Casa del Pane” e la rappresentazione di Virgo è una vergine che tiene un covone di grano. Questa “Casa del Pane” e il simbolo del grano rappresentano i mesi di Agosto e Settembre, il tempo della mietitura. In effetti, anche Betlemme si traduce letteralmente come “Casa del Pane”. Betlemme è quindi un riferimento alla costellazione Virgo, un posto che si trova in cielo, non sulla Terra.

Se proviamo a cercare una corrispondenza tra queste affermazioni non si trova assolutamente nulla. Se proviamo a cercare in rete si trovano molte pagine, ma tutte copiano pedissequamente questo testo, senza portare uno straccio di fonte grazie alla quale sia possibile capire la fondatezza di tali asserzioni.

Se invece cerchiamo informazione sulla costellazione della Virgo o sul segno zodiacale della Vergine troviamo le pagine di Wikipedia relative:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_(costellazione);

http://it.wikipedia.org/wiki/Vergine_(astrologia)

E anche qui non si trova nessun riferimento a quanto affermato dal filmato. L’unica cosa vera è che, a volte, la vergine è rappresentata con una spiga di grano in mano, molto probabilmente perché in origine, per i greci, rappresentava Demetra.

Se fate le stesse ricerche su Wikipedia in Inglese, trovate le stesse informazioni. Se invece cerchiamo notizie su Betlemme (che significa davvero “Casa del Pane”), troviamo che le prime notizie storiche di questa città sono del 1400 avanti Cristo (http://it.wikipedia.org/wiki/Betlemme) quindi di sicuro non un luogo inventato, o simbolico o che si trova in cielo e non in terra. Tutt’oggi Betlemme è visitabile e si possono visitare gli scavi archeologici e le memorie antiche che sono disseminate nella città e nei dintorni.

C’è un altro fenomeno molto interessante che si verifica nei giorni fra il solstizio d’inverno e il 25 dicembre… Dal solstizio d’estate sino al solstizio d’inverno, i giorni diventano più corti e freddi. Dalla prospettiva dell’emisfero nord, il sole appare muoversi verso sud e diventare più piccolo e più debole. L’accorciarsi delle giornate e la fine dei raccolti, con l’avvicinarsi del solstizio d’inverno, simboleggiavano un processo di morte per gli antichi. Era la morte del Sole. E il 22 Dicembre, la morte del sole si realizzava completamente, in quanto il sole avendo continuato a muoversi verso Sud per 6 mesi, ha raggiunto il punto più basso nel cielo. La cosa curiosa che accade è questa: il Sole smette di muoversi verso Sud (almeno percettibilmente) per 3 giorni. Durante questa pausa di 3 giorni, il Sole rimane in prossimità della Croce del Sud: la Costellazione Crux. E dopo questo periodo, il 25 Dicembre, il Sole si muove di un grado, questa volta a Nord, facendo presagire giorni più lunghi, calore e primavera. E questo fu detto: il Sole è morto sulla croce, morì per 3 giorni, solo per risorgere o nascere di nuovo. Questa è la ragione per la quale Gesù e numerose altre divinità legate al Sole, condividono queste idee di crocifissione, morte di 3 giorni e resurrezione. È il periodo di transizione nel quale il Sole inverte la sua direzione di nuovo verso l’emisfero nord, portando la Primavera e, quindi, la salvezza.

Anche qui ci troviamo di fronte a mezze verità mescolate a molta fantasia presentate in maniera da sembrare ciò che non sono. Senza entrare in inutili tecnicismi che rischierebbero solo di essere pesanti e di portarci fuori strada, vi faccio solo notare che:

– Leggendo le pagine di Wikipedia dedicate al solstizio d’inverno si scopre che può cadere il 21 o il 22 dicembre grazie alla riforma del calendario avvenuto intorno al 1500 (http://it.wikipedia.org/wiki/Solstizio) se poi si prosegue con le indagini e ci si ferma sul  sito, scientifico, della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste) scopriamo che è più frequente la data del 21 dicembre (http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2010/Ucau100115d001/). Tenendo anche conto dei vari calendari usati nel tempo forse dare il solstizio d’inverno come sicuro al 22 dicembre è un po’ azzardato e questo fa cadere, inoltre, la teoria dei tre giorni che passano dalla “morte” del sole alla sua “resurrezione”.

– Dalla pagina di Wikipedia dedicata alla Croce del Sud (http://it.wikipedia.org/wiki/Croce_del_Sud_(costellazione)) scopriamo che questa costellazione è conosciuta così dal 1516 dopo Cristo e che per Greci e Romani questo gruppo di stelle era considerato parte della costellazione del Centauro (le zampe posteriori per l’esattezza).

Tuttavia gli antichi non celebravano la resurrezione del Sole sino all’Equinozio di Primavera, o Pasqua. Questo perché a partire dall’equinozio di primavera, il Sole ufficialmente supera la forza maligna dell’oscurità, in quanto il giorno da quel momento diventa più lungo della notte, e le condizioni rivitalizzanti della primavera emergono.

Dopo aver visto collegare la crocifissione, in maniera del tutto fantasiosa ed errata, col 25 dicembre che è la data che, per i cristiani, ricorda la nascita di Cristo e non la sua crocifissione e successiva resurrezione si tenta ora, con una delle manovre azzardate cui ci ha abituati Zeitgeist, di collegare le cose. Peccato che gli antichi non chiamassero l’Equinozio di Primavera, Pasqua. Leggendo su Wikipedia cos’è la Pasqua cristiana, che si basa sulla tradizionale pasqua ebraica (pesach), http://it.wikipedia.org/wiki/Pasqua, si scopre così che essa cade sempre la prima domenica dopo la prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, quindi si basa su un calendario di tipo lunare (com’era quello ebraico) e non su un calendario solare.

Se poi ci si vuole informare anche sulla Pasqua ebraica ecco la pagina di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Pesach si nota subito come, di nuovo, il filmato manipola la realtà per sostenere le sue tesi del tutto campate per aria.

Probabilmente, il più ovvio dei simbolismi astrologici riguardanti Gesù è quello dei 12 discepoli. Sono semplicemente le 12 costellazioni dello Zodiaco, assieme ai quali Gesù, essendo il Sole, viaggia.

Più che ovvio questo simbolismo sembra il più fantasioso, sembra che l’intero Zeitgeist sia stato fatto per poter arrivare a fare questa affermazione, peccato che abbiamo, spero chiaramente, mostrato come nulla di quanto presentato fino a ora stia in piedi. Arrivare ad affermare che, poiché i discepoli di Gesù erano 12, allora essi rappresentano le costellazioni dello zodiaco e Gesù il Sole che viaggia nelle costellazioni ha la stessa fondatezza di affermare che, dal momento che i discepoli erano 12, essi rappresentano:

– gli déi del monte Olimpo (che erano 12)

– il numero dei Titani greci (che erano 12)

– le dodici fatiche di Ercole o Eracle

– i cavalieri di re Artù (in alcuni racconti sono 12)

– le paia di nervi cranici (sono 12)

– le vertebre toraciche (sono 12)

– le paia di costole (sono 12)

– le vertebre dorsali (sono 12)

– i semitoni che formano un’ottava (ne servono 12)

– la legge delle XII tavole del diritto Romano

– la dodici tribù di una anfizionia italo-greca

E così via, si potrebbe continuare all’infinito dando a Gesù il ruolo che si preferisce in relazione alla tematica in gioco.

Tutto questo semplicemente per mostrare che, quando si fanno affermazioni di questo tipo e si cercano correlazioni così azzardate, è necessario supportarle con un apparato critico solido altrimenti si può arrivare a dire tutto e il contrario di tutto senza alcun ritegno e fondamento.

In effetti, il numero 12 viene ripetuto di continuo in tutta la Bibbia.

Il numero 12 è un numero importante all’interno della Bibbia, ma dire che vi compare di continuo è eccessivo. Non è che in ogni pagina della Bibbia troviamo il numero 12, e soprattutto quando compare è importante comprendere il contesto in cui compare, il senso che chi scrive ha voluto dare al numero in quella precisa pagina.

Ci sono altri numeri che hanno un valore concreto e un valore simbolico all’interno della Bibbia e che vi compaiono con la stessa frequenza, se non maggiore, del numero 12, come il numero 10, il numero 7 e in particolare il numero 40.

Prendiamo ad esempio il numero 40:

– il diluvio universale è durato quaranta giorni e quaranta notti (Genesi 7, 4.12.17);

– l’esodo del popolo Israelita s’è concluso dopo quarant’anni (Esodo 16, 35Numeri 14, 33-34; 32, 13Deuteronomio 8, 2.4; 29, 4Giosuè 5, 6);

– i 120 anni della vita di Mosé si possono suddividere in tre periodi di quarant’anni;

– Mosè è rimasto sul monte Sinai per quaranta giorni e quaranta notti (Esodo 24, 18; 34, 28Deuteronomio 9, 9.11.18.25; 10, 10);

– il profeta Elia ha dovuto attraversare il deserto per quaranta giorni prima di giungere al monte Oreb (1Re 19, 8);

– il profeta Giona ha annunciato la distruzione di Ninive per quaranta giorni (Giona 3, 4)

Gesù si è ritirato nel deserto per quaranta giorni prima d’iniziare la sua predicazione pubblica (Luca 4, 1-2 || Marco 1, 12-13 || Matteo 4, 1-2).

Se volete una panoramica completa vi segnalo: http://it.cathopedia.org/wiki/Quaranta

Ritornando alla croce dello Zodiaco, la rappresentazione della “vita” del Sole, non era soltanto una rappresentazione artistica o uno strumento per identificare i movimenti del sole. Era anche un simbolo spirituale pagano, che veniva sinteticamente rappresentato in questo modo. Questo non è un simbolo della cristianità. Ma un simbolo della “Croce dello Zodiaco” per i Pagani. Questa è la ragione per cui Gesù nell’arte sacra antica, veniva sempre mostrato con la sua testa di fronte alla Croce, in quanto Gesù è il Sole, il “Sole di Dio”, la “Luce del Mondo”, il “Salvatore Risorto”, che “ritornerà ancora”, come ritorna ogni giorno, La “gloria di Dio” che ci difende contro le “forze dell’oscurità”, e lui è “rinato ancora”, come ogni giorno, e può essere visto “arrivare dalle nuvole”, “lassù in cielo”, con la sua “corona di spine” o “raggi solari”.

Abbiamo già visto come la “croce dello Zodiaco” non sia mai esistita, casomai si tratta della “ruota dello Zodiaco”. Già questo sarebbe sufficiente per rendere non degno di attenzione tutto il paragrafo. Ma leggendolo si ha la strana sensazione che ci sia qualcosa che non va, qualcosa di sostanziale, ma che è difficile inquadrare, perché? Perché tutto il tono del paragrafo, come tutto il filmato, è talmente generico da non voler dire nulla pur usando parole che sembrano avere senso. Ad esempio cosa significa: “Era anche un simbolo spirituale pagano, che veniva sinteticamente rappresentato in questo modo”? Era la croce dello Zodiaco a essere un simbolo spirituale pagano? Ma se non esisteva? O parla della croce e basta? Non si capisce, ma continuiamo a leggere e vediamo che Gesù nell’arte sacra antica sarebbe stato rappresentato con la testa di fronte alla croce perché lui è il sole, ma cosa vuol dire? Gesù di solito è rappresentato inchiodato alla croce, a cosa si riferisce dicendo che è di fronte alla croce? L’arte sacra antica, penso si parli di quella cristiana, avrebbe rappresentato Gesù in maniera tale che fosse chiaro il richiamo al Sole e allo Zodiaco se, come sostiene il filmato, il tutto era stato modellato proprio su questi? Noi, 2000 e passa anni dopo avremmo fatto fatica a capire, ma i loro contemporanei avrebbero capito subito, no? Chi gli avrebbe dato credito se le cose fossero state davvero come racconta il filmato?

Infine l’affermazione finale secondo cui Gesù ritorna ogni giorno vorrei capire da dove salta fuori. Secondo i cristiani Gesù è sempre con noi in Spirito e tornerà una sola volta, alla fine dei tempi. Non vi rimando neanche un collegamento perché verificare è banale, essendo una delle frasi del credo che i cattolici professano a ogni messa: “Gesù Cristo […] e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine”.

Ora, fra le metafore astrologiche e astronomiche della Bibbia, una delle più importanti ha a che fare con le Ere. In tutte le scritture ci sono numerosi riferimenti alle “Ere”. Al fine di comprenderne la ragione, deve essere per noi familiare il fenomeno conosciuto come “Precessione degli Equinozi”. Gli antichi Egizi, assieme a molte culture molto prima di loro, hanno scoperto che approssimativamente ogni 2150 anni il sole sorge, nella mattina dell’equinozio di primavera, in corrispondenza di un differente segno dello Zodiaco. Questo è dovuto ad una lenta rotazione angolare che la Terra mantiene mentre ruota attorno al suo asse. È chiamata “precessione” in quanto le costellazioni vanno all’indietro, anziché nel normale ordine dell’anno. Il periodo di tempo necessario affinché questa precessione attraversi tutti i 12 segni è approssimativamente 25.765 anni. Questo è anche chiamato “il Grande Anno”, e le antiche civiltà ne erano ben consapevoli. Si riferivano a ciascuno di questi periodi di 2.150 anni come ad un’ “Era”. Dall’anno 4.300 a.C. all’anno 2.150 a.C., era l’Era di Taurus, il Toro; dal 2150 a.C. all’1 d.C. era l’Era di Aries, l’Ariete; e dall’1 d.C. al 2150 d.C. abbiamo l’Era dei Pesci, l’Era dove ci troviamo attualmente. E all’incirca nell’anno 2150, entreremo in una nuova Era. L’Era dell’Acquario.

Io non sono a conoscenza di questa importanza delle Ere nella Bibbia, tanto che non ricordo passi che parlino di Ere, ho provato a cercare e non sono stato capace di trovare nulla. Se non è una fantasia sarebbe bastato un riferimento per capire di cosa si sta parlando e poter verificare. Solitamente nella Bibbia si parla di generazioni e di feste.

Ci sono altre religioni dove il concetto di ere ha una grande importanza e forse quando si parla di “Scritture” ci si riferisce alle Scritture di queste religioni, ma spiegarlo avrebbe allontanato troppo dall’obiettivo che si vuole colpire: la Bibbia.

La frase, così com’è, è ambigua e gioca sui termini per dimostrare la propria tesi che non ha, come abbiamo visto fino a ora, nessun fondamento.

Sulla “Precessione degli Equinozi” si dicono alcune cose esatte mescolate a grandi fantasie, per accorgersene è sufficiente dare un’occhiata alla pagina che Wikipedia dedica all’argomento: http://it.wikipedia.org/wiki/Precessione_degli_equinozi. Da qui si vede chiaramente come non ci sia alcuna prova che gli Egizi conoscessero la “Precessione degli Equinozi”. Inoltre si scoprono altre piccole imprecisioni (ma questo è anche il minimo).

In generale, la Bibbia si riferisce ad un movimento simbolico entro 3 Ere, presagendone una quarta. Nel Vecchio Testamento quando Mosè scende dal Monte Sinai con i 10 Comandamenti si infuria vedendo il suo popolo che venera un vitello d’oro. Infatti, lancia le sue tavole di pietra e ordina alla sua gente di uccidersi per potersi purificare. Molti studiosi della Bibbia attribuirebbero questa furia al fatto che gli Israeliti stavano venerando un falso idolo, o qualcosa che lo rappresentava. La verità è che il vitello d’oro rappresenta Taurus, il Toro, mentre Mosè rappresenta la nuova Era di Aries, l’Ariete. Questa è la ragione per cui gli Ebrei ancora oggi, suonano il corno d’Ariete. Mosè rappresenta la nuova Era di Ariete, e con l’arrivo della nuova Era, tutti devono abbandonare quella vecchia. Anche altre divinità mettono in evidenza queste transizioni fra Ere, come Mitra, una divinità pre-Cristiana che uccide un Toro, con la stessa simbologia.

Cosa c’è da dire? Qui siamo alla fantasia pura. Finalmente ci viene fatto un riferimento, ma è quanto di più lontano possibile dall’argomento che si vuole affrontare. Da nessuna parte nella Bibbia si parla delle ere, allora viene preso l’episodio del vitello d’oro, riportato male (leggete Esodo 32,25-28 e vedrete che Mosè fa uccidere gli idolatri, non chiede che si uccidano) e interpretato in maniera del tutto assurda. Gli studiosi (ma anche chiunque legga il capitolo 32 di Esodo) vedono come il vitello d’oro è un vitello d’oro, cioè un idolo a cui gli Ebrei si prostrano perché stanchi di aspettare Mosè. Se così non fosse, ma fosse vera la lettura che ne dà il filmato, dal momento che ci ha prima spiegato che il sole passa da un segno zodiacale all’altro ogni 2150 anni non si capisce perché questo vitello d’oro appaia qui all’improvviso per soli pochi giorni, per poi essere sostituito dall’era dell’Ariete. Inoltre dovrebbe essere possibile scorgere nella Bibbia i simboli delle Ere precedenti. L’intera interpretazione non ha alcun senso, così come non ne ha per nulla andando avanti. Se Mosè rappresentasse davvero l’era dell’Ariete e il teorema del filmato fosse corretto, gli ebrei non suonerebbero ancora oggi il corno d’Ariete perché sarebbero già passati i 2150 necessari all’Era di Ariete per finire (lo dice lo stesso filmato poco prima). Come sempre però vengono mescolati fatti veri con fantasie assurde. Abbiamo visto come l’episodio del vitello d’oro ci sia davvero nella Bibbia, ma abbia del tutto un altro significato. Leggendo il testo di Es 32, infatti, si comprende bene che il vitello non è propriamente una divinità nuova, rappresentate una religione nuova, diversa, perché gli israeliti adorano questo vitello esattamente con il nome di Jhwh, cioè con il nome del Dio che li ha salvati dall’Egitto. Più che un altro Dio, gli ebrei vogliono rappresentare Dio, dargli una forma: questo è trasgredire il secondo dei comandamenti, “non ti farai alcuna immagine”. È vero che gli ebrei suonano un corno di montone (o ariete), ma il suo scopo e la sua nascita nulla hanno a che fare con lo zodiaco o con le ere di cui parla il filmato.

Invece la lettura che viene fatta del mito di Mitra è probabilmente corretta, ma infatti, come abbiamo già visto, Mitra è una divinità che nasce in un’altra cultura molto lontana da quella semitica e ha caratteristiche proprie del tutto diverse da ciò che si ritrova nelle scritture ebraiche.

Se volete verificare e approfondire quanto ho qui riassunto vi segnalo le pagine di Wikipedia relative a Mosè, allo shofar, il corno ebraico, e a Mitra:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mosè

http://it.wikipedia.org/wiki/Shofar

http://it.wikipedia.org/wiki/Mithra

Gesù, quindi, è la figura che introduce l’era che segue quella di Aries, l’era dei Pesci, o dei “Due Pesci”. Il Pesce è un simbolismo molto comune nel Nuovo Testamento, come Gesù che sfama 5000 persone con pane e “due pesci”. Quando ha iniziato il suo ministero, incamminandosi per la Galilea, fece amicizia con due pescatori, che lo seguirono. E credo che tutti abbiamo visto il simbolo del pesce “Jesus Lives” attaccato sul retro delle auto. Pochi sanno cosa significa veramente. È un simbolo astrologico pagano per il Regno del Sole durante l’Era dei Pesci. Anche la presunta data di nascita di Gesù è essenzialmente la data di inizio di questa Era.

Il “quindi” iniziale non si capisce che senso abbia, non c’è alcuna conseguenza logica con quanto detto prima. Poi siamo di fronte al solito mescolare verità con fantasia per sostenere la propria tesi. È vero che Gesù sfama una folla di 5000 persone con “due pesci”, ma perché c’è lì il pesce? Non è che magari è perché sulle rive del Lago di Tiberiade (o Mare di Galilea) il pesce è uno degli alimenti più comuni? È vero che dei pescatori diventano discepoli di Gesù, ma sono due? Secondo Luca (5,1-11) no, secondo Marco (1,16-20) no, secondo Matteo (4,18-22) no. Erano quattro, due coppie di fratelli, perché di solito questo era un mestiere che si faceva con l’aiuto della famiglia. Le solite imprecisioni di Zeitgeist.

In ogni caso il fatto che i Vangeli raccontino che Gesù fa amicizia con due pescatori, secondo voi, è perché si vuole nascondere un simbolismo che richiami al segno zodiacale dei pesci (nasconderlo a chi poi, se secondo gli autori di Zeitgeist, gli ebrei sapevano già di essere passati dall’Era del Toro a quella dell’Ariete si sarebbero aspettati tutti quella dei Pesci, no) o perché passando sulle rive del Lago di Tiberiade era molto facile che incontrasse dei pescatori?

Infine è vero che il simbolo del pesce è uno dei simboli più antichi del cristianesimo (ed era un simbolo usato già prima in altre religioni e contesti con significati del tutto diversi), ma perché? Mi permetto di fare un banale “copia/incolla” dalla pagina di Wikipedia relativa al Cristianesimo (http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo): «Le prime comunità cristiane per identificare la propria religione non utilizzavano la croce, all’epoca brutale e ignominioso strumento di morte, ma il pesce. “Pesce” in greco antico si dice ichthýs e fu considerato come l’acronimo di 5 parole, identificative dello status di Gesù Cristo: Iēsoùs Christòs Theoù Yiòs Sōtèr, che significa parola per parola “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”, ovvero “”Gesù Cristo Salvatore Figlio di Dio”» cui spesso si accompagnava il genitivo “dei viventi” (ovviamente il tutto in caratteri greci).

Sulla data di nascita di Gesù, che non è presunta, ma convenzionale, abbiamo già detto.

In Luca 22:10, quando i discepoli chiedono a Gesù dove si preparerà la Pasqua dopo la sua morte, Gesù replicò: “Vedrete, appena entrati in città, venirvi incontro un uomo che porta una brocca d’acqua… seguitelo nella casa dove entrerà.” Questa scrittura è di gran lunga uno dei più significativi fra tutti i riferimenti astrologici. L’uomo che versa la brocca d’acqua è Acquario, l’uomo che porta l’acqua, che è sempre rappresentato come un uomo che versa acqua da una brocca. Egli rappresenta l’era dopo i Pesci, e quando il Sole (il Dio Sole) lascerà l’era dei Pesci (Gesù), entrerà nella Casa di Acquario, dato che Acquario segue i Pesci nella Precessione degli Equinozi. Gesù sta solo dicendo che dopo l’Era dei Pesci, arriverà l’Era di Acquario.

Nei vangeli nessuno chiede a Gesù dove celebrare la Pasqua dopo la sua morte. Ecco il dialogo esatto di Luca 22, 7-13: “[7]Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua. [8]Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: “Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”. [9]Gli chiesero: “Dove vuoi che la prepariamo?”. [10]Ed egli rispose: “Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà [11]e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? [12]Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate”. [13]Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.”

Associare questo passo al simbolo dell’Aquario (se si parla del segno zodiacale si scrive con la sola “q”) è l’ennesima fantasia a cui ormai ci siamo abituati, ma è sufficiente leggere (o ascoltare) con attenzione e si scopriranno alcune piccole, ma sostanziali differenze. Nel Vangelo di Luca si parla di un uomo che porta una brocca d’acqua, nel simbolo dell’Aquario è invece rappresentato, di solito, un giovinetto che versa acqua da una brocca (in origine è probabile rappresentasse il fiume Nilo, successivamente la mitologia greca l’ha associato al mito di Ganimede, a riguardo vi segnalo http://it.wikipedia.org/wiki/Aquario_(costellazione) per la parte mitologica).

Di nuovo troviamo una realtà, storica, distorta (si chiede dove celebrare la Pasqua prima della morte, non dopo) per sostenere la tesi che si vuole affermare. Anche rimanendo all’interno della tesi sostenuta da Zeitgeist il tutto non ha alcun senso. Poco prima è stato detto che la data di nascita di Gesù coincide con l’inizio dell’era dei Pesci e ora che la sua morte coincide con l’inizio dell’Era dell’Aquario, ma prima è stato affermato che l’era dei Pesci dura fino al 2150 d. C., mentre Cristo ci viene detto che muore a 33 anni e risorge tre giorni dopo… credo che possiate trarre da solo le vostre conclusioni.

Per gli studiosi di vangeli e di archeologia biblica quell’uomo che porta una brocca d’acqua riveste più significati, tra cui uno molto interessante: il luogo dell’ultima cena, dove si colloca quell’uomo, è tutt’oggi studiato come il quartiere degli esseni. Infatti vi trova la più grande vasca per la purificazione, in ebraico il miqve. Nel contesto storico in cui visse Gesù è alquanto strano che sia un uomo e non una donna a portare la brocca, ma forse proprio questo dettaglio, lascia intendere che si tratti di un luogo speciale, particolare, dove vivevano persone che avevano con l’acqua un rapporto rituale, come conosciamo dalla cultura religiosa degli esseni. Quindi quell’uomo ai nostri giorni è l’indizio di un luogo geografico e archeologicamente ben identificabile.

Ora, abbiamo tutti sentito parlare della fine dei tempi e della fine del mondo. A parte le rappresentazioni fumettistiche del Libro delle Rilevazioni, questa idea proviene principalmente da Matteo 28:20, dove Gesù dice: “Io sarò con voi, fino alla fine del mondo.” Tuttavia, nella versione della Bibbia di Re Giacomo, la traduzione “mondo” è errata, assieme a molti altri errori di traduzione. La parola utilizzata veramente è “aeon”, che significa “era”. “Io sarò con voi, anche alla fine dell’era.” E questo è vero, in quanto la personificazione dell’Era dei Pesci in Gesù-Sole terminerà quando il Sole entrerà nell’Era dell’Acquario. L’intero concetto di fine dei tempi e di fine del mondo è un errore di interpretazione di un’allegoria astrologica. Diciamolo a quei circa 100 milioni di Americani che credono che la fine del mondo sia vicina.

Definire fumettistiche le rappresentazioni del libro dell’Apocalisse mostra chiaramente come non si abbia capito nulla di questo libro e come non si conosca nulla di fumetto. Si tratta infatti di rappresentazioni simboliche e allegoriche, ma aspettarsi che si arrivi a una tale considerazione forse era chiedere troppo.

Matteo 28,20 dice esattamente: “[20]insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

La Bibbia di Re Giacomo è la versione ufficiale della Bibbia della Chiesa Anglicana (http://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia_di_re_Giacomo).

Matteo 28,20 nella Bibbia di Re Giacomo recita così: “Teaching them to observe all things whatsoever I have commanded you: and, lo, I am with you alway, even unto the end of the world. Amen.”

La parola greca nel testo originale è aionos (genitivo singolare maschile della parola aion, potete verificare di persona a questo indirizzo http://www.laparola.net/greco/index.php questo sito vi dà anche un primo significato cliccando sul termine).

Se cerchiamo su un dizionario greco-italiano il termine aion troviamo tanti significati, che non si riducono alla parola “era” (vi segnalo due dizionari on-line:

http://www.laparola.net/vocab/parole.php?parola=a%84%E8n

http://www.grecoantico.com/dizionario-greco-antico.php

Certo, il termine “era” potrebbe essere usato come sinonimo, ma da qui darlo come termine certo e assoluto con cui tradurre la parola è una forzatura enorme. Il significato più comune di aion è: eternità, secolo, tempo, vita. Il significato, dunque, dipende da come è usato dal testo biblico.

Inoltre rimanendo all’interno dell’ipotesi che fa il filmato il tutto ancora non ha senso perché se Gesù fosse il sole perché avrebbe dovuto dire che rimaneva con i discepoli fino alla fine dell’era dei pesci, dal momento che lo stesso filmato ci ha detto che avremo l’era dell’Aquario quando il sole entrerà nel segno dell’Aquario, quindi non è che il Sole cessi di esistere, semplicemente cambia segno zodiacale?

In questo filmato ci scontriamo non solo con errori e fantasie storiche, ma anche con gravi illogicità interne.

Inoltre, il personaggio di Gesù, essendo un ibrido letterario ed astrologico, è più esplicitamente un plagio della figura del Dio sole egiziano Horus. Per esempio, graffiti di oltre 3500 anni fa delle mura del Tempio di Luxor in Egitto riportano immagini dell’Annunciazione, dell’immacolata concezione, della nascita e dell’adorazione di Horus. Le immagini iniziano con Thaw che annuncia alla vergine Isis il concepimento di Horus, dopodiché il fantasma sacro Nef ingravida la vergine, e abbiamo, quindi, il parto della vergine e l’adorazione. Questa è esattamente la storia del miracolo del concepimento di Gesù. In effetti, le similitudini letterarie tra la religione egiziana e cristiana sono sbalorditive.

Si continua ad affermare una tesi che si non si è stati per nulla in grado di dimostrare e che anzi, abbiamo visto, fino a ora fa acqua da ogni parte. Finalmente si comincia a portare qualche fonte e si parla di un graffito del Tempio di Luxor, se ne può vedere una riproduzione sulla pagina di Wikipedia che parla di Horus (http://it.wikipedia.org/wiki/Horo).

Come si legge già dalla pagina di Wikipedia la lettura di questi geroglifici in questo modo trova contrari praticamente tutti gli egittologi. È sufficiente però fare una brevissima ricerca in rete per trovare questo articolo: http://www.frontline-apologetics.com/Luxor_Inscription.html.

Proprio Richard Carrier, uno storico (qui potete scaricare il suo curriculum vitae  http://www.richardcarrier.info/cv.pdf ) ateo, che ha scritto diversi libri contestando il cristianesimo, smonta del tutto l’interpretazione di questo graffito che dà Zeitgeist. Non lo fa per difendere il cristianesimo, ma semplicemente perché una lettura di questo tipo è improponibile. L’articolo è in inglese, magari più avanti lo tradurrò, ma in sintesi afferma: The Luxor inscription also does not depict impregnation by a spirit, but involves very real sex (indeed, the narrative borders on soft-core porn), and the woman involved is the mythical Queen of Egypt in an archetypal sense, not Isis per se.” Cercando di tradurre il più letterale possibile, l’autore afferma che: “L’iscrizione di Luxor non rappresenta una concezione per opera di uno spirito, ma prevede del sesso molto reale (infatti la narrazione segue delle linee sul porno soft) e la donna coinvolta è la mitica Regina d’Egitto, in un senso archetipo, non Isis per sé.” Il graffito viene poi analizzato nei suoi quadri principali, e il risultato è che siamo di fronte a: “The sequence is a natural and inevitable one that exists in all cultures, even beyond royal rituals.” cioè: “La sequenza è naturale e inevitabile ed esiste in ogni cultura, perfino al di là dei rituali reali”.

A onor del vero i sostenitori della tesi di Zeitgeist hanno risposto a Carrier, si trova il link all’inizio dello stesso articolo, ma come si può facilmente verificare leggendo, l’impressione complessiva è che si tratti di molto fumo senza alcun arrosto.

E il plagio è continuo. La storia di Noé e della sua arca è presa direttamente dalla tradizione. Il concetto di Grande Alluvione è onnipresente nel mondo antico, con oltre 200 differenti citazioni in differenti periodi ed epoche. Tuttavia, basta guardare non molto indietro ad una fonte precristiana, la leggenda di Gilgamesh. Scritta nel 2600 a.C. Questa storia parla di un grande alluvione ordinata da Dio, di un’arca con sopra animali portati in salvo e persino la liberazione e il ritorno di una colomba, che corrispondono del tutto alla storia biblica, assieme a molte altre similitudini.

Se guardiamo la pagina di Wikipedia dedicata al Diluvio Universale http://it.wikipedia.org/wiki/Diluvio ci rendiamo subito conto di come questo racconto sia comune a moltissime culture. Si tratta quindi di un tema ricorrente, sul motivo di questa frequenza molti studiosi hanno cercato di dare una spiegazione, ma il racconto biblico non è importante per il fatto che esso racconta, ma per il suo significato simbolico. Inoltre si può facilmente verificare come ci siano similitudini con la leggenda di Ghilgamesh, ma non quelle indicate dal filmato o meglio, non esattamente quelle indicate dal filmato, perché? Perché l’obiettivo è quello di colpire sistematicamente i credenti in Cristo senza porsi il problema se quello che si afferma è vero, quello che importa è che sembri vero.

La tradizione cristiana che cerca di interpretare i testi biblici non teme il comparativismo biblico, soprattutto là dove è evidente, come in nel caso dei miti orientali di Enuma-elish, Ghilgamesh, Atrahasis, etc. si tratta di fonte importantissime per comprendere in particolare i primi undici capitoli di Genesi. Cogliere i punti in comune e le divergenze tra i testi e compiere un paragone, cercando di leggere Genesi 1-11 per ciò che sono, e cioè per lo stile mitologico con cui sono stati scritti, è oggi un approccio del tutto normale anche presso molte accademie Pontificie.

E poi c’è il plagio della storia di Mosè. Della nascita di Mosè, è stato detto che venne messo in una cesta di giunchi e abbandonato alla corrente del fiume, in modo da evitare l’infanticidio. Venne poi salvato da una figlia di reali e da lei cresciuto come un Principe. Questa storia del bimbo nella cesta è stata rubata direttamente dal mito di Sargon di Akkad del 2250 a.C. circa. Sargon una volta nato, fu messo in una cesta di giunchi in modo da evitare l’infanticidio e abbandonato lungo un fiume. Venne, a sua volta, salvato e cresciuto da Akki, una levatrice di una famiglia reale.

Adesso si cambia obiettivo e si sceglie Mosè. Il racconto della nascita di Mosé è molto simile, ma non identico, a uno dei racconti della nascita di Sargon, ma guardiamo la relativa pagina di Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Sargon_di_Akkad) questo racconto è del VII secolo a. C. Ora se ci informiamo scopriamo che, secondo la maggior parte degli studiosi, il Pentateuco è stato redatto in forma scritta dopo il ritorno dall’esilio di Babilonia (nel V secolo d. C.) quindi è molto probabile che in alcune parti ci siano state influenze di racconti babilonesi. Questo è un processo molto comune che capita con tutti i popoli, in tutte le ere e non stupisce affatto. Questo processo è da tener presente in sede di interpretazione esegetica: non si chiama plagio. Come già detto si tratta di influenze, a volte volute proprio per affermare delle differenze. Lo studio comparativistico della storia delle religioni costituisce uno degli approcci, certamente non l’unico, per comprendere in modo più appropriato il mondo biblico. Ma questo richiede precisione di analisi, conoscenza di lingue antiche, approccio interdisciplinare, per non far dire ad un testo ciò che esso non dice.

Prendendo come esempio questo di Mosè, il confronto con Sargon è molto illuminante: proprio la similitudine tra le due nascite chiede il confronto, e il lettore si accorge che Sargon e Mosé hanno due vite completamente diverse. Uno diviene Re, sposa Inanna e fonda il regno di Akkad. L’altro viene espulso dall’Egitto, ricercato come assassino, vaga quarant’anni nel deserto e lì muore prima di entrare nella patria che gli era stata promessa. Lo studio più riuscito proprio a proposito di questo confronto è il seguente:  – e in questo caso non posso citare wikipedia ma una monografia – O. Eckart, Mosè, Egitto e Antico Testamento, Studi Biblici 152, Paideia, Brescia 2006, vedi in particolare le pp. 62-65 e 127-128.

Riguardo Mosé e l’Esodo come evento storico vi segnalo le relative pagine di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Mosè

http://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_(evento_storico).

Inoltre, Mosè era conosciuto come il portatore delle leggi, colui che ha portato i dieci comandamenti, le Leggi di Mosè. Tuttavia, l’idea di una Legge inviata da un Dio ad un profeta su una montagna è anch’esso un tema ricorrente molto antico. Mosè è solo un altro portatore delle leggi divine, assieme ad una lunga schiera di analoghe figure nella storia mitologica. In India, Manu fu il grande portatore di leggi. A Creta, Minos ascese il Monte Dicta, dove Zeus gli diede le sacre leggi. Mentre in Egitto c’era Mises, che portò le tavole di pietra sopra le quali c’erano le leggi scritte da Dio. Manu, Minos, Mises, Mosè.

Per le sue caratteristiche la montagna è sempre stata vista come il luogo privilegiato dell’incontro con Dio, col cielo, col trascendente (se non vi fidate, e fate bene, è sufficiente che andiate su google e inseriate come parole da ricercare “montagna simbolo”). Inoltre è vero che in India esistono le cosiddette Leggi di Manu, ma da nessuna parte si dice che esse siano state consegnate a Manu su una montagna, sono poi tutti concordi nel sostenere che esse siano state composte tra il 200 prima di Cristo e il 200 dopo Cristo ( http://en.wikipedia.org/wiki/Manusmṛti) quindi se contaminazione ci fosse stata, sarebbe stata in senso inverso. Su Minosse è Diodoro Siculo (circa 90 a.C. – 27 a.C. http://it.wikipedia.org/wiki/Diodoro_Siculo) che ne parla come legislatore e dice che ha ricevuto le leggi da Zeus, all’interno di una caverna sul monte Ida, non Dicta (http://www.theoi.com/Text/DiodorusSiculus5C.html#23). Se si cerca Mises non si trova nulla, almeno io non ho trovato nulla, se non siti che citano Zeitgeist. Se qualcuno ne sa qualcosa in più mi informi, gliene sarei grato.

Ricapitoliamo: Manu è di molto successivo a Mosé, Minos riceve le leggi in una caverna e l’unico che ne parla è Diodoro Siculo, di molto successivo a Mosé, Mises sembra che non esista.

E per quel che riguarda i 10 Comandamenti, essi sono ripresi integralmente dalla formula magica n. 125 del Libro Egizio dei Morti. Quello che nel Libro dei Morti era “Io non ho rubato” divenne “Non rubare”, “Io non ho ucciso” divenne “Non uccidere”, “Io non ho detto bugie” divenne “Non dire falsa testimonianza” e così via. In effetti, la religione Egiziana sembra costituire le basi fondamentali principali della teologia Giudaico-Cristiana. Battesimo, vita dopo la morte, giudizio finale, parto della vergine, morte e resurrezione, crocifissione, l’arca dell’alleanza, circoncisione, salvatori, la santa comunione, il grande alluvione, Pasqua, Natale, l’Ascesa al cielo, e molti molti altri, sono tutti concetti ascrivibili a credenze egizie, che risalgono a prima delle origini della Cristianità e del Giudaismo.

Leggendo la formula magica n. 125 del Libro Egizio dei Morti che ritroviamo completa, anche se in inglese qui: http://www.wsu.edu/~dee/EGYPT/BOD125.HTM (purtroppo non ho trovato un sito in italiano), si vede immediatamente come si è di fronte a qualcosa di estremamente diverso dai “comandamenti” (metto le virgolette perché il testo originale ebraico non parla di comandamenti, ma di “parole”, il termine comandamenti venne usato dalla traduzione greca ed è poi entrato nell’uso comune). In sostanza si tratta del resoconto del viaggio nell’aldilà dello scriba Ani che incontra le varie divinità egizie e gli viene chiesto di confessare di non aver commesso una lunga serie di peccati terreni. Ovviamente è facile che, in un elenco così lungo, ci sia qualcosa che assomigli a quello che si trova nei “comandamenti”, senza dimenticare che alcuni concetti sono talmente universali da ritrovarsi in qualunque cultura (non uccidere e non rubare ad esempio); infatti vi sono molte più similitudini con il codice di Hammurabi. Questo perché anche la nascita dei comandamenti la loro rivelazione nasce da come l’uomo riflette su se stesso, sulle proprie origini, sulla propria vita, sulla propria esperienza del divino e poi ne offre un’interpretazione specifica. Quella che abbiamo nella Bibbia è importante: da una parte ci sono leggi di carattere universale, soprattutto nella seconda parte del decalogo, brevi, dall’altro ci sono leggi di carattere rivelato, nel senso che si trovano specificamente nella cultura ebraica. Proprio questo è importante: che la rivelazione biblica, a quanto pare, benedice ciò che la coscienza universale è in grado di produrre, avendo in sé la capacità di distinguere il bene dal male. Secondo il cristianesimo, poi, non solo la coscienza è sacra e benedetta, ma viene elevata, purificata, aperta proprio dall’incontro con la rivelazione, con il messaggio di Gesù che troviamo contenuto nei quattro vangeli canonici.

Per quanto riguarda l’ultima espressione direi che, a questo punto, l’unica cosa che sembra evidente è che tra la religione Egizia e quella Ebraico-Cristiana vi siano delle somiglianze, ma è corretto aggiungere che ve ne sono altre che troviamo con il mondo babilonese, e infine con il mondo greco.

Le similitudini sono importanti: la religione rivelata, infatti, non significa calata dall’alto. Il cristianesimo infatti non è una religione del libro. Chi ha creato Zeitgeist forse ha incontrato un cristianesimo di tipo fondamentalista, che legge il libro sacro in modo acritico, così come chi ha composto Zeitgeist, non sembra lasciar trasparire una capacità di interpretazione storica e critica delle fonti. Anzi inventa, piega, distorce, seduce, insinua, gioca con le parole, etc.

Una volta riconosciute le similitudini tra le culture, a livello religioso, sociale, etc. una volta che si possa fare un confronto comparativistico, là dove i testi lo permettono, sono importanti anche le differenze. Anzi: spesso sono sostanziali. Il battesimo aveva un significato completamente diverso ed era solo per i faraoni, come abbiamo visto; la vita dopo la morte è un concetto che fa parte di tutte le religioni così come il giudizio finale, ma poi sarebbe importante vedere come ciascuna vede questa cosa  nel proprio contesto; non c’è un parto virginale nella religione egizia; la circoncisione, secondo i documenti che abbiamo, era praticata in Egitto, in un periodo molto tardo quando i semiti che abitavano in Egitto erano moltissimi e solo da chi apparteneva al gruppo semitico;  non c’erano salvatori, non nello stesso modo in cui era inteso il messia ebraico; non c’era la Santa Comunione; del Diluvio ne parlano un po’ tutti i miti del mondo; le similitudini tra i racconti di creazione babilonesi e quello biblico sono importanti: infatti nei primi gli dei si ammazzano, e l’uomo nasce a servizio degli dèi; nella creazione biblica non c’è un inizio di lotta tra dèi, ma un unico Dio che crea con la parola un uomo, a propria immagine e somiglianza, prerogativa che in Egitto era riservata solo al faraone, mentre in Gen 1,26-28 è per ogni uomo. la Pasqua è una festa tipicamente ebraica legata proprio all’uscita dall’Egitto che poi nel cristianesimo assunse un significato diverso; il Natale nel senso di festa del Sole Invitto era festeggiato da molte culture, su questa festa il cristianesimo inserì il ricordo simbolico della data di nascita di Cristo. Il confronto allora lascia emergere più lo specifico che l’eventuale plagio!!! Esattamente il contrario di quello che stiamo osservando dalle conclusioni del filmato.

Giustino il Martire, uno dei primi difensori e storici cristiani, scrisse: “Quando noi affermiamo che Lui, Gesù Cristo, nostro Maestro, fu generato senza unione sessuale, fu crocifisso, morì, e poi risorse e ascese in Cielo, non proponiamo niente di differente da ciò che voi considerate appartenga a quelli che chiamate Figli di Giove.” In un altro testo, Giustino il Martire affermava: “Egli era nato da una vergine, accettate questa come una caratteristica comune alle vostre credenze su Perseo”. È ovvio come Giustino e altri Paleocristiani sapessero quanto simili fossero la Cristianità e le religioni Pagane. Tuttavia, Giustino aveva una soluzione. Secondo lui, era stato il Diavolo. Il Diavolo fu così lungimirante da arrivare prima di Cristo, e creare queste caratteristiche nel mondo pagano.

Vediamo chi fu Giustino di Nablus, detto Giustino il Martire, cosa disse davvero e in che contesto: http://it.wikipedia.org/wiki/Giustino_di_Nablus

Balza subito all’occhio come le frasi citate siano simili, ma non esattamente uguali e inoltre contestualizzate assumono tutto un altro significato. Giustino scrive un’apologia dei cristiani e il suo intento non è di dire che la figura di Cristo è copiata dalle altre religioni (che senso avrebbe avuto scrivere una cosa del genere all’interno di un’apologia dei cristiani?), ma di dire che ciò in cui credono i cristiani non è così assurdo. È il tentativo di gettare un ponte che apra un dialogo con l’altro e allo stesso tempo difenda i cristiani dalle accuse che erano loro mosse.

Cristianesimo fondamentalista, affascinante. Questa gente crede davvero che il mondo abbia 12.000 anni. Allora ho chiesto a uno di questi: “Ok, e i fossili di dinosauro?” E lui mi ha detto: “I fossili di dinosauro? Dio li ha messi lì per testare la nostra fede!” “….io credo che Dio ti abbia messo qui per testare la mia fede!”

Che ci siano persone che la pensano così è verissimo, ma questo è un problema che riguarda un po’ tutte le religioni, ma anche altri ambiti. Andiamo a vedere però cosa dice riguardo alla lettura della Bibbia la Chiesa Cattolica su

http://it.wikipedia.org/wiki/Dei_verbum

e sul sito ufficiale del vaticano

http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.html

se si ha la pazienza di leggere si capisce come le cose stanno ben diversamente. Non c’è una lettura, da parte della Chiesa Cattolica, fondamentalista della Bibbia, nel senso di prenderne il senso letterale, bensì essa va interpretata alla luce della Tradizione e del Magistero della Chiesa.

La Bibbia non è nient’altro che un’opera letteraria ibrida astro-teologica, come pressoché tutte le precedenti mitologie religiose. In effetti, questa abitudine di trasferire le caratteristiche di un personaggio ad un nuovo personaggio, è presente anche all’interno della stessa Bibbia Nel Vecchio Testamento, c’è la storia di Giuseppe. Giuseppe era un prototipo di Gesù. Giuseppe era stato generato con una nascita miracolosa, Gesù era stato generato con una nascita miracolosa. Giuseppe aveva 12 fratelli, Gesù aveva 12 discepoli. Giuseppe fu venduto per 20 monete d’argento, Gesù fu venduto per 30 monete d’argento. Il fratello Giuda propone di vendere Giuseppe, il discepolo Giuda propone di vendere Gesù. Giuseppe inizia la sua opera all’età di 30 anni, Gesù inizia la sua opera all’età di 30 anni. Il parallelo può continuare all’infinito.

La prima frase è un’opinione degli autori, senza alcun fondamento, come abbiamo visto. Sul resto c’è poco da dire, è abbastanza semplice verificare la storia di Giuseppe e i suoi fratelli su una qualunque Bibbia, inizia all’incirca al capitolo 30 del Libro della Genesi e prosegue fino al capitolo 50. Non c’è nessun miracolo nella nascita di Giuseppe (Genesi 30,24-25); Giuseppe aveva 11 fratelli, con lui erano 12 i figli di Giacobbe, da cui le 12 tribù di Israele; Gesù aveva 12 discepoli, con lui facevano 13, tra 13 e 11 c’è una bella differenza; Il numero di monete è diverso, ma quello che è sostanzialmente davvero diverso è il motivo per cui i due personaggi vengono venduti: Giuseppe è venduto per salvargli la vita, Gesù è venduto per essere ucciso. Il discepolo Giuda non propone di vendere Gesù, lo vende, comunque anche se è vero che i due nomi sono uguali bisogna aggiungere che Giuda e Giuseppe erano i nomi più comuni all’epoca. Infine cosa significa che Giuseppe iniziò a lavorare a 30 anni? In che senso? Nel testo della Genesi non si trova nulla riferito a un lavoro di Giuseppe a 30 anni.

Per di più, esiste una qualsiasi prova storica non Biblica dell’esistenza di una persona vivente di nome Gesù il Figlio di Maria, che ha viaggiato con 12 discepoli, che ha guarito persone e cose di questo tipo? Ci sono numerosi storici che hanno vissuto nell’area del Mediterraneo, sia durante che subito dopo la presunta vita di Gesù. Quanti di questi storici hanno documentato questa figura? Nessuno. In effetti, questo non significa che i difensori del personaggio storico Gesù non abbiano sostenuto il contrario. Si fa riferimento tipicamente a quattro storici per sostenere l’esistenza di Gesù. Plinio il Giovane, Svetonio, Tacito sono i primi tre. Ciascuna delle loro iscrizioni consiste in solo alcune frasi dove al massimo si fa riferimento a Christus o a Cristo, che di fatto non è un nome, ma un appellativo. Significa “Unto del Signore”. La quarta fonte è Giuseppe Flavio ed è stato provato per secoli che questa fonte era un falsa. Tristemente, è ancora collocata fra le verità.

A dire il vero viene da ribaltare la domanda e chiedersi, ma esiste una qualunque prova storica non-Zeitgeist di quanto afferma Zeitgeist? Fino a questo punto sembra proprio di no. Inoltre non si capisce perché si nega ai testi Biblici, in particolare al Nuovo Testamento, valore di storicità quando moltissimi studiosi affermano il contrario, comunque se si vuole approfondire l’argomento questo è la pagina di Wikipedia:

http://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo#Storicit.C3.A0_dei_vangeli_canonici.

Riguardo i numerosi storici vissuti nell’area del Mediterraneo durante la vita e subito dopo la morte di Gesù che non parlano da lui c’è da dire innanzitutto che la diffusione delle informazioni all’epoca era molto diversa da quella odierna. Non c’erano gli attuali mass-media per cui un evento anche nel posto più remoto viene subito a conoscenza di tutti, di conseguenza questi storici non potevano raccontare di Gesù a meno che non ne avessero vissuto gli avvenimenti che lo riguardavano.

Veniamo ora alle tre fonti citate (al riguardo vi segnalo la pagina di Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Gesù dove è possibile vedere un po’ tutte le fonti storiche su Gesù non cristiane):

Plinio il Giovane non delinea la figura di Cristo, ma neanche fa solo riferimento a Cristo, parla invece dei cristiani che erano diventati un problema da gestire e siamo nel 112 dopo Cristo. Quindi Plinio il giovane attesta come fonte extrabiblica che nel 112 erano già operante un movimento religioso con il nome di cristiani. Gli storici si domandano giustamente: da dove nasce tale movimento? Come nasce? Quali fonti abbiamo a disposizione? Etc.

Svetonio parla di “Crestus” e potrebbe trattarsi anche di un errore di scrittura favorito dal fatto che Crestus e Cristus si pronunciavano, in greco antico, nello stesso modo, ma molti studiosi non ritengono attendibile questo brano.

Tacito parla di Chrestianos e di Christus, oltretutto lo fa con precisione storica e con disprezzo, qualche studioso ritiene il passo non originale, ma la maggior parte invece lo ritiene valido.

Giuseppe Flavio fa invece tre riferimenti a fatti che riguardano i cristiani, uno di questi, il più importante è chiamato Testimonium Flavianum, la maggior parte degli storici lo ritengono attendibile, ce ne sono alcuni che invece lo suppongono un’interpolazione cristiana. Altro che “provato per secoli che è falsa”.

C’è una questione che non si dice mai eppure è così evidente: mentre su tutti i personaggi antichi, che noi diamo per scontato che siano esistiti, abbiamo si e no un documento, tra l’altro ricevuto per mezzo di trascrizioni (naturalmente è corretto dire che di molti personaggi abbiamo le vestigia archeologiche), del Nuovo Testamento circolano almeno 5300 tra papiri, pergamene, libri interi o frammenti lungo l’arco dei primi 4/5 secoli. Una fenomeno letterario unico, tanto da avere alcune pagine di papiro del Vangelo di Giovanni di qualche decennio più tardi dell’originale. Di quali altri documenti che vengono ritenuti attendibili dagli storici possiamo avere un tale riscontro?

Le fonti sul Gesù storico sono molte e variegate, ma è ovvio che Zeitgeist non ne parli, magari affronterò il problema in un altro articolo. Se volete approfondire per conto vostro la storicità di Gesù, oltre la voce di Wikipedia vi segnalo un sito a mio avviso molto ben fatto: http://www.orarel.com/cristianesimo/jesus/index.htm

Voi credete che un uomo che è risorto dopo la morte e asceso in Cielo e davanti agli occhi di tutti ha compiuto numerosi miracoli, a lui attribuiti, non sarebbe apparso nei documenti storici? Non è apparso, perché una volta soppesate le prove, ci sono probabilità molto elevate che la figura conosciuta come Gesù non sia nemmeno esistita.

Invece è esattamente il contrario, soppesate tutte le prove in nostro possesso, ci sono probabilità molto elevate che la figura conosciuta come Gesù sia esistita. Al di là delle prove storiche sulle quali si discute e che sono molte di più di quelle che qui abbiamo presentato, basti pensare che i primi cristiani hanno dato la vita per Cristo (e molti la danno anche oggi) è possibile credere che persone che hanno vissuto in contemporanea o in periodi molto vicini a quei fatti sarebbero morti per qualcosa che potevano facilmente verificare non fosse vero?

La religione Cristiana è una parodia del culto del sole,

hanno messo un uomo chiamato Cristo al posto del sole, e

adorano quella figura come originariamente si adorava il sole

Thomas Paine, 1737-1809

Citare Thomas Paine ha un significato diverso per un americano che per un italiano che, probabilmente, non saprà neanche chi è. Se volete informarvi qui c’è una breve scheda su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Paine.

Sulla frase di Paine c’è poco da dire, è la sua opinione.

Riportiamo un’altra opinione, quella di un uomo che credo tutti conoscano, Albert Einstein.

“Accetta il Gesù storico?” gli hanno chiesto durante un’intervista e lui ha risposto così: “ Senza dubbio! Nessuno può leggere i Vangeli senza sentire la presenza attuale di Gesù. La sua personalità pulsa ad ogni parola. Nessun mito può mai essere riempito di una tale vita”. (G. Viereck, What Life means to Einstein , “The Saturday Evening Post”, 26.10.1929)

Non vogliamo essere ostili, ma vogliamo basarci sui fatti. Non vogliamo ferire sentimenti, ma vogliamo essere accademicamente corretti, rispetto a ciò che comprendiamo e sappiamo essere vero. La Cristianità, appunto, non si basa sulla verità. Abbiamo scoperto, infatti, che la Cristianità non era niente più che una storia Romana, sviluppata in modo politico. La realtà è che Gesù era la divinità Sole della setta gnostica Cristiana e come tutti gli altri Dei Pagani, era una figura mitologica. È stato l’establishment politico che ha cercato di storicizzare la figura di Gesù per funzioni di controllo sociale. Nel 325 d.C. a Roma, l’imperatore Costantino riunì il Concilio di Nicea. È stato durante queste riunioni che le dottrine cristiane, motivate politicamente, vennero formalmente definite, e da allora ebbe inizio una lunga storia di frodi spirituali e spargimenti di sangue in nome della religione Cristiana. E per i 1600 anni successivi, il Vaticano ha mantenuto la sua forza opprimente su tutta l’Europa, portando periodi “gioiosi” come l’Alto Medioevo, assieme ad eventi “gloriosi” come le Crociate e l’Inquisizione.

È difficile credere che non si voglia essere ostili quando si usano termini e parole negative.

È difficile credere che ci si voglia basare sui fatti quando non c’è un solo dato citato che sia verificabile.

È difficile credere che si voglia essere accademicamente corretti quando non viene indicata alcuna fonte e quello che viene affermato è costruito con uno stile seducente, accattivante, insinuante, dimensioni che non appartengono a un metodo che si autodefinisca accademico.

Per gran parte del filmato si è tentato di convincerci che tutta la storia di Gesù è “copiata” dalla cultura egizia e ora scopriamo che si tratta di una storia romana, direi che questa è la ciliegina sulla torta. L’unica cosa certa che abbiamo scoperto esaminando questo filmato è che il 95% di quanto afferma è il frutto di una fantasia, e che questo è banalmente verificabile.

Naturalmente non si può pensare di concludere un filmato di questo tenore senza citare il Vaticano, il Medioevo, le Crociate e l’Inquisizione. Questi sono argomenti che, nell’immaginario collettivo, richiamano subito giudizi negative, peccato che un accostamento storico a questi temi ne mostrerebbe la complessità e il valore molto diverso da quello che questo filmato vuole dare.

La cristianità, assieme agli altri sistemi religiosi teistici, sono la frode di questa Era. È servita per separare popolazioni dal loro habitat naturale, e allo stesso modo, per separare i popoli fra loro. Sostiene una cieca sottomissione all’autorità. Riduce le responsabilità dell’uomo, considerato che è “Dio” che controlla tutto, e oltretutto terribili crimini possono essere giustificati nel nome di uno Scopo Divino. E più importante di tutto, rende più potenti coloro che sanno la verità, ma usano il mito per manipolare e controllare le società. Il Mito Religioso è l’arma più potente che sia mai stata creata, e serve come terreno psicologico sopra il quale altri miti possono sorgere.

Questa è un’accozzaglia dei peggiori luoghi comuni sulla religione, mostra che non si conosce nulla della religione in sé e del Cristianesimo in particolare (Cristo si è a tal punto assunto le sue responsabilità da arrivare a morire in croce). Inoltre si noti come viene usato il termine “Era” senza che si capisca in che senso, stando a quanto ha detto il filmato fino a ora ci verrebbe da pensare all’Era dei Pesci o forse a quella dell’Aquario.

Infine vi propongo un gioco, prendete questa riflessione e al posto di “cristianità” metteteci “scienza”, “tecnica”, “economia”, “capitalismo”, “comunismo” insomma qualunque massimo sistema vi venga in mente e vedrete come il discorso vi sembrerà stare in piedi (naturalmente cambiando di conseguenze anche tutti gli altri riferimenti). Questo perché il paragrafo non dice assolutamente nulla ed è talmente generico da andare bene per ogni situazione.

Un Mito è un’idea che, sebbene sia ritenuta vera da molte persone, è falsa. In un senso più profondo, in senso religioso, un mito serve come storia in grado di orientare e mobilitare la gente. Non si mette al centro la fedeltà di una storia alla realtà, ma la sua funzione. Una storia non può funzionare se non viene considerata come vera all’interno di una comunità o di una nazione. Non si discute nemmeno con quelle persone che hanno il cattivo gusto di porgere domande circa la verità della storia sacra. I tutori della fede non entrano in dibattito con loro. Li ignorano o li condannano pubblicamente come blasfemi.

TV

Rispondere ad affermazioni del genere ha poco senso, non perché non si abbia voglia di discutere, ma semplicemente perché sono cariche di falsità e distorsioni operate ad arte, che mettersi a rispondere fa solo perdere tempo. Se vi interessa capire cosa è un mito date un’occhiata qui:  http://it.wikipedia.org/wiki/Mito

Concludendo questo lungo lavoro vorrei fare un ringraziamento e alcune considerazioni. Il ringraziamento è per Don Martino Signoretto, caro amico, che mi ha aiutato nella stesura di questo lavoro in diversi modi.

Inoltre in rete si trovano articoli di altri che hanno smontato Zeitgeist, sono articoli in varie lingue, e in alcuni casi questo mio lavoro è loro debitore.

Io ho usato una trascrizione italiana del testo del filmato recuperato, so che ne girano altre versioni che riportano ulteriori informazioni, se volete che affronti anche quelle è sufficiente che mi facciate avere le parti in questione. Sul sito di Zeitgeist si mettono le mani avanti e si dice che sicuramente ci sarà chi cercherà di smontare il filmato utilizzando alcuni metodi e c’è un elenco metodi.

Il primo sarebbe di sminuire e attaccare il messaggio di Zeitgeist facendo leva su alcuni errori marginali.

Ho preso in seria considerazione tutto ciò che Zeitgeist afferma, non mi sono attaccato a qualche singolo errore, semplicemente ho mostrato, citando ogni fonte, che la quasi totalità delle affermazioni riportate da Zeitgeist non sono esatte, sono fantasiose o sono solo opinioni personali e sono prive di qualunque fonte di riferimento.

Un altro metodo sarebbe quello di non fare alcuna ricerca, ma di basarsi esclusivamente sulla Bibbia, su alcune nozioni enciclopediche e sullo scopiazzare lavori di altri.

Questo è stato un lavoro di ricerca, di ricerca dell’attendibilità di quanto dichiarato da Zeitgeist. Ho citato la Bibbia solo nei casi in cui Zeitgeist vi fa riferimento esclusivamente per verificare quanto affermato. Ho scelto di indicare di continuo collegamenti a siti Internet, soprattutto Wikipedia, per due motivi. Il primo è che, così, chiunque può velocemente e semplicemente verificare quanto afferma Zeitgeist e quanto afferma questo mio lavoro; il secondo è che Wikipedia proprio per la sua struttura, non è soggetta ad autorità particolari, tanto è vero che spesso, nelle voci citate si possono leggere anche elementi che non sono esattamente a favore del Cristianesimo, ma si trovano sempre le fonti permettendo così di approfondire l’argomento a chiunque voglia. Al contrario Zeitgeist non cita quasi mai nulla se non la Bibbia.

Il terzo argomento è che si richiede sia presente sempre la fonte da cui è presa una notizia.

Questo l’ho fatto anche io, ma questo fatelo sempre anche voi. Se vi dicono qualcosa chiedete sempre qual è la fonte. Perché solo così saprete di cosa si sta parlando, se di opinioni personali, interpretazioni, dati storici o altro. In ogni caso io non ho solo fatto rilevare la mancanza di fonti, ma anche come, andando a cercare notizie sugli argomenti citati, le nozioni trovate dicano spesso esattamente il contrario di Zeitgeist.

Il quarto e ultimo argomento usato è quello che sostiene si usi un’interpretazione puramente semantica per forzare l’interpretazione soggettiva di un’informazione. In pratica si teme che si giochi con le parole per sostenere le proprie tesi.

Ritengo che le parole abbiano un loro valore preciso, dire ad una persona “Ti amo” non è come dirle “Ti voglio bene”, anche se a una lettura superficiale possono sembrare la stessa cosa. Ho cercato di non fermarmi sulla singola parola, ma di dare uno sguardo d’insieme, in alcuni casi però il fermarsi sulla parola è stato necessario perché è proprio quello che fa Zeitgeist. Usa parole che non c’entrano nulla col contesto di cui si parla semplicemente per avvicinare questo contesto al cristianesimo (pensate, ad esempio, quando si usa il termine “croce” invece di quello corretto di “ruota” riferito allo zodiaco).

È vero che, spesso, chi propone teorie non ortodosse ha permesso all’uomo di fare grandi scoperte, ma è anche vero che queste teorie si devono basare su dei fatti, che siano almeno attestabili o verificabili, magari anche rischiando in prima persona. Molto diverso il discorso di chi distorce tutti i dati in nostro possesso solo allo scopo di creare una teoria che sia verosimile, ma falsa.

Perché si trovano spessissimo, tentativi di questo tipo di screditare la figura storica di Cristo e il cristianesimo?

Zeitgeist, nel suo complesso, è chiaramente diretto ad attaccare il cristianesimo di alcune confessioni, anche estremiste, presente negli Stati Uniti, poi gli sono stati aggiunti riferimenti al cattolicesimo, ma il tutto nasce dal fatto che il messaggio cristiano provoca fastidio. Alle volte capita che ci siano cristiani, anche in ruoli importanti nella loro Chiesa, che creano scandalo, ma invece di denunciare il singolo si attacca l’insieme perché il problema non è il singolo, ma l’insieme. Il vero problema è quel messaggio di Amore di Cristo che è diretto a tutti, ma che è molto diverso dall’amore che è propagandato dal mondo. Non è un Amore che ti permette di fare tutto quello che vuoi, anzi è un Amore che ti dice “guarda che questo non è giusto”, è l’Amore del genitore, ma è l’Amore che perdona sempre, che perdona tutto. Mentre il mondo ti permette tutto, ma non ti perdona nulla.

E come si fa a distruggere un messaggio così?

Qualcuno ogni tanto prova a cercare di dimostrare scientificamente che non esiste nessun Dio, ma questo non è possibile (gli stessi scienziati atei lo ammettono e riconoscono che anche l’ateismo è una fede), allora si prova a demolire la storicità di Cristo.

Stiamo quindi attenti a tutto  quello che ci viene detto o che leggiamo, è fondamentale che abbiamo dei dubbi, che non prendiamo tutto per oro colato, che verifichiamo, che ragioniamo con la nostra testa: è importante Imparare ad ascoltare con attenzione per educare la mente a essere critica, che non significa polemica, ma che non si lascia conquistare dal fascino di espressioni esclusivamente seducenti, che toccano la sfera emotiva ed è costruita con arte demagogica. Questo vale anche nell’ambito della fede, la differenza sta nel fatto che quando il soggetto che si rapporta a te è sincero e ogni tanto fa degli errori è qualcuno di cui sai che puoi avere fiducia, anche perché se è aperto alla ricerca è disposto a rivisitare i propri errori; quando, invece, è uno che ti racconta tante cose non vere – volutamente non vere – e ogni tanto ti dice una mezza verità, allora sai che è uno che è meglio non ascoltare perché, nella migliore delle ipotesi, ti fa perdere tempo. Forse, però, in questo caso, chi inizialmente si è lasciato conquistare dal filmato, ma poi ha avuto la pazienza di riguardarlo alla luce delle considerazioni, ha potuto cogliere questa occasione per affinare la mente, e quindi non è stato tempo perso, ma un buon esercizio di senso critico, da esercitare anche con questi appunti, che non pretendono nulla, ma nascono dalla mano di un animo in ricerca.

Zeitgeist continua affrontando altri due temi, io mi sono fermato qui perché mi interessava solo la parte religiosa. Non so se nel resto del filmato dica cose vere o meno, so che con una prima parte di questo tipo qualunque cosa dica dopo perde ogni autorevolezza.

Qualunque parte di questo documento può essere riprodotta senza problema, a patto di citarne la fonte e non stravolgerne il senso e l’intento per cui è stata scritta.

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13 Risposte to “Zeitgeist, lo spirito del tempo”

  1. Andrea Says:

    Non ho letto tutta la tua ricerca. Dopo la segnalazione di don Mauro sono andato a vedermi da solo il video. Effettivamente la prima impressione è molto angosciante. La riflessione che ho fatto io riguarda la segnalazione di almeno 20 o 40 ? storici del tempo che non citano Gesù come personaggio della loro epoca. In un primo momento la cosa mi ha turbato poi ho pensato che Gesù non era certo il tipo da nascere sotto i riflettori davanti ai migliori cronisti, infatti è nato in una mangiatoia fra i pastori e i suoi discepoli erano pescatori ignoranti, mi basta questo, ciao

  2. Paolo Says:

    Non sarà proprio come descritto in pochi minuti da Zeitgeist ma è innegabile che le radici del cristianesimo, come di tante altre religioni, risalggano a fedi e credenze precedenti esistite durante i millenari tempi cosiddetti “pagani” ed ai quali siamo debitori di tutta la nostra essenza di uomini. Il cristianesimo è solo l’ultimo abito indossato da queste fedi e credenze che comunque saranno immortali perchè seguono l’essenza del mistero dell’uomo: la ricerca della Verità e della Luce e dell’Amore quali fonti di Vita. Già da tempi immemori e lontani questa ricerca era stata concretizzata e predicata come del vivere in Armonia con tutti gli esseri ed elementi dell’Universo e che è un pò l’estrema sintesi degli insegnamenti di tutte o quasi tutte le religioni. Rinnegare il “paganesimo” è come rinnegare il padre e la madre. Coloro che lo fanno rischiano di perdere la loro credibilità.

    Stessa cosa si può dire delle altre due parti. Le strutture istituzionali ed i principi di democrazia della civiltà occidentale nacquero per difendere e sviluppare le libertà ed i diritti ed assicurare il benessere dell’uomo. Si stanno rivelando invece nel concreto parti di un gigantesco sistema ove l’uomo è pressocchè uno schiavo a vantaggio degli interessi di pochi privilegiati. E ciò vale in tutti i campi: politico, istituzionale, scientifico, economico, eccetera. Anche in questo caso rinnegare la realtà mantenendo lo status quo rischia di far perdere di credibilità a tutto il sistema, cosa che stà avvenendo.

    In fondo Zeitgeist non ha tutti i torti.

    Ed è anche chiaro che in tale scenario essendo i pochi privilegiati i controllori ed i manovratori dello status quo essi hanno tutto l’interesse a far sì che tutto rimanga inalterato.

    • Davide Galati Says:

      Grazie Paolo del tuo intervento, ma mi sembra di aver chiaramente mostrato come Zeitgeist non dica cosa vere e quel poco di vero che c’è viene strumentalizzato e basta. Dire che non ha tutti i torti o che le cose non saranno proprio come le descrive è voler semplicemente distorcere la realtà. Questo non è un blog di Storia delle Religioni quindi non mi dilungo neanche troppo nel risponderti, è indubbio che ci sono elementi di continuità tra una religione e l’altra, ma ce ne sono anche di discontinuità. Come ho chiaramente detto io ho solo analizzato la prima parte di Zeitgeist, quella che parla della religione e non è per nulla attendibile, non solo, è costruito proprio per ingannare e questo è grave. molto grave. Il resto sono opinioni tue, rispettabili, ma del tutto personali, non le condivido, ma non le discuto perché ci porterebbero via molto tempo e ci allontanerebbero dal tema che è la fondatezza di quanto afferma Zeitgeist. Credo che ognuno sia libero di credere in ciò che vuole, ma non di travisare la realtà come fa Zeitgeist.

  3. Andrea Says:

    E’ innegabile che alcuni simboli anzi diversi simboli cristiani sono stati presi ‘a prestito’ da precedenti religioni. Dire che il Cristianesimo ha radici nelle precedenti religioni o che è solo l’ultimo abito mi pare alquanto superficiale. Credo che ci sia di fondo il solito equivoco, considerare la religione cristiana una delle tante invezioni dell’uomo, ignorando completamente il messaggio di Cristo, rivoluzionario, devastante a volte inconcepibile, proprio perchè non umano.

    • Davide Galati Says:

      Infatti Andrea, quello che dici tu è giustissimo. Le religioni vivono nel tessuto umano, si confrontano con l’uomo, anzi rispondono all’uomo e quindi è naturale, ad esempio, che nel cristianesimo si possano ritrovare elementi presi dall’ebraismo e nell’ebraismo elementi dei culti coi quali l’ebraismo è venuto in contatto, ma bisogna vedere questi elementi che significato assumono nel nuovo contesto in cui si collocano. Il messaggio invece rimane nella sua originalità e quello di Cristo è esattamente come dici tu: devastante. Però proprio perché questo messaggio crea fastidio si usa la tecniche di attaccarlo in tutti i modi possibili, non importa che si dicano cose vere, ma che si destabilizzino le coscienze, i credenti, i fedeli in ogni modo possibile. E di fronte ai fatti che cosa si fa? Si dice che non sarà esattamente come dice Zeitgeist, ma… sorvolando di proposito sul fatto che Zeitgeist dice una trafila di cose non vere spacciate come vere.

  4. Andrea Says:

    errata corrige “siano stati preso a prestito”

  5. silvio valenti de Wederschaun Says:

    In generale la pubblicistica anti-cristiana è spesso superficiale, unilaterale, forzata nelle premesse e nelle conclusioni e come tali è un un boomerang al pari di certe demonizzazioni politiche furibonde che alla fin fine sono controproducenti per il demonizzatore. Le prove che invalidano una religione o un sistema politico si trovano nei testi apologetici assai più che in quelli denigratori. Zeitgeist non è autorevole. Consultate invece ‘Il velo di Iside’ di Barbera che documenta con rigorosa citazione di fonti affidabili l’esistenza di un ‘Cristianesimo avanti Cristo’ (da cui il Cristianesimo dopo Cristo ha ricavato dottrina e riti) e le reciproche contraddizioni dei quattro Vangeli. La Chiesa stessa è costretta a smentirsi di quando in quando non solo con clamorose giravolte (di recente nei riguardi del Fascismo, del Nazismo e del Comunismo) ma a rimaneggiamenti liturgici e agiografici e a clamorose aperture al Mondo. Discorso comunque ozioso, profilandosi all’orizzonte un cataclisnma apocalittico che di questo pazzo mondo non lascerà pietra su pietra. Silvio Valenti de Wiederschaun – silvalenthauser@hotmail.it

  6. domi Says:

    io non so se zaiitgaist dice la veritào no me è sicuroche la tua ricerca è troppo superficiale visto che come fonte usi wikipedia sarebbe stato diverso se ti fossi avvalso di libri di storiografi o cmq gente riconosciuta nel campo scientifico , anche se faccio la ricerca su spiderman ci sono inesattezze o incopletezze in wikipedia

  7. Roberto Pace Says:

    Premetto che questo mio intervento deriva dal mio amore per la verità e per la sua ricerca. Purtroppo nel suo scritto a difesa del cristianesimo contro Zeitgeist lei si dimostra plagiato dai preti perché parziale e tendenzioso, secondo il metodo classico dei preti ai quali non interessa la verità storica, ma solo far proseliti con il trucco della fede, e di fronte a una nuova scoperta, come che Abramo Mosè non sono mai esistiti, secondo i recenti e scientificamente corretti studi di Finkelstein e Liverani, affermano che queste novità sono superate: vale solo la tradizione della chiesa. Se una verità non coincide con quella sancita dalla chiesa cattolica è per lei sistematicamente una falsità. Se vi sono argomenti che possono avvicinarsi alla verità storica, vengono taciuti o fortemente distorti. Nella sua confutazione si è limitato a rilevare per lo più errori o interpretazioni errate marginali, mai ha toccato i fondamenti menzogneri della chiesa cattolica.
    Esempio di sua distorsione della verità. Lei scrive che è molto facile che le somiglianze tra Mithra e Gesù siano dovute a influenze cristiane e non al contrario. S. Paolo, trascurando il Gesù storico che non conosceva, nel costruire il suo Gesù della fede era a conoscenza a Tarso del culto di Mithra. Il sangue del toro salvava l’adepto. S. Paolo, copiando questo rito, si inventò che il sangue di Cristo redime l’umanità. Inoltre il mito gnostico del redentore che si manifesta, venne di fatto copiato da S. Paolo e trasfe¬rito sulla persona di Gesù. Mithra era precisamente il mediatore fra Dio e gli uomini, come avvisa Plutarco in Iside e Osiride. Mitra, il Dio Redentore della Persia, è la divinità stessa, assoluta, che prende forme umane, senza alcun vincolo d’inferiorità rispetto al Padre celeste. I misteri persiani di Mithra avevano una sorprendente somiglianza con quelli cristiani. Questa somiglianza era tale e tanta che San Giustino, non potendo smentirla, né sapendo spiegarla, accusava il Diavolo d’aver rivelato ai Persiani i misteri del cristianesimo prima ancora che il Cristo fosse nato. Perciò è falsa e non documentata la sua opinione, suggerita certamente da preti tendenziosi, che le somiglianze tra Mithra e Gesù siano dovute a influenze cristiane e non al contrario.
    La verità storica per il prete è un grande pericolo. (A. Loisy). Perciò viene oscurata nascondendo ad esempio che alcune parti della vita di Cristo, nella mitologia persiana, erano già state applicate a Zoroastro. La tentazione di Cristo figurava già nella mitologia persiana come tentazione di Zoroastro. Ahura Mazdah, spirito del bene, rivelò a Zoroastro i suoi insegnamenti: vi sono due princìpi, il bene e il male. L’uomo deve lottare per il bene contro il male, essere al servizio della verità contro la menzogna.
    La verità è composta di fatti e non di dichiarazioni. Lei e i suoi amici preti fate solo dichiarazioni composte dall’insieme delle “bugie teologiche che si combattono con la verità, non con altre bugie teologiche” (H. Kung). Ma voi sapete che una bugia ripetuta mille volte diventerà verità. Molto tempo prima di Gesù si erano descritte e rappresentate altre divinità (Zeus, Ermete, Dioniso) giacenti in fasce in un sacro canestro, oppure in una greppia (Callimaco in Inno a Zeus e Omero in Inno a Ermete). Ma anche gli altri salvatori del paganesimo sono – assai prima di Gesù – intercessori, rivelatori, redentori. I quali già hanno annunciato: «Io sono una luce per l’umanità», «chi crede sarà salvato, chi non crede sarà giudicato», e via sentenziando (Bultmann).
    La Chiesa cattolica non è l’esclusiva padrona di Dio, né dello Spirito Santo. Se credi nella verità, credi in Dio, perché Dio è verità (E. Severino). Che voi cristiani fondamentalisti temiate la verità è confermato dal terrore che avete del dubbio. Invece il dubbio è la modalità per eccellenza della ricerca della verità. Ricercare significa voler progredire (Roberta de Monacelli). A voi interessa restare all’Alto Medioevo e che nessuno scopra le vostre menzogne religiose. Il dottore della chiesa Giovanni Crisostomo, patrono dei predicatori, divulgò la necessità della menzogna al fine della salvezza delle anime, richia¬mandosi a esempi tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento. S. Agostino affermò che se non fosse stato costretto non avrebbe creduto nei Vangeli, perché pesantemente manipolati, corretti e interpolati.
    Esempio di argomenti da lei nascosti. L’intero primo secolo non-cristiano – il secolo di Gesù – ignora la sua presenza. Nessuno storico suo contemporaneo ha notizia di lui, né a Roma né in Grecia né in Palestina. Voi non avete citato che Giusto di Tiberiade che era della terra di Gesù e suo contemporaneo non ne parla. Non avete scritto che non v’è un solo enunciato “cristiano” presso i contemporanei Esseni. Gli scritti, scoperti nel 1947, della setta degli Esseni (i rotoli di Qumran sul Mar Morto), risalenti al tempo di Gesù e composti nelle immediate vicinanze dei luoghi in cui operò, non menzionano nessun Gesù di Nazareth. E che gli storici del I secolo dell’era cristiana tacciano sulle folle che seguivano Gesù, i suoi miracoli o il terremoto alla sua morte e la sua resurrezione, è tanto più stupefacente in quanto una gran parte di essi scrisse particolareggiatamente sulla contemporanea situazione in Palestina. Non avete ricordato che lo stesso Filone di Alessandria (vissuto dal 20 circa prima di Cristo fino al 50), che stigmatizza le infondate condanne decretate da Ponzio Pilato, non ricorda quella di un certo Gesù di Nazareth. Pur ammettendo la sua esistenza, non avete scritto che questo Gesù non è cristiano, bensì ebreo. I componenti della sua primitiva comunità si chiamano ebrei o “giudeocristiani”. Gesù diffonde la sua missione solo tra gli Ebrei; Gesù è fortemente influenzato dall’apocalittica giudaica; Gesù crede nel fatto che il Regno di Dio sta per arrivare di lì a poco. Certo, se questo Regno dovesse essere quello che i Vangeli – in seguito rimaneggiati – presentano a noi, è tutt’altra questione. Per essi il Regno dei cieli è diventato la Chiesa. Ci aveva pensato in precedenza S. Paolo di inventarsi un Gesù della fede. S. Paolo era menzognero, secondo il giudizio di chi lo conosceva, come lo stesso S. Paolo ricorda.
    Oggi i preti sono responsabili nell’educare cristiani politeisti. I cristiani oggi adorano il denaro, il sesso, il potere, la nazione, il partito politico, la scienza, l’arte, la musica, la famiglia, i figli, la religione, la Madonna, padre Pio, Gesù, la televisione, le automobili, le feste, i viaggi (H. Kung).
    L’obiettivo vostro è quello di colpire sistematicamente i ricercatori della verità, senza porsi il problema se quello che affermate è vero, quello che importa è che sembri vero e che qualcuno cada nella trappola della vostra fede, l’unica vera. Corso accelerato di ipocrisia pretesca.

    Roberto Pace

    • Davide Galati Says:

      Io quando leggo commenti di questo tipo mi chiedo sempre: Ma quello che ho scritto è stato letto? Io penso che se si vuole cercare la verità, qualunque essa sia, è necessario procedere con un certo ordine. Io ho preso un filmato che gira da anni su Internet, l’ho visto, ne ho preso il testo e ho mostrato come ogni sua (cioè del filmato) affermazione sia falsa, ma non perché lo dico io, ma perché lo può verificare chiunque controllando uno a uno i vari collegamenti, a pagine quasi sempre non cattoliche, che ho messo. Invece lei, che si dice “ricercatore e amante della verità” mi accusa subito di essere plagiato dai preti, parziale e tendenzioso facendo in pratica due cose: la prima è di offendermi, la seconda è di mostrare che lei, a priori, ha un’opinione del tutto negativa dei preti e di conseguenza della religione cattolica, ha quindi quello che, normalmente, si dice pre-giudizio. E’ un po’ difficile essere amanti della verità e alla sua ricerca quando si hanno dei pregiudizi. Detto questo, lei afferma che di fronte alla realtà scientifica che Abramo e Mosè non sono mai esistiti questa non conta nulla, ma vale solo la tradizione della Chiesa. A questo punto io mi chiedo, ma lei prima di parlare della Chiesa ne sa qualcosa? Perché quando si parla di qualcosa, o peggio ancora la si critica, senza conoscere ci si basa, semplicemente, su un pre-giudizio. Perché le chiedo questo? Perché se lei legge la Dei Verbum vi trova dette le cose che sta dicendo lei, se lei prova solo a frequentare un corso di Antico Testamento in una qualunque facoltà di Teologia le diranno appunto queste cose, quindi esattamente dove sta il problema? Forse nella sua ignoranza (nel senso etimologico del termine, non certo come insulto, non è mia intenzione) e nel suo pre-giudizio. Inoltre mi chiedo, qui si parla di ciò che afferma Zeitgeist e lei mi dice che io mi sono limitato a toccare “errori o interpretazioni errate marginali”, io in realtà ho sviscerato ogni singola frase del film. Se pensa che ciò che dice il film sia corretto e ciò che dico io scorretto lo mostri, portando però delle fonti che siano verificabili non delle sue opinioni (che sono rispettabilissime, ma hanno valore solo per lei). Riguardo il mito di Mithra io ho detto che è un mito complesso da dividere in due aspetti, quello più antico, persiano, e quello più recente, romano. Il filmato sostiene tutta una serie di cose su Mitra che non sono vere, basta verificarle (attenzione che io non ho parlato delle cose di cui dice lei, ma di quelle di cui parla il filmato. Io non ho mai scritto “che è molto facile che le somiglianze tra Mithra e Gesù siano dovute a influenze cristiane e non al contrario” perché, vede, se lei dice così allora sì che distorce il mio pensiero per fargli dire quello che non dice e lo fa prendendo solo un pezzo di frase, quello che le fa comodo. Io ho scritto (e tutti lo possono verificare): “si tratta di fonti che noi conosciamo in versioni di circa 400 anni posteriori al cristianesimo, quindi è molto facile che le somiglianze siano dovute a influenze cristiane e non al contrario” e questo ha tutto un altro significato, perché mette in luce due cose: la prima è che le fonti che abbiamo su Mitra sono di molto successive al cristianesimo e la seconda sottolinea la possibilità o probabilità che sia stato il cristianesimo a influenzare le fonti che ci riportano le notizie sul Mitraismo, non il Mitraismo.
      A questo punto io potrei anche continuare rispondendole punto punto (sugli storici che parlano di Gesù ho già risposto all’interno della confutazione al filmato, se quello che affermo crede sia sbagliato me lo mostri e lo contesti) e chiedendole anche di articolare e citare le fonti di alcune sue affermazioni che, così come sono, rimangono alla stregua di opinioni personali, ma vede, mi chiedo, perché perdere tempo? Già dalle prime righe lei dimostra di non aver letto ciò che ho scritto, di non conoscere ciò che dice la Chiesa sulla Sacra Scrittura, di disprezzare me (mi chiama fondamentalista e mi definisce plagiato), i preti e la Chiesa quindi, a mio avviso, ogni tentativo di dialogo sarebbe solo tempo perso (perché lei ha già giudicato e condannato me, tutti i fedeli, i preti e la chiesa intera) e, porti pazienza, io di tempo non ne ho molto.
      La ringrazio comunque per il suo intervento che mi offre l’occasione di mostrare, ancora una volta, come ci si può approcciare a un testo distorcendo ciò che dice e lo ripeto per lei e per chiunque voglia, ciò che io affermo nella confutazione di Zeitgeist (che non è una difesa della Chiesa, ma è un mostrare gli errori del filmato) può essere verificato e se affermo cose sbagliate è sufficiente dimostrarmi che sono sbagliate e le rettifico.

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