Perché la castità? Che senso ha?


Quello che comunemente si crede, è inutile negarlo, è che la dottrina cattolica sia contraria al sesso e, di conseguenza, al piacere. Al riguardo i luoghi comuni si sprecano, si va da chi sostiene che, dal momento che ai consacrati è richiesta la castità la si voglia imporre anche agli altri o chi ritiene che i consacrati sono i primi a non rispettare tale obbligo. Allora, premesso che ogni uomo è peccatore e, in quanto tale, può benissimo sapere ciò che è giusto fare, ma poi ritrovarsi col fare ciò che giusto non è, il Magistero della Chiesa non ha mai negato l’importanza e il valore dell’atto sessuale, nonché del piacere in una sana vita di coppia. A questo proposito si potrebbero citare molti documenti, ma ci porterebbe via molto tempo, se si è interessati consiglio di iniziare a leggere l’enciclica “Deus Caritas Est” di Benedetto XVI che, in maniera semplice e profonda, affronta l’argomento. Ma già San Tommaso definiva la castità come la virtù che domina e regola il desiderio sessuale secondo le esigenze della ragione, ovvero inseriva la castità nella virtù della temperanza, intesa come valorizzazione equilibrata delle nostre tensioni in una prospettiva globale di valori. Sono belle parole, per me ricche di significato e molto precise, ma se volessimo scendere ancora più terra terra, concretizzarle, essere ancora più semplici e capire perché la Chiesa è contraria non ai rapporti sessuali, ma ai rapporti sessuali al di fuori del contesto matrimoniale, dobbiamo partire da quello che è uno dei nuclei centrali del Cristianesimo. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto per noi questo ci è stato detto spesso e lo abbiamo sentito così tante volte che forse ne abbiamo un po’ perso il senso, perché la Sua morte, il Suo sacrificio, vuol dire che ognuno di noi ha un valore enorme, incommensurabile, ognuno di noi vale il Sangue di Dio. Da questa presa di coscienza discende tutto il resto, da questa verità la Chiesa fa derivare ogni suo ammonimento. Perché se Io valgo così tanto allora sarò degno e meriterò solo cose che abbiano un valore adeguato. Adesso fermiamoci ad analizzare per un attimo l’atto sessuale, esso è una cosa grandissima, è il dono più grande che un essere umano possa fare a un altro, che un uomo possa fare a una donna, una donna a un uomo, perché è il dono totale di sé per fondersi insieme, diventare realmente una sola carne e avere la possibilità di creare una nuova vita, di donare la vita. Nessun atto sessuale riesce solo riguardare il fisico, ma coinvolge la persona a più livelli, a livelli molto intimi. E’ una delle cose più preziose che ognuno di noi ha. Allora se Io valgo così tanto, se Io valgo il Sangue di Dio, e la mia sessualità è una parte così preziosa di me a chi posso donarla e quando? Il senso della castità sta tutto qui, nella risposta a questa domanda. Io, proprio perché valgo così tanto, posso donare qualcosa di così prezioso, solo a chi si impegna a custodirlo e amarlo e rispettarlo non solo nello spazio (cioè nel talamo, e solo in quello, in cui l’atto si compie), ma anche nel tempo, ovvero per sempre. Certo le pulsioni umane sono molto forti e vanno in un’altra direzione, ma ognuno di noi sa, in cuor suo che svendere quanto di più prezioso ha non è una cosa buona. Spesso accade che si cade, lo sappiamo, lo sa anche la Chiesa e non c’è condanna se ci si rialza e si riprova. Ma da soli non possiamo riuscire in un’impresa così grande, ma anche fosse più piccola, il peccato (ovvero ciò che deturpa la bellezza) è sempre in agguato alla nostra porta, abbiamo bisogno di essere vigili in ogni momento e non fare entrare neanche un pensiero negativo altrimenti dopo diventa difficile scacciarlo. E come essere vigili? Con la disciplina e la preghiera perché la vita di ogni cristiano è sempre un rapporto diretto con Dio Padre, rapporto che poi si riversa nella vita quotidiana. Da questa lettura della castità capiamo maggiormente chi decide di consacrarla a Dio, l’amore e la volontà di amare il Signore è così grande che si decide di consacrargli la cosa più intima e preziosa che abbiamo: la nostra sessualità. Quindi la castità che la Chiesa chiede ai suoi figli non è uno svilimento della sessualità, ma ne è anzi una esaltazione, sembra un paradosso, ma è davvero così.

allegoria_dells_castita1Corinzi 7:32 Vorrei che foste senza preoccupazioni. Chi non è sposato si dà pensiero delle cose del Signore, di come potrebbe piacere al Signore; ma colui che è sposato si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere alla moglie e i suoi interessi sono divisi. La donna senza marito o vergine si dà pensiero delle cose del Signore, per essere consacrata a lui nel corpo e nello spirito; mentre la sposata si dà pensiero delle cose del mondo, come potrebbe piacere al marito.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il ragazzo camminava svogliatamente, sembrava proprio non avesse nessuna voglia di proseguire, si fermò sotto i rami di un albero a guardarsi intorno. Aveva un volto pulito, giovane, anche se forse aveva più degli anni che mostrava. Il vecchio si ritrovò a fissarlo, i suoi occhi erano profondi, ma sembravano pervasi da un retrogusto di rabbia e amarezza. A un certo punto i loro sguardi si incontrarono e il giovane si avvicinò salutando: – Buongiorno

– Buongiorno a lei, cosa la porta qui?

– Niente di particolare… avevo voglia di camminare e sono finito qui…

– Questo è un bel posto, ma ho anche l’impressione che lei abbia voglia di parlare

– Dice? E cosa glielo fa pensare? – gli occhi del giovane divennero sospettosi.

– Qualcosa nei suoi passi… qualcosa nel suo sguardo… sa dopo un po’ si comincia a sviluppare un sesto senso per certe cose – sorrise il vecchio.

– Forse ha ragione… forse avrei davvero bisogno di parlare con qualcuno, ma… – la frase rimase a mezz’aria, alla fine il giovane riprese – …non è facile parlare di certe cose Il silenzio questa volta divenne tempo di attesa, senza alcuna fretta finché il ragazzo prese una profonda boccata d’aria e continuò: – Ho conosciuto una ragazza e credo di essermi innamorato, davvero, perdutamente innamorato

– E’ sempre colpa di una donna – sorrise il vecchio e poi aggiunse

– E lei non ricambia?

– No, lei ricambia… anzi è innamorata più di me, se possibile… il problema è che, ormai è da un po’ che ci vediamo, passiamo molto tempo insieme, ma… – il giovane si fermò di nuovo e poi riprese tutto d’un fiato – vuole che rimaniamo casti

– Quindi il problema è che lei non vuole fare sesso con te?

– Sì… beh no… non proprio… insomma non vuole fare nulla prima del matrimonio, ma non perché non lo desideri, anzi… ma perché lo ritiene un valore importante…

– E tu non sei d’accordo?

– Per nulla! Mi sembra una gran stupidata, probabilmente gliel’ha messa in testa qualcuno…

– Forse ne sei innamorato, ma hai poca stima di lei se pensi questo

– In che senso?

– Se credi che sia una persona le cui idee non sono proprie, ma convinzioni di qualcun altro forse dovresti interrogarti se davvero la vuoi accanto a te

– Già, ha ragione… ma se non è un’idea di qualcun altro, allora non capisco come possa essere sua…

– Forse dovresti chiederlo a lei, non credi?

– L’ho fatto, ma mi ha sorriso e mi ha dato una risposta che non ho ben capito riguardo il valore personale… mi piacerebbe averla ascoltata di più e meglio, anche perché di certo ora non posso richiederglielo

– Forse non subito, ma magari più avanti – sorrise il vecchio che poi aggiunse: – Tu quanto credi valga lei?

Il giovane rimase fermo a pensare poi iniziò a borbottare: – Molto… sicuramente molto… ma quanto non saprei…

– E tu quanto credi di valere? – chiese sornione il vecchio.

– Io? beh io… non lo so… è difficile dirlo, come faccio… ora non saprei…

– Vali molto anche tu. Sia tu che lei valete molto, moltissimo. Un cristiano ti direbbe che ciascuno di voi vale il sangue di Dio

Il giovane rimase interdetto e il vecchio proseguì: – Sicuramente è meglio se ne parli con lei, ma forse sta proprio qui la chiave per capire. Se sia tu che lei valete così tanto allora è giusto che aspettiate il momento in cui entrambi siate pronti a donarvi l’uno all’altro per sempre, nello spazio e nel tempo e nel Signore, non credi?

– Mah… con tutto il rispetto mi sembra un po’ eccessivo, alla fine si tratta solo di un po’ di sesso… un po’ di amore…

– Un po’ di amore… bella espressione e che vuol dire? Forse pensi di meritare solo un po’ di amore? O pensi che lo meriti lei?

– No, non intendevo questo è solo che…

– E’ solo un po’ di sesso, giusto? Ma cos’è il sesso in realtà? Non è entrare in intimità con un’altra persona a un livello fisico tale da essere totalizzante e unico? Non coinvolge forse ben altro che solo la fisicità, ma anche il sentimento e la totalità dle sentire della persona coinvolta?

– Beh sì forse, ma non sempre…

– Già non sempre purtroppo, perché se così non accade sai cosa succede? Si diventa solo un oggetto e il sesso una merce… è questo il valore che vuoi avere? E’ questo il valore che vuoi dare a lei?

– No, assolutamente, ma continuo a pensare che tutto questo sia un po’ troppo esagerato…

– Dici? Ti piace il vino?

– Sì e devo dire, senza falsa modestia, di intendemene anche un po’

– Bene allora saprai che ci sono vini che valgono così tanto che si attende anche diversi anni prima di degustarle

– Sì, naturalmente, si attende il tempo necessario a esaltarne il gusto e poi l’occasione più giusta per gustarlo

– E non credi che tu e lei, la vostra sessualità, valiate molto di più di un bicchiere di vino?

Il giovane rimase in silenzio e non disse più nulla, ripensava alle parole del vecchio che non disse più nulla. Dopo un po’ il ragazzo si alzò, sorrise al saggio e si allontanò con le mani in tasca. Il vecchio lo guardò allontanarsi finché non sparì dietro un albero e poi tornò a guardare il crocevia.

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