Che cos’è la violenza?


Tutto sommato questa può sembrare una domanda facile, ma in realtà ci sono diversi tipi di violenza, molti dei quali subdoli. Così se un’aggressione, sia con i pugni che con le armi, è facile da etichettare come violenza, le parole di qualcuno che ci sta vicino e che, di fatto, riescono a impedirci di fare ciò che desideriamo, costringendoci a ciò che lui desidera che noi facciamo, sono molto più difficili da individuare come violenza. Quindi dobbiamo trovare un tratto identificativo della violenza, quei segni comuni che ci permettono di capire se, nella situazione in cui ci troviamo, qualcuno ci sta facendo violenza o se, può capitare, noi stiamo facendo violenza a qualcuno. La violenza è sempre una prevaricazione della volontà altrui e abbiamo visto come la volontà sia strettamente legata alla libertà. Non vi può essere libertà se non vi è una una volontà libera, ecco perché la violenza è sempre una prevaricazione della libertà altrui. Ogni volta che noi sentiamo la nostra libertà prevaricata lo è anche la nostra volontà e in quel momento ci viene fatta violenza, lo stesso accade quando noi facciamo sì che la nostra volontà prevarichi quella altrui. Qui però è necessario fare molta attenzione sui termini e sui loro significati. Impedire a un bambino di fare una cosa che è per lui pericolosa e di cui, in quel momento, non ha gli strumenti per capire la pericolosità, non è violenza è attenzione e amore. Impedire a un uomo di fare una cosa che è per lui pericolosa è violenza, perché un uomo, parliamo nel caso di un essere umano sano, ha gli strumenti per decidere e capire ciò che fa. Questo non vuol dire che non si debba dire ciò che si pensa di ciò che fanno le persone a noi care, è ovvio che ci sono diversi livelli e ci sono anche modi diversi in cui dire le cose, ma finché si fanno solo presenti i propri stati d’animo e i motivi per cui si ritiene un comportamento sbagliato non c’è problema. Il problema sorge quando si gioca coi sensi di colpa altrui, quando, in un modo o nell’altro, si tenta di comprare l’altro, di metterlo nella situazione di dirigere la sua scelta e addirittura di scegliere per lui allora sì che è violenza. Il Signore ci ha dato la libertà, un grandissimo dono, e ogni comportamento che mira a negarlo è demoniaco; il Signore ci ha dato anche le sue leggi e ci ha illustrato le conseguenze del trasgredirle, ma al tempo stesso ci ha lasciati liberi di trasgredirle, non ci ha fatto alcuna violenza. Viene da sé che mi riferisco a relazioni e comportamenti personali, diversi sono i comportamenti all’interno di una società regolati da specifiche leggi che mirano o dovrebbero mirare a difendere i soggetti più deboli anche usando la giusta dose di violenza ovvero di coercizione della volontà dove la volontà dell’altro mira a fare del male a una terza persona.


2Samuele 22:3 il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio,
il mio scudo, il mio potente salvatore,
il mio alto rifugio, il mio asilo.
O mio salvatore, tu mi salvi dalla violenza!

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

L’uomo e la donna arrivarono litigando, non era la prima volta che il vecchio vedeva persone litigare, ma questa volta c’era qualcosa di più sgradevole del solito, una sensazione che non sapeva ancora definire allora li guardò con più attenzione. Potevano avere entrambi sui trent’anni, entrambi belli, ma quasi trasfigurati dall’ira e la rabbia che sembrava animarli. Lei continuava a parlare e gesticolava platealmente, lui taceva, ma il suo viso era carico di rabbia e ogni tanto esplodeva urlando e sollevando minaccioso le mani quasi volesse prenderla a schiaffi. Era evidente che erano marito e moglie, non solo per la fede al dito di entrambi, ma per la familiarità e la violenza con cui si parlavano. Ora erano a pochi metri da lui e poteva sentirli senza alcuna difficoltà, anzi era costretto a sentirli anche se non avesse voluto.

-… ecco tutto quello che sai fare, vero? Urlare e alzare le mani, dai avanti dammi uno schiaffo che così poi ti denuncio e la facciamo davvero finita… – lo incalzava lei.

– Lasciami in pace, per favore… – rispondeva lui trattenendosi.

– Sì, certo, tanto per te non esiste alcun problema… anzi quando c’è è questo il tuo modo di affrontarli, vero? Lasciarti in pace! Sei un buono a nulla…

– Taci!

– Oh sì devo sempre tacere, vero? Perché se no che fai? Ti metti a urlare come un animale? Tanto è l’unica cosa che sai fare…

– TACI! – urlò l’uomo e sollevò la mano per schiaffeggiarla

– Dai avanti! – lo incitò lei – Fai vedere l’animale che sei, fallo vedere a tutti – e in quel momento si voltò verso il vecchio quasi a cercare conferma alle sue parole, ma il vecchio non disse nulla né mutò la sua espressione.

L’uomo sembrò quasi arrossire quando si rese conto che non erano più soli, si voltò verso il vecchio e abbassando gli occhi cercò di scusarsi: – Mi dispiace, è che alle volte mi fa davvero perdere la pazienza, ma non volevo…

– Ah, – lo interruppe la donna – lo avete sentito? Urla, quasi mi mette le mani addosso e adesso sarebbe colpa mia, ma si rende conto? Guardi non so neanche perché l’ho sposato, è un incapace, un buono a nulla e con lui non si può neanche parlare, neanche ragionare, quando ci provo ecco come va a finire si mette a urlare e diventa violento. Per fortuna che poi se ne accorgono anche gli altri perché altrimenti possono davvero pensare che sia colpa mia. Per fortuna che lei era qui e lo ha visto e lo ha sentito, sembra una bestia, non un essere umano…

L’uomo fece per dire qualcosa, ma il vecchio fu più veloce: – Sì, ho visto e lei ha ragione ho visto molta violenza – l’uomo abbassò il capo e la donna invece sorrise – ma molta di più di quella che mi segnala lei

– Cosa intende? – chiese lei interrogativa.

– E’ vero ho sentito suo marito urlare e l’ho anche visto essere ad un passo dal colpirla. Questo è indubbiamente un comportamento violento e da evitare, ma ho visto altrettanta violenza, se non di più in lei signora

– In me? Cosa dice? Io cerco solo di ragionare e non vedo in che modo il mio comportamento possa essere violento

– Forse le sue intenzioni sono buone, ma non ho sentito nulla di buono nelle sue parole. Continuare a ricordare ciò che di sbagliato si è fatto nel passato, molte volte non serve da pungolo, ma solo da condanna

– Ma è giusto avere presente tutti gli errori del passato proprio per evitare di rifarli

– Averli presenti è un conto, usarli come un’arma è un altro. Si può arrivare ad uccidere qualcuno solo per ciò che ha già fatto non per ciò che fa

– Sì capisco… – la donna sembrava realmente turbata – forse lei ha anche ragione… forse esagero con le parole, ma è solo perché vorrei avere da lui una reazione diversa e invece ottengo solo questa… vorrei che parlassimo con calma e invece…

– Mi dispiace… – intervenne l’uomo -…io alle volte non ho proprio voglia di parlare, sono stanco del lavoro e vorrei solo riposare tra le tue braccia, ma tu non mi fai mai sentire accolto… c’è sempre qualcosa, un problema o altro di cui parlare…

– Ma non è così, anche a me piacerebbe avere più tempo per noi, ma alle volte ci sono delle cose che vanno fatte e non posso farle da sola, mi serve il tuo aiuto

– E io te lo darò, ma aspetta i miei tempi perché non sempre sono uguali ai tuoi

– Ecco – intervenne il vecchio – adesso sì che state parlando, è così difficile? – i due giovani sposi fecero no con la testa e il saggio proseguì – Ma sapete perché ora ci state riuscendo? Perché nelle vostre parole non c’è nulla che sia diretto ad attaccare l’altro, non c’è nulla di violento, ma c’è solo amore che non vuol dire che la pensate allo stesso modo o che avete le stesse esigenze o sensibilità, ma che vi sentite liberi di essere voi stessi perché siete accolti dall’altro. Non è poi così difficile vero? Anche perché è il motivo per cui vi siete sposati credo, ma forse lo avete un po’ dimenticato per strada

– Avete ragione… – ammise la donna – …non è poi così difficile

– Grazie, davvero. Adesso forse è meglio se torniamo a casa, abbiamo alcune cose di cui discutere – sorrise l’uomo, la moglie lo guardò e gli sorrise a sua volta. Salutarono di nuovo il vecchio poi tornarono per la strada da cui erano venuti.

Il saggio li guardò allontanarsi e poi tornò a fissare il crocevia

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