Cos’è il peccato?


Il termine peccato è da sempre associato a un valore religioso e lo si ritrova pressoché in tutte le tradizioni religiose del mondo. In altri ambiti si tende invece a usare termini diversi e in un’epoca come la nostra dove l’elemento religioso sembra dover essere sempre di più relegato nella propria sfera intima è raro sentir parlare di peccato pubblicamente, anzi quando accade si storce il naso. Senza entrare all’interno di una discussione teologica su cosa sia il peccato e di come si relazioni a tutte le categorie morali credo che la definizione più bella e più facilmente comprensibile sia quella data da Sant’Agostino per cui il peccato è l’allontanamento da Dio. Ora se Dio è Amore, ovvero Libertà e Verità qualunque nostra azione si distacchi da questi elementi non può che essere definita peccato. Qualunque azione che tenda a sopraffare l’altro, a negarne la libertà è peccato. In nessun caso ci può essere amore senza libertà o senza verità per cui è abbastanza semplice comprendere se ciò che facciamo rientra in quest’ottica o no, naturalmente la prima persona con cui è necessario essere veri siamo noi stessi. Gesù ci ha poi dato un altro strumento di grandissima potenza per comprendere se le nostre azioni sono corrette o meno, infatti quando dice di amare il Signore con tutto noi stessi e il nostro prossimo come noi stessi, ci sta dicendo di non fare nulla che non vorremmo fosse fatto a noi. Quindi il peccato è un’azione che nega l’Amore, la Libertà e la Verità, un’azione che ci allontana da Dio. Questo allontanamento non è eterno, non è definitivo, è sempre possibile riavvicinarsi a Dio che ci attende a braccia aperte, esattamente come nella parabola del figliol prodigo. Certo, però noi dobbiamo riconoscere i nostri peccati e chiedere perdono per essi, ma questo non perché Dio voglia umiliarci, ma per noi. Perché solo se siamo capaci di guardare in faccia le nostre azioni e ammettere che sono errate, solo allora potremmo scegliere, consapevolmente, di non commetterne più di simili. Ovviamente qualunque perdono prevede che prima si paghino le conseguenze delle proprie azioni, per cui bisognerà sì chiedere perdono a Dio, ma anche scusa al proprio vicino o pagare la giusta pena prevista dalla giustizia umana.

il_peccatoGenesi 4,7 Se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è la sua bramosia, ma tu dòminala.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato. Il ragazzo arrivò col viso assorto e gli occhi bassi, quando fu quasi al centro si guardò intorno come se non sapesse bene che direzione prendere, poi notò il vecchio e si fermò a fissarlo. I loro sguardi si incrociarono e qualcosa lo spinse ad avvicinarsi. – Buongiorno – salutò – posso sedermi accanto a voi? – Buongiorno a te. Naturalmente puoi sederti, qui è tutto libero… – Già, è vero, qui sembra tutto libero, vorrei fosse così bello anche nella vita di tutti giorni. – Cosa intendi? – Che nella vita quotidiana non mi sento così libero e anche adesso so che è tutta una finzione perché non sono davvero libero. – Mi è difficile seguirti, se devo essere onesto, ma mi sembra che tu non sia molto soddisfatto della tua vita, o sbaglio? – Non lo so, a volte sì, a volte no… – Hai mai provato a parlarne con qualcuno? – chiese il vecchio a bruciapelo. – Sì, ne ho parlato con un prete, ma mi sa che ho scelto la persona più sbagliata. – Perché? – Perché ha cominciato a farmi tutto un discorso sul peccato… ma si rende conto? Il peccato… – Sì… mi rendo conto… quello di cui non mi rendo conto è perché tu lo trovi fuori luogo – Perché come si fa a parlare ancora di peccato oggi come oggi? – Mah, – il vecchio fece una pausa, poi riprese – tu lo sai cos’è il peccato? – Ma sì, è una cosa che Dio non vuole che tu faccia e se la fai sei condannato all’inferno. Abbastanza lineare come concetto… – sospirò il giovane che poi aggiunse – …e anche abbastanza stupido. -Già… Ma tu hai detto al prete con cui hai parlato cosa c’è che non ti piace della tua vita? – Certo, gli ho detto che non mi sembra di valere, non mi sento apprezzato… a nessuno importa di quello che faccio… qualunque cosa faccio…e non mi sento libero, sono costretto a seguire certi meccanismi… sul lavoro, nei rapporti con gli altri… fingere, per sperare di essere accettato, per… -… elemosinare un po’ di amore… – concluse il vecchio al posto suo. – Esatto! – il giovane guardò il saggio illuminandosi. – Quindi possiamo dire che nella tua vita manca l’amore e la libertà e la verità? Il ragazzo rimase a pensarci un po’, poi scosse la testa annuendo: – Sì, io stesso non avrei saputo descriverlo meglio. Come avete fatto a capirlo? Temevo di non essere riuscito davvero a spiegarmi. – No, ti sei spiegato abbastanza bene. Posso farti una domanda? – Naturalmente… – Come definiresti Dio? – Dio? – si fermò un attimo a riflettere, poi proseguì – Guardi, non so neanche se credo che esista veramente, ma se esistesse credo che dovrebbe essere come l’ho sentito definire una volta: Amore, Libertà e Verità. Che paradosso vero? – No, anzi credo che tu abbia dato la migliore definizione di Dio che abbia sentito da molto. E, secondo te, dove abita Dio? – Bah… ovunque? In noi? In paradiso? – Non hai torto, credo siano valide tutte le possibilità, ovunque vi sia Amore, Libertà e Verità lì c’è Dio e lì c’è il paradiso. – Sì, mi sembra sensato… – ammise il giovane. – Quindi dove starebbe l’inferno, secondo te? – L’inferno? Molto lontano dal paradiso, ovviamente… quindi ovunque non ci sia amore né libertà né verità… – l’espressione del giovane iniziò a mutare. – E se all’inferno ci vai tramite il peccato, allora il peccato è tutto ciò che ti allontana dall’amore, dalla libertà e dalla verità, no? – il ragazzo annuì timidamente, assorto in nuovi pensieri e il vecchio proseguì – Allora forse la risposta di quel prete non era poi così fuori luogo, no? – Forse… no… – borbottò il giovane – Ma ammettendo che sia così, allora come si esce dal peccato? – Forse dovresti chiederlo al prete…- sorrise l’uomo. – Già, – il giovane si alzò – forse lo farò o forse no, ci devo riflettere. Ora però devo andare, grazie per la chiacchierata. Arrivederci. Il vecchio abbassò il capo in segno di salutò e poi lo guardò allontanarsi, immerso nei suoi pensieri. Dopo che fu scomparso alla vista tornò a guardare il crocevia.

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