Chi ha ragione: la Bibbia o la scienza?



Se la Bibbia è ispirata dal Signore questo vuol dire che tutto ciò che c’è scritto è vero e, dal momento che, nella nostra civiltà, nella nostra mentalità, è vero tutto ciò che è logico, coerente e verificabile sperimentalmente ci aspettiamo che anche la Bibbia sia così. Se poi la andiamo a leggere, senza alcun aiuto, da soli, cominciamo a venir colti prima da stupore e poi da parecchi dubbi perché la Bibbia si dimostra invece illogica, incoerente e alle volte anche in disaccordo rispetto alle scoperte della scienza. Qualcuno ha anche scritto un libro partendo partendo proprio da questi presupposti, il risultato è però, alla meglio, un grosso abbaglio. Un abbaglio che nasce, in buona o in mala fede, dall’ignorare tutta l’esegesi (esegesi significa interpretazione di un testo sacro o giuridico) cattolica dei testi sacri e che cosa significa che essi siano stati ispirati da Dio. La Bibbia non è un testo scientifico, le scoperte e le ricerche scientifiche sono tese a capire come funziona il mondo e poi, con le ricadute tecniche, a darci degli strumenti da usare nelle nostre vite. Il mezzo di comunicazione che usiamo adesso, quello su cui mi potete leggere nasce proprio da questo: da una ricerca scientifica e da una ricaduta tecnica di quella ricerca. La Bibbia invece è un libro che parla della nostra vita, della nostra vita personale ed è per questo che è come la nostra vita personale: illogica, incoerente e del tutto al di là di ogni verifica sperimentale. Intendiamoci, i testi sacri sono stati e sono ancora studiati dal punto di vista storico, e si sono scoperte quelle che sono le naturali contaminazioni che si ritrovano nella formazione di qualunque testo di questo tipo (per cui i miti e le culture con cui un popolo viene in contatto finiscono con l’influenzare anche la vita di quel popolo), ma tutto questo ha un valore di scoperta storica, scientifica, non toglie nulla al valore che la Bibbia, come testo ispirato da Dio, ha per la nostra vita. Si può discutere, dal punto di vista storico, se la fuga degli ebrei dall’Egitto c’è stata e in che modo ed è indubbiamente interessante, ma nessuna scoperta o teoria storica può togliere nulla al valore che il racconto dell’Esodo ha per la nostra vita. Il popolo in schiavitù siamo noi, la nostra vita, il Faraone è il peccato, Satana, che ci tiene in schiavitù. Per liberare la nostra vita dal Faraone possiamo anche provare la prima via che tentò Mosè, cioè quella della violenza, ma non otterremo nulla, dobbiamo prima fare l’incontro col roveto ardente e poi affidarci a Lui, totalmente, anche coi nostri dubbi e Lui allora ci starà accanto e ci mostrerà come liberarci dalla schiavitù del Faraone. Non sarà un percorso semplice, non sarà un colpo di bacchetta magica a salvarci, ma prima Mosè dovrà scontrarsi coi maghi del Faraone, poi verranno le piaghe che flagelleranno l’Egitto, ma il Faraone non lascerà andare il popolo, non fino all’ultima. E poi il popolo partirà prendendo con sé l’essenziale, ma il Faraone cambierà idea e tornerà alla carica. Dio però sarà sempre al fianco del popolo e non gli mostrerà la via più breve, ma prima della Terra Promessa (la pace e la serenità a cui ognuno di noi aspira) ci saranno quarant’anni nel deserto, ci sarà il vitello d’oro e le mormorazioni del popolo contro Dio, ci sarà la manna e le quaglie, fino ai combattimenti per entrare nella Terra Promessa. Ecco allora come tutto questo racconto diventa il racconto della nostra vita, il racconto che mostra il senso della nostra vita e che ci mostra la strada, facendoci vedere quanto sia vicino al nostro vissuto, alla nostra realtà. Ecco perché diciamo che è ispirato da Dio, perché è vero non nell’ordine della scienza, ma in quello del nostro cuore, della nostra vita. Ecco perché è Parola di Dio, perché è parola che è fatto, fatto concreto e che parla al nostro cuore, al cuore proprio di ciascuno di noi, come solo un Padre che ci conosce e ci ama può fare. Allora Bibbia e scienza hanno ragione entrambe e, in alcun modo, sono in contrapposizione, perché parlano linguaggi diversi e descrivono realtà diverse.

Genesi 1:26 Poi Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra». Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento». E così fu. Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno. Così furono compiuti i cieli e la terra e tutto l’esercito loro. Il settimo giorno, Dio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificò, perché in esso Dio si riposò da tutta l’opera che aveva creata e fatta.

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il bambino arrivò al crocevia quasi arrancando, schiacciato da un enorme zaino. Si fermò a guardarsi intorno, poi vide il vecchio saggio e si accorse che stava seduto proprio su un bel prato pianeggiante, così tirando quasi un sospiro di sollievo, si tolse lo zaino, lo lasciò cadere e si sdraiò per terra a guardare il cielo.

– Hai finito la scuola?

– Sì, sto tornando verso casa, ma qui è troppo bello, così ho pensato di fermarmi un attimo a riposare. la disturbo?

– No, non per nulla. Capisco anche perché sei stanco. Quello zaino deve pesare parecchio

– Non tantissimo, dai. Però sì, pesa un po’…ma oggi sono un po’ perplesso…

– Sei perplesso? E perché mai? – il vecchio sembrava divertito dal tono del bambino che sembrava stesse affrontando un difficile problema nonostante la giovane età

– Perché oggi ci hanno spiegato l’evoluzione…

– E non l’hai capita?

– No, no, l’ho capita…sai è interessante, quello che però non ho capito è che ieri a catechismo ci hanno raccontato come Dio ha creato il mondo e allora adesso non capisco… chi ha ragione?

– Hai provato a chiederlo al tuo maestro?

– Sì e lui ha detto che la Bibbia sono solo favole e che solo la scienza è vera. Però questa cosa non mi convince molto…

– Ah sì? E perché non ti convince molto?

– Non lo so di preciso, non mi convince… – il bambino si mise seduto e guardò in faccia il vecchio – Mamma e papà e le catechiste e gli amici di mamma e papà e il parroco ci credono… non possono essere solo favole… questa cosa non mi convince molto

– Capisco e penso che tu abbia ragione

– Davvero?

– Sì, vedi nella teoria dell’evoluzione è importante capire come ogni cosa sia legata all’altra e come l’ambiente sia responsabile della vita che lo abita e viceversa

– Già, è molto importante…

– Invece, nel racconto della Genesi quello che è importante capire è altro. E’ importante capire come Dio sia il Signore e il Creatore di ogni cosa e di come egli abbia fatto bene ogni cosa…

– …e poi il settimo giorno si è riposato

– Sì, esatto e sai cosa significa tutto questo? Che per ogni cosa che hai, per questo prato su cui sei seduto, il cielo che guardi contento, gli alberi che ci stanno intorno, devi ringraziare il Signore, il Creatore e che ogni cosa creata viene da Lui

– E vuol dire che mi devo riposare?

– Sì anche, vuol dire che non dobbiamo solo fare, ma anche fermarci a riposare, come ha fatto il Signore e magari dedicare un po’ del nostro tempo di riposo proprio a Lui che è il Creatore

– Sì, capisco… sono cose molto diverse…

– Già, quindi entrambe sono vere, solo che parlano di cose diverse: una parla del mondo, l’altra della tua vita

– E’ vero! – il bambino lo esclamò con esultanza, ma poi si fermò e aggiunse serio: – Ma perché il mio maestro non me lo ha spiegato come lo hai spiegato tu?

Il vecchio sorrise: – Forse perché nessuno lo ha mai spiegato a lui

– Mi sa di sì, non credo sia mai andato a catechismo lui, sai?

– Forse o forse ci è andato, ma non ha trovato chi ha saputo spiegarglielo, capita alle volte

– Hai ragione, sai cosa farò allora?

– No, cosa?

– Glielo spiegherò io! A lui e ai miei compagni di classe e a chiunque voglia… in fin dei conti è facile – sorrise il bimbo pieno di entusiasmo – Ora però sarà meglio che vada, mi sa che tra poco la mamma torna a casa – e così dicendo raccolse lo zaino e se lo risistemò sulle spalle, poi salutò e si allontanò verso casa.

Il vecchio lo guardò allontanarsi, poi tornò a fissare il crocevia

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