Credere in Dio è come credere in Babbo Natale?


Ho sentito di recente fare questa affermazione a Margherita Hack, nota astrofisica. Più precisamente la Hack ha detto che credere in Dio è come credere in Babbo Natale o la Befana. A fronte di questa affermazione, il vescovo di Verona, Monsignor Zenti l’ha invitata a un confronto pubblico dal titolo: “Dialogo su fede e scienza” (che si è tenuto Mercoledì 20 gennaio 2010 alle 20.45 alla Gran Guardia di Verona). Nel corso del confronto la Hack ha detto che non ci sono prove per affermare l’esistenza di Dio, ma neanche prove per negarla. Ha affermato che esistono scienziati atei e scienziati credenti e che lei è atea. Ha inoltre ribadito che credere in Dio è come credere in Babbo Natale o nella Befana. Infatti, ha spiegato che, come noi da bambini crediamo che i doni ce li porti Gesù bambino o la Befana, man mano che cresciamo e vediamo i nostri genitori armeggiare coi regali, capiamo che credevamo in un’illusione. Su questo tema vorrei dire qualcosa al riguardo al di là di quello che si è detto nell’incontro, infatti il nostro vescovo ha preferito seguire un approccio più generale sulla fede, portando la propria testimonianza, senza rispondere nel particolare alle affermazioni della Hack. A mio avviso paragonare la fede in Dio alla credenza in Babbo Natale è innanzitutto profondamente irrispettoso di una fede, quella cristiana, che vede tra le sue fila milioni di martiri in ogni tempo della sua storia. Quando qualcuno dà la vita per una fede, per un credo, quel credo, quella fede merita rispetto, almeno il rispetto che si deve alla vita umana. Non sono a conoscenza di martiri o di sangue versato per Babbo Natale, per la Befana o per una favola. Certo, alle volte si può dare la vita per una fede sbagliata, ma quella fede anche se sbagliata, merita rispetto. Certo, la scelta di fede è una scelta fatta sul dubbio e quindi il credente potrebbe anche scoprire di essersi illuso, ma essersi illuso non vuol dire aver creduto a una favola.

(Mi sono reso conto che quest’ultimo pensiero si può prestare a un grosso fraintendimento. E’ indubbio che ci sono stati e ci sono ancora ideali per cui le persone danno la vita, ma che sono profondamente sbagliati. Quando scrivevo pensavo ai martiri cristiani in particolare dei primi secoli e parlando di fede sbagliata pensavo agli stessi martiri anche nel caso si fossero completamente illusi. Ma come ho scritto potrebbe sembrare che anche il nazismo o i fondamentalismi meritino rispetto, non intendevo questo, me ne scuso.
Detto questo, però, il sangue di quei martiri cristiani (e dei martiri di ogni giorno) esige lo stesso un rispetto che è ben diverso da quello che gli si dà, al di là che Dio esista o meno, paragonando la loro fede a Babbo Natale. Ma anche la scelta chi ha dedicato la sua vita agli ultimi all’interno di una fede merita un rispetto maggiore. Cosa diciamo di Madre Maria Teresa di Calcutta (solo per fare un esempio, ma potremmo citare le migliaia di missionari che muoiono nei loro luoghi di missione) che credeva in Babbo Natale? Un conto è dire non credo in ciò in cui credi tu, un conto è dire quello in cui credi tu è come Babbo Natale, una favola.
)

Credere in Dio non è come credere in Babbo Natale.

Ma dal discorso della Hack si poteva anche capire che lei intendesse dire che quando siamo bambini non sappiamo come funzionano le cose e quindi crediamo che i doni li porti la Befana, quando cresciamo e cominciamo a conoscere come funzionano le cose capiamo che è un po’ diverso e che invece c’è un’altra spiegazione. Lo stesso, secondo la Hack, accadrebbe con la fede. E’ un discorso che, in apparenza sembra lineare, logico e razionale, ma in realtà non lo è per nulla. Infatti se così fosse basterebbe la conoscenza per annullare la fede, cioè una volta che si conoscono le cose, si diventa grandi e si capisce che la fede non ha senso. Guarda caso non è così perché, come lei stessa ha affermato, e come chiunque può verificare, esistono scienziati atei e scienziati credenti. Ed esistono scienziati di altissimo livello credenti, come si spiega?

Si spiega perché la scelta di credere o non credere è una scelta personale, legata alla libertà umana, non alla conoscenza maggiore o minore di come funziona il mondo.

Giovanni 17:26 “E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo far conoscere, perché l’amore con il quale hai amato sia in essi e io in loro”

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

L’uomo passeggiava con calma, dava l’impressione di essere sereno. Sul volto un sorriso, si avvicinò al vecchio che non poté fare a meno di osservarlo con curiosità.

– Buongiorno! – lo salutò affabilmente.

– Buongiorno a lei, mi sembra sereno, o sbaglio?

– No, non sbaglia, è vero, sono sereno e mi fa piacere che si noti.

– Glielo si legge sul volto, il modo in cui guarda le cose…è così bella la natura, vero?

– Indubbiamente… è incredibile pensare come possa arrivare a tanta bellezza…

– Già, difficile non credere ci sia qualcuno dietro tutto questo, no?

Sul volto dell’uomo apparve un sorriso: – A dire il vero io sono uno di quelli che lo trova molto facile.

– Non crede in Dio?

– No, non credo ci sia un Dio, lei sì?

– Sì, ma spero che questo non le crei problemi?

– E perché mai? Ritengo che ognuno sia libero di credere in ciò che vuole e per questo sia comunque degno di rispetto.

– E’ bello sentirglielo dire, non sempre è così, sia da parte di persone credenti che di non credenti.

– Ha ragione, ma d’altra parte gli stupidi sono un po’ ovunque, no?

– Credo proprio di sì, ma posso chiederle come mai non crede esista un Dio?

– Una volta ci credevo, quando ero più giovane, ma poi sono cresciuto. – il vecchio lo guardò interrogativo e l’uomo proseguì – E’ come quando da bambini si crede alle favole, poi si cresce, si conoscono come funzionano davvero le cose e si capisce che quello che ti raccontavano, per quanto bello, non è vero, è una favola. Vedo un’ombra sul suo volto, ho detto qualcosa di male?

– Spero non volontariamente, ma così dicendo sta dicendo che credere in Dio equivale a credere in una favola e che chi lo fa è un bambino che ancora deve crescere, ancora deve capire…

– Mi dispiace, ma credo che la base per il rispetto sia la verità, non pensa?

– Indubbiamente, ma prima ancora credo che sia la capacità di ascoltare l’altro e di non inserirlo nelle nostre categorie.

– Mi trova d’accordo, ma non la seguo, non mi sembra di aver fatto questo…

– Sa dirmi una favola per cui qualcuno ha dato la vita?

L’uomo ci pensò un attimo, poi concluse: – A dire la verità, no…

– Invece sa quanti martiri hanno dato la vita per la fede?

– No, non di preciso, ma…

– …sono stati molti e non crede che già questo basterebbe a rendere la fede molto diversa da una favola?

– Per me sono entrambe illusioni, mi spiace…

– Può anche essere, ma non pensa che il sangue versato meriti un maggior rispetto delle fantasie di un bimbo?

– Mi dispiace se l’ho offesa, ma rimango della mia idea, anche il bambino quando cresce e capisce come funziona il mondo smette di credere alle favole.

– Quindi lei crede, nel migliore dei casi, che io sia un bambino che non capisce il mondo?

L’uomo tacque imbarazzato.

Il vecchio proseguì: – Ma se fosse così allora tutti coloro che studiano e capiscono come funziona il mondo dovrebbero essere atei, o no? Tutti gli scienziati dovrebbero rifiutare una qualunque fede, ma non è così, come mai?

– Perché l’uomo è un essere complesso e alle volte crede o dice di credere solo per comodità…

– Ha davvero molta stima di chi studia per capire il mondo.

– Mi dispiace non volevo turbarla, le ho solo espresso il mio pensiero, ora forse è meglio che vada.

– Come desidera, ma non si preoccupi, non mi ha turbato. Mi ha fatto solo riflettere…

– Su cosa?

– …se sia più bambino chi ha fede perché ha fatto un incontro personale con Dio o chi decide che chi non la pensa come lui è rimasto ancora bambino.

L’uomo fece un sorriso amaro, si voltò e si allontanò. Il vecchio lo fissò finché non scomparve alla vista poi tornò a guardare il crocevia.

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24 Risposte to “Credere in Dio è come credere in Babbo Natale?”

  1. Neuro Says:

    Ok, ma non hai spiegato perché credere in Dio non è come credere a Babbo Natale, perché no? Non ho mica capito….

    Quando qualcuno dà la vita per una fede, per un credo, quel credo, quella fede merita rispetto, almeno il rispetto che si deve alla vita umana. Non sono a conoscenza di martiri o di sangue versato per Babbo Natale, per la Befana o per una favola. Certo, alle volte si può dare la vita per una fede sbagliata, ma quella fede anche se sbagliata, merita rispetto

    Su questo punto poi non sono per niente d’accordo. Seguendo questa logica allora bisogna avere rispetto anche per il nazismo, o il fondamentalismo, solo perché delle persone sono morte in nome di qualunque credo?

    • Davide Galati Says:

      Ti ringrazio perché effettivamente la mia frase si può prestare a qualche fraintendimento. E’ indubbio che ci sono stati e ci sono ancora ideali per cui le persone danno la vita, ma che sono profondamente sbagliate. Nella mia testa pensavo ai martiri cristiani in particolare dei primi secoli e parlando di fede sbagliata pensavo agli stessi martiri anche nel caso si fossero completamente illusi. Ma come dici tu sembrerebbe, da come ho scritto, che anche il nazismo o i fondamentalismi, meritino rispetto, non intendevo questo, me ne scuso e appena possibile correggo anche nel post.
      Detto questo, però, il sangue di quei martiri cristiani (e dei martiri di ogni giorno) esige lo stesso un rispetto che è ben diverso da quello che gli si dà, al di là che Dio esista o meno, paragonando la loro fede a Babbo Natale. Ma anche la scelta chi ha dedicato la sua vita agli ultimi all’interno di una fede merita un rispetto maggiore, non credi? Cosa diciamo di Madre Maria Teresa di Calcutta (solo per fare un esempio, ma potremmo citare le migliaia di missionari che muoiono nei loro luoghi di missione) che credeva in Babbo Natale? Un conto è dire non credo in ciò in cui credi tu, un conto è dire quello in cui credi tu è come Babbo Natale, una favola.
      Poi nel caso specifico la Hack ha detto che faceva il paragone perché come da bambini crediamo che i doni li porti Babbo Natale, ma poi quando cresciamo e conosciamo come funzionano le cose capiamo che Babbo Natale non esiste e che i doni li portano i genitori. Il paragone non sta in piedi, perché se fosse vero, scientificamente vero, allora tutti gli scienziati, cioé coloro che la conoscenza la approfondiscono, sarebbero atei, così non è. Abbiamo avuto e abbiamo grandissimi scienziati atei e credenti.

      • Neuro Says:

        Ho capito il tuo punto di vista e sono d’accordo sulla questione del rispetto. Rimane però il fatto che non basta l’argomento “rispetto” per giustificare il fatto che credere in Dio è come credere a Babbo Natale o qualunque altra cosa (i folletti, le fate, gli ufo, i fantasmi) che esula la “prova scientifica”.

        Portare inoltre la questione scienziati-atei come: “visto che anche alcuni scienziati ci credono, vuol dire che non basta la conoscenza per escludere Dio” non regge, perché per assurdo potrebbero esistere scienziati che credono in Babbo Natale o nelle fate…
        Il nostro pensiero è formato da una sfera istintiva e una razionale, ognuno di noi “gestisce” questa sfera a suo piacimento in ogni situazione e argomento diverso, infatti moltissime persone usando due pesi e due misure, soprattutto quando si parla di religione, diventano incoerenti.

        • Davide Galati Says:

          Non ho davvero capito il primo paragrafo. Io intendo solo dire che c’è molto rispetto nel dirmi: Io non credo in Dio. Ce n’è molto poco nel dirmi: Credi in Dio? E’ come credere a Babbo Natale. Non è che perché tu pensi che entrambe non esistono allora sono sullo stesso piano. Magari entrambi non esistono, ma in un caso ci sono persone che ci si sono giocate la vita allora magari la valutazione andrebbe fatta sui risultati (sui frutti direbbe un cristiano) e non sulla semplice non esistenza.

          il discorso scienziati-credenti e scienziati atesi era solo per confutare la spiegazione della Hack e mi sembra che in quel contesto ci sta tutta. Non mi sognerei mai di dire che il fatto che ci siano scienziati credenti prova che Dio esiste.

          Grazie della possibilità di dialogo e di confronto, non sempre posso rispondere così celermente come stasera, ma quando posso lo faccio molto volentieri.

  2. Contatto2012 Says:

    Interessante discussione, io sono un credente ma con tantissimi dubbi sulla mia fede cristiana. Volevo solo aggiungere se potesse essere utile e non fuori tema, la famosa scommessa di Pascal.

    La scommessa di Pascal

    Pascal afferma che bisogna, dopotutto, “scommettere” sull’esistenza di Dio. Bisogna, cioè, decidere di vivere come se Dio ci fosse o come se Dio non ci fosse; non si può non scegliere, poiché il non scegliere è già una scelta. In realtà, come dice il commentatore pascaliano Jacques Chevalier, la scommessa è meno banale e superficiale di quanto sembri: infatti, egli dice:

    « […] Valutiamo questi due casi: se vincete, vincete tutto, se perdete non perdete nulla. Scommettete, dunque, che Dio esiste, senza esitare.[…] »
    (Blaise Pascal, Pensieri, 233)

    Ovvero, “scommettendo” che Dio non esiste, non si vince nulla, ma si perde tutto (cioè il bene finito); al contrario, “scommettendo” che Dio esiste si vince tutto (cioè la beatitudine eterna ed infinita) e non si perde nulla; ed il fatto che la scommessa a favore di Dio è totalmente ed infinitamente propizia e vantaggiosa a coloro che la compiono, ciò significa che è fondata, e diventa dunque la scommessa stessa una “prova” di tale esistenza divina, e dunque la “vittoria” della scommessa è nella scommessa stessa, che in tal modo non è più scommessa, ma è già vittoria certa.

    • Neuro Says:

      Dal tuo discorso si evince l’esatto contrario e ciò che credere in Dio è solo un fatto puramente opportunistico. 🙂

      • Davide Galati Says:

        In realtà Pascal, un grandissimo scienziato di ogni tempo, afferma un dato di fatto (cioè: se hai ragione vinci tutto, se sbagli non succede nulla). Si può anche definirlo opportunismo, ma questo solo perché si proietta sul fatto un proprio sentire. Personalmente ritengo la scommessa di Pascal estremamente logica, ma dimentica dell’aspetto esperenziale e personale del rapporto con Dio, ovvero si crede in Dio perché lo si conosce e si fa un’esperienza di Dio, lo si incontra, almeno il Dio di Gesù Cristo. Da questa esperienza, da questa realtà personale si parte poi per costruire tutto il resto, ma se di fondo non c’è questo tutto il resto crolla.

      • Mikahel369 Says:

        La sua risposta (la risposta di Pascal) e’ fatta per coloro che cercano la verita’ con l’intelletto (la mente che mente) anziche’ con i sensi, con il trasporto delle emozioni.

        Dio lo si scopre giorno dopo giorno accettandone i segni, quei segni che la mente ci fa dire essere ‘casualità’.

        Ma caro Neuro (spero tu legga il post, visto che io arrivo in ritardo di 1 anno) Dio non e’ quel Babbo Natale che ci hanno fatto credere, Dio siamo NOI e molto di più!
        Fin tanto che non rivediamo il nostro ‘pensiero indotto’ (pensiero meccanico diceva Chrisnamurthi) non capiremo la vera essenza di Dio ne quindi la nostra.

  3. mikahel369 Says:

    Bel post, pero’ io credo che alla riflessione “- Per me sono entrambe illusioni, mi spiace…” bisognerebbe rispondere “di quale illusione parla, di quella che ha fatto sua volontariamente o di quella che le e’ stata inculcata”.
    Alla base di tutto cio’ vi e’ una “errata” interpretazione di Dio, o per meglio dire una indotta interpretazione di Dio, che quindi porta a vedere Dio come Babbo Natale, cioe’ come una figura esterna e non interna ed esterna!
    Io spiego meglio il mio concetto nel mio articolo che trovi qui “http://elevarsi.com/2011/09/29/diobabbonatale/” mi piacerebbe poter scambiare una discussione su questo nel mio blog, se di tuo interesse.
    Ciao, Mikahel.

    • Davide Galati Says:

      Ciao mikahel e grazie del tuo intervento. Sinceramente devo dirti che non ho il tempo di guardare il tuo blog, come avrai letto sono diventato papà da poco e due gemelli tengono impegnati non poco.
      Dal tono dei tuoi commenti però mi pare di cogliere da parte tua una visione gnostico panteistica sulla quale non mi trovo d’accordo per tanti motivi, se avrò il tempo mi ripropongo di tornarci su e risponderti in maniera più puntuale.

      • Mikahel369 Says:

        Bene a sapersi caro Davide, non non avevo letto la notizia, e’ si ti daranno molto da fare 2 gemelli, non ti preoccupare per il mio post, dedicati a loro 😉

      • Mikahel369 Says:

        Comunque giusto per puntualizzare, le mie ricerche non sono gnostiche ne panteistiche, anzi l’unica cosa che non cerco e’ la categorizzazione. Io ci tengo a puntualizzare che la ricerca e’ interiore, abbiamo tutto dentro di noi e teoricamente non ci serve leggere o avere Maestri per arrivare a scorgere Dio.

        Certo e’ che io ho dei Maestri che mi insegnano pratiche e “pensano ad voce alta”, ma il lavoro e’ tutto mio, io non seguo nessuno se non il mio cuore.

  4. emiliano Says:

    Scusate se mi permetto, io sono solo un granello di sabbia irrilevante però la natura mi ha dotato di un cervello per pensare(o più semplicemente ricordare) e di alcuni sensi. Ecco queste proprietà che apparentemente tutti gli esseri umani possiedono ci spingono a comprendere quotidianamente e storicamente l’inesistenza di qualsiasi Dio all’infuori dell’Universo di cui facciamo parte.Questo è il punto che gli scienziati tentano vanamente di far comprendere al mondo cosiddetto pensante.
    Ora il problema non è, a mio parere, questo.Infatti ognuno è libero di pensare e credere in ciò che vuole.Il nodo è un’altro: come è possibile che un essere dalla storia millenaria o forse milionaria come l’uomo credere a superstizioni, paure ataviche, dittature(le religioni nascono come dittature) che risalgono a migliaia di anni fa? cioè è possibile che l’uomo di oggi ancora rispetti e si genufletta al cospetto di un altro uomo mascherato come Zorro che asserisce di parlare con Dio? come fa a non capire l’uomo moderno che la storia passata ha sempre illuso la mente umana? cioè quanta gente dovrà ancora morire prima che si riesca a capire che esiste soltanto una vita e che da millenni ci viene rubata da coloro che affermano di conoscere Dio? perchè non capite che dobbiamo superare questi limiti tribali, figli di un uomo animalesco arcaico che temeva di non riuscire a cacciare senza l’aiuto del Dio della caccia?
    La Sig.ra Hack ha ragione a dire che non si evolve se si è rivolti ad un passato che inevitabilmente la storia ci ha sempre rivelato sbagliato. Chioso affermando che financo la Hack sbaglia quotidianamente asserendo che l’uomo non risente dei movimenti o dell’influsso degli astri.Pensate un pò una scienziata che asserisce che il sole che tanto ci scalda o la luna che regola anche i nostri mari non ci influenzano!!! assurdo.Tutti che cercano di dire stupidaggini!!! tutti perchè anche la scienza ha assunto dogmi.cioè la scienza ha combattuto i dogmi religioso filosofici con dogmi scientifici.Assurdo.
    Comunque per concludere, signori , io vi invito ad usare il cervello che è l’unica cosa tangibile della nostra esistenza.Crescete, evolvetevi, emancipatevi dalle religioni che sono la causa di tutti i mali del mondo!

    • Davide Galati Says:

      Ciao Emiliano, grazie del tuo intervento. Non mi trovo per nulla d’accordo con quanto sostieni, ma ritengo che tu sia libero di sostenerlo. L’affermazione della Hack, di fondo, presuppone l’ignoranza. Cioè finché io sono ignorante credo in Dio (Babbo Natale), ma poi crescendo nella conoscenza della cose smetto di credere in Dio (Babbo Natale), esattamente come fanno i bambini con Babbo Natale. Se questo però fosse vero noi dovremmo avere che tutti gli scienziati e tutte le persone colte sono atee, ma non è così, anzi è esattamente il contrario i più grandi scienziati, nel passato che oggi, sono credenti. Poi ci sono alcuni scienziati atei che fanno la loro fortuna attaccando le religioni più che per i loro meriti scientifici. Inoltre non mi trovi neanche d’accordo sul fatto che le religioni nascono come dittature, al riguardo ho scritto proprio un post a cui ti rimando, in ogni caso è proprio la storia a dirci che non è così (che poi alcune religioni siano diventate anche dittatura può essere, ma questo esula dal problema della loro nascita). Io ti dico che proprio perché ho un cervello pensate riconosco la presenza continua di Dio nella mia vita, il suo amore che si concretizza, per me, nell’amore di mia moglie e dei miei figli. Ho incontrato Cristo nella mia vita, l’ho incontrato tardi, ma questo ha rivoluzionato la mia vita, questa è la mia esperienza. Poi ognuno è libero di pensarla come meglio crede, anche che le religioni siano la causa di tutti i mali del mondo, anche se è storicamente falso.

      • emiliano Says:

        Ti faccio una domanda: come mai hai scelto di credere in un Dio cosi stupido? se tu ti fossi creato un’immagine divina che riflettesse la tua intelligenza allora meriteresti il rispetto di tutti, invece tu parli di Cristo, di un Dio che punisce, che deve essere celebrato, rispettato, un Dio che va pregato, un Dio che esamina, giudica che introduce la figura del diavolo e senza metafore.
        Un dio stupido a immagine e somiglianza di un uomo stupido.
        Vedi tu parli di Cristo.Nessuno ha capito che Cristo è soltanto una metafora.Non è mai esistito un Cristo come quello dipinto dal Cattolicesimo! sono esistiti infiniti Cristi, come me e te che dobbiamo quotidianamente vivere in un mondo sbagliato, frutto di scelte sbagliate perchè effettuate da un uomo stupido.Cristo è l’uomo che soffre, che subisce, che da sempre lotta per vivere, non un’icona fantastica che risorge a trer giorni dalla morte,Quest’ultima è un’illusione inventata per governare i popoli nella paura.Voi religiosi siete cattivi.Dite di amare la famiglia, i bambini l’amore e poi le vediamo le famiglie cosa generano. Io amo tutti gli uomini, non solo quelli che compongono il mio nucleo familiare.Basta di citare il Cristo come figlio di dio, lasciatelo stare questo povero Cristo, egli fu un uomo normale che predicava amore e semplicità, non un fenomeno da baraccone che curava magicamente gli ammalati.Basta con le favole, questo è cio che dice la scienza.Poi in relazione a quanto affermi circa gli scienziati è falso.Lo scienziato vero non ha dogmi.Non può credere in nulla che non sia la sua scienza.Credete pure in un Dio ma elevatelo, non lo riducete ad un fenomeno da baraccone che levita!

        • Davide Galati Says:

          Perché dovrei rispondere a una domanda che in sé è già un giudizio su di me, sulla mia vita, su ciò in cui credo?
          Credo che ciò che io vivo nel mio intimo, nella mia vita, sia una cosa importante e che non possa essere sbandierata così, a tutti, sopratutto a chi mostra di non averne alcun rispetto.
          Ripeto tu sei libero di credere in ciò che vuoi. Il Dio che ho conosciuto io, non è quello di cui parli tu e che credi di conoscere. Il Dio che ho conosciuto io è Amore, l’amore paziente, gratuito, disinteressato di chi c’è sempre, l’amore che dona e non lascia mai neanche nella sofferenza.
          Ma ripeto, tu hai già scelto, giudicato e condannato me, la mia famiglia e tutti i credenti. Benissimo, è un tuo diritto, ma su questa base, secondo te, che dialogo si può costruire?
          Riguardo gli scienziati potrei farti un elenco infinito, sul blog c’è un post apposta che ne parla e c’è il link a un sito che cita tutti gli scienziati cristiani, così solo per conoscenza te ne cito alcuni: Pascal (scienziato di caratura tale che ancora oggi un linguaggio di programmazione utilizzatissimo porta il suo nome), Godel (uno dei più grandi geni matematici di tutti i tempi), Cabibbo (scomparso nel 2008, l’intera comunità scientifica si è indignata quando non ha ricevuto il Nobel pochi anni prima) e poi molti, moltissimi altri nel corso della storia e ancora oggi…

          • emiliano Says:

            Ciò che scrivi non è vero.Conosco tutti questi scienziati, nessuno di loro era religioso, per lo meno nel senso canonico della parola.Di Pascal si ricorda il linguaggio informatico che ne prese il nome ma le sue imprese sono altre.(leggi i Pensieri). l’amore, altra invenzione umana, è esercitabile soprattutto senza una fede.Io, come ripeto, amo tutto il genere umano a prescindere e non sono religioso.Io non giudico nessuno perchè tutto si giudica da solo.io invito soltanto le persone a capire logicamente le cose e quasi nessuno lo fa, ma non per sua colpa ma semplicemente perchè tutti siamo costretti a vivere una vita che altri, in passato, in preda a quell’ignoranza di cui parli( che poi è alla base della tua religione) hanno deciso.
            Io dico che portare avanti idee false è sbagliato.Noi abbiamo un codice giuridico, religioso, comportamentale che è stato stabilito da un uomo preistorico! dobbiamo sentirci lontani da quell’idea di uomo che ci induce nell’errore quotidiano.Gliu scienziati per poter operare liberamente hanno dovuto fingere di credere in Dio, perchè se non lo fanno essi non possono operare, ma ciò capita da millenni.Mi dispiace che tu non abbia citato Bruno o Galilei, sono contento della tua citazione di Pascal perchè egli fu estremamente importante per la formazione culturale umana, ma ti garantisco che tutte queste persone, Pascal compreso, furono bistrattate, vilipese e perfino uccise per la loro reale forma mentis.
            Tu credi in Dio? si? fai benissimo ma non lo pregare nelle chiese, non ti inginocchiare davanti ai preti, non ascoltare i loro salmi, non seguire le loro regole.Costruisciti il tuo Dio e parlaci per conto tuo.
            Io non offendo e giudico nessuno.Io provo tanto affetto per le persone come te che credono che la forza di cui dispongono gli sia donata da Dio, quel Dio che poi per converso uccide, storpia, umilia altre persone nel preciso momento in cui a te regala amore.
            Ricord che la vita è solo questa, non ce ne sono altre e non ritorneremo alla fine dei tempi in carne ed ossa. L’incenso non inebria più le nostre menti.Ama a prescindere da dio.questo mi sento di dire.Ci tengo a precisare che io non mi ritengo ateo, in quanto ateo significa, nell’etimo, mancante di dio.beh a me dio non mi manca per niente eppure sono felice e amo.Certo sarò privato dell’eden ma per fortuna ci sono altri cinema!!!
            Cmq sappi che io ti voglio bene e che comunque sia è stato un piacere scambiare due chiacchiere con te.

  5. Marco Says:

    L’unica cosa irrispettosa per l’intelligenza umana e’ sapere che milioni di persone credono in un personaggio immaginario. L’uomo e’ facilmente raggirabile purtroppo. La religione e’ nata unicamente come strumento di controllo delle masse. Ovviamente non esiste alcun dio

    • Davide Galati Says:

      Buongiorno signor Marco, intanto la ringrazio per il suo commento. Personalmente ritengo però le sue affermazioni e il suo tono poco utili a qualunque forma di confronto e di dialogo. Lei sostiene che milioni di persone credono in un personaggio immaginario, ma il problema è che questo personaggio è immaginario per lei, ma non per loro. E così come nessuno le può provare che esiste davvero lei e nessun altro può provare che non esista davvero. Questo concetto fu chiaramente espresso dalla stessa Margherita Hack che dichiarò come lo stesso ateismo sia una sorta di fede (trova l’affermazione nel video del confronto che ebbe qualche anno fa col vescovo di Verona). Inoltre lei associa automaticamente a queste persone una considerazione estremamente negativa, quasi un insulto e questo non è, obiettivamente, una cosa che le fa onore. Inoltre vede il paragone tra Dio e Babbo Natale regge finché stiamo sulla base dell’ignoranza, cioè finché sono bambino e ignorante credo in babbo natale, quando cresco e conosco le cose non ci credo più. Ma con Dio non è così, più cresco, più conosco e più credo, almeno questo accade per molte persone e non persone prive di cultura, ma anche moltissimi scienziati (quasi tutti i più grandi scienziati del passato erano credenti, senza andare troppo in là le cito solo Goedel e Pascal e lo sono anche molti scienziati del presente), quindi se chi crede, come suggerisce lei non è intelligente, come si spiega questa presenza di fede tra scienziati? Poi lei cade, a mio avviso, in quello che è un luogo comune. Lei è libero di credere che la religione è nata unicamente come strumento di controllo delle masse, ma questa affermazione cade a una semplice analisi puramente razionale (senza tenere conto che lei confonde fede e religione) e al riguardo ho già trattato l’argomento proprio su questo blog, se prova a cercare e se le interessa credo possa trovare facilmente cosa ho scritto (che poi, naturalmente, qualcuno si sia approfittato o si approfitti della religione per fare cose poco belle o poco chiare è verissimo, ma da qui alla affermazione che fa lei passano anni luce di distanza). La saluto con cordialità, sperando di risentirla con toni almeno più rispettosi di chi la pensa diversamente da lei.
      Cordialità.

  6. domenico calcaterra Says:

    Credere in Dio e è come credere a babbo natale e la befana .La sola differenza è che credere in Dio ha portato solo violenze e guerre sanguinarie che continuano tutt’oggi .mentre credere in babbo natale e la befana non hanno fatto altro che portare doni e felicità

    • Davide Galati Says:

      Ciao Domenico, innanzitutto nel ritenere che credere in Dio sia come credere a Babbo Natale o alla Befana c’è una fallacia logica. Infatti così dicendo si paragona il credente al bambino che finchè non conosce la realtà delle cose crede in Babbo Natale, ma quando incomincia a conoscere smette di credere in Babbo Natale. Se il paragone fosse logicamente azzeccato allora tutta l’umanità dovrebbe smettere di credere in Dio nel momento in cui la sua conoscenza progredisce e invece ciò non avviene, anzi abbiamo che i migliori scienziati della storia dell’umanità, ma anche quelli attuali sono credenti (faccio solo due esempi uno è Godel e l’altro Cabibbo, morto solo qualche anno fa, devoto cattolico, a cui fu scandalosamente negato il premio Nobel per la fisica nel 2008 (non lo dico io lo hanno detto i suoi colleghi) e poi ce ne sono moltissimi altri anche sconosciuti che lavorano nei laboratori di ricerca di tutto il mondo). Quindi è evidente che mentre la conoscenza fa cessare di credere in Babbo Natale non fa cessare di credere in Dio? Perché credere in uno o nell’altro non è la stessa cosa.
      Infine sul tuo secondo argomento mi permetto di dissentire e, scusami l’onestà, è molto qualunquista. La religione è stata ed è spesso il paravento per giustificare guerre che hanno alle spalle solo interessi economici oppure viene pervertita nel suo significato da persone che della religione non hanno capito molto. Al di là di questo la religione non ha portato solo questo bensì, penso alla religione cattolica, tantissima bellezza (faccio solo qualche esempio: la Pietà di Michelangelo, gli affreschi di Giotto, l’Ave Maria di Schubert… e si potrebbe continuare all’infinito), tanta solidarietà (togli all’Italia il lavoro che fanno le parrocchie sostenendo le persone sole, ascoltandole, essendo punto di aggregazione e quant’altro e vedi cosa succederebbe e quanto costerebbe allo stato fare lo stesso) e moltissimo bene (pensa solo ai missionari che danno la vita per chi è più sfortunato) che però, purtroppo, fa meno rumore del male.

  7. Credere in Dio è come credere a Babbo Natale - Italia.co Says:

    […] articolo e’ stato ripreso da un post originariamente pubblicato dal blog umbradei.wordpress.com  il 26 gennaio […]

  8. Giulio Ciarrocca Says:

    Ma chi era Babbo Natale ?? Maggie , Maggie affascinante lettrice del cielo che il tuo pensiero sia riconosciuto e propagandato io non lo condivido . Io credo in Dio e non in un Dio qualunque io credo nel Dio di Abramo e nelle evoluzioni pacifiche delle sue espressioni sono quindi Cristiano (cioè stupido secondo Odifreddi e vagamente anche secondo B.Russell ) e nel Cristianesimo mi piace essere universale le sette ed i condizionamenti non mi appartengono.
    Mi fermo per non cambiare soggetto .
    Babbo Natale è una espressione del bene che Nicola il Santo aveva per gli abbandonati cioè i bambini è una bellissima cosa come la Befana come era mia Nonna a cui leggevo la poesia eretto su una sedia solo perché gli volevo bene perché credevo in lei nel suo pregare nel suo aperto spirito alla vita, Maggie non condivido la tua forma di dittatura atea .

    Dio .. ha molti volti e molte espressioni , gli ebrei uccidevano in nome di Dio , anche gli Atzechi uccidevano in nome di Dio anche le crociate uccidevano in nome di Dio anche l’Inquisizione ha ucciso in nome di Dio ..allora dovrei non credere in Dio …gli stati , i fascisti ed i nazisti hanno ucciso in nome della patria ..non dovrei credere nella patria …. vogliamo continuare ??

    Il tema non ha senso , il paragone non ha senso , lo scopo non ha senso.

    L’uomo ha scoperto il Dio del perdono per essere migliore per arrivare a definire un modo di vivere più completo più bello si più bello e sopratutto meno presuntuoso , questo scopo mi piace come dice la Bibbia .. e Dio vide che ciò era buono !!
    Fortuna che è esistito S.Francesco che ci faccio con le stelle se non le posso amare .. le metto su un firmamento fisso poi ne capisco il moto poi le nomino poi continuo a leggere il libro della natura che ha sempre una nuova storia da raccontarmi , non basta è questa la motivazione per cui credo in Dio amare tutto anche chi mi odia per sperare di alleviare il suo livore !

    Chi sono io per giudicare io posso solo offrire un esempio cercando di essere il meglio nel mio insieme di possibilità (TALENTI).

    La Hack ha fatto le sue scelte , le mie sono diverse .

    Auguri a tutti
    Giulio

    • Davide Galati Says:

      Grazie Giulio cito solo una frase che hai scritto perchè mi è piaciuta molto e lo faccio con tutto il rispetto per chi cerca di capire le cose, ma capire è importante, ma non essenziale, essenziale è amare…

      “…che ci faccio con le stelle se non le posso amare .. le metto su un firmamento fisso poi ne capisco il moto poi le nomino poi continuo a leggere il libro della natura che ha sempre una nuova storia da raccontarmi , non basta …”

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