Il culto dei santi rende il cattolicesimo una religione politeista?


Questa è un’obiezione che nasce solo dall’ignoranza. Infatti il culto che i fedeli hanno verso i santi è solo di venerazione, mai di adorazione e le preghiere a loro rivolte sono sempre di intercessione. I santi non hanno alcun potere loro proprio, ciò che fanno lo fanno solo per concessione di Dio. Loro sono intercessori, avvocati, difensori degli uomini, non altro. In un sistema politeistico esiste una gerarchia tra le divinità e ognuna di esse è responsabile di un dato aspetto della vita. Pensiamo ad esempio agli dei dell’Olimpo greco, Ares era il dio della guerra, Afrodite dell’amore, Atena della saggezza e così via. Quindi se si voleva che una certa impresa avesse un lieto fine bisognava pregare la divinità appropriata che poteva intervenire direttamente. La preghiera al santo, nel cattolicesimo, ha invece tutta un’altra funzione, il santo non può intervenire direttamente, ma intercede presso Dio, grazie ai suoi grandi meriti in vita e ai suoi pochi peccati, affinché la preghiera venga esaudita. Molti santi sono associati a professioni, a situazioni o a luoghi e vengono definiti Santi Patroni. Il termine patrono non significa signore, bensì difensore, persona influente che sostiene un’iniziativa e nella antica Roma indicava il cittadino influente che tutelava gli interessi dei clienti, degli schiavi liberati e a volte di intere comunità straniere. E’ chiaro quindi come i santi non sono divinità, bensì fratelli che non ci abbandonano mai e sono sempre al nostro fianco. Può capitare, soprattutto in alcuni casi particolari, che la devozione e la pietà popolari sfocino in forme scorrette di venerazione o che l’ignoranza porti a pensare ai santi in maniera non corretta, ma questa non è la dottrina della Chiesa Cattolica ed è compito dei vescovi, dei sacerdoti, dei consacrati e di tutti i fedeli aiutare a far sì che gli errori siano corretti, anche se in buona fede.

Genesi 18:22 Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore. Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: «Davvero sterminerai il giusto con l’empio? Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Lungi da te il far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?». Rispose il Signore: «Se a Sòdoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città». Abramo riprese e disse: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere… Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?». Rispose: «Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque». Abramo riprese ancora a parlargli e disse: «Forse là se ne troveranno quaranta». Rispose: «Non lo farò, per riguardo a quei quaranta». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta». Rispose: «Non lo farò, se ve ne troverò trenta». Riprese: «Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei venti». Riprese: «Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci». Rispose: «Non la distruggerò per riguardo a quei dieci». Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il ragazzo arrivò al crocevia pensieroso, le mani in tasca, lo sguardo puntato verso il basso. proseguì per un po’, poi si fermò e si guardò intorno lentamente. I suoi occhi incrociarono quelli del vecchio, erano smarriti. Nessuno dei due disse nulla. Passò del tempo, lui non si muoveva, poi si avvicinò lentamente. Si chinò e si sedette accanto al vecchio.

– Sembri pensieroso… – disse il saggio.

– Già…- rimase in silenzio, poi aggiunse – …oggi stavo riflettendo sulla mia religione e ci sono alcune cose che mi sembrano proprio sbagliate

– Ad esempio?

– I santi, la gente si comporta con essi come fossero delle divinità e ci sono santi protettori di ogni cosa, pensi che ho scoperta che c’è anche una santa patrona delle cose impossibili…

– Mi sembra che sia Santa Rita

– Sì, esatto, conosce anche lei i santi? Quindi è cattolico?

– Non è necessario essere cattolici per conoscere i santi – sorrise il vecchio eludendo la domanda.

– No, immagino di no…

– Cos’è ti turba così? Da quel che ne so i santi dovrebbero portare pace e armonia, non turbamento

– Avete ragione, ma mi sembra che la mia religione, il cattolicesimo non sia quello che credevo… e figure dei santi sembrano oscurare quella di Dio… mi sembra di essere caduto in un politeismo che non capisco, e che è molto diverso da quello che pensavo…

– Hai provato a parlarne con un sacerdote?

Il ragazzo rimase un po’ perplesso, poi rispose: – No, a dire il vero… ero talmente turbato e ho iniziato a vagare pensando, finché non sono arrivato qui e vi ho visto…

– Appena ne hai l’occasione allora parlane con un sacerdote. Se la tua fede è quella, ogni volta che hai dei dubbi cerca un uomo che ha consacrato a Dio la sua vita per sentire la sua risposta

– E se la risposta che mi darà non mi piacesse?

– Io me ne preoccuperei al momento, non certo adesso. E’ vero che anche i preti sono uomini e ogni uomo ha una sensibilità e un modo di esprimersi suo proprio, ma credo che sicuramente saprà almeno indicarti una direzione in cui orientare i tuoi pensieri e se ancora non sarai convinto allora cercane un altro e vedi cosa ti risponde

– Sì, penso che farò così… – rimase un po’ in silenzio, poi all’improvviso aggiunse – Ma voi cosa ne pensate dei santi?

-Io non sono un prete, non sono un uomo di Dio

– Ma non sono tutti gli uomini di Dio? Vi prego, mi interessa il vostro parere

– Beh, da quel che ricordo io il santo ha funzione di intercessione, oltre che essere un modello per gli uomini, è un po’ come se fosse l’avvocato degli uomini di fronte Dio. Ricordo una frase, a mio avviso molto bella e vera: mai difendere Dio di fronte agli uomini, Dio si difende da solo, ma sempre gli uomini di fronte a Dio

– Sì, bella… ma cosa ne pensate del culto che viene tributato ai santi? Non è come fossero altre divinità?

– Se non sbaglio i santi sono venerati, non adorati, adorato è solo Dio

– Venerazione… adorazione… l’unica differenza sta nelle parole, mi sembra un po’ un arrampicarsi sugli specchi…

– Ma sono parole differenti, con significati differenti, non c’è nessuno specchio su cui arrampicarsi…

– Mah… sinceramente non sono convinto… – il ragazzo si alzò.

– Voi avete una ragazza? – chiese il vecchio all’improvviso.

– Sì, ma non capisco cosa c’entra – il giovane si fermò.

– Preferite che vi dica che vi ama o che vi vuol bene?

– Che mi ama, naturalmente, che discorsi sono?

– Eppure sono solo parole che esprimono concetti simili, no?

Il ragazzo rimase a riflettere, poi sembrò rincuorasi ed esclamò: – Avete ragione, non ci avevo pensato, ero caduto nel tranello di leggere solo quello che volevo leggere. Grazie mi avete davvero illuminato – e sorridendo si allontanò per la strada da cui era arrivato.

Il vecchio lo guardò finché non sparì dalla vista, poi tornò a fissare il crocevia.

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