Come si può raggiungere la pace del cuore?


La settimana scorsa abbiamo visto la bellezza dell’abbandono e di come questo necessiti, per essere vero, la pace del cuore, ma come si può raggiungere questa pace? Abbiamo già accennato come non esista una regola generale, ognuno di noi è diverso è vive situazioni diverse, ha una storia diversa e ha quindi delle sue paure, delle sue ansie che spesso lo portano lontano dall’avere un cuore in pace o meglio da avere veramente la pace del cuore. Esistono però delle linee guida generali che poi ognuno può cercare di applicare nella propria vita, linee guida che non derivano dalla capacità di una qualunque persona per quanto abile, ma dalla Parola di Dio e dall’esperienza di quelle persone che hanno cercato di vivere nella più piena comunione con Lui: i Santi.

Come prima cosa dobbiamo dire che, paradossalmente, acquisire la pace del cuore è uno sforzo, e la vita del cristiano è una lotta, ma in questa lotta non siamo soli e non siamo impreparati, perché come ci dice San Paolo nella lettera agli Efesini abbiamo l’armatura di Dio per combattere “contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano le regioni celesti” (Ef 6,10-17), e la nostra arma principale è la fede, che ci porta ad abbandonarci a Cristo, l’unico che non ci abbandona mai. Ecco che allora il cristiano lotta sì, ma lo fa col cuore in pace, col cuore sereno. Osserviamo che tutte le ragioni che di solito ci portano a perdere la pace del cuore sono cattive ragioni ecco allora che la nostra faretra deve essere piena di buoni pensieri e poi ci deve essere la buona volontà nel ricercare Dio e la Sua pace. Tutto ciò che ci domanda davvero Dio è questa buona volontà, poi sarà lui a venirci in aiuto. Spesso sono le tribolazioni della vita a farci perdere la pace del cuore, in questo caso non abbiamo che un’unica soluzione: appoggiarci a Dio, con una totale fiducia in Lui. Ricordiamo Matteo 6, 25-34 perché purtroppo l’uomo non ha fiducia in Dio, cerca sempre di cavarsela con le proprie forze e così si mette in ansia e diventa infelice. Ma di fronte a questo discorso molti già obiettano che prima vorrebbero verificare e poi fidarsi della Provvidenza, ma con Dio non funziona così, prima ci si fida e poi si sperimenta. Finché non si fa il salto di fede e ci si fida non si farà mai esperienza della Provvidenza. Un’altra cosa che ci turba e ci fa perdere la pace del cuore è la sofferenza nostra o altrui, il dolore rimane sempre un grande mistero per l’uomo (nel senso vero della parola mistero, al riguardo vi invito a leggere l’argomento relativo che ho già affrontato) quindi ciò che ci sembra incomprensibile non è tale agli occhi di Dio. Noi non riusciamo a capire tutto, la nostra saggezza, la nostra sapienza è umana e quindi limitata, quella di Dio è divina e quindi infinita e allora se lo lasciamo agire, anche nella sofferenza, compirà opere infinite, di infinita bellezza e gioia, molto più di quanto possiamo compiere noi. Certo, non è facile, però pian piano possiamo abituarci a questo iniziando a guardarlo Dio, a contemplarlo, a conoscerlo nella preghiera e nelle sue opere. Con la contemplazione e la preghiera nutriamo il nostro cuore e riportiamo il nostro sguardo su Gesù, nostra pace. Ecco che allora troviamo anche una risposta al dolore, una risposta che non è filosofica, ma esistenziale, ovvero che Dio fa sì che tutto, anche il male, concorra al nostro bene. Anche quando a soffrire sono le persone a noi care dobbiamo cercare di restare nella pace del cuore, anche se è comprensibile che un forte sentimento di compassione ci porti a soffrire con loro, ma la compassione deve nascere dall’amore e allora è vera e non dal timore. Altre volte sono i comportamenti degli altri a rompere la nostra pace, sono i loro difetti a turbarci e magari farci andare in collera. Anche qui solo la fiducia e l’abbandono al Signore è la risposta più giusta, cercare cioè di fare quanto possiamo, con calma e serenità, per aiutare gli altri a migliorarsi, ma poi rimettere tutto nelle mani del Signore. La pazienza è una virtù importantissima da adoperare verso gli altri, sempre accompagnata dalla fermezza in relazione alle responsabilità che abbiamo, ma sempre tale da permetterci di agire con dolcezza e nella pace. La stessa pazienza che ci deve essere nei confronti dei nostri errori, dopo ogni errore chiediamo perdono, ma rialziamoci subito non dubitiamo dell’amore del Signore e del fatto che egli ci perdona sempre. Altre volte è la necessità di prendere delle decisioni importanti a scuotere la nostra pace del cuore, ma anche in quel caso affidiamoci a Dio, valutiamo bene la decisione da prendere e scegliamo secondo il cuore e la nostra coscienza, ma affidiamo anche la nostra decisione a Dio, consci che possiamo anche sbagliare, ma Lui saprà aiutarci anche in quel caso. Come si vede la via maestra, anzi l’unica che porta alla pace del cuore è basata sulla pace, la libertà, l’abbandono fiducioso in Dio, l’accettazione tranquilla delle nostre infermità e delle nostre cadute perché l’unica vera perfezione è quella dell’amore. Secondo il Vangelo è più perfetto colui che ama di più, non colui che si comporta in maniera irreprensibile. Dio ci chiede un abbandono totale, ci chiede di donargli tutto, ma non prende tutto necessariamente e dona molto, molto di più. Quindi non abbiate paura, mai.

(molti dei concetti espressi qui sono ispirati o ripresi dal bel libro “La pace del Cuore” di Jacques Philippe Edizioni Dehoniane Bologna, che Patrizia mi regalò per il mio compleanno, il giorno del nostro primo appuntamento)

pacecuoreMa il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Giovanni 14, 26)

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La suora camminava lentamente, fermandosi spesso per guardarsi attorno a lungo. In mano teneva un rosario e le sue labbra mormoravano sotto voce una preghiera. Il vecchio la osservò attento a non disturbarla, ma dopo un po’ fu lei a venirgli vicino.

– Buongiorno, – gli disse – è da parecchio che è seduto qui?

– Da una vita. – sorrise lui in risposta, poi aggiunse – Invece lei viene spesso qui?

– No, a dire il vero ho iniziato a dire un rosario e i piedi mi hanno portato fino qui, non ci ero mai stata prima.

– Le piace?

– E’ molto bello, anche se deve essere molto trafficato, trasmette comunque un senso di pace e serenità.

– Sono d’accordo con lei, qui vedo persone di tutti i tipi, ma di fondo aleggia la pace e lei di pace e serenità dovrebbe intendersene.

– Meno di quanto può pensare… – la suora sospirò – è per questo che stavo pregando. Mia sorella sta molto male…

– E, giustamente, prega per la sua guarigione. Capisco…

– No, veramente pregavo per la mia pace. – sorrise la suora dolcemente.

– Ecco, questo credo di non capirlo…

– A mia sorella è stato diagnosticato un brutto male ed è in gravidanza. La notizia mi ha lasciato nello sconcerto, ho cercato subito di fare qualcosa, poi sono corsa a pregare per lei, ma non ce la facevo, ero distratta, pervasa da un’ansia che mi impediva di fare qualunque cosa…

– Mi sembra anche naturale.

– Sì, forse lo è, ma è assolutamente negativa. Mi sono accorta che trasmettevo quest’ansia a chiunque mi stava attorno, alle mie sorelle e poi a mia sorella e a mio cognato per telefono No, mi dispiace, così non andava avevo perso la pace interiore, la pace del cuore…

– Ed è così importante?

– E’ fondamentale! Senza la pace del cuore come posso trasmettere pace? Come posso pregare il mio Signore? Come posso lasciare che Lui agisca, che il Suo Amore agisca? Non so se capisce, ma la pace è come acqua che si espande superando ogni ostacolo, avvolgendolo e trasformandolo…

– Credo di sì, comincio a capire… è molto bella l’immagine dell’acqua.

– La mia ansia, avete ragione, è molto umana, ma nasce dal timore, dalla paura che mia sorella e il suo bambino non ce la facciano. La pace, invece, la pace del cuore, nasce dall’Amore, non è umana e per questo è infinita.

– E’ un immagine molto bella, ora siete riuscita a ritrovarla la pace?

– Sì, avevo bisogno di mettermi di fronte a Lui, di fronte alla natura che Lui ha creato, al frutto del Suo Amore e pregarlo… perché è solo dall’Amore che nasce la pace del cuore e se la perdi è solo nell’Amore che la puoi ritrovare, non altrove.

– Davvero bello, – sorrise il vecchio – ma sa che molti le direbbero che né le preghiere né la pace potranno salvare sua sorella?

– Lo so. ma crede che mi importi? L’Amore salva sempre se solo abbiamo fiducia in Lui! – la suora si avvicinò e gli diede un bacio dolce sulla fronte, poi sorrise e si allontanò, sempre col rosario tra le mani e la serenità sul volto.

Il vecchio la guardò allontanarsi e poi tornò a guardare il crocevia sorridendo.

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15 Risposte to “Come si può raggiungere la pace del cuore?”

  1. Paolo Says:

    In questo Blog si respira aria buona…
    Oggi sul mio blog parlo di “Anima e i mezzi di comunicazione: quale relazione?”…

  2. Davide Galati Says:

    Grazie Paolo, credo sia davvero importante che cerchiamo di respirare e far respirare aria buona… appena posso verrò a visitare il tuo blog… ora scappo a prepararmi il pranzo… tra l’altro credo che tra il tuo tema e il mio ci sia molta relazione… che il Signore ti sorrida sempre!

  3. marco Says:

    grazie con il cuore, amico che occupi un pò del tuo tempo prezioso,grazie a DIO

  4. rosa Says:

    Cercavo un po di pace per il mio cuore. Credo che me ne hai donato un po.grazie ne avevo un bisogno estremo.Grazie Gesu`

  5. oreste Says:

    grazie

  6. Giuliva Says:

    “l’amore salva sempre”…che bello! un messaggio di speranza e di grande pace!

  7. donato Says:

    non ne posso piu cerco la pace nel mio cuore,ceco l’aiuto di dio e del nostro signore gesu’ cristo

  8. donato Says:

    DIO AIUTAMI STO MALE NON MI ABBANDONARE AIUTAMI TI PREGO

    • Davide Galati Says:

      Ciao Donato, vedrai che il Signore non ti abbandonerà. Grida a lui e ti risponderà, se puoi parla anche con un sacerdote o scrivi pure qui.
      Un abbraccio e non avere paura di nulla.
      Davide

  9. genny Says:

    io la cerco da 34 anni sto toccando il fondo…

    • Davide Galati Says:

      Non disperare, mai… prova a cercarla senza ansia e andando da un uomo di Dio, parla con un sacerdote o grida al Signore, come Giobbe. Vedrai Lui ti ascolterà…

  10. Francesca Quaranta Says:

    Dio mio aiutami a superare questo grande dolore perche’ per 10 anni ho creduto aLL’AMORE DI UN UOMO CHE MI HA STRAPPATO ALLA MIA FAMIGLIA .Non ho avuto la forza di allontanarmene noniostante capivo tutti i suoi atteggiamenti biechi.Ora e’ accaduto ed ho tanta paura di non credere piu’ nell’amore e nei sentimenti.AIUTAMI sIGNORE

    • Davide Galati Says:

      Mi dispiace Francesca, ma non aver paura, fidati nel Signore, confida in lui. Poi agisci anche concretamente facendoti aiutare da chi ti vuole bene. Sant’Ignazio di Loyola diceva: “Prega come se tutto dipendesse da Dio, e lavora come se tutto dipendesse da te”

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