Cosa significa accogliere Cristo?


Accogliere Cristo nella nostra vita è qualcosa che sentiamo dire spesso, ma in concreto cosa significa? Sicuramente vuol dire amare, amare come il buon samaritano nella parabola, ovvero prendersi cura dell’altro che è in difficoltà, senza preoccuparsi del proprio tornaconto personale, ma anzi rimettendoci anche del proprio se è necessario. Però così è riduttivo, limitare l’accoglienza di Cristo all’amore verso l’altro è sì importante (lo stesso Gesù, più volte, sostiene che qualunque cosa sarà fatta a un nostro fratello sarà fatta a lui), ma non è tutto. Accogliere Cristo nella propria vita vuol dire innanzitutto sentirsi amati, sentirsi figli di Dio, fratelli di Cristo, sentire di valere, ciascuno di noi, il sangue di Dio, anche nelle difficoltà. Quindi vuol dire prendere coscienza, vera e continua, di avere un padre celeste a cui importa di noi in massimo grado. Allora a questo padre che è nostro, cioè mio, tuo e di chiunque voglia essere suo figlio, dobbiamo rivolgerci perché è lui la fonte di ogni amore che possa nascere nel nostro cuore. Noi possiamo scegliere, autonomamente, di essere amorevoli verso gli altri, ma questo amore prima o poi si esaurirà se non poggia le sue radici in un amore più grande un Amore infinito e questo Amore è Dio, Padre nostro. Infatti Gesù dice di amare il Signore con tutto noi stessi e poi di amare il prossimo come noi stessi. Quindi accogliere Gesù nella nostra vita, significa innanzitutto amare Dio con tutto noi stessi, poi amare noi perché noi siamo i primi a essere amati e infine amare il nostro prossimo perché l’amore di Dio non è finito, esso si profonde al di là di noi stessi e si effonde nel mondo. Significa parlare con Dio, che è Padre, Figlio e Spirito Santo, e la preghiera è il nostro modo di parlare con Lui. Attraverso la preghiera diciamo a Dio come stiamo e di cosa abbiamo bisogno, anche se Lui lo sa già, ma vuole che il nostro rivolgersi a Lui sia una nostra libera scelta, lo ringraziamo per le meraviglie che ci dona e in questo modo attingiamo direttamente al suo Amore per noi. Solo così ci sentiamo davvero amati e possiamo trasmettere questo amore al nostro prossimo facendo arrivare anche a lui, magari in un momento di particolare difficoltà, l’amore di Dio. Per accogliere dobbiamo però aver creato uno spazio ospitale nel nostro animo e nella nostra vita e la preghiera ha anche il compito di aiutarci in questo. Accogliere Gesù significa quindi prima la preghiera, poi il sentirsi amati e poi l’offrire le nostre mani, la nostra bocca, i nostri piedi, tutto il nostro corpo e la nostra mente a Lui perché siano le Sue mani, la Sua bocca, i Suoi piedi, il Suo corpo.

dio_padreMatteo 22:35 e uno di loro, dottore della legge, gli domandò, per metterlo alla prova: «Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?» Gesù gli disse: «”Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente“. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile a questo, è: “Ama il tuo prossimo come te stesso“. Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge e i profeti».

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

– Buongiorno! – l’uomo sorrideva sereno mentre salutava il vecchio.

– Buongiorno a lei. Mi sembra molto felice, nonostante il tempo. – e così dicendo il vecchio alzò il capo a indicare le nuvole che oscuravano il cielo.

– Oh, il tempo è sempre bello, amo anche la pioggia, porta vita in realtà, ma ha ragione sono molto felice perché sto per sposarmi.

– Congratulazioni, a quando il lieto evento?

– Domani mattina, nella chiesa della Santissima Trinità.

– Deve essere molto innamorato della sua futura moglie.

– Lo sono, è una donna meravigliosa.

– Lei è davvero innamorato. – il vecchio sorrise sornione.

– Sì, tantissimo, anzi direi di più, la amo proprio quella donna, ma non vorrei che si facesse un’idea sbagliata. L’amore che provo non è quello che acceca e ti impedisce di vedere la realtà, quello che ignora i difetti dell’altro concentrato com’è solo sul sogno dell’amore.

– Avete pienamente ragione, è quello che capita spessissimo ed è anche il motivo principe per cui molti matrimoni falliscono, se voi davvero lo vivete come dite siete un uomo molo fortunato, o meglio lo è la vostra futura moglie.

– Più che fortunato mi sento amato.

– Da vostra moglie?

– Anche, ma prima e sopratutto dal Signore.

– E’ una bella cosa.

– E’ bellissima ed è anche il fondamento dell’amore che ho verso colei che sarà mia moglie. Vedete quando l’ho conosciuta non mi aveva particolarmente colpito, era molto distante dall’idea che avevo della mia donna ideale, ma man mano che passava il tempo mi accorgevo che stavo bene con lei in modi che non pensavo neanche possibili. Ho imparato prima a vederne i difetti e ad accoglierli, senza neanche accorgermene.

– Sorprendente…

– Subito l’ho pensato anche io, poi ho capito che quando, un po’ di tempo prima avevo accolto Gesù nel mio cuore, si era anche creato lo spazio per l’altro. Ancora non sapevo chi fosse, ma sapevo che nel mio cuore c’era spazio.

– Mi lasciate senza parole, magari ce ne fossero altri capaci di pensare come voi.

– E’ vero, ma vi assicuro che non è merito mio. Io da solo credo che sarei ancora ancorato al mio modello ideale di donna, per molti tratti simile a quello che ci propongono la tivù e i giornali. Solo imparando ad amare Cristo, permettendogli di entrare nel mio cuore, facendogli spazio ho imparato ad amare l’altro, ho permesso alla ragazza che tra poco sarà mia moglie di entrare nel mio cuore perché le avevo preparato uno spazio, capace di accoglierla così com’è, coi suoi difetti, le sue manie, le sue mancanze, ma la sua infinita bellezza… non so, mi dispiace, non riesco a spiegarlo meglio.

– Non serve, i vostri occhi luccicano di continuo e lo spiegano meglio di qualunque parola. Io non posso fare altro che porgervi le mie congratulazioni. Sono sicuro che sarà una lunga e felice unione la vostra.

– Grazie! – l’uomo abbracciò il vecchio con calore, poi si alzò e si allontanò dal crocevia. Il saggio lo guardò finché non scomparve del tutto alla vista e poi tornò a fissare il crocevia.

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