Come deve amare un cristiano?


Nel vangelo di Giovanni al capitolo 13 versetto 34 leggiamo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.”. E’ chiaro che se ci diciamo cristiani vuol dire che crediamo nella divinità di Gesù Cristo e in tutto ciò che egli ha detto. Quindi il nostro obiettivo è seguire le sue parole, non sono parole facili e non sempre ce la faremo, ma la nostra volontà è lì che deve tendere ben sapendo che da soli non possiamo farcela, ma solo con il Suo aiuto, aiuto che ci viene dato di continuo se noi lo chiediamo e lo accettiamo. Allora come dobbiamo amare? Gesù ce lo dice molto chiaramente. Inizia presentandoci un comandamento nuovo, ma se noi andiamo a vedere il testo originale dell’Esodo quando sul Sinai vengono dati i dieci comandamenti a Mosè, il termine ebraico usato è “parola”, ovvero il comandamento di Dio non è altro che la Sua Parola, non è quindi una parola autoritaria, un ordine, un comando, ma è Parola d’affetto, Parola creatrice, la stessa Parola che ha usato per creare, la stessa Parola che si è incarnata. La Parola di Dio è una parola di Amore. Subito dice che dobbiamo amarci gli uni gli altri, ovvero che ognuno di noi deve amare gli altri, ma poi ci spiega anche come: “come io vi ho amato”. Quindi a noi viene chiesto di amare gli altri nello stesso modo in cui Dio ci ha amati. E non è un amore astratto, non è un qualcosa di relegato solo alla sfera intima e privata, è un qualcosa di molto concreto perché Dio si è incarnato e ha vissuto accanto a noi, insieme a noi per mostrarci come amare. E come amava Gesù? Mangiava coi suoi amici, viaggiava con loro, parlava con loro e con chiunque volesse ascoltarlo, guariva chi glielo chiedeva, in sostanza era sempre disponibile. E’ arrivato a morire per noi, morire sulla croce, una morte che significa che, ognuno di noi, vale il sangue di Cristo. E Lui stesso ci dice in Giovanni 15, 13: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. Ma in quel “dare la vita” c’è sì l’essere pronti a morire, ma c’è molto di più, c’è l’essere pronti a offrire il proprio tempo, c’è la disponibilità quotidiana, c’è la presenza quando non ne avremmo voglia, c’è la capacità di vivere sempre nell’Amore non solo per un momento o un’occasione. E’ possibile? Sì se rimaniamo saldi in Cristo e se chiediamo a Lui aiuto e accettiamo l’aiuto che ci manda, quindi se non perdiamo mai la fiducia in Lui e la coltiviamo sempre con la preghiera che è di una potenza indescrivibile, ma solo da vivere.

amorecrocifisso1artMatteo 12, 32: Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l`unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c`è altro comandamento più importante di questi”.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La donna arrivò al crocevia con lo sguardo basso, talmente immersa nei suoi pensieri da non accorgersi neanche di dove era arrivata, infatti sollevò la testa probabilmente avvertendo la presenza del vecchio lì vicino e si guardò intorno smarrita.

– Vi siete persa? – chiese l’uomo osservando i folti capelli ricci.

– No, non proprio, – rispose lei da dietro i suoi occhiali azzurri – so dove sono, ma non mi sono accorta di esserci arrivata ero immersa nei miei pensieri.

– L’ho visto, spero fossero piacevoli.

– No, non proprio.- la donna rimase in silenzio, poi si guardò intorno, si avvicinò al vecchio e si sedette su un masso accanto all’uomo – Ma forse se ne parlo passeranno… le va di ascoltarmi?

– Molto volentieri.

– C’è un collega, nella scuola dove insegno che è trattato male un po’ da tutti. E’ arrivato da poco, è timido, introverso ed è anche facile mettergli i piedi in testa. Mi fa male vedere come lo trattano, ma non riesco a vedere una soluzione.

– Tu come vorresti fosse trattato?

– Con rispetto, come ognuno di noi vorrebbe essere trattato, anzi come ognuno di noi andrebbe trattato. – la ragazza si voltò a fissare il vecchio, un po’ stupita della domanda.

– E tu come lo tratti?

– Io cerco di trattarlo normalmente, come tratterei chiunque altro fosse arrivato nuovo. Cerco di stargli vicino e aiutarlo nelle piccole difficoltà che può incontrare, ma è davvero triste vedere il comportamento degli altri nei suoi confronti. Alle volte è come se lui non esistesse. Penso che dovrei fare qualcosa, ma non riesco a capire cosa…

– Io credo che tu stia già facendo molto e non penso che dovresti fare altro.

– Dite? No, non sto facendo nulla e la situazione non può continuare così.

– Tu lo stai amando, semplicemente trattandolo come tu vorresti essere trattata. Credo che il tuo esempio abbia più valore di mille altre parole o di gesti eclatanti.

– Non so…

– Le altre colleghe e i colleghi vedendo il tuo comportamento non potranno non porsi dei quesiti, e se li porranno nel loro animo, lì dove è più difficile mentire. Se invece tu li affrontassi direttamente è probabile che andrebbero sulla difensiva, forse arriverebbero anche a darti ragione, ma in cuor loro non accetterebbero tanto facilmente. Ti vedrebbero in maniera molto diversa, come se dovessero competere con te. – il vecchio tacque guardando l’effetto delle sue parole sulla donna, la vide soppesarle con cura, in silenzio, poi aggiunse – E inoltre pian piano vivranno come normali i tuoi atteggiamenti e c’è il rischio che diventino anche i loro…

– Sapete… forse avete ragione… ero qui che stavo pensando quando affrontare l’argomento con loro tutti insieme o come organizzare qualche gesto eclatante, ma forse la risposta è proprio ciò che dite… la normalità, la quotidianità… senza compromessi, ma sempre con verità e dolcezza… sì… grazie! – la donna si alzò di scatto e si chinò sul vecchio schioccandogli un sonoro bacio sulla guancia: – Non so come avete fatto, ma mi avete illuminato! Ora è meglio che torni indietro, ma vi ringrazio ancora! – e così dicendo si allontanò sorridendo.

– E’ stato semplice, ti ho solo mostrato l’amore che già stavi donando, ragazza mia. – disse il vecchio sottovoce guardandola sparire dietro la collina e poi tornò a fissare il crocevia, contento.

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