Ancora sul Padre Spirituale


Pubblico qui uno scritto del mio parroco, Don Mauro Bozzola, perché lo trovo molto ben fatto eutile sopratutto perché l’argomento del Padre Spirituale è un argomento molto importante nella vita di ogni credente e molto sentito dai lettori di questo blog.

PERCHÉ STAI CERCANDO UN PADRE SPIRITUALE?

 

SITUAZIONI E MOTIVI SBAGLIATI per cercarti un padre spirituale.

Motivo o situazione di

partenza

Giusto o sbagliato? Dove andare
Sei in conflitto con il tuo marito/moglie/ragazzo/ragazza e non sai cosa fare. Sbagliato. Tu cerchi uno che ti risolva i problemi, non un prete. Vai da uno psicoterapeuta specializzato sulla relazione di coppia.
Ti senti triste e incompresa, non sei soddisfatta della tua vita e cerchi consolazione (di solito è una donna che, in questa situazione, cerca un prete). Sbagliato. Tu cerchi un consolatore, non un prete. Vai dalla parrucchiera o da un massaggiatore, che ti sa ascoltare, ti capisce bene e ti consola con un bella messa in piega o un buon massaggio. Il prete non ha tempo, deve fare il prete, non il consolatore.
Hai un problema di insoddisfazione profonda rispetto alla tua vita, alla tua giornata, alle tue cose. Sbagliato.

Un prete non può rispondere a questa tua situazione. Iscriviti a un sano corso di catechesi, per esempio al corso dei dieci comandamenti.

Dopo un paio d’anni di ascolto, va pure da un prete. Se ci vai prima, non serve a niente. Perdi tempo tu e lo fai perdere al prete.

Ti senti solo e ti pare che nessuno ti capisca. Sbagliato. Tu cerchi un amico, non un prete. Iscriviti a un club, per esempio al Milan club o al club dei ciclisti della domenica e vai a fare qualche gita.

 

 

In pratica, cosa non chiedere ad un padre spirituale?

– consolazione;

– di essere capito/a;

– che diventi tuo amico;

– che risolva le tue questioni o problemi, per cui hai bisogno di sentirlo al sorgere di ogni nuova difficoltà. Stai cercando una realtà che non esiste, e stai creando una dipendenza dannosa;

– che ti cerchi, ti mandi sms, risponda alle tue mail;

– che sia sempre disponibile ai tuoi bisogni;

– che sappia tutto di te (per cui devi raccontargli ogni dettaglio della tua esistenza, delle tue giornata, ogni cosa che ti passa per la testa);

– che ti risolva i conflitti personali, di coppia e relazionali (non è uno psicologo); Certe cose non si risolvono: si impara a conviverci nel Signore, o si superano o si gettano via semplicemente. Alle volte è molto più semplice di quanto ami raccontarti, soprattutto se sei abituato a

piangerti addosso!

 

Se cerchi queste cose, Il prete di deluderà, perché non può darti quello che cerchi!

Lui è un prete, e se ha imparato bene a essere prete, prima o poi ti manderà via.

 

 

SITUAZIONI intelligenti e MOTIVI GIUSTI per cercare un padre spirituale

Motivo o situazione di

partenza

Giusto o

sbagliato?

Vai pure dal prete

Hai cominciato a conoscere il

Signore, ma non sai come stare

alla sua presenza.

Giusto.

Un prete può aiutarti a imparare a pregare: come si prega, quanto e quando.

Anche se cerchi di vivere una

vita cristiana, alle volte hai una

strana tristezza interiore.

Giusto.

Un prete può aiutarti a conoscere la vita spirituale: come parla il Signore, come parla il nemico; cosa fare quando parla il nemico,

come crescere alla presenza del Signore.

Hai incontrato il Signore e ti stai interrogando su alcune cose

della tua vita: la tua vocazione, il rapporto con i soldi, con il tuo

tempo … e hai bisogno di

confrontarti

Giusto. Sei in ricerca vocazionale, oppure il Vangelo ti sta interrogando su alcuni aspetti della tua esistenza. Il Prete può darti una mano.

 

 

Cosa quindi chiedere ad un sacerdote nella direzione spirituale?

• Che ti insegni a pregare.

• Che ti alleni all’arte del discernimento: capire come agisce il Signore nella tua vita, come ti

tenta il nemico, e dopo aver imparato a capire e riconoscere, imparare ad “agire” secondo la legge dell’amore, che è obbedienza la Vangelo.

• Che ti aiuti a stare nell’obbedienza della Chiesa, Corpo di Cristo, unico luogo dove puoi

concretamente incontrare il Dio che si è rivelato in Gesù, che è la via, la verità e la vita. Quello che pensi tu è un’opinione, la tua, non la verità, e di solito il tuo punto di vista è abbastanza approssimativo, se non addirittura sbagliato. Abbi l’umiltà di metterti in ascolto della Chiesa, senza pretendere sempre che ciò che pensi tu sia la verità. La verità esiste, e di solito non coincide con la tua opinione.

• Che celebri per te la confessione sacramentale.

• Che ti aiuti ad attraversare con il Signore Gesù momenti complicati della tua esistenza. Ma per far questo devi conoscerlo il Signore Gesù, o desiderare di conoscerlo.

Come funziona un colloquio spirituale

• Di solito, ci si trova con il padre spirituale ogni mese e mezzo.

• L’incontro dura una mezz’oretta, in casi particolari anche qualcosa di più, ma non deve mai superare i 40/45 minuti. Diventa dannoso, e crea dipendenze inutili.

• Devi prepararti, sapere di cosa vuoi parlare. Se vai senza sapere cosa dire, perdi tempo tu e lo fai perdere al prete. Il tempo è prezioso, non va sprecato.

• Ogni volta, è utile fermarsi su uno, al massimo due temi o questioni. Non devi raccontare tutta la tua vita al padre spirituale (se questo fosse necessario, dovresti incontrarlo almeno tre volte alla settimana), ma solo qualche fatto concreto che esemplifichi il tema che vuoi affrontare. Qualche volta, invece, sono le “urgenze del momento che stai vivendo” a decidere di cosa parlare.

• Se hai ricevuto dei “compiti”, delle cose su cui riflettere o esercitarti, è utile cominciare da

questi. Ricordali tu al padre spirituale, che potrebbe non avere presente il punto di cui hai parlato la volta precedente. Se non li hai svolti, i compiti, non importa. Capita, e capitano anche periodi infecondi, duri, difficili, di “deserto”. Ma se i compiti che ti vengono affidati non li svolgi mai, cosa ci vai a fare da un padre spirituale?

• Il colloquio spirituale va distinto dalla confessione, che va fatta prima o dopo. Sei tu che devi chiederla. Se non sai confessarti, chiedi che ti venga insegnato. La confessione è un Sacramento, un incontro tra il tuo peccato e l’amore di Dio, che diventa sempre più vero man mano che lo sperimenti (nella confessione, appunto); un atto puntuale, breve (4/5 minuti), non una discussione o un approfondimento di temi. Ti confessi non perché “te la senti”, ma perché è necessario.

Il prete potrà aiutarti, ma sono necessarie alcune altre cose:

• Una Chiesa concreta in cui inserirti: una comunità, che non coincide con la partecipazione alla Messa parrocchiale della domenica, che resta sì il centro della tua vita cristiana, ma risulta spesso essere anche una presenza (la tua) in una massa anonima. Hai bisogno di trovare una piccola comunità (dalle 10 alle 40 persone al massimo) con cui ritrovarti settimanalmente per pregare, con cui crescere nella comprensione delle cose cristiane (si chiama catechesi), con cui imparare a confrontarti con il Vangelo, a fare la carità, l’evangelizzazione, con cui vivere una reale fraternità nel Signore… Non si è mai cristiani da soli, non lo si diventa da soli, e non si cresce da soli!

• Devi metterti in stato di “lavoro”: non si cresce spontaneamente e di colpo, ma con la fatica e a piccoli passi. È necessario imparare ad accettare dei compiti da svolgere, su cui di volta in volta confrontarsi.

 

 

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8 Risposte to “Ancora sul Padre Spirituale”

  1. Ivano Says:

    Salve Sig. Galati

    Sto leggendo da un po di tempo questo blog e quest’ultimo articolo mi ha fatto scattare la domanda che sto per porvi:

    In 20 anni di vita ho sempre cercato il Signore, con tutti i mezzi, anche da quelli da Lei descritti in questa pagina. In questi 20 anni ho perso zii di malattie indicibili, un fratello e due nonni di morti fulminanti, tant’è che sono diventato ipocondriaco. Tra lettura della bibbia, preti e messe, non riesco a trovare Dio nonostante creda in Lui, non sento la sua presenza, così come invece la sente mia madre. Nessuno che mi ha dato risposte, neppure il suo blog mi ha aiutato, non mi definisco depresso fortunatamente perchè voglio vivere così come amare la mia ragazza, ma vorrei tanto incontrare Dio, ma più i giorni passano, più mi sembra un’illusione incontrarlo. Ripeto, seguendo quanto scritto in questo post, ho fatto esattamente le stesse, chiamiamole, procedure, ma niente.

    Grazie per la sua attenzione e a presto 🙂

    • Davide Galati Says:

      Ciao Ivano, grazie per il tuo commento e grazie per seguire questo blog. Io non ho risposte pro da darti, quello che cerco di fare su questo blog è spiegare alcune cose, ma in maniera generale, poi come applicare il paradigma alla propria vita è compito di ognuno. Personalmente credo che Dio sia lì che continua a parlarti, a cercarti, sopratutto nelle difficoltà, nelle disgrazie, nella solitudine, ma come imparare ad ascoltarlo può proprio insegnartelo il Padre Spirituale perché conosce, o dovrebbe conoscere, la tua vita spirituale. Non fare l’errore però di arrenderti, di credere sia un’illusione incontrarlo, questo è quello che vuole l’Avversario e ricorda sempre che anche i più grandi santi hanno sperimentato momenti in cui non sentivano per nulla Dio. Se hai un Padre Spirituale chiedi consiglio a lui, se non ce l’hai cercane uno al più presto e ricorda che la relazione con Dio è come una relazione con una persona, perché sia di qualità deve essere coltivata, deve essere vera e sopratutto l’altro va accolto così com’è non per forza capito.
      Spero di esserti stato un po’ utile, ma l’importante è nopn disperare, mai!

  2. Andrea Says:

    Sig. Davide,

    avrei una domanda da farle, cosa trova di tanto interessante in un prete?

    grazie della sua risposta

    andrea

    • Davide Galati Says:

      Ciao Andrea, onestamente non capisco la domanda. Non capisco neanche perché me la poni in relazione all’articolo sul Padre Spirituale e mi sembra anche un pochino provocatoria. Ma proverò lo stesso a darti una risposta, almeno per quello che riesco a capire. Se mi chiedi perchè avere un Padre Spirituale ho pubblicato un articolo apposta dove ne parlo, se vuoi sapere perché deve essere un prete ti rispondo che non è così. Dovrei anche averlo scritto, ma ne approfitto per ribadirlo, il Padre (o Madre) spirituale è un fratello che è più avanti di te nella fede, è più facile che si tratti di un religioso perché egli ha dedicato la sua vita a Dio e quindi è più probabile, non certo, che nel cammino di fede sia più avanti di te.
      Se invece la tua domanda, Andrea, parte da un punto di vista ateo o comunque di critica verso la figura del sacerdote, quasi a voler dire che bisogno c’è di un “intermediario” tra te e Dio, non puoi fare da solo? Allora darti una risposta completa è un po’ lungo, ma prendo l’argomento come buono per uno dei miei prossimi articoli perché mi sembra comunque interessante. In sintesi posso dirti che come si ha bisogno del meccanico se devi riparare la macchina o di un informatico se vuoi sapere come si usa un computer, così per la tua fede hai bisogno di un sacerdote. O almeno io sono convinto di questo dal momento che la mia esperienza di fede (che in fondo è sempre e solo un incontro personale) io l’ho fatta all’interno della Chiesa Cattolica e ogni attimo della mia vita sperimento la verità di ciò che insegna.
      Non so se sono stato esauriente e me ne scuso, ma, mi ripeto, non ho capito molto la domanda, grazie comunque del tuo intervento.

  3. Maddalena Says:

    Caro Davide,
    so che tu non c’entri, ma, come donna, trovo molto, ma molto offensivo ciò che dice il tuo parroco nel secondo punto della tabella “PERCHÉ STAI CERCANDO UN PADRE SPIRITUALE?”.
    Il parroco è spesso il riferimento “umano” per gli abitanti di un intero quartiere e dovrebbe dimostrare un briciolo di disponibilità e ACCOGLIENZA dinnanzi a chi è solo e si rivolge a lui per bisogno. Mandare una persona in difficoltà dalla parruchhiera equivale a mandarla a quel paese. E con una gran bella dose di misoginia!

    Spero davvero tanto che nella realtà il parroco si fermi davvero 5 minuti per conisgliare alla persona in difficoltà un Centro d’aiuto Psicologico.

    La nostra è una società che diviene ogni giorno più aberrante, più isolante per persone che non hanno un riferimento vicino a loro.
    La Chiesa nei secoli si è sempre fatta carico di queste povere anime, regalando loro una parola di conforto e facendole sentire meno sole, perché oggi dovrebbe mandarle a farsi una messa in piega?

    Per quanto riguarda l’ambito prettamente spirituale, concordo su tutto.

    Buona serata.

    • Davide Galati Says:

      Sicuramente Don Mauro usa un linguaggio forte, anche volutamente provocatorio, ma l’obiettivo è che si colga il senso e non la lettera delle parole. Infatti il tutto è posto nell’argomento sul perché stai cercando un Padre Spirituale, quindi cercarlo perché sei triste e pensi che lui ti risolva il problema della tristezza o perché vuoi essere ascoltata non ha senso, è una perdita di tempo per entrambi, lo è meno andare dalla parrucchiera o dal massaggiatore. Naturalmente un prete è sempre pronto ad ascoltarti se sei triste o dovrebbe esserlo, ma non a diventare il tuo padre spirituale per quello. Io almeno ho sempre letto il tutto in quest’ottico e mi sembra perfettamente sensato e per nulla offensivo.
      Grazie, davvero, per il tuo intervento.

  4. branca Says:

    ‘ Soffro da quando ero piccola,ho avuto tante prove.soffro ancora,eppure ritorno sempre da Lui,Dio.vorrei fare un cammino di fede,sto’ con una persona che era gia’ separato quando l’ho conosciuto’vorrei lasciarlo ma sono sola senza lavoro ne’ famiglia.io cerco veramente Dio ma perche’ non lo sento pur cercandolo-

    • Davide Galati Says:

      Ciao Teresa, io non ho le risposte nè le parole che forse cerchi… so però, per averlo provato in prima persona che Dio è sempre lì, accanto a noi che ci cerca e se noi non lo sentiamo è perché spesso siamo distratti da altre cose, da situazioni che ci portano fuori strada, che ci fanno sbagliare la mira… (lo sapevi che peccato, in ebraico vuol dire “sbagliare mira”?). La cosa che mi sento veramente di dirti, col cuore, è di trovfare un sacerdote o un frate o una suora, insomma un consacrato e di parlare con lui, apertamente di tutto ciò che hai nel cuore, lui ti aiuterà ad ascoltare Dio.
      Un abbraccio
      Davide

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