Perché i cristiani sono in diminuzione?


Sinceramente non so se sia vero, è vero però che questa è una cosa che si sente spesso in ambienti laici e anticlericali. Si parla citando anche statistiche, ma ho imparato a dubitare delle statistiche, perché la statistica pur essendo una scienza utilissima, ha due grandi difetti. Il primo è che i numeri su cui si basa sono interpretabili e l’interpretazione è sempre di parte, un bravo oratore può benissimo, in buona o cattiva fede, far dire a una serie di numeri tutto quello che vuole; il secondo motivo è che la statistica fa diventare la persona un numero e perde l’unicità e la particolarità dell’essere. Diventa difficile perciò credere che un’indagine statistica, da qualunque fonte prenda i dati, sia in grado di fotografare la realtà di ciò che vive l’animo umano, soprattutto in materia di fede che è un ambito estremamente personale. Poi io vedo intorno a me una continua ricerca di fede, vedo sempre più giovani recarsi in chiesa, partecipare all’adorazione eucaristica, alle preghiere comunitarie, vedo le grandi folle di Sidney e New York (solo per citare le ultime) quando il Papa si muove, vedo la difficoltà di trovare un posto libero a uno qualunque dei corsi tenuti dai francescani ad Assisi o in altri conventi in Italia. Fatta questa premessa che, forse, dimostra solo come uno sia “ciò che mangia”, ovvero frequentando maggiormente solo certi ambienti pensa che esistano solo quelle realtà (e questo vale per tutti, credenti e non) proviamo a ragionare come se fosse vero che i cristiani sono in diminuzione. Qualcuno potrebbe dire che se le cose stanno così è per lo scandalo che dà la Chiesa, ma in realtà la Chiesa è sempre stata questa e ha attraversato anche momenti peggiori, inoltre su quale sia questo presunto scandalo molto ci sarebbe da dire e da discutere. Eventualmente ci sono uomini di Chiesa che danno scandalo, ma questo non ha mai intaccato nulla del messaggio cristiano e se qualcuno permette che ciò accada nella sua vita allora è giusto così perché la sua fede era riposta sull’uomo e non su Cristo (e l’uomo, prima o poi chiunque esso sia, cade sempre). Qualcuno potrebbe dire invece che è perché la Chiesa propone cose che non stanno al passo coi tempi, ma anche questa sarebbe una falsità, nella migliori delle ipotesi nata dall’ignoranza. Infatti sarebbe sufficiente leggere il catechismo o qualcuno degli atti del Magistero per rendersi conto che centro della Chiesa è il rapporto dell’uomo con Dio e la dignità dell’essere umano, cose cioè che non possono mutare col tempo. Possono mutare i mezzi con i quali si esprimono, ma mai i fini, questi fini, universali ed eterni.

Secondo me, se davvero questo calo di credenti c’è, è dovuto solo dalla difficoltà intrinseca nell’essere cristiano. Al cristiano viene rivelato di essere egli, per primo, figlio di Dio, coerede di Cristo. Il cristiano scopre che l’uomo, qualunque uomo, vale il sangue di Dio e questa è una scoperta bellissima eppure tremenda allo stesso tempo. Bellissima perché rivela la grandezza dell’uomo in tutto il suo fulgore, rivela tutto l’amore di Dio per l’essere umano, ma terribile perché ci mette di fronte a una responsabilità altissima, umanamente impossibile da affrontare, però allo stesso tempo ci offre anche il continuo rapporto con Dio per poter, se lo vogliamo, vivere questa responsabilità all’insegna dell’amore. Un amore, verso il nostro fratello, che deve essere simile a quello di Cristo per l’umanità. E’ da qui che nascono tutte quelle che sembrano solo imposizioni vetuste, ma che invece sono solo il segno concreto dell’amore per l’altro, chiunque esso sia.

Essere cristiani è difficile, ma non impossibile perché non siamo lasciati da soli, ma sempre affiancati di Cristo. Quindi se anche i cristiani fossero pochi, non disperiamo, perché la forza della nostra fede sarà la testimonianza più vera e importante.

Luca 21:10 Allora disse loro: «Insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno grandi terremoti, e in vari luoghi pestilenze e carestie; vi saranno fenomeni spaventosi e grandi segni dal cielo.
Ma prima di tutte queste cose, vi metteranno le mani addosso e vi perseguiteranno consegnandovi alle sinagoghe, e mettendovi in prigione, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.
Ma ciò vi darà occasione di rendere testimonianza.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

– Mi scusi, posso farle qualche domanda? –

Il vecchio alzò il viso e vide un giovane che lo fissava a pochi passi, con un sorriso smagliante, una cartellina e una matita in mano.

– Lavoro per la Praxa, – proseguì il giovane scambiando la calma del vecchio per indecisione – un’importante società che si occupa di indagini statistiche. Stiamo realizzando un sondaggio sulla fede e le religioni, le assicuro che non le ruberò più di un quarto d’ora al massimo

– Che peccato… – esordì il vecchio mentre il ragazzo sembrò vacillare smarrito nella sua sicurezza.

– Cosa intende?

– Peccato che tu abbia solo qualche minuto per parlare di fede e religione, sono argomenti belli, ma difficili, interessanti, ma complessi…. ci vorrebbe molto più tempo e io non ho fretta…

– Ah, capisco, ha ragione, ma vede io dovrei riuscire a intervistare un certo numero di persone entro stasera, in modo da poter finire l’indagine. Per questo ho scelto questo crocevia, so che è molto frequentato

– E’ vero, di qui passa molta gente e anche del tipo più diverso, per quello sto qui, mi piace osservarle

– Infatti, dovrei riuscire a raccogliere informazioni da un campione significativo. Allora, se mi permette, le faccio la prima domanda: Lei è un credente? – il ragazzo strinse la matita pronto a segnare la prima risposta.

– In che senso? – chiese il vecchio sereno.

– Se crede in Dio, sì o no?

– Come “sì o no”?

– Sì, crede in Dio, No, non crede in Dio – il ragazzo aveva assunto un tono conciliante.

– Ma in quale Dio esattamente?

– Capisco, ma questo fa parte della domanda successiva, ora deve solo dirmi se crede o no in Dio. Cioè se è ateo o credente

– Non posso risponderti con un sì o con un no, mi sembra troppo riduttivo. Uno dei motivi per cui ho deciso di sedermi qui è proprio per capire la gente e cercare di vedere Dio, ma ancora sto qui seduto…

Il ragazzo fissò il vecchio perplesso, poi si mise la punta delle matita in bocca, la masticò leggermente e infine esclamò contento: – Allora scrivo “Non lo so” è una delle possibili risposte …

– Ma non sarebbe vero, io lo so benissimo!

– Allora mi dica… sì o no? – il ragazzo dava qualche lieve segno di nervosismo.

– Allora diciamo di… sì… anche se le cose non sono così semplici… sì o no… la fede non è mai sì o no… e anche nella vita poche cose sono davvero nette

– Bene, allora sì – il ragazzo sembrava raggiante – E mi dica, qual è la sua religione: cristiana, ebrea, islamica, induista, buddista o altro?

– Altro? – il vecchio era davvero stupito.

– Sì, nel senso che se lei segue una delle religioni che non sono nell’elenco previsto può dirmela e io l’aggiungo

– Capisco, ma non è così semplice. Ognuna delle fedi che hai nominato in realtà ha poi diverse varianti. Il Cristianesimo cattolico è molto diverso da quello protestante e lo stesso vale per qualunque altra religione…

– Certo, ma non si preoccupi, quello è oggetto delle prossime domande

– In che senso?

– Nel senso che se lei mi dice che la sua fede è quella cristiana, poi le chiederò di dirmi quale tipo di cristianesimo e quali sono i precetti del cristianesimo che segue e che non segue o quelli con cui non è d’accordo o a cui da meno importanza e così via, per esaminare fino in fondo la sua fede

– Ma non ha senso una serie di domande così, mi costringono a scelte nette. Se davvero ti interessa la mia fede, perché non ti siedi qui accanto a me e parliamo? Ti racconterò di tutti gli dei che ho visto passare da quando sono qui…

Il ragazzo sorrise bonario: – Mi dispiace, ma non posso, devo finire questo lavoro entro stasera e devo dedicare a ogni intervista un quarto d’ora più o meno, altrimenti non ce la farò mai a finire in tempo. La ascolterei volentieri, sicuramente sarebbe interessante, ma devo fare un lavoro scientifico, fotografare il mondo della fede, quindi devo proseguire col questionario

– Capisco… allora io non credo di poterti più rispondere, ragazzo… – rispose sereno il saggio.

– Perché? Spero di non averla offesa in alcun modo, le assicuro che non era mia intenzione…

– No, tu non c’entri. E’ che non sono capace di far rientrare la mia fede nelle tue domande e se queste servono per avere una fotografia scientifica della mia fede… beh, allora vuol dire che la mia fede ha poco di scientifico e molto di umano, perché non si esaurisce in una risposta, ma è un racconto, il racconto di una vita e per capirlo bisogna avere il tempo di ascoltarlo

Il ragazzo non rispose, ma salutò col capo e si allontanò, rimase lì tutto il pomeriggio e alla fine completò il suo questionario, nei prossimi giorni i risultati sarebbero stati uniti a quelli di questionari simili e poi si sarebbero analizzati i risultati e riviste e giornali avrebbero detto la loro sulla fede e sui credenti e sugli atei e sugli agnostici. Il vecchio saggio lo guardò allontanarsi e poi tornò a fissare il crocevia, la sua fede era solo in fondo al suo cuore.

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3 Risposte to “Perché i cristiani sono in diminuzione?”

  1. Alex Says:

    Riflessione molto interessante, mi ha fatto piacere leggerla. Ma secondo me il vero motivo della scristianizzazione della nostra società è una sola: questa non è non è l’epoca di Cristo, ma è l’epoca della gnosi e della massoneria. L’epoca di Cristo è già finita da un pezzo, e per accorgersene basta confrontare il pensiero dell’uomo del passato – cristiano fino al midollo – con quello dell’uomo moderno, gnostico a partire dal suo governo (e bene sii! La democrazia fa parte della gnosi: la verità non esiste, e siamo noi a decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato = democrazia). Arrivati a capire questo non è nemmeno più tanto strano convincersi del fatto che questa sia l’epoca dell’Anticristo. Ma chi è l’Anticristo? Le profezie – dall’Apocalisse di S. Giovanni e quelle dei santi e mistici del passato – sono chiare in merito: sarà un uomo di grande potere, che diventerà re dal nulla (questo può avvenire solo in democrazia), l’unico che riuscirà a controllare tutte le nazioni della terra (la globalizzazione), riunendo – in nome della “pace” – sotto di se tutte le religioni del mondo, unite da un solo dio (quello della gnosi: Lucifero). Tutto questo può avvenire solo adesso. In epoca diversa dalla nostra non potrebbe accadere. Ecco spiegato il perché il mondo è sempre meno cristiano, questa non è l’era di Cristo.

    “Ma quando il Figlio dell’uomo tornerà troverà ancora fede sulla terra?”. Per questa domanda abbiamo già la risposta.

  2. Giulia Says:

    Il vecchietto, da questo racconto, appare come un povero rimbecillito.
    La fede non è “sì o no”? e allora cos’è? Forse?
    O si crede, oppure no, al massimo possono esserci dei dubbi. A me piace la pizza, ad esempio, ma dopo averne mangiata una non ne voglio altra; nonostante questo se qualcuno mi chiedesse “ti piace la pizza?” anche se non ne avessi voglia in quel momento risponderei “sì”.
    Ma che ve lo dico a fa’?

  3. Davide Galati Says:

    Ciao Giulia, quando scrivo questi racconti vorrei cercare di trasmettere un messaggio, ma non è detto che ci riesca. Può essere benissimo, anzi, che fallisca del tutto e il risultato sia quello che indichi tu. Quello che ho cercato di dire è che la fede è un fenomeno così personale e complesso da non poter essere schematizzato con facilità. Tu dici: “O si crede o no, al massimo possono esserci dei dubbi”. Io credo che i dubbi ci siano sempre (al riguardo ti invito a leggere cosa scrivo a proposito della fede) e che in ogni momento si faccia una scelta. Ogni “vocazione” di vita non è mai scelta una sola volta, per sempre, ma è una scelta continua in ogni momento. In questo senso ritengo la scelta di fede più complessa della scelta se piace o no la pizza. E’ un po’ come se mi chiedessero, concedetemi il paragone, se mi piacciono le donne, direi di sì. Poi mi chiedessero se mi piacciono di più le bionde, le rosse o le more e così via… ma la donna con cui sceglierò di passare tutta la vita, se ce ne è una sarà, probabilmente, del tutto diversa o non riconducibile a quel tipo di preferenze. Spero di essere stato un po’ più chiaro e grazie per il tuo intervento.

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