Quanti sono i Vangeli?


I Vangeli canonici sono quattro, ma ne esistono degli altri detti apocrifi (la parola, di origine greca, significa “nascosti”) dei quali ci sono giunti solo dei brani, più o meno lunghi, o dei frammenti. La Chiesa Cattolica considera veri solo i quattro canonici la cui stesura è attribuita ai quattro evangelisti: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Cioè solo questi quattro si ritiene parlino realmente degli eventi che riguardano Gesù Cristo e siano ispirati da Dio. Perché? Le motivazioni sono molteplici, innanzitutto i quattro Vangeli canonici erano i quattro Vangeli letti in ogni comunità cristiana e non riportano tra loro contraddizioni, inoltre inquadrano Gesù nell’orizzonte della storia. Gli apocrifi invece presentano un Gesù con tratti favolistici e del tutto slegato da qualunque storicità (si parla di un Gesù bambino che crea animaletti d’argilla e poi dà loro vita per gioco oppure litiga con altri ragazzi e uccide chi lo fa arrabbiare salvo poi farlo tornare in vita), oppure legate alla gnosi, cioè a una corrente di pensiero che riteneva la conoscenza suprema destinata a pochi privilegiati (tutto il contrario del messaggio di Cristo che annunciava il Regno di Dio a tutti). Alcune notizie che ruotano intorno alla nostra fede, ma non sono realmente importanti, le abbiamo prese anche noi da questi testi, si pensi per esempio ai nomi dei genitori della Madonna o ai nomi dei Re Magi. In ogni caso il Canone Muratoriano che viene datato al 170 d. C. ed è la più antica copia della lista dei testi del Nuovo Testamento comprende tutti e quattro e solo i Vangeli canonici, nessuno degli apocrifi. La Chiesa fissò ufficialmente il canone dell’Antico e del Nuovo Testamento nel 1546 durante il Concilio di Trento, ma già dal quarto secolo tutti i libri usati erano solo quelli canonici. I vangeli apocrifi nascono dall’esigenza di colmare i vuoti sulla vita di Gesù dei Vangeli canonici. Ma riguardo questi ultimi, come mai sono quattro e diversi tra di loro? Sono molti gli studi sui Vangeli e di nuovi se ne fanno di continuo, le due correnti di studio principali sono quelle che riguardano la forma e la redazione, tutti gli studiosi sono concordi nel dire che i Vangeli sono il passaggio da una tradizione orale a una scritta, ma nel primo caso, cioè quello della forma si mette maggiormente in risalto il ruolo della comunità in cui si sono venuti a formare, nel secondo il ruolo del redattore del testo. Sono questioni molto affascinanti, ma complesse che qui non è possibile se non accennare a grandi linee. Matteo scrive per la comunità cristiana che stava nascendo in mezzo ai giudei e quindi mette in risalto il fatto che Gesù sia proprio il messia atteso e predetto dai profeti; Marco scrive invece per le comunità romane e in una società in cui gli dei sono moltissimi, quello che gli interessa ribadire è che Gesù è davvero il Figlio di Dio; Luca scrive per i greci e mette al centro del suo Vangelo il messaggio che Gesù è venuto per tutti, non solo per gli ebrei; Giovanni invece parla al nostro cuore, al cuore di ogni uomo e ci lascia le parole di Gesù da meditare con calma. I Vangeli non sono la cronaca della vita di Gesù, ma sono il Buon Annunzio (Eu Anghelos in greco, da cui Vangelo) del Suo messaggio che è un messaggio di salvezza. Sono quattro, ma dicono tutti le stesse cose, solo ognuno di loro in maniera diversa con la propria sensibilità e originalità maturata in ambienti e culture diverse.

sanlucaLuca 1:1 Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola, è parso bene anche a me, dopo essermi accuratamente informato di ogni cosa dall’origine, di scrivertene per ordine, illustre Teofilo, perché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti. Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

I tre uomini continuavano a parlare tra loro, la donna stava un po’ più indietro, ma ascoltava sempre attenta e ogni tanto interveniva per puntualizzare qualcosa. Il vecchio li guardava incuriosito, ogni tanto coglieva qualche brano di conversazione e gli era chiaro che parlavano con passione, non con animosità. Era come se stessero mettendo a punto un progetto più ampio di cui ciascuno di loro faceva parte. Arrivarono così poco distanti da lui e si fermarono per una breve sosta. Uno di loro portava uno zaino, lo appoggiò a terra e tirò fuori una bottiglia di the con alcuni bicchieri, stavano per bere quando si accorsero del vecchio, la donna gli si avvicinò porgendogli un bicchiere: – Buongiorno, vi va un bicchiere di the?

- Grazie mille, il the non si rifiuta mai. Non ho potuto fare a meno di sentirvi discutere appassionatamente

- Ha ragione – rispose la ragazza porgendogli il bicchiere e poi versandogli il the – domani dobbiamo tenere una serie di seminari sulla storia romana e così ci stiamo organizzando il lavoro

- Sembra molto interessante, di cosa parlerete esattamente?

- La materia è molto vasta così abbiamo deciso di suddividercela accuratamente a seconda di chi verrà ad ascoltarci. Matteo, che è quel ragazzo biondo laggiù, parlerà a un gruppo di ragazzi inglesi e francesi e si concentrerà sull’espansione di Roma in quei territori; Marco, che è il più alto dei tre, ha invece una platea di studiosi romani, quindi si concentrerà sull’organizzazione della città; Luca parlerà a un gruppo di docenti orientali e affronterà il tema dei contatti tra il mondo orientale e quello romano; infine io farò una sintesi generale di ciò che l’impero romano ha rappresentato per la sua epoca storica

- In effetti non è facile spiegare a qualcuno un qualsiasi argomento, ma credo sia anche molto gratificante

- Indubbiamente, se fatto bene lo è molto. Ma il segreto è sempre quello di avere presente a chi stai parlando, in modo da presentargli principalmente quegli aspetti che lo possono interessare maggiormente

- Ma in questo modo non si rischia di tralasciare qualcosa di importante o di falsare le notizie che si riportano? – il vecchio sembrava già sapere la risposta.

- No, anzi. Interessare all’argomento il proprio uditorio è il primo obiettivo di qualunque relatore abbia un messaggio che vuole sia ascoltato. Poi l’uditore interessato cercherà da solo le nozioni per completare ciò che ha appreso. In questo modo se ne stimola la curiosità, capisce?

- Perfettamente. A proposito, non mi ha detto il suo nome…

- Ha ragione, che maleducata, mi scusi, io mi chiamo Giovanna

- E’ un bel nome– sorrise il vecchio – Grazie molte per il the, ma penso che debba andare – e così dicendo indicò il gruppo di ragazzi poco lontano che la stavano richiamando.

- Ha ragione, mi scusi. E’ stato un piacere parlare con lei – la ragazzo salutò e raggiunse i suoi amici.

- Anche per me – rispose il saggio sorridendo. Guardò il gruppo allontanarsi continuando a parlare tra di loro e poi tornò a fissare il crocevia.

Tag: , , , , , , , , , , ,

17 Risposte to “Quanti sono i Vangeli?”

  1. Alberto Says:

    E’ davvero un bell’articolo, andrebbe diffuso per far luce su di chi ha confusioni identificative dei Vangeli (anche se laureati). Molti ritengono essere tre, ponendo S. Giovanni al di fuori del contesto dei quattro.

    • Davide Galati Says:

      Grazie del tuo commento Alberto. Sono contento se quello che scrivo può essere utile sia a chi crede che a chi magari è lontano dalla fede. Per la diffusione siamo un po’ tutti responsabili, se chi legge questo blog pensa chegli articoli siano validi, interessanti e/o utili può diffonderli come meglio crede, è sufficiente che citi la fonte e se magari mi avvisa, mi fa piacere. Grazie di nuovo, ma sopratutto grazie al Signore.

  2. antonio Says:

    vorrei un tuo parere su questo sito che parla del vangelo,chiamando Gesù,Yah’u’shua.

    • Davide Galati Says:

      Antonio darò un’occhiata al sito con calma, in settimana, e poi ti rispondo privatamente, va bene? O preferisci una risposta pubblica?

  3. gianni Says:

    io volevo sapere una cosa ho sentito dire in una discussione che forse c’è un tredicesimo vangelo ma che il contenuto non e stato mai svelato ma e vero o è una bufala grazie.

    • Davide Galati Says:

      Sinceramente, così mi sembra tanto una bufala. I Vangeli canonici sono solo quattro, i vangeli apocrifi sono molti di più (ora non ricordo quanti esattamente), ma sono tutti facilmente reperibili in una qualunque libreria cattolica o no (Einaudi ne ha fatto un’ottima edizione). Se tu avessi maggiori informazioni magari potremmo cercare di capire di più.

  4. gianni Says:

    be allora provo ad informarmi meglio e ti faccio sapere grazie per la risposta

  5. mikahel369 Says:

    Se si crede in Dio si crede anche nel suo oppositore, quindi si deve poter accettare l’idea che i vangeli possano essere stati viziati. Non intendo per forza di cosa falsificati, ma anche soltanto tradotti male e interpretati.. con l’aiuto del satanasso si intende!

    Detto questo, io sono convinto che molto dei 4 Vangeli sia vero, ma temo che alcune parti siano state distorte più o meno consapevolmente ed alcune siano mancanti. Di fatto noto una cosa molto curiosa, un vangelo molto importante di cui non si parla MAI, ma di cui la Bibbia nel testo antico ha tratto molto, e’ il Vangelo dell’apostolo Barnaba. L’unico, assieme a Giuda Iscariota, che sapesse scrivere e leggere (tra l’altro in 3 lingue se non erro).

    Ora on voglio passare ad ardite conclusioni, anche se lo ammetto, io preferisco pensare che non sia vero che Gesù e finito in croce, ma bensì come dice Barnaba ci e’ finito Giuda, comunque quello che mi interessa dire e’ che a me pare un po pretenzioso il diritto di dire quali sono i Vangeli che i cristiani devono seguire e quali no.
    Ma tant’è Dio ci ha concesso il libero arbitrio, quindi i cattolici sono liberi di seguire quel che credono!
    Saluti, Mikahel.

    • Davide Galati Says:

      Ciao Mikahel, finalmente trovo un po’ di tempo per rispondere a questo tuo commento. I Cattolici credono nell’esistenza del diavolo (colui che divide) questo è indubbio. Riguardo il motivo per cui la Chiesa ha scelto solo e proprio quei 4 vangeli e non altri è dato da una serie di motivi che mi sembra di aver illustrato, brevemente, ma chiaramente nell’articolo. Se non ti trovi d’accordo possiamo discuterne. Oltretutto c’è un motivo di fede che garantisce l’autenticità di questi 4 Vangeli per chi crede e questo motivo è dato dalla Chiesa Cattolica, ma c’è anche un motivo storico. la terza ricerca storica su Gesù ha individuato quattro criteri storici per valutare se un testo è storicamente attendibile o meno. Questi quattro criteri sono:
      1) Criterio di discontinuità ovvero quello che ci viene detto di Gesù è in netta rottura con l’ambiente del tempo;
      2) Criterio di conformità ovvero il linguaggio, gli sui e i costumi che appaiono nel racconto evangelico sono conformi a quelli dell’epoca storica in cui si svolge;
      3) Criterio dell’imbarazzo molto di quello che viene attestato nei Vangeli crea imbarazzo in chi lo attesta, quindi perché rischiare anche la vita se non fosse vero?
      4) Criterio dell’attestazione multipla ovvero fatti che sono attestati da più testi, in questo caso da più Vanegli, raccontati in modo diverso perché chi li racconta sono narratori diversi, ma essenzialmente si tratta dello stesso fatto
      Da un punto di vista storico questi criteri ci danno una buona sicurezza sull’attendibilità storica dei Vangeli, nessuno degli apocrifi, se non forse il Vangelo di Tommaso (che però è solo una raccolta di detti) riesce a superare questi quattro criteri.
      Riguardo il Vangelo di Barnaba noi sappiamo che è del XIV secolo, se invece ti riferisci agli Atti di Barnaba ne troviamo traccia già nel V secolo, ma sono due testi, entrambi apocrifi, ma molto diversi. Da dove prendi invece la notizia che solo Barnaba e Giuda Iscariota sapessero leggere e scrivere ammetto di ignorarlo.
      In ogni caso se ragionassimo per assurdo e Cristo non fosse morto in croce, non ci sarebbe stata neanche la resurrezione e, come dice San Paolo (ma è talmente ovvio anche senza scomodare lui) vana sarebbe la nostra fede.
      Naturalmente ognuno è libero di seguire ciò che meglio crede, però esistono dei dati storici, non di fede, che non possiamo ignorare.
      Ciao Mikahel (un nome importante) e grazie del tuo intervento.

      • Mikahel369 Says:

        In effetti mi sono fatto prendere un po troppo dall’entusiasmo nel definire che solo Barnaba e Giuda sapessero leggere e scrivere, non ne ho le prove e comunque poco importa, non era questo il punto.

        Per quanto riguarda la fede, be’ ti posso dire che non ho mai letto la Bibbia, la Torah, ne il Corano,, eppure nutro fede in cio’ che conosco. E forse e’ questo il punto, non bisogna aver fede in cio’ che non si conosce.
        Se un giorno qualcuno ti provasse che Cristo non e’ morto, perche’ mai la tua fede dovrebbe crollare? Risiede forse la tua fede in un libro, per quanto importante?

        Da bambino e ancor più dopo ho sempre detto, non mi interessa chi ha detto ‘porgi l’altra guancia’, lo potrebbe aver detto anche Hitler per quanto mi riguarda, ma sento che e’ qualcosa di buono, quindi non mi interessa la fonte.

        La ricerca non deve sostituire l’oggetto della stessa, il libro non può rappresentare la verita’, ma solo ciò che si sente vero rappresenta la verita’.
        Quindi, ben vengano i 4 vangeli, ma chiudersi ad essi vuol dire non cercare. Ci sono altri Vangeli, bene perche’ la chiesa non dice prendete cio’ che piu sentite vero, perche’ il messaggio che lascia e’ di chiusura della libertà di ricerca?

        Dio creando l’uomo lo ha dotato del libero arbitrio, se qualcuno ti dice che quel Vangelo e’ apocrifo (sotto intendendo che non lo devi considerare) si frappone tra te e il tuo libero arbitrio, ma soprattutto si frappone alla volontà di chi il libero arbitrio lo ha creato.

        Continua a cercare, ma stavolta dentro di te, questo e’ il mio messaggio, Mikahel.

        • Davide Galati Says:

          La fede è sempre un salto nel buio, cioè un salto verso qualcosa che non si conosce, se si conoscesse non potremmo parlare di fede. Naturalmente però prima di fare un salto nel buio c’è una parte che conosco e che mi permette di decidere di fidarmi e fare perciò questo salto.
          La mia fede in Cristo non è un approvare le sue frasi, ma un credere nella sua incarnazione, morte e resurrezione. Se venisse provato che Cristo non è morto, tutta la mia fede sarebbe vana, dal momento che il suo sacrificio in croce è fondamentale per ciò in cui io credo.
          Naturalmente chiunque può dire delle cose che approviamo o fare delle cose che approviamo, questo però non significa che poi si approvi, in toto, quella persona.
          Personalmente credo che ci sia una verità e che questa, spesso, non sia quello che si sente perché il sentire è troppo ondivago e legato al momento che si vive (se ho mal di pancia sarò meno bendisposto di quando sto bene a sentire la presenza di una divinità). Credo che la Verità si raggiunga nella vita di ogni giorno, di fondo credo che la Verità sia Cristo e Cristo ha camminato con noi, ha gioito con noi, ma sopratutto ha sofferto come, con e per noi. Credo che la sofferenza sia il luogo dove si incontra la Verità, questo non vuol dire che vada ricercata la sofferenza, ma che quando soffriamo e nella vita soffriamo comunque tutti è lì che abbiamo l’occasione di incontrare la Verità.
          Se ognuno di noi prendesse, da ogni testo, quello che più sente vero non avremmo la Verità, ma un continuo vagare di emozioni, piaceri, sensazioni… cose belle per carità, ma pericolose se diventano ciò che non sono, cioè verità.

          • mikahel369 Says:

            Replico senza pensarci, come cuore mi comanda:

            tu dici: “Se ognuno di noi prendesse, da ogni testo, quello che più sente vero non avremmo la Verità”, da cui deduco che non segui uno degli insegnamenti fondamentali di Gesu’, ovvero l’Umilta’. Attribuisci ad i tuoi testi la verita’, tutti gli altri sono dunque falsi (o meno veri).

            Ma ancora una volta non mi voglio soffermare sul testo, ma sui concetti da te espressi.
            Dici che la fede e’ un salto nel buio, ma anche i fondamentalisti ed i Kamikaze saltano nel buio, a loro promettono cose di cui loro sono costretti a fidarsi. Non bisognerebbe mai aver fede senza aver capito e visto, magari vedrai una goccia di una goccia del creato di Dio, ma bisogna vedere prima di aver fede.

            Tu quindi non dovresti definirti Cristiano, ma “Bibbianico” (passami il termine). In effetti che Gesu’ sia morto o meno sulla croce ha poca importanza, in quanto il messaggio e’ medesimo, ma se non e’ importante il messaggio ma l’azione allora per credere dobbiamo pretendere le prove… ordunque dove sono le prove?

            Per inciso, Gesu’ Cristo non e’ la verita’, lui e’ uno dei messaggeri della verita’, una grande messaggero, come non innamorarsi di uno come lui, e delle sue parole di pace. Ma sembra che tu dimentichi tutti gli altri profeti che prima di lui e dopo hanno camminato sulla terra per avvisarci dei nostri modi di fare e di essere.

            Inoltre, per carita’, no confondiamo emozioni con verita’, se per avere la verita’ bisogna soffrire allora siamo oggi nel mondo giusto, quindi perche’ Gesu’ chiedeva a noi tutti la pace e benessere?

            Caro Davide, dalla lentezza delle tue risposte evinco che sei una persona controllata e tendente all’uso dell’intelletto, cosi non si scopre la verita’ ma si tenta di calcolarla, inquadrarla con la mente e non con il cuore che per inciso e’ il messaggio contrario lasciato da Gesu’.
            Un saluto, Mikahel.

            • Davide Galati Says:

              Mikahel il motivo per cui rispondo con lentezza, è molto semplice e mi sembrava di averlo già espresso: ho due bambini di poco più di quattro mesi. Quindi o non hai mai avuto bambini o ti sei dimenticato quanto tempo e attenzioni e cure richiedono. Venendo allo specifico di quello che scrivi non capisco in base a quale logica affermi: “tu dici: “Se ognuno di noi prendesse, da ogni testo, quello che più sente vero non avremmo la Verità”, da cui deduco che non segui uno degli insegnamenti fondamentali di Gesu’, ovvero l’Umilta’. Attribuisci ad i tuoi testi la verita’, tutti gli altri sono dunque falsi (o meno veri).”. La mia affermazione è del tutto generale, si riferisce a ogni testo e da nessuna parte io affermo che i miei testi (quali poi?) siano veri e gli altri falsi. Oltretutto, personalmente, cerco di evitare ogni giudizio sulle persone che conosco o con cui mi confronto. Difficile dire veramente come uno viva l’umiltà o la superbia o l’arroganza e così via… giudicare un’altra persona trovo che sia sempre estremamente pericoloso.
              Ribadisco che la fede è, comunque, un salto nel buio e al riguardo ho scritto un post in questo blog, magari prova a cercarlo. Aggiungo che anche i fondamentalisti e i kamikaze hanno fede, se poi il modo in cui concretizzano questa fede sia giusto questo è un altro discorso. Personalmente sono convinto che sia profondamente errato proprio per i frutti che produce.
              Il messaggio di Gesù non è lo stesso se Egli è morto o no sulla croce, cambia radicalmente. La morte in croce di Cristo, significa che io, tu, chiunque di noi, vale il sangue di Dio. Se togliamo la morte in croce tutto questo decade, così come decade poi la resurrezione che è invece alla base della fede cristiana.
              Se per credere pretendi delle prove allora tu non crederai mai. La fede non ha bisogno di prove, la scienza ha bisogno di prove.
              Per chi crede in Cristo è Cristo stesso che dice: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gv. 14:6).
              Non dimentico gli altri profeti, né quelli della tradizione giudaico-cristiana né quelli al di fuori di questa tradizione, ma Gesù è proprio al di là di tutti loro, qualcosa di completamente nuovo che non ci avvisa o ci reguardisce sui nostri modi di fare, ma che muore per noi, che ci dà il senso del valore della nostra vita: il Sangue di Dio.
              Non ho detto che per avere la verità bisogna soffrire e questo mondo non ha più sofferenza di uno qualunque dei mondi passati. Ho detto che è ella sofferenza, molto spesso, che si incontra la Verità (solo un esempio banale, la verità dell’amicizia di qualcuno la vedi nella difficoltà, non quando tutto va bene). Gesù voleva e vuole per noi la pace, ma sa anche che viviamo in un mondo in cui esiste la sofferenza e in questa sofferenza ci sta accanto, ogni giorno.

  6. mikahel369 Says:

    Davide, nei precedenti commenti avevi esposto come solo i 4 vangeli si possono definire autentici (o meglio accettabili per tutta una serie di motivi), quindi la tua successiva affermazione mi sembrava orientata a screditare gli altri testi, non e’ un giudizio su di te, ma un interpretazione (che mi sembrava corretta). Felice di sapere che consideri anche i Vangeli apocrifi o altro.

    Io ti ribadisco che la fede e’ un salto nel buio quando NON si vede e non si capisce ed e’ per questo che sono nate le religioni, per insegnare e ricordare chi siamo e le pratiche (come il rosario) servono ad aprire la mente (non in senso metaforico… ma questo la chiesa d’oggi non lo ricorda più).

    Ma di certo non si puo insegnare da un trono d’oro, quello papale, non si puo’ avere credito dal massimo del LUSSO, Gesu’ entro a Gerusalemme da Re, ma con un asino! E costui e’ chi dice cosa deve essere interpretato come autentico o apocrifo da milioni e milioni di cattolici.

    Se si aprono gli occhi non c’e’ bisogno del salto nel buio e per farlo (ecco il perché della mia prima risposta) bisogna staccarsi dallo studio e dalla accettazione passiva ed idolatrica dei testi antichi (soprattutto dai vangeli, visto che sono stati riscritti e tradotti più volte).

    La morte o meno di Gesù non cambia nulla, io te o chiunque altro valiamo il sangue di Dio, perché dovrebbe aver creato un unico figlio meritevole di lui, concettualmente e logicamente questo non regge! Siamo tutti fratelli, quindi Gesu’ e’ nostro fratello, non nostro Padre, e nostro Padre in realta’ si e’ fatto figlio per nostro mezzo (noi siamo figli e saremo padri di nostro padre).

    AAffermi che Gesu e’ aldila di tutti precedenti profeti, bene (non credo ma ok), che mi dice di Mohammed? Quanto ne sai?

    Non regge Davide… ma qui mi fermo per quanto riguarda questo post, ti lascio riflettere, non aggiungo più una parola a quanto detto, perché ho detto anche troppo, il mio messaggio rimane sempre lo stesso.
    Ti lascio ad i tuoi figli ed i testi egizi.
    saluti, Mikahel.

    • Davide Galati Says:

      Mi dispiace, probabilmente non riesco a spiegarmi bene o forse siamo su posizioni così distanti che è difficile capirsi o magari è colpa del mezzo Internet che ha molti pregi, ma non sempre quello della chiarezza. Sono un cristiano cattolico, di conseguenza, ritengo “Parola di Dio”, solo i 4 Vangeli canonici. Questo vuol dire che in tutti gli altri testi, compresi i vangeli apocrifi, ci sono solo falsità? No, assolutamente, questo non l’ho mai affermato io, né lo ha mai affermato la Chiesa (tant’è vero che alcune delle notizie che la tradizione cattolica ha arrivano direttamente dai vangeli apocrifi, come per esempio i nomi dei genitori di Maria o dei re Magi) . Sono anche uno storico quindi conosco le vicissitudini dei Vangeli canonici e quelle dei vangeli apocrifi e il loro valore storico (al riguardo ti avevo esemplificato uno schema, ma mi sembra che tu non lo abbia tenuto in grande considerazione). Sul resto ho poco da dire, mi sembra che siamo su posizioni così diverse che sia impossibile comprendersi, non considero Cristo l’unico figlio meritevole di Lui creato dal Padre, ma il Figlio unigenito generato dal Padre. Perché? Perché Dio non è altro che Amore e l’Amore si esplica solo in una relazione, ecco il senso profondo della Trinità: relazione d’Amore.
      Il tuo messaggio, per quello che posso capire, mi sembra, sinceramente, un po’ fumoso, questo però non vuole essere un giudizio, ma è semplicemente un’impressione personale.
      Credo nel Dio di Gesù Cristo perché l’ho incontrato concretamente nella mia vita e lo incontro nella mia vita quotidiana. Questo incontro ha illuminato di senso tutto quell’apparato dottrinale che prima non riuscivo a comprendere, da qui poi è nata l’esigenza di creare questo sito, per condividere questa scoperta. Quindi posso capire le difficoltà di comprendere una fede, come quella cattolica, senza aver fatto l’incontro con Gesù, ma Lui è sempre lì che bussa alla porta del cuore di ognuno se solo gli apriamo e gli permettiamo di entrare.
      Ti saluto Mikahel.
      D.

  7. Vanni Callegari Says:

    Cari ragazzi, ci sono molte cose che non si sanno su Gesù o meglio Sananda (chiamato così a livello Universale).I misteri sui chiodi, sui pezzi di legno della croce, sulla sindone, son tutti una bufala perchè dopo che Gesù è stato tolto dalla croce, tutto è stato rigorosamente bruciato. Non si voleva lasciare traccia della crocifissione. Non intendo mettere a ferro e a fuoco la tua fede caro Davide, ma la verità storica non è quella che tu dici anche se in buona fede. Personalmente sto preparando un libro che parla degli Esseri di Luce, che presenterò anche nel sito – In verità vi dico -. dove si parla di Gesù, delle guide spirituali e degli Esseri di Luce appunto. Ci sono molte cose che la Chiesa ha tenuto nascosto, ma è il momento di scoperchiare (usando un moderno messagio di Cristo) molte cose. Potrei continuare e rivelarti alcune di queste verità nascoste, ma preferisco chiederti se credi nella Reincarnazione perchè tutto parte da questo modo di concepire la propria esistenza. In fede Un messaggero di Luce

    • Davide Galati Says:

      Ciao Vanni, grazie per aver scritto. Non preoccuparti di mettere a ferro e fuoco la mia fede o quella di alcun altro, non c’é alcun problema. Se hai qualcosa di storicamente valido e interessante sui Vangeli o Gesú puoi benissimo farlo citando naturalmente le fonti. Altrimenti si tratta di opinioni tue personali, rispettabilissime, ma sempre opinioni (e ognuno ha le sue). Conosco la teoria che vorrebbe Gesú come Sananda ed é l’ennesima bufala, ma magari appena ho tempo né parleró approfonditamente nella sezione apologia di questo sito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 74 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: