Perché è permesso uccidere gli animali?


Ogni uccisione è un atto che sopprime la vita e noi sul mistero della vita, sul suo profondo significato ne sappiamo talmente poco che dovremmo stare attenti ogni volta che vi abbiamo a che fare, purtroppo non è così. Gli animali vengono uccisi e ciò è permesso dalla società in cui viviamo per diversi motivi, i principali sono: per nutrirci, per coprirci, per sperimentare, per sport. In effetti in tutti questi casi ci sono delle motivazioni, sulle quali si può essere o meno d’accordo (io personalmente non lo sono con nessuna di queste, sostanzialmente perché si potrebbe fare diversamente e andare oltre, certe necessità che una volta erano tali ora non lo sono più), ma tutte le leggi dei paesi maggiormente civili (anche se fare una classifica di civiltà è sempre una cosa difficile e brutta) tendono a punire e severamente la crudeltà gratuita sugli animali, in particolare quelli che noi consideriamo da compagnia. Nella Bibbia Dio mette chiaramente l’uomo al di sopra degli animali, gliene da il dominio, ma l’uomo dovrebbe comportarsi con gli animali come un buon sovrano, come un custode, non come uno sfruttatore e un tiranno del tutto incurante della sorte di chi è inferiore a lui. L’animale offre anche la sua carne spontaneamente per nutrire l’uomo, ma quando l’uomo trasforma l’animale in un oggetto e lo snatura impedendogli di vivere la sua vita per pure logiche di guadagno fa qualcosa di diabolico perché distorce il dono che Dio gli ha affidato. Naturalmente non bisogna neanche incorrere nell’eccesso opposto, l’animale non è l’uomo e tenere l’animale in una considerazione uguale all’uomo è allo stesso modo una distorsione diabolica. Solo l’uomo è creato a immagine di Dio, Dio è nell’uomo che vuole abitare, l’uomo è il Tempio del Signore, ogni uomo è suo tabernacolo, ecco perché l’atto di sopprimere un uomo non è neanche paragonabile a quello di sopprimere un essere umano. Entrambi causano dolore fisico e dolore affettivo in chi è a loro affezionato, ma quando si uccide un uomo si uccide Dio, si spezza un legame con l’assoluto, con l’eternità.

animali-variGenesi 2:19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il gruppo di bambini arrivò al crocevia schiamazzando, con loro due maestre che cercavano di tenere l’ordine, ma era davvero un’impresa difficile. Due dei bambini, rincorrendosi, finirono con l’urtare il vecchio, la maestra corse a scusarsi, ma il saggio non si era fatto nulla e stava aiutando uno dei bimbi a rialzarsi. All’improvviso un forte rumore, coem uno scoppio, risuonò nella valle e accadde l’incredibile, tutti i bambini si zittirono e si avvicinarono di corsa alle loro maestre, spaventati.

– Cos’è stato? Una bomba? Uno sparo? Ci sparano? – chiedevano tutti insieme. Le maestre cercavano di tranquillizzarli, ma sembravano spaventate anche loro e intanto si sentivano altri spari in lontananza e stormi di uccelli che scappavano.

– Non è una bomba, sono i cacciatori, – intervenne il vecchio – e non sparano a noi, ma agli uccelli

– Agli uccelli? E perché ? – chiese una bambina.

– Penso lo facciano per mangiarli

– Ma perché gli devono sparare? Non possono comprare la carne come fa la mamma?

– In effetti potrebbero, ma credo che così sia più divertente

– Divertente sparare agli uccellini? – esclamò la bambina.

– Sì sì sparare è divertente… bum… bum… – si mise a saltellare uno dei bambini.

– Forse sì, ma è giusto?

I bambini rimasero perplessi dalla domanda del vecchio, senza capire, poi uno di loro disse: – Mio papà è un cacciatore. E’ molto bello quando si prepara col fucile e col nostro cane, lui dice che cacciare è uno sport, ci vuole allenamento e abilità e che un cacciatore deve sempre rispettare l’ambiente. Anche io da grande voglio fare il cacciatore!

Il vecchio lo guardò sorridendo: – Ma forse, quando sarai grande non ci saranno più i cacciatori, ci hai pensato?

– Dite davvero?

– No, è solo una possibilità, forse capiremo la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è divertente e allora…

– Allora volete dire che fare il cacciatore non è giusto? – chiese una bambina

– No, non posso dire io cosa è giusto e cosa è sbagliato

– Ma i cacciatori sono cattivi?

– No, sono solo uomini e come tutti gli uomini possono fare delle cose sbagliate, ma non sono cattivi

– Però uccidono gli animali! – insistette la bambina.

– L’uomo ha sempre ucciso gli animali per diversi motivi, piccola- rispose bonario il vecchio guardando le maestre che annuirono – per vestirsi, per mangiare, per difendersi… alle volte è necessario, alle volte no. Quando l’uccisione è gratuita, quando non c’è un motivo allora forse bisognerebbe domandarsi perché togliamo una vita

– Allora forse i cacciatori non sono cattivi, solo non se lo sono mai chiesti… o non sanno che la carne si può comprare, bisognerà dirglielo! – concluse la bambina sorridendo felice.

– Ora dobbiamo andare bambini, su mettetevi in fila e salutate il signore – intervenne una delle maestre.

Il vecchio sorrise mentre lo salutavano e li guardò allontanarsi mentre cercavano di mantenere la parvenza di una fila. Quando scomparvero dietro un gruppo di alberi tornò a fissare il crocevia.

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11 Risposte to “Perché è permesso uccidere gli animali?”

  1. sara filigenzi Says:

    uccidere gli animali per fare le pellicce è proprio uno sfizio umano. una cosa da schifo chi se le mette si dovrebbe vergognare secondo me, anke loro sono esseri viventi .

    • Davide Galati Says:

      Sono d’accordo con te Sara, una volta poteva anche avere un senso, ma oggi abbiamo molti altri modi altrettanto efficaci per coprirci e riscaldarci. Oggi la pelliccia ha solo un senso estetico. Però non giudico chi la usa.

  2. sara filigenzi Says:

    la caccia è sbagliata pure, è un hobby senza scrupoliii . nn kapisko ke ci sia di divertente nell’ uccidere gli uccelli mah

  3. sara filigenzi Says:

    si ma la pelliccia potrebbe pure essere evitata. a me sta sul kazzo ki se la mette nn lo sopporto propriooo

  4. renato Says:

    ..ama e rispetta ogni forma vivente,quindi,uccidere è un’atto fuori ogni logica di vita….auguri a chi non si nutre di cadaveri…

  5. sara filigenzi Says:

    hai ragione renato 🙂 ma l’uomo è malvagio e nn si rende coto di ciò che fa. tutti quegli animali che vengono uccissi per fare pellicce, sottoposti alla vivisezione, a degli esperimenti e trattati come oggetto, è uno schifoooo

    • Luca Says:

      L’uomo è malvagio “o” non si rende conto di ciò che fa? Mi
      sa che una esclude l’altra 🙂

      • Davide Galati Says:

        Ciao Luca, devo confessarti che non ho compreso il tuo commento. In ogni caso penso che l’uomo sia libero di scegliere come comportarsi, ma che spesso non si rende conto delle reali conseguenze (compreso il dolore che causa) di ciò che fa.

  6. renato de siati Says:

    Invertire la tendenza distruttiva in atto è impegno
    comune,chi ama col cuore,non può tirarsi indietro…ciao
    sara,almeno noi ci tentiamo…

  7. Lodovico Marchisio (pubblicista) Says:

    Oggi si può fare a meno delle pellicce che fanno solo volgare a chi le indossa, della vivisezione perché gli esprimenti in vitreo danno maggiori risultati, la caccia poi è una barbaria inutile, ma vi sono anche maltrattamenti nei circhi, nelle gabbie degli zoo grazie al cielo chiusi ove gli animali erano imprigionati senza aver commesso alcun crimine. Sulla nutrizione è un capitolo talmente vasto che non mi inoltro neppure! Ho scritto dei libri a loro favore, ho lottato creando un’ambulanza per animali che salvava loro e gli anziani nullatenenti che vivono per il loro animale, ma tutto è naufragato perché siamo ancora lontani dal nuovo mattino in cui il diritto alla vita è per tuti gli esseri viventi che soffrono come noi, anzi più di noi perché vivono ancora troppi ignoranti che non rispettano la vita di nessuno. Sull’interpretazione dei testi sacri ci sarebbe da disquisire perché nessun essere divino può desiderare la morte e l’uccisione se no la creazione non sta né in cielo, né in terra! se volete contattarmi vi spiego meglio: lodovico.marchisio@gmail.com

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