Come possiamo essere testimoni di Cristo se non lo abbiamo visto?


Solitamente quando pensiamo al testimone, pensiamo a qualcuno che ha visto coi propri occhi ciò di cui testimonia (i testimoni di un incidente). Però non è sempre così, ad esempio nei processi vengono chiamate a testimoniare persone che parlano in merito alle loro esperienze, sono i cosiddetti periti, cioè persone che non hanno assistito direttamente ai fatti, ma che danno testimonianze che dovrebbero servire a provare l’autenticità o meno di ciò di cui si parla. Noi, è ovvio, non possiamo essere testimoni oculari di Cristo, non come se avessimo assistito alla sua predicazione in prima persona, ma possiamo essere testimoni nel senso di dimostrare, con la nostra vita, col nostro modo di vivere, la verità e la realtà di Cristo e del suo annuncio. Ma questo in concreto come si può fare? Gesù nei Vangeli lo dice molte volte, ma è sufficiente che ricordiamo il nostro Credo, lì c’è tutta la nostra fede con tutto ciò che ne consegue. Noi crediamo che Dio si sia fatto uomo e sia morto per noi, quindi noi, ciascuno di noi, vale il sangue di Cristo. Nella nostra vita viviamo questo? Ci ricordiamo quanto valiamo e ci comportiamo di conseguenza? Non per montare in superbia, ma per custodire noi stessi e non svilirci, non farci fregare dalla paura, non imbottirci di droghe fisiche o mentali. E poi ci ricordiamo che anche gli altri valgono altrettanto? Valgono lo stesso sangue? Ci ricordiamo di non svilirli? Di non creare a loro paure, di non vendere loro droghe fisiche o mentali? Certo, non è facile, ma il cristianesimo non è una religione facile, non lo è da qualunque parti lo si guardi. Il popolo eletto ha peregrinato 40 anni nel deserto, Gesù è stato crocifisso, i primi cristiani sono morti piuttosto che rinnegare ciò che avevano visto coi loro occhi, ma nessuno di loro, anche Cristo stesso non ce l’avrebbe fatta senza la preghiera. Anche Cristo si raccoglieva spesso in preghiera e la notte in cui fu tradito si fermò a pregare nel Getsemani, chiedendo che venisse allontanato, se possibile, da lui quel calice, ma che, alla fine, fosse fatta la volontà del Padre non la sua. Ecco l’arma segreta del cristiano, quella che gli permette di essere testimone di Cristo: la preghiera. Il rapporto del cristiano è sempre in tre direzioni: verticale, interiore ed orizzontale. Il cristiano, cioè, si rapporta con la preghiera direttamente con la Trinità, poi interiorizza ciò che riceve e lo mette in pratica nel rapporto coi suoi fratelli. Solo così un cristiano può essere testimone di Cristo. Senza la dimensione della preghiera un cristiano non può riuscire a fare ciò che Cristo chiede a ognuno di noi.

Marco 14:37 Poi venne, li trovò che dormivano e disse a Pietro: «Simone! Dormi? Non sei stato capace di vegliare un’ora sola? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole»

Il crocevia delle molte strade era famoso in tutta la regione perché da lì si potevano raggiungere un po’ tutte le località del regno. Nel crocevia si incrociavano otto sentieri e qualunque si seguisse si sapeva che da lì a poco si sarebbe biforcato e poi biforcato di nuovo e così via, per permettere di andare in qualunque direzione si desiderasse. Era un crocevia importante, ma anche pericoloso, perché se non si conosceva la strada si rischiava facilmente di perdersi e viaggiare di notte, da soli, non sempre era piacevole oppure scoprire di essere ben lontani da dove si voleva arrivare poteva demoralizzare anche gli animi più forti.

Seduto, al centro del crocevia stava un vecchio. Era lì da molto, molto tempo, da così tanto tempo che nessuno sapeva ormai da quanto. Non parlava quasi mai, ogni tanto qualcuno si recava da lui e gli lasciava qualcosa da mangiare o da bere. Il vecchio accettava con gratitudine il dono e si limitava a dare qualche consiglio a chi glielo chiedesse. Le sue, rare, parole erano diventate leggendarie, si diceva che sapesse colpire direttamente nei cuori, che leggesse il futuro e che avesse poteri divini. Naturalmente non era vero, si trattava solo di un uomo che aveva deciso di fermarsi per guardare la gente che passava e che aveva imparato dalla vita una saggezza che tutti possedevano, ma che quasi tutti avevano dimenticato.

Il giovane francescano arrivò al crocevia in silenzio, i suoi stessi passi sembravano non fare rumore. Le braccia si perdevano dentro le maniche dell’abito, mentre il viso, incorniciato da una rada barba, era rivolto verso il basso, come in meditazione. Sembrava non accorgersi di ciò che aveva intorno e quasi rotolò addosso al vecchio.

– Mi dispiace… – balbettò scusandosi – non mi ero accorto di essere uscito dal sentiero… ero assorto e…

– Non si preoccupi, capisco bene come la preghiera possa coinvolgere a tal punto da far dimenticare tutto il resto

– Già, ma non stavo pregando, magari!

– Cosa intende?

– Che è da un po’ che non riesco più a pregare, ma non voglio annoiarla

– No, non si preoccupi. Si vede che ha bisogno di parlarne e, devo ammettere, che io non ho altri impegni urgenti – sorrise il vecchio.

Il francescano si sedette accanto a lui: – Vede, io sono un novizio e domani dovei prendere i voti definitivi, ma negli ultimi tempi sono assalito dai dubbi

– Non ho mai sentito che i dubbi siano una cattiva cosa

– Sì, è vero, ma se si riesce a superarli, io invece è molto che vi sono impantanato e non ne vengo fuori

– Di che tipo di dubbi stiamo parlando? Temi che quella che stai per scegliere non sia la tua strada?

– In un certo senso… mi viene chiesto di seguire Francesco sulle orme di Cristo, ma come posso esserne capace? Io su di loro ho letto parecchio, ma sarà sufficiente?

– No, non credo – rispose il vecchio sornione – se fosse così credo che il cristianesimo si sarebbe estinto da tempo…

– Infatti! Anche voi mi date ragione, non sono tagliato per quest’abito

– Io veramente non ho detto questo. Anzi, sinceramente, credo che se siete arrivato fino alla soglia dei voti definitivi è perché qualcuno vi ha chiamato e voi avete risposto. Quello che invece vedo adesso è solo un uomo che ha paura e che si sta lasciando vincere da questa paura

– Voi dite? L’unica paura che ho è che non sono in grado di rendere testimonianza all’abito che porto

– Finché continuate così, no di sicuro

– Cosa intendete?

– Smettetela di guardare per terra e guardatevi intorno, cosa vedete?

Il giovane alzò lo sguardo e sembrò vedere il crocevia per la prima volta.

– Vedo alberi verdi, vedo un cielo azzurro, vedo bianche nuvole e l’oro del sole…

– E poi?

– …il volo degli uccelli, la corsa della volpe, il lavorio dell’ape…

– E cos’altro?

– …la gente che cammina, i loro volti… sono tristi, pensierosi, gioiosi, allegri…

– E cosa vi ricorda questo?

Il francescano rimase in silenzio continuando a guardarsi intorno e intanto il suo volto si riempiva di colore, diventando sempre più luminoso, poi improvvisamente scattò in piedi e iniziò quasi a cantare: – Laudato sii, o mi Signore, per tutte le tue creature! – si voltò di nuovo verso il vecchio – Grazie! Grazie davvero! Mi avete fatto ricordare tutto quello che sapevo, ma avevo dimenticato. Avevate ragione, avevo fatto vincere la paura e avevo dimenticato la preghiera e la vita

– Sì,- sorrise il vecchio – la vita e la preghiera…

– Sono come un cuore che pulsa, insieme portano la vita, da sole non hanno significato…

Il vecchio tacque, tanto il giovane non lo avrebbe più potuto sentire, si era allontanato saltellando e declamando a gran voce il Cantico delle creature. Qualche passante si fermava a guardarlo torvo, qualche altro gli sorrideva e rispondeva recitando qualche strofa. Il saggio guardò un gruppo di uccellini che sembrava accompagnare il giovane mentre tornava dalla strada per cui era venuto cinguettando ad ogni strofa, poi tornò a fissare il crocevia.

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2 Risposte to “Come possiamo essere testimoni di Cristo se non lo abbiamo visto?”

  1. Samuele Says:

    Mi permetto di aggiungere qualcosa… La preghiera è solo un aspetto dell’essere in Cristo, cosa che è in realtà il modo di essere testimoni in fede, speranza e carità, e soprattutto quest’ultima, senza cui siamo, dice San Paolo, bronzo che risuona e cembali che tintinnano. Sono certo che questo lo avevi solo sottointeso, ma mi sono permesso ugualmente di precisare

    • Davide Galati Says:

      Hai fatto benissimo a esplicitarlo. Alle volte ci sono cose che effettivamente sottintendendo, anche solo per abitudine, ma è bello che si possa aiutarsi a vicenda anche con questo. Grazie mille!

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