Perchè preghiamo Maria?


Si potrebbero scrivere centinaia di pagine su Maria, e molte di più sono state scritte, inoltre esiste una branca della Teologia, la Mariologia, che si occupa solo di Maria. Qui ci limiteremo ad alcune considerazioni generali per cercare di capire, nella maniera più semplice e chiara possibile perché Maria è così venerata all’interno della Chiesa. Tutto ciò che, in precedenza, è stato detto sui santi vale anche per Maria. Quindi Maria è modello da seguire, è nostra avvocata, patrona, e intercede per noi, è sempre venerata, mai adorata. In Maria però la santità si esprime a un livello superiore rispetto a tutti gli altri santi. Questo perché Maria ha accettato di portare nel suo grembo Gesù, il Figlio di Dio, il Dio fattosi uomo per la nostra salvezza e accettando questo ruolo ha cooperato attivamente alla realizzazione del mistero della nostra salvezza e per questo Dio la ricolmata di doni. “Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te…” la saluta l’arcangelo (Luca 1,28). Ci indica, con l’esempio e le parole, come dobbiamo disporci nei confronti di Dio: “Fate quello che vi dirà” (Giovanni 2,5). Segue silenziosamente il Figlio nella predicazione, fino al grande silenzio sotto la croce, quando l’intera Chiesa nascente viene affidata a lei (Giovanni 19, 25-27). E’ poi presente, con i discepoli, quando la comunità di raccoglie dopo la morte e inizia l’attività missionaria della Chiesa (Atti 1,14). Quindi non a caso Maria viene chiamata santissima, perché in lei si ha una santità di un grado maggiore di quella di qualunque altro santo. I suoi meriti in vita sono così grandi e così grande è stato il suo amore per il Figlio che lei è la nostra migliore avvocata e le sue intercessioni sono sempre fonte sicura di grazia. Spesso Maria è raffigurata con in braccio Gesù Bambino, non è solo la rappresentazione, molto intima e umana, di una madre con il figlio, ma è soprattutto l’ostensione di Gesù da parte di Maria. Maria ci mostra il Bambino, il Figlio di Dio, perché illumini, con la sua luce, la nostra vita. Molti sono i titoli attribuiti a Maria e indicano le grandi virtù che la contraddistinguono e il suo rapporto, così stretto, col Signore. Ad esempio viene chiamata Arca della Nuova Alleanza perché come l’Arca dell’Alleanza conteneva le Tavole della Legge, simbolo dell’alleanza tra Dio e il suo popolo, così lei ha portato in grembo Cristo, simbolo della nuova alleanza tra Dio e il suo popolo. Il di Maria al piano di Dio è totale, completo e se abbiamo mai sentito la voce di Dio nella nostra vita, il suono della sua chiamata, sappiamo bene quanto sia difficile da pronunciare. Cerchiamo sempre di rimandare, di trovare un compromesso che non ci costi troppa fatica oppure ignoriamo tutto, il Sì di Maria invece è stato totale e incondizionato. Un Sì che portava con sé tante dolore e tante rinunce, ma un Sì che si è fidato totalmente di Dio. Anche per Maria vale il rischio che si è detto per i santi, la devozione mariana ha senso ed è corretta solo se è un mezzo per arrivare a quel Gesù Bambino che Maria ci mostra di continuo, se così non è allora siamo in errore, ma affinché ciò non accada vigilano sempre i vescovi, i sacerdoti e non ultimi tutti i fedeli.

Luca 1:26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

La ragazza arrivò camminando lentamente, aveva lo sguardo che sembrava concentrato su pensieri profondi, ma ogni tanto si lasciava distrarre dalla bellezza della giornata e le scappava un sorriso benché amaro. Alla fine si sedette poco distante dal vecchio saggio, le gambe tirate al petto e le braccia attorno quasi a proteggersi il più possibile. Rimase così a guardarsi intorno, finché, a un certo punto, iniziò a singhiozzare. Il vecchio attese un po’, poi chiese: – Che succede? Qualcosa non va? Volete parlarne?

La ragazza si voltò verso di lui come se lo vedesse per la prima volta e lo fissò senza rispondere, ma il vecchio non aveva fretta e non andava da nessuna parte.

– Sono in cinta… – disse a denti stretti a un certo punto la ragazza e poi nascose il volto tra le braccia.

– Mi sembra una notizia per cui sorridere non piangere…

La ragazza sollevò la testa e guardò il vecchio per essere sicura che non la stesse prendendo in giro: – Non c’è nulla per cui sorridere invece, questa situazione non era né prevista né desiderata

– Capisco… però adesso c’è, cosa pensi di fare?

– Già.. questo è il vero problema, cosa penso di fare… ah, se solo fosse così facile…

– Beh alla fine non è neanche così difficile, si tratta semplicemente di dire un sì o un no

– Semplicemente? – la ragazza lasciò andare le gambe e fissò in volto il vecchio – Semplicemente? – ripeté con più forza – La mia vita può cambiare del tutto in modi che non avevo previsto e che sto ancora cercando di capire e lei dice: semplicemente?

– Sì, semplicemente… – il vecchio sorrise – Perdonami se ti sembro maleducato, ma io continuo a credere che non ci sia nulla per cui piangere. E’ vero forse non aspettavi di rimanere in cinta e allora? Puoi scegliere di dire sì e accogliere la vita dentro di te come un dono e scoprire giorno per giorno cosa ti regalerà oppure dire no e rifiutarla

– Non è così semplice…

– Invece sì, non sei riuscita a prevedere che saresti rimasta in cinta e ora vuoi prevedere quale sarà la tua vita se farai una scelta o l’altra? Questa mi sembra una gran perdita di tempo oltre che una grande arroganza

La ragazza tacque, non era arrabbiata, ma sembrava stesse riflettendo su quello che le era stato detto: – Forse è davvero così semplice… e una parte di me vorrebbe davvero, di cuore, dire sì, ma la realtà è che ho paura e se dico no la paura se ne andrà e tutto tornerà come prima…

– Su questo sono d’accordo con te, dire sì fa paura per tanti motivi non ultimo l’ignoranza di ciò che ci aspetta, mentre il no è allettante perché sembra che tutto torni com’era prima. Ma nulla sarà mai come prima, anche se dirai di no…

– Davvero? – gli occhi della ragazza erano imploranti.

– Non devi credere a me, ma solo pensare. Pensi davvero che il ricordo di ciò che stai vivendo scomparirà? Pensi che la forza che ti sta squassando dentro si ritiri per sempre? Non ti chiederai mai a cosa hai rinunciato?

La ragazza rimase in silenzio per molto tempo, continuava a guardarsi intorno, ma senza dire nulla. Il vecchio non contava il tempo, ma a un certo punto lei si alzò e lo salutò: – Non ho ancora deciso, non è facile, per nulla, ma vi ringrazio per le vostre parole

Il vecchio sorrise e la guardò allontanarsi, poi mormorò tra sé e sé: – Dire sì non è mai facile… mai… – poi tornò a fissare il crocevia.

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Una Risposta to “Perchè preghiamo Maria?”

  1. Giangius Says:

    ” Il Sì di Maria al piano di Dio è totale, completo e se
    abbiamo mai sentito la voce di Dio nella nostra vita, il suono
    della sua chiamata, sappiamo bene quanto sia difficile da
    pronunciare” questa frase mi ha ricordato una beata: Chiara Luce
    Badano. Che ho scoperto di recente. Maria era certamente giovane
    quando ha scelto la strada che l’ha avvicinata al Signore e l’ha
    dimostrato nella sua vita. Per confronto però, Chiara Luce, si è
    innalzata così tanto da diventare una “sposa” alla sua giovane fine
    (ma sicuramente è riuscita a dare un inizio a qualcosa di immenso
    che la aspettava, subito).

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